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La guida alla Championship 2019-2020 | Numero Diez | Generico

Calcio Internazionale

La guida alla Championship 2019-2020

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Nell’immaginario comune parlare di Championship significa parlare della “Serie B” inglese. Il paragone dal punto di vista delle categorie è, ovviamente, corretto, ma non lo è dal punto di vista qualitativo. Senza nulla togliere al campionato cadetto italiano, quello inglese è tutta un’altra storia. Stiamo parlando del campionato professionistico con più squadre al mondo in un solo girone: 24. Un campionato lunghissimo, imprevedibile e dal livello tecnico e tattico altissimo per una serie minore. Tante squadre, tanti protagonisti e tanti personaggi di spicco: analizziamo la competizione, che è già arrivata alla sua quarta giornata, e cosa possiamo aspettarci da questa edizione 2019-2020.

LE FAVORITE

Il lascito dell’edizione precedente è stato pesante. Il Norwich, non considerata tra le favorite della competizione, ha vinto il titolo, anche grazie ad uno straordinario Teemu Pukki, che ha messo a segno ben 29 reti. Promossi anche Sheffield United Aston Villa, mentre le beffate sono state LeedsWest Bromwich Derby County, sconfitto in finale playoff proprio dai Villans.

Si riparte, quindi, da un Leeds scottato per la mancata promozione della scorsa stagione e che per forza di cose parte come la favorita numero uno della competizione. Alle loro spalle West Bromwich e l’appena retrocesso Fulham, che dopo il mercato faraonico dello scorso anno ha dovuto fare i conti con il riscontro del campo, che è stato assolutamente negativo.

LEEDS

Per parlare del Leeds, bisogna iniziare dal suo allenatore: Marcelo BielsaEl Loco. Uno dei personaggi più conosciuti e amati del panorama calcistico mondiale, vate del calcio offensivo e maestro della comunicazione. Il tecnico ha messo tutto il suo calcio nella squadra della contea di Yorkshire, e punta alla vittoria del titolo e alla promozione diretta.
La rosa, già ben strutturata, è stata rinforzata con qualche acquisto mirato: Ben White, difensore centrale classe ’97 in prestito dal BrightonEddie Nketiah, giovane attaccante in prestito dall’Arsenal. Probabilmente l’acquisto più interessante della campagna estiva della squadra, poiché è uno dei prospetti più interessanti del calcio inglese. Dotato di grande velocità e di un’ottima freddezza sotto porta, è stato paragonato a Jermain Defoe. Preso anche Hélder Costa, ala destra classe ’94 che ha sempre giocato a buoni livelli. Tre buoni acquisti, ma il vero colpo è stato mantenere in squadra giocatori come RoofeKlichHernandez Bamford, che hanno trascinato il Leeds al terzo posto della scorsa stagione.

La probabile formazione del Leeds durante la stagione. Fonte immagine: sito ufficiale di Sky Sports UK

FULHAM

Retrocesso dalla Premier League a sorpresa dopo una campagna acquisti faraonica in seguito alla promozione, il Fulham vuole tornare subito nella massima serie inglese. In panchina è stato confermato Scott Parker, secondo nella passata stagione. Ci sono state uscite importanti: da Ryan Sessegnon Seri, passando per BabelSchürrleVietto. Cessioni inevitabili, per un club retrocesso, ma uno dei big acquistati la scorsa stagione è rimasto. Il bomber serbo Aleksandar Mitrović, che potrebbe essere il vero “crack” di questo campionato. Sul fronte acquisti, da segnalare il ritorno di Cavaleiro e gli acquisti di Knockaert, del giovane Onomah e dell’esperto Harry Arter.
Una squadra ben costruita per la Championship, basata totalmente sul suo terminale offensivo Mitrovic che sarà chiamato a fare la differenza e trascinare la sua squadra alla promozione.

La probabile formazione del Fulham durante la stagione. Fonte immagine: sito ufficiale di Sky Sports UK

WEST BROMWICH

Il West Bromwich si presenta alla nuova stagione come una squadra solida, esperta e pronta a strappare la promozione per la prossima Premier League. Jay Rodriguez è stato sostituito da Zohore, gigante danese pronto a prendere per mano l’attacco dei Baggies. Le chiavi del centrocampo saranno nelle mani di Livermore, esperto centrocampista inglese dotato di grande tecnica e di una balistica non indifferente. Robson-Kanu, uno degli eroi del Galles che arrivò in semifinale negli Europei del 2016, si alternerà al centravanti ex-Cardiff. In panchina, un allenatore esperto come Slaven Bilić, che ha allenato anche la nazionale croata, rappresenta una garanzia assoluta. L’obiettivo è quello della promozione diretta, con queste premesse potrebbe essere fattibile.

La probabile formazione del West Bromwich durante la stagione. Fonte immagine: sito ufficiale di Sky Sports UK

LA LOTTA PER I PLAYOFF

Non solo le tre favorite, ma merita un’analisi anche la grande ammucchiata che senza dubbi si andrà a creare per la lotta ai playoff. Il Cardiff è considerata l’outsider da tenere più in considerazione: Glatzel, centravanti tedesco dal fisico imponente, è stato il colpo dell’ultima ora e sarà l’attaccante su cui i gallesi concentreranno il gioco. In difesa preso anche Flint dal Middlesbrough, colpo di sicura affidabilità per la categoria. Sulla trequarti preso Vaulks che si alternerà con l’altro acquisto di ruolo, Whyte. In panchina, confermato Neil Warnock. Una rosa solida, pronta a lottare per entrare nei playoff.

Lo Stoke City è stata la grande delusione della stagione passata, con una rosa di livello assoluto non è riuscita ad andare oltre un misero sedicesimo posto. Quest’anno, con in panchina confermato Nathan Jones, si affideranno all’esperienza del nuovo acquisto Lee Gregory, ex-bandiera del Millwall con all’attivo più di 60 reti con quella maglia e a Vokes, preso a gennaio dello scorso anno, che però ancora non è riuscito a lasciare il segno con questa maglia. In porta Butland è una certezza, insieme a Lindsay che avrà il compito di guidare la difesa. A centrocampo la mente è Joe Allen, ex-Liverpool, centrocampista di assoluto livello per la competizione.

Jack Butland con la maglia dello Stoke City. Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di @jbutland_

Altra grande delusa della passata stagione, il Middlesbrough. Un calciomercato senza grandi incursioni, ripone di nuovo tutte le speranze dei tifosi nei piedi dell’attaccante Assombalonga. Grave la perdita in difesa di Flint, toccherà ad Ayala Shotton governare il reparto. In porta Randolph è una sicurezza. Tuttavia, sarà difficile per il Boro ambire alla zona playoff, ma la Championship è un campionato imprevedibile, quindi niente è da escludere.

Il Derby County dopo aver toccato il cielo con un dito, è ritornato a terra, ma vuole tornare a volare. In panchina Lampard è volato al Chelsea, ma è arrivato un allenatore giovane, ma già esperto: Phillip Cocu, ex-PSV Fenerbahçe. Molti sono rimasti in rosa, tranne il talento inglese Mason Mount che ha seguito il suo allenatore ai Blues. Grande colpo sulla trequarti, dove arriva il prestito dall’EvertonKieran Dowell, calciatore molto elegante e bravo tecnicamente, che ha già giocato in Championship, con ottimi risultati, con Nottingham Forrest e Sheffield United. Si attenderà poi il 2020, quando arriverà Wayne Rooney con un contratto da allenatore-giocatore: sarà, infatti, il vice di Cocu. Esperienza e fantasia, dunque, per il nuovo Derby County che si candida seriamente alla promozione.

Kieran Dowell si presenta al Derby County. Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di @kierandowell20

Tra le big non si può dimenticare il Brentford, squadra che ha speso molto e che ha voglia di fare bene da subito. Da anni sono un’importante realtà del calcio minore inglese, ma vorrebbero fare il salto di qualità. Motivo per cui sono stati presi calciatori come Jansson dal Leeds, difensore centrale svedese di ottimo livello per la categoria. Nørgaard dalla FiorentinaJensen, colpo di altissimo livello per il centrocampo, dal Celta Vigo. Potrebbe far male la cessione di Maupay, centravanti francese punto di riferimento dell’attacco dei Bees, al Brighton, durante le ultime ore di mercato. Sarà quindi da verificare la solidità del reparto offensivo, ma il resto della squadra è più che valido.

Attenzione anche al Nottingham Forrest, squadra che ormai da troppi anni è ferma nel limbo della mediocrità. Molti ingaggi pesanti tagliati, ma sono stati fatti molti investimenti su calciatori giovani come Semedo Muric. Da sottolineare la permanenza in attacco di Grabban, calciatore fondamentale per i Garibaldi Reds. In panchina, dal Rennes, ci sarà Sabri Lamouchi, un allenatore assolutamente competitivo per la Championship. Sarà difficile, ma il Nottingham Forrest proverà a strappare il biglietto per i playoff.

LE INCOGNITE

Sono due le grandi incognite di questa stagione di Championship: lo Swansea e l’Hull City. Due squadre che non si sono rinforzate molto e che hanno anche ceduto. Lo Swansea ha, infatti, dovuto tagliare tutti gli ingaggi pesanti: da Bony Fer, passando per due cessioni di lusso come quelle di Daniel James Oliver McBurnie. L’Hull City, invece, è riuscita a tenere Grosicki e soprattutto Bowe, presentandosi con una squadra compatta e solida, ma non in grado di poter fare la differenza. Sono squadre che bisognerà capire, come reggeranno l’impatto di un campionato che è cresciuto molto dal punto di vista qualitativo rispetto allo scorso anno.

Grosicki con la maglia dell’Hull City. Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di @kamilgrosicki10

IL LIMBO DI CENTRO CLASSIFICA

Poi ci sono quelle squadre che, inevitabilmente in un campionato a 24 squadre, ballano costantemente a metà classifica, ottenendo subito una salvezza tranquilla, provando a fare di più, ma senza riuscirci.
La Bristol City, orfana del talentoso difensore Lloyd Kelly, volato al Bournemouth, dispone di una rosa affidabile ed esperta. La difesa sarà guidata da Kalas, mentre a centrocampo è arrivato Nagy dal Bologna, che potrebbe dare un ottimo contributo in fase di pressing. In attacco occhio al duo WeimannAfobe, due calciatori che per caratteristiche si completano a vicenda. Tuttavia, la squadra non sembra essere a livello delle altre, ma potrebbe comunque diventare una mina vagante qualora riuscisse a velocizzare il gioco e renderlo più pericoloso, problema che la squadra non è mai riuscito a risolvere nel corso della scorsa stagione.

I cugini dello United sono saliti in Premier, loro invece sono rimasti nel limbo: allo Sheffield Wednesday sono rimasti praticamente tutti ed è entrato anche qualche calciatore interessante come Massimo Luongo dal QPR. Una squadra solida, ma che difficilmente potrà puntare a più di una tranquilla salvezza a metà classifica.

Massimo Luongo con la nuova maglia dello Sheffield Wednesday. Fonte: profilo Instagram ufficiale di @massluongo

Il Preston è sempre stata una squadra all’insegna dei giovani. Quest’anno si presenterà senza Robinson, venduto allo Sheffield United, ma sono rimasti calciatori importanti come Pearson, giocatore più valido del centrocampo dei Lilywhites. In attacco ci sarà ancora Maguire, mentre la difesa sarà nelle mani di Davies. Squadra dal buon potenziale offensivo, ma più debole in difesa. L’obiettivo metà classifica è alla portata, ma fare di più sarà complicato.

Dalle grandi difficoltà dell’anno scorso, può risorgere il Blackburn che è una delle squadre che ha investito di più durante il mercato. CunninghamDowningSam Gallagher Bradley Johnson, i colpi più importanti. In squadra sono rimasti anche i due migliori della scorsa stagione: il trequartista Dack e il difensore centrale Lenihan. Squadra, quindi, che è stata rinforzata in tutti i settori e che potrebbe competere anche per qualcosa di più della metà classifica, ma per ora meglio volare bassi.

Il Reading viene dalla cessione dolorosa di Böðvarsson, bomber della squadra, al Millwall. Tuttavia, i Royals restano una squadra bella da vedere, votata al gioco d’attacco. A sostituire l’attaccante islandese sarà Puscas, centravanti rumeno ex-Inter. Centrocampo e difesa saranno in mano ai giovani: Ejaria, talentoso centrocampista dotato di grande tecnica e forza fisica e Miazga, centrale statunitense molto affidabile per la categoria. In panchina ci sarà Josè Gomes, allenatore dalla grande esperienza che ama il calcio offensivo. L’obiettivo è quello della metà classifica, ma potrebbe anche succedere qualcosa di più.

Pușcaș con la sua nuova maglia del Reading. Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di @puski96

LA LOTTA SALVEZZA

In un campionato così, la lotta salvezza coinvolge tante squadre e spesso si decide all’ultimissima giornata. Anche questa stagione, quindi, sono molte le sfortunate candidate alla corsa salvezza.
A sorpresa, potrebbe essere l’Huddersfield, retrocessa male dalla Premier League, a doversi guardare le spalle. Tante cessioni di lusso (MooyBillingDepoitre, Durm) e nessun acquisto di livello. Il destino dell’Huddersfield potrebbe essere amaro. Certamente i presupposti non sono incoraggianti.
Stesso discorso, a livello di sbilancio tra cessioni e acquisti, per il Birmingham che si dovrà preparare ad una stagione di pura sofferenza. Invece potrebbe stupire il Luton, che sembra avere una squadra capace di arrivare nella zona salvezza.
Rivoluzionata la squadra del QPR, il problema resta sempre quello di riuscire a dare identità ad una squadra che ormai cambia quasi tutti i suoi undici titolari ogni stagione. Si preannuncia un’altra stagione nei bassifondi, la speranza è quella di raggiungere la salvezza. Speranza che non basterà al Wigan, a cui per arrivare in quella ambita zona, servirà un vero e proprio miracolo. Stesso discorso anche per il Charlton.
Salvezza possibile, invece, per Millwall Barnsley. Entrambe hanno delle rose rivedibili, ma adatte per raggiungere l’obiettivo minimo.

Si preannuncia un campionato ricco di emozioni, di goal e di talenti da scoprire. Per i bilanci dovremo aspettare la fine della stagione, ma per ora godiamoci la “Serie B più bella del mondo.

Fonte immagine di copertina: profilo Facebook ufficiale Leeds United

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Calcio Internazionale

Il Liverpool batte il Chelsea e vince la Carabao Cup: decide un gol di Van Dijk nei supplementari

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van Dijk

Wembley è lo stadio designato per ospitare la finale di Champions League 2023/2024, ma è anche il palcoscenico delle grandi finali delle coppe inglesi. Oggi, nel tempio del calcio oltre-manica, è andata in scena la sfida tra Chelsea e Liverpool. Le due squadre si sono infatti sfidate nell’ultimo atto della Carabao Cup, la coppa di Lega.

I tempi regolamentari sono finiti a reti bianche, con nessuna delle due squadre che è stata capace di battere il l’estremo difensore avversario. Il portiere del Liverpool, Kelleher, e quello del Chelsea, Petrovic, hanno chiuso la propria porta e hanno fatto si che il match si dovesse decidere oltre il novantesimo. Il sostanziale equilibrio è durato ben 118 minuti, infatti, a soli 2 giri di lancette dai calci di rigore, Virgil Van Dijk ha segnato il gol che ha permesso ai Reds di vincere la Carabao Cup. L’olandese, tra l’altro, ha realizzato una rete anche precedentemente, ma l’arbitro l’ha annullata per il fuorigioco di un suo compagno, vale a dire Endo.

I TROFEI DI VAN DIJK CON IL LIVERPOOL

Questo è dunque uno dei tanti trofei della lunga parentesi di carriera con la maglia del Liverpool di Virgil Van Dijk. L’ex Southampton ha già vinto in precedenza la Coppa di Lega Inglese nella stagione 2021-22, ma nella propria bacheca con questa squadra figurano anche un campionato di Premier League, una Community Shield e una FA Cup. In ambito continentale e internazionale invece, l’olandese e i Reds hanno trionfato insieme in Champions League, nella Supercoppa UEFA e nel Mondiale per Club. 

 

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Calcio Internazionale

Preferisco la Coppa: Coppa dei Campioni 1981/82

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Aston Villa 1982

Il 1 agosto 1981 nasce, negli Stati Uniti, MTV, il mitico canale televisivo incentrato sui video musicali che sarà vero e proprio fenomeno culturale negli anni seguenti.

Poco meno di un mese più tardi, il 26 agosto, Saint-Étienne e Dynamo Berlino aprono la 27esima edizione della Coppa dei Campioni.

Nel turno preliminare Les Verts, ormai al canto del cigno, cadono nella trappola dei tedeschi, che strappano un’importantissimo 1-1 in terra francese, con Christian Lopez protagonista assoluto del match. Dopo 25 minuti il difensore del Saint-Étienne incappa in uno sfortunato autogol che apre le marcature, complicando la strada per i padroni di casa; nella ripresa Lopez si rifà, seppur parzialmente, mettendo in rete da pochi passi la respinta del portiere della Dynamo, Rudwaleit, per l’1-1 finale.

Una settimana più tardi, in Germania Est, la Dynamo vince senza troppa fatica 2-0, grazie alle reti di Netz e Riediger, conquistando i sedicesimi.

NUOVA ERA

I sedicesimi della Coppa dei Campioni 1981/82 rispettano i pronostici della vigilia, con il solo, sorprendente, tonfo della Real Sociedad contro il CSKA Sofia. Il doppio confronto viene deciso all’andata da una rete di Yonchev al 90’ e i bulgari riescono a mantenere lo 0-0 all’Atotxa due settimane più tardi, conquistando gli ottavi.

La sfida più interessante dei sedicesimi, però, riguarda la rappresentante italiana nella competizione, la Juventus di Trapattoni che affronta il sempre ostico Celtic Glasgow. Gli scozzesi sono una squadra molto giovane, guidata da Billy McNeill in panchina e con qualche giocatore dal futuro interessante in campo, come David Moyes, ora allenatore e Pat “Packie” Bonner, 20enne portiere irlandese che sarà protagonista a Italia ‘90 e USA ‘94 con la sua Nazionale.

La sfida d’andata al Celtic Park, il 16 settembre, vede i padroni di casa imporsi per 1-0, grazie alla conclusione di MacLeod al 6’, deviata in maniera sfortunata da Schiera alle spalle di Zoff.

Con questo risultato, però, la Juventus resta ancorata alla possibilità di qualificazione in vista del match di ritorno, che entrerà nella storia del calcio e della televisione italiani.

Il 30 settembre 1981, infatti, per la prima volta in Italia, una rete televisiva privata trasmette la diretta di una partita europea. Lo spettacolo del Comunale di Torino viene portato nelle case della Lombardia da Canale 5, la rete ammiraglia di Silvio Berlusconi. L’imprenditore era riuscito a strappare a suon di miliardi (di lire, ovviamente) la trasmissione delle squadre italiane impegnate in Europa alla RAI, eccetto il Napoli, impegnato in Coppa UEFA e rimasto fedele alla tv di Stato.

È un momento storico per la televisione italiana ed è anche una gran serata per la Juventus, che ribalta il Celtic già nel primo tempo grazie alle reti di Virdis e Bettega, conquistando il passaggio del turno.

IL RITORNO DEI BELGI

La Juventus, dopo aver eliminato l’ostico Celtic, diventa una delle favorite alla vittoria finale, anche in virtù del sorteggio, che mette di fronte ai bianconeri l’Anderlecht agli ottavi. I biancomalva non sono più la corazzata di metà anni ’70, ma sono tornati a vincere il campionato belga dopo 6 anni, guidati da alcuni nomi interessanti come Morten Olsen e Frank Vercauteren.

La sfida d’andata si gioca al Vanden Stock, il 21 ottobre e vede una Juventus decisamente sorpresa dall’atteggiamento propositivo dei padroni di casa, che passano in vantaggio al 24’ con Geurts, bravo a svettare nell’area piccola su un calcio d’angolo, sfruttando una leggera indecisione di Zoff in uscita. La reazione dei bianconeri arriva a pochi minuti dalla fine del primo tempo, con Tardelli che pesca in area Marocchino per il pareggio.

 Nella ripresa è ancora Geurts a rimettere avanti l’Anderlecht, sfruttando un brutto errore di Prandelli, appena entrato al posto di Tardelli. A questo punto la Juventus capisce che l’obiettivo principale è quello di limitare i danni e cerca in tutti i modi di portare a casa un 2-1 che resta un risultato recuperabile. All’88’, però, ancora su un calcio d’angolo, Zoff respinge male con i pugni, consegnando di fatto il pallone a Vercauteren, che conclude al volo e mette in rete il gol del definitivo 3-1.

Due settimane dopo nella nebbia del Comunale, la Juventus tenta l’assalto in avvio, colpendo un palo clamoroso con un colpo di testa di Bettega, che poi deve anche lasciare il terreno di gioco per infortunio alla mezz’ora. Putroppo per i bianconeri è solamente un fuoco di paglia, visto che l’Anderlecht rischia poco e alla prima occasione punisce, ancora con la bestia nera Geurts. Il numero 9 biancomalva sorprende un rivedibile Zoff su calcio di punizione da molto lontano, portando avanti i suoi e, di fatto, rendendo impensabile la rimonta per la Juve. I bianconeri riescono solamente a trovare l’1-1 con Brio al 79’, con un bel colpo di testa su punizione di Cabrini, ma è troppo poco e l’Anderlecht passa il turno.

I biancomalva, dunque, approdano ai quarti della Coppa dei Campioni 1981/82, dopo aver eliminato Widzew Łódź e Juventus. Il sorteggio sembra benevolo per i belgi, che pescano la Stella Rossa nel turno successivo.

Il doppio confronto è senza storia, con l’Anderlecht che vince entrambe le sfide per 2-1 e, soprattutto nella sfida di ritorno al Rajko Mitic, lascia la sensazione di essere squadra matura e si candida pesantemente alla vittoria finale.

Della semifinale, però, parleremo più avanti, prima c’è da documentare un tonfo molto pesante.

FUORI I CAMPIONI

Nel marzo 1982, negli Stati Uniti, viene proiettato per la prima volta Blade Runner, il noir fantascientifico di Ridley Scott che vivrà nell’oblio per alcuni anni, prima di assurgere a cult assoluto.

Proprio ad inizio mese, il Liverpool, campione uscente della Coppa dei Campioni, sfida il CSKA Sofia ai quarti di finale, in una sfida che appare decisamente favorevole per i Reds.

Nonostante il pronostico della vigilia, però, ad Anfield gli uomini di Paisley faticano a trovare la rete, anche per merito della difesa bulgara, compatta e autoritaria. Il gol arriva solamente al 65’, grazie a Whelan, e il risultato non cambia più fino al triplice fischio.

Andare in un ambiente ostico come la Bulgaria con una sola rete di vantaggio è rischioso, ma il Liverpool appare davvero troppo forte rispetto al CSKA e appare fiducioso per la qualificazione.

La partita è spigolosa, con i padroni di casa che aspettano l’occasione giusta per colpire, senza scoprirsi troppo, per evitare di compromettere ulteriormente il risultato.

Dopo 78 minuti di contrasti e poche occasioni, il Liverpool inizia a vedere il traguardo, ma viene punito da Mladenov che rimette in perfetta parità l’incontro e lo porta ai supplementari.

Nell’appendice è ancora lui, Stoycho Mladenov a mettere in rete in mischia il gol del 2-0, facendo esplodere il Vasil Levski. Nella seconda metà dei supplementari il Liverpool si gioca il tutto per tutto, colpendo una clamorosa traversa con Kennedy da pochi passi.

Finisce così, con la Bulgaria in festa e i Reds, incredibilmente, fuori dalla Coppa dei Campioni 1981/82.

UN MIRACOLO E MEZZO

Siamo giunti, dunque, alle semifinali, che si rivelano diametralmente opposte nel risultato e nell’andamento.

Se il CSKA Sofia rischia di stupire nuovamente, costringendo il Bayern Monaco ad una difficile rimonta, la sfida tra Anderlecht e Aston Villa si rivela molto equilibrata.

I bulgari sorprendono il Bayern al Levski, portandosi sul 3-0 dopo meno di 20 minuti, grazie alle reti di Dimitrov, Yonchev e Zdravkov. La reazione dei bavaresi è immediate e porta ai gol di Dürnberger e Hoeness, prima del 4-2 firmato ancora da Yonchev ad inizio ripresa.

Un punteggio folle, che permette ai tifosi bulgari di sognare la prima storica finale di Coppa dei Campioni della propria storia, ma la realtà si palesa prima del previsto, sotto forma di Paul Breitner. Il nazionale tedesco trova il gol del 4-3 nel finale, rendendo molto meno complicata la rimonta per il Bayern al ritorno e meno rumorosa la festa del Levski.

Due settimane dopo, in Germania, il Bayern non lascia scampo al CSKA, con un roboante 4-0 firmato dalle doppiette di Breitner e Rummenigge, che chiudono in maniera brusca la favola dei bulgari.

Dall’altra parte, invece, l’Aston Villa, una delle sorprese del torneo, batte 1-0 al Villa Park l’Anderlecht, grazie alla rete di Morley e riesce a mantenere il punteggio anche al Vanden Stock, chiudendo con uno 0-0 storico, che porta gli inglesi alla finale di Coppa dei Campioni.

I Villans, che non vincevano un campionato inglese dal 1910, tornano prepotentemente sulla cresta dell’onda alla prima partecipazione di sempre in Coppa dei Campioni. Il fortino del Villa Park si dimostra inespugnabile per ogni avversario giunto in Inghilterra, tanto che alla fine del percorso lo score reciterà 4 vittorie su 4, con 9 gol segnati e nessuno subito tra le mura amiche.

Il momento magico dell’Aston sarà sufficiente per portare a casa la coppa contro un Bayern famelico?

L’IMPRESA

26 maggio 1982, due giorni prima dell’uscita nelle sale statunitensi di Rocky III, al De Kuip di Rotterdam va in scena la finale della Coppa dei Campioni 1981/82.

Da una parte l’Aston Villa, che ha subito 2 sole reti (peraltro nella stessa partita) in tutta la competizione, dall’altra la corazzata Bayern Monaco, che vede tre suoi calciatori in vetta alla classifica marcatori della Coppa dei Campioni, Hoeness con 7, Rummenigge con 6 e Breitner con 5 centri. La partita si prospetta molto interessante.

Dopo appena 10 minuti di gioco l’Aston perde il proprio portiere, Rimmer, per infortunio, sostituito dalla riserva Spink, ma poco importa vista la strenua difesa messa in atto dai Villans, che riescono a contenere ogni attacco proveniente da parte del Bayern.

Tra ottimi interventi di Spink e un paio di salvataggi provvidenziali dei difensori, l’Aston supera l’ora di gioco ancora indenne e tenta un’azione offensiva, forse la prima della sua partita. 

Il minuto è il 67’, Shaw salta un avversario a metà campo e lancia Morley, che entra in area, disorienta Weiner e mette dentro un pallone sanguinoso per la difesa del Bayern, che si perde Withe, bravo a farsi trovare pronto e ad appoggiare in porta l’1-0, per il tripudio dei tifosi inglesi arrivati in Olanda per l’occasione.

Mancano più di venti minuti alla fine, ma il Bayern non riesce più a rendersi pericoloso e l’Aston Villa si porta a casa una formidabile vittoria in Coppa dei Campioni.

Tra tre settimane la Juventus tornerà protagonista del torneo, nella Coppa dei Campioni 1982/83, arrivando ad un passo dalla gloria, ma perdendo contro la sorpresa Amburgo.

Fonte immagine in evidenza: profilo X Aston Villa

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Dramma in Bordeaux-Guingamp: Elis è in coma farmacologico

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Alberth Elis Bordeaux Ligue 1

Al 10′ di gioco di Bordeaux-Guingamp, partita valida per il 26° turno della Ligue 2 – la serie B francese – 2023/24, il mondo si è fermato. In quel momento sono cresciute paura ed apprensione per Alberth Elis. Lala destra honduregna classe 1996 dopo uno scontro di gioco con Donatien Gomis del Guingamp, ha riportato un trauma cranico.

Le condizioni del calciatore sono diventate critiche col passare delle ore, come anche dichiarato dal club. Infatti il calciatore è stato portato fuori dal campo in barella, per poi essere trasportato al Pellegrin, un ospedale situato a Bordeaux. In quel momento era cosciente. Poi però le sue condizioni si sono aggravate, tanto che i medici hanno escluso la prima ipotesi di frattura facciale e lo hanno messo in coma farmacologico.

Nel mentre Elis lottava tra la vita e la morte, la sfida continuava il proprio corso. Il Bordeaux ne esce vincitore da essa. La sfida si è conclusa col risultato di 1-0. A segnare il gol decisivo è stato al 40′, Žan Vipotnik. Con questa vittoria, i girondini raggiungono proprio il Guingamp in classifica. Infatti ambedue le squadre si trovano a pari punti in 11ª posizione, assieme anche al Paris FC, che ieri ha pareggiato 0-0 contro il Rouen. 

Il Bordeaux però, assieme a tutti i suoi sostenitori, guardano meno la classifica ma monitorano anche loro le condizioni di Alberth Elis, sperando che migliorino.

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Tare incorona Inzaghi: “È simile ad un altro grandissimo allenatore”

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Igli Tare Lazio

L’ex direttore sportivo della Lazio, Igli Tare ha parlato ai microfoni di Radio Deejay, affrontando diversi temi. Tra questi, emergono le sue parole riguardanti il profilo di Simone Inzaghi, allenatore che ha avuto alla Lazio durante la sua lunga epopea da dirigente. Con i biancocelesti, l’attuale tecnico dell’Inter ha scritto pagine importanti della loro storia, conquistando tre coppe in cinque anni: una Coppa Italia nel 2018-2019 e due Supercoppe italiane nel 2017 e nel 2019. Inoltre, grazie al suo passato da giocatore con la Lazio, dove aveva già vinto sul campo le due predette competizioni nazionali, è diventato l’unico biancoceleste a vincere entrambi i trofei sia da calciatore che da tecnico. Senza dimenticare lo scudetto del 2000, che ha caratterizzato l’apoteosi della sua avventura laziale.

E proprio partendo dal suo passato nel calcio giocato Tare ha espresso un parere sull’attuale allenatore dell’Inter, per cui ha riservato un paragone di tutto rispetto: quello con Pep Guardiola. Di seguito, riveliamo le parole dell’ex DS della Lazio.

TARE SU INZAGHI: LE SUE DICHIARAZIONI

GUARDIOLA E INZAGHI –Già da giocatore si intravedeva qualcosa di speciale, lo stesso si poteva asserire su Guardiola: avevano qualcosa in più. Simone inganna apparentemente: è sempre solare, ma, in realtà, è molto profondo e cura ogni piccolo particolare. Lui parte dal primo minuto della mattina e arriva fino all’ultimo della sera, curando tutto in modo maniacale. Ha qualcosa in più rispetto agli altri nell’instaurare un rapporto con la squadra e a livello individuale”

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