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La Juventus ha le ossa rotte: il piano di Allegri fino a fine 2021

La Juventus ha le ossa rotte: il piano di Allegri fino a fine 2021

La Juventus sta attraversando il suo periodo più difficile dell’ultimo decennio. La situazione, benché sia già compromessa, è destinata a peggiorare.
In campionato i dati sono impietosi. Ad oggi i bianconeri sono a -14 dalla vetta e a -7 dal quarto posto, differenza reti pressoché nulla e addirittura cinque sconfitte in campionato, record negativo per il club. Oltre agli evidenti limiti tecnici e tattici della rosa, che non è riuscita a stabilizzarsi con il romantico ritorno di Allegri, si aggiungono anche i tanti, troppi infortuni di questa stagione.

La sconfitta con l’Atalanta ha solo allungato la lista degli indisponibili, inserendo due nomi di spicco come Federico Chiesa e Weston Mckennie. Considerando tutti i giocatori K.O., proviamo a vedere come Allegri potrebbe schierare i suoi da qui fino alla pausa natalizia. Cinque partite in sedici giorni: gli avversari sono tutti abbordabili. Inutile dire che è tassativo fare bottino pieno.

ALLEGRI, BASTA CON IL 4-4-2

La Juventus ha perso le due partite della scorsa settimana giocando in entrambi i casi con il classico 4-4-2. Per una squadra come quella di Allegri questo modulo non funziona. Troppi giocatori sono snaturati e occupano ruoli non loro: Chiesa non è un attaccante centrale e deve partire dall’esterno, Mckennie deve giocare tra le linee avversarie e non sulla fascia e Rabiot, sull’altra corsia laterale, fa ancora più fatica.

Due di questi tre nomi sono ad oggi indisponibili. L’italiano rientrerà sicuramente nel 2022, dopo la pausa natalizia. Lo statunitense, invece, verrà monitorato quotidianamente, ma trattandosi di un infortunio al ginocchio è meglio non rigettarlo immediatamente nella mischia.

Il 4-4-2 è inoltre il modulo tramite cui la Juventus ha palesato tutte le proprie difficoltà nell’impostare il gioco: squadra bassa, statica e senza un giocatore che si prenda la responsabilità di rischiare qualcosa dalla cintola avversaria in su.
E’ meglio che Allegri punti su qualcos’altro, se davvero vuole tentare la disperata rimonta per la zona Champions League, e per cercare poi a marzo di rendere più dignitosa degli ultimi due anni l’avventura europea della Vecchia Signora.

PERCHE’ NON LA DIFESA A 3 O IL FAMOSO 4-2-3-1?

Massimiliano Allegri in questo processo di rivoluzione sembra quasi che stia rinnegando il glorioso passato bianconero di cui anche lui è stato grande protagonista.

Nei nove anni vincenti la Juventus ha sempre fondato il proprio gioco su due moduli nello specifico: il 3-5-2 contiano e il 4-2-3-1 allegrianoPerchè non riprovare con questi due tipi di gioco così diversi, ma così tremendamente efficaci? Mancano gli interpreti giusti, è vero, ma in un momento di profonda crisi come questo è giusto provarle tutte. Non a caso, nell’altra stagione iniziata male da Allegri, la celebre rimonta partì nel Derby giocato, per la prima volta, proprio con il 4-2-3-1. Proviamo a schierare un undici titolare, tenendo conto di tutti gli infortunati.
La difesa è contata: Cuadrado, Bonucci, De Ligt o Chiellini e Alex Sandro. Danilo e De Sciglio sono infortunati e ne avranno ancora per diverso tempo, soprattutto il brasiliano.
A centrocampo in mediana spazio ovviamente a Locatelli, scortato da uno tra Rabiot, Bentancur o Arthur. Il migliore, o il meno peggio, forse sarebbe il francese. Un mancino ed un destro, una mezz’ala pura ed un regista potrebbero rappresentare una buona soluzione. Gli altri due, inoltre, in questo momento stanno dando davvero poche garanzie.
I problemi più grandi nascono dalla trequarti in su. Con l’assenza di uomini chiave come Chiesa e Mckennie Allegri dovrà inventarsi qualcosa di simile alla Mandzukic esterno sinistro, scelta che poi si è rivelata vincente. E allora perchè non provare con Kulusevski a destra, nel ruolo che più gli si addice, con Dybala fisso al centro a disegnare calcio e Moise Kean a sinistra, libero di esplodere e arrivare in porta. Morata ovviamente davanti, dove mancano alternative.
Sarebbe una Juventus estremamente offensiva, è vero. Difficile convincere i tre trequartisti a fare anche la fase difensiva, ma la scorsa stagione, per esempio, l’ex Parma ha giocato spesso da esterno a tutta fascia, abituandosi anche ad abbassarsi in copertura.
Non dimentichiamoci del giovanissimo Soulè, da poco aggregato stabilmente alla prima squadra per sopperire all’assenza di Federico Chiesa. Parliamo di un giovane talento già convocato da Scaloni nella nazionale maggiore argentina e che potrebbe fare al caso di Allegri nel ruolo di esterno sinistro.

Poche idee, ma quante bastano per provare qualcosa di nuovo, per portare quella ventata di novità in uno spogliatoio ormai a testa bassa, quasi giunto alla resa. E lo vediamo anche nei fatti: dopo la sconfitta contro la Dea solo cinque giocatori sono andati a salutare i tifosi, gli altri erano già nello spogliatoio. La Juventus ha un mese per restare a galla, risentiamoci a inizio 2022 per tirare le somme di questo delicatissimo tour de force.

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