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Calcio Internazionale

La Juventus si qualifica in Europa League se…

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Chi è Maurizio Scanavino

LA JUVENTUS SI QUALIFICA IN EUROPA LEAGUE SE… – Il girone di Champions League della Juventus è arrivato all’ultimo atto, e per i bianconeri rimane solo una flebile speranza di renderlo meno amaro: la qualificazione in Europa League. La squadra di Massimiliano Allegri dovrà però giocare due partite contemporaneamente, una in campo contro il PSG e l’altra a distanza contro il Maccabi Haifa. Gli israeliani sono infatti ancora in lizza come i bianconeri per un posto nella seconda coppa continentale, e un passo falso della Juventus potrebbe significare qualificazione per Atzili e i suoi compagni, che se la vedranno con il Benfica nell’altra sfida a distanza per il primato del girone contro i parigini. Sia Juventus che Maccabi sono a quota 3 punti, con la Juve che può contare solo su un piccolo vantaggio: la differenza reti. Ma vediamo quali sono le combinazioni che premierebbero la Juve.

LA JUVENTUS SI QUALIFICA IN EUROPA LEAGUE SE… CON LA VITTORIA

Una vittoria contro il PSG assicurerebbe il passaggio in Europa League senza troppi calcoli, poiché anche se il Maccabi dovesse vincere contro il Benfica e arrivare dunque ancora a pari punti, i bianconeri possono contare sulla differenza reti che li premia vista anche la parità negli scontri diretti. La squadra di Allegri può confidare su un “solido” -3, a differenza del -9 degli israeliani, che per qualificarsi dovrebbero vincere con più di 6 gol di scarto andando a colmare la differenza reti attuale.

LA JUVENTUS SI QUALIFICA IN EUROPA LEAGUE SE… CON IL PAREGGIO

Un pareggio sarebbe subordinato al risultato del Maccabi. Se infatti anche ad Haifa dovesse finire il parità, Juve e Maccabi sarebbero entrambe di nuovo appaiate a quota 4 punti, con la Juventus che passerebbe di nuovo per la questione della differenza reti. Ma in caso di pareggio con il PSG e vittoria del Maccabi con il Benfica, a passare sarebbero gli israeliani che andrebbero a quota 6 punti relegando la Juve all’ultimo posto del girone ed all’esclusione da tutte le coppe europee per questa stagione.

LA JUVENTUS SI QUALIFICA IN EUROPA LEAGUE SE… CON LA SCONFITTA

Anche in caso di sconfitta ci sarebbero le possibilità di qualificarsi. Dovrebbe però necessariamente perdere anche il Maccabi, così da rimanere a 3 punti e uscire sconfitto per la solita differenza reti. A meno che la Juve non perda con più di 6 gol di scarto, che andrebbe a portare la differenza reti in favore del Maccabi. In caso di 6 reti subite dai bianconeri (e quindi di disastro vero e proprio) e differenza reti in parità, a decidere saranno in subordine la qualtità di gol segnati, i gol segnati in trasferta, il numero di vittorie, il numero di vittorie esterne, la classifica disciplina e infine il coefficiente Uefa.

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Jude Bellingham, rottura e armonia per illuminare l’Inghilterra

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Inghilterra

C’è qualcuno a cui piace restare ancorato al passato, conservare ciò che di buono hanno fatto i nostri antenati e costruire da lì le basi per il futuro. Altri, invece, preferiscono distruggere tutto ciò che li precede e proiettarsi solo su ciò che verrà. I più illuminati trovano il modo di far coesistere le due realtà temporali. Erano bravi in questo i futuristi, che facevano riferimento alla classicità, ma deificavano il futuro e rifiutavano il passato.
Per trovare un esempio di futurista nel calcio di oggi, non serve scavare troppo nel profondo. Basta, infatti, guardare pochi secondi dell’Inghilterra per capirlo, perché Jude Bellingham è il primo che ti salta all’occhio.

Quando gioca, sembra il burattinaio che tiene in mano tutti i fili e dirige lo spettacolo. Solo quando l’inquadratura si avvicina e regala un suo primo piano, ci si può rendere conto che è ancora giovanissimo, perché dal modo di giocare sembra abbia trent’anni.

Omero lo avrebbe definito un “uomo dal multiforme ingegno”, ma per la sfortuna di Jude non esistono più aedi in grado di tessere lodi tanto accurate. Sembra essere il perfetto elemento di rottura e al contempo l’ingrediente che tiene tutto in armonia.

CENTROCAMPISTA DI ROTTURA

La parola “rottura” ha qui vari significati. Il primo è quello più calcistico, quindi un centrocampista in grado di fermare l’azione avversaria, di recuperare il pallone e lanciare il contropiede per andare a segnare.

Il secondo è più generale: si tratta di una rottura dalla tradizione e lui ne è l’emblema. L’Inghilterra, storicamente, non ha mai presentato una rosa formata da molti giocatori giovani nelle maggiori competizioni. Quest’anno, però, ha deciso di smentirsi, rifornendo il reparto centrale e quello offensivo di numerosi rising talents. A partire da Foden, passando per Mount e Saka, arrivando quindi a Bellingham. L’ex calciatore del Birmingham, però, è il più giovane di questa nuova generazione, essendo classe 2003.

Ha rotto anche il ghiaccio in questo Mondiale, essendo il primo calciatore nato nel nuovo millennio a realizzare un gol nella Coppa del Mondo. “Cambiando la competizione, il risultato non cambia”, citando una proprietà matematica. Nel calcio la matematica serve a poco, perché nulla è calcolabile, ma Jude è anche in questo caso un elemento di rottura. Sono 7 i gol realizzati e 3 gli assist forniti nelle prime 20 uscite stagionali con il Borussia Dortmund tra Bundesliga e Champions. Numeri molto importanti per un centrocampista centrale.

PLAYMAKER ARMONIOSO

E anche qui, l’armonia è da intendere in più modi. Sicuramente è una delle caratteristiche principali di Jude in campo: magari non sarà classicista come una sinfonia di Beethoven, ma è piacevole da ascoltare come il nuovo singolo di Tedua. Dopo aver rotto l’azione avversaria, riesce ad aggiungere uno step e a far ripartire i compagni. L’armonia la mette anche nell’ultimo passaggio, come dimostra l’assist no-look per Henderson nel match contro il Senegal.

È da intendere anche in senso più tradizionale, perché, oltre a legare il gioco in campo, intreccia anche la tradizione dei centrocampisti inglesi con il modo di vivere il calcio attuale. È un centrocampista di gamba, capace di ricoprire entrambe le fasi perfettamente. In Inghilterra va di moda dire “box to box” da circa vent’anni.

Ha tanto in comune con la sua terra nativa, alla quale piace differenziarsi. Lo dimostrano la Brexit o la sterlina invece dell’UE e dell’euro. Lui, allo stesso modo, è diverso dagli altri e lo dimostra ogni volta che scende sul rettangolo verde.

LA MAGLIA RITIRATA

Un premio alla carriera che solo poche leggende possono contare. La 10 di Maradona al Napoli, la 6 di Baresi e la 3 di Maldini al Milan o la 4 di Zanetti all’Inter. Nessuno potrà più indossare queste casacche per rispetto di questi pilastri. Lo stesso accade alla 22 del Birmingham, divisa indossata da Bellingham nei suoi primi anni di carriera.

In quella squadra, Jude ha mosso i primi passi da calciatore, ci ha speso 10 anni tra settore giovanile e prima squadra e ha salvato il club dal fallimento grazie alla sua cessione. I 25 milioni di euro versati dal Borussia Dortmund per acquistarlo hanno evitato il baratro alla squadra delle Midlands Occidentali. Per questo motivo, oltre che per i suoi meriti sportivi, il Birmingham ha deciso di ricompensarlo ritirando la sua maglia.

Anche qui, rompe con la tradizione, perché quella di ritirare la casacca di un minorenne è una decisione che non ha precedenti nella storia del calcio.

FUTURO SEMPLICE

Il futuro anteriore sarebbe stato esagerato, perché Jude Bellingham vivrà un cambiamento molto a breve. Già prima del Mondiale aveva attirato su di sé le attenzioni di tutti i top club europei. Con le solide prestazioni messe in mostra in Qatar, non ha fatto altro che confermare le impressioni precedenti.

Sarebbero già pronte a far follie per lui quattro squadre: Real Madrid, Liverpool, Manchester City e PSG. Probabilmente, le due inglesi farebbero maggiormente al caso suo proprio per quanto detto fino ad ora. Jude, infatti, sarebbe il perfetto elemento in grado di unire la tradizione dei centrocampisti britannici alla modernità del calcio attuale.

Phil Foden, trequartista del Manchester City, ha detto di lui che diventerà “il miglior centrocampista al mondo”. Che sia una frecciatina all’amico? Lo scopriremo solo vivendo. Prima, però, conviene godersi il quarto di finale che lo vedrà contrapposto alla Francia del fenomeno Kylian Mbappé.

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Dalla Spagna: Luis Enrique aveva rifiutato tre volte il rinnovo prima dell’esonero

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Luis Enrique

Secondo quanto riportato da AS, Luis Enrique avrebbe rifiutato il rinnovo di contratto per ben tre volte nonostante le insistenze di Rubiales. L’ex allenatore del Barcellona, inoltre, avrebbe turbato la Federcalcio spagnola con le sue dirette su Twitch durante il Mondiale.

Il retroscena svelato dalla fonte spagnola è che, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, sarebbe stata proprio una di queste dirette fatta dopo la pesante e inaspettata sconfitta contro il Giappone. Questo comportamento oltre a non aver trovato il gradimento di Rubiales avrebbe anche diviso lo spogliatoio. La sconfitta contro il Marocco ai rigori, quindi, ha sancito l’addio definitivo di Luis Enrique, che però sembrava già maturato da tempo.

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Croazia e Serbia multate dalla FIFA: le motivazioni

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Croazia e Serbia

La Croazia sta preparando il tanto atteso quarto di finale con il Brasile ma a turbare la vigilia della squadra di Dalic è una sanzione della FIFA. L’organizzazione del calcio mondiale, infatti, ha inflitto una multa di € 50.000 alla Croazia per gli insulti xenofobi di alcuni tifosi a Milan Borjan, portiere del Canada affrontato nella fase a gironi. L’estremo difensore della Stella Rossa, infatti, è nata propria in Croazia ma in una regione di etnia serba.

SERBIA MULTATA DOPO IL MATCH CON IL BRASILE

Anche la Serbia ha dovuto fare i conti con una multa di circa € 20.000 imposta dalla FIFA. La causa sarebbe il vessillo comparso nello spogliatoio della Nazionale di Stojkovic dopo il match contro il Brasile. Questo raffigurava la mappa del Kosovo, con sopra dei simboli serbi e la scritta “nessuna resa”. In questo caso è stata accolta la protesta del federcalcio kosovara.

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Caso CR7, Otavio si espone: ”È un esempio per tutti noi”

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Cristiano Ronaldo

Mattinata turbolente per i tifosi di Cristiano Ronaldo e del Portogallo. Infatti, il quotidiano sportivo A Bola, aveva riportato l’abbandono dai Mondiali di CR7 dopo un presunto colloquio con il C.T. Fernando Santos. La lite sarebbe avvenuta non appena il campione ex Juventus ha saputo che non sarebbe stato titolare contro la Svizzera. Per fortuna, il tutto è stato smentito dallo stesso Ronaldo su Instagram e dalla Federcalcio portoghese su twitter.

A esporsi sul caso è stato anche il compagno di squadra Otavio, centrocampista del Porto e del Portogallo, che ha parlato del caso Cristiano Ronaldo, difendendo il suo capitano. Queste le sue parole:

Cristiano ha detto quello che ha detto, e secondo me ha ragione. Il gruppo è unito e queste notizie servono solo a farci male. CR7 non ha mai detto niente, e soprattutto non ha mai detto di voler lasciare la Nazionale. Anzi, lui è un esempio per tutti noi, è il nostro capitano e anche se sapeva che non avrebbe giocato contro la Svizzera, ci ha dato la forza e l’incoraggiamento giusto”.

”L’atmosfera era normale, come sempre. Nessuno ha visto una discussione o qualcosa del genere. È normale arrabbiarsi se non si gioca, ma non solo per Cristiano, vale per tutti i giocatori. Poi, tutto quello che fa o non fa Cristiano fa notizia e a volte le immagini mostrano solo il negativo e non il positivo. Sta di fatto che sono d’accordo con quello che ha detto Ronaldo. Il gruppo è unito e cercheremo di non farci colpire da queste cose esterne. Siamo tutti concentrati sullo stesso obiettivo: giocare a calcio e vincere per il Portogallo”.

 

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