“La gioia più grande è quella che non ci si aspettava.”

Diceva così Sofocle nell’Antica Grecia. L’inaspettato crea quella gioia derivante da quella previsione impreparata che ognuno di noi si era posto in modo sbagliato. La vita è maestra delle sorprese, così come il calcio. Ci sono eventi inspiegabili che accadono, che non sappiamo neanche spiegarci, ma che probabilmente fanno parte di quell’ambito trascendentale e magico a noi sconosciuto.

Mai come quest’anno la Liga spagnola è in bilico, con il doppio trono Real-Barcellona pronto a cadere a favore dell’Atletico Madrid. I blancos ed i blaugrana nella storia del campionato, hanno cannibalizzato i tornei dagli anni ’30 ad oggi. Su 89 campionati 60 sono andati alla squadra della Catalogna o alle merengues. Questi due club hanno messo in atto una vera e propria dittatura, ma anche nei regimi dispotici, il potere può cadere ed i subalterni possono diventare reggenti. Così è stato in alcune occasioni e in alcune stagioni della Liga, quando la vittoria è andata agli sfavoriti, ai sottoposti o semplicemente ai sognatori.

1. ATLETICO MADRID, 2013-2014

I colchoneros in quella stagione, portarono a termine un progetto straordinario, guidati dal Cholo Simeone. L’Atleti poteva contare su un Courtois che stava sbocciando, l’ermetica coppia difensiva Miranda-Godin e su un centrocampo intelligente e di sacrificio con Koke, Gabi e R.Garcia. In avanti poi fecero il resto la fantasia di Arda Turan e i gol di Villa e Diego Costa, 40 gol in due. La vittoria non fu sicuramente facile ed è impossibile non menzionare la partita decisiva al Camp Nou, contro il Barcellona secondo. Dopo un iniziale vantaggio di Sanchez, che avrebbe permesso di far vincere la Liga ai rossoblù, gli indios riuscirono a pareggiare a pochi minuti dalla fine con Godin. Il colpo di testa dell’uruguagio permise all’Atletico di vincere il campionato spagnolo dopo quasi 20 anni.

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(Fonte immagine: fifa.com)

2. VALENCIA, 2003-04

Ultimo successo dell’Els Che, sotto la guida profetica di Rafa Benitez, che riuscì a bissare il successo del 2001-2002. L’allenatore ex Napoli da quelle parti è visto come un semi-dio ed anche il mister, in un’intervista a SuperDeporte, ha ricambiato il suo amore:

“A Valencia sono stato benissimo. Nei tre anni in cui sono stato c’è stata grande collaborazione. Dopo lo scudetto dovevamo rafforzarci per ripetere l’ottima stagione ma non era possibile.”

La rosa aveva delle buone individualità in ogni ruolo, basti pensare a Canizares in porta e Ayala in difesa. La cerniera di centrocampo era composta da Albelda e Baraja, poi future bandiere del club. In avanti il tasso tecnico era innalzato dalla classe di Aimar, che diede una mano fondamentale al centravanti Mista a raggiungere quota 19 gol, vette che l’attaccante spagnolo non raggiunse mai più in carriera.

3. DEPORTIVO, 1999-00

Probabilmente la sorpresa delle sorprese. Il Depor vinse il suo unico titolo a cavallo tra i due secoli e vedendo dov’è adesso, la vittoria ha un gusto leggendario, quasi metafisico. La squadra, vedendo poi le carriere dei giocatori, era una squadra modesta, guidata principalmente da due top player: Makaay e Djalminha. L’olandese era la prima punta per eccellenza e capocannoniere della squadra con 22 gol, il brasiliano era l’esatto stereotipo del trequartista sudamericano tutto genio e sregolatezza. L’emblema di quella stagione fu la vittoria stratosferica al Riazor contro il Real Madrid per 5-2 con i gol di Makaay e la punizione di Djalminha. Quest’ultimo, in quella partita, lasciò però il segno per la sua celeberrima bicicletta, che tutti ricordiamo ancora oggi.

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(Fonte immagine: football365.com)

4. ATHLETIC BILBAO, 1982-83

Qui si va molto indietro nel tempo, basti pensare che l’Italia del Vecio Bearzot aveva vinto da poco il Mondiale. I Los Leones, molto più di adesso, basavano la loro squadra su una componente esclusivamente basca. La rosa che vinse la Liga era una squadra di tutto rispetto, con uno dei migliori portieri della storia spagnola come Zubizarreta. In difesa c’era l’arcigno difensore Goikoetxea, ricordato più per lo scontro con Maradona che per altro. Dal centrocampo in su l’Atheltic poteva disporre di giocatori , che poi divennero top scorer di gol o presenze. Infatti i finalizzatori erano Dani e Manu Sarabia, due che insieme hanno segnato più di 250 gol, soprattutto il primo, secondo nella storica classifica dei migliori marcatori della squadra, dietro solo alla leggenda Zarra. La squadra biancorossa vinse lo scudetto al cardiopalma nell’ultima giornata, approfittando del passo falso del Real e vincendo il titolo dopo oltre 25 anni.

5. MALLORCA, 2000-01

L’unica di questo gruppo a non vincere il campionato. Però, rispetto alle altre, la squadra isolana gode di uno status nettamente inferiore, motivo per cui, nonostante la mancanza del lieto fine, la favola merita di essere narrata ugualmente. I Bermellones potevano disporre di un reparto offensivo molto interessante e promettente composto da Ibagaza e il Campione d’Europa Finidi George. La punta di diamante era un giovane scattante ragazzo camerunense arrivato dalla primavera del Real: Samuel Eto’o, autore di una stagione importante con oltre 10 gol. Il bomber africano, in un’intervista sulla Gazzetta dello Sport, ad una domanda su quale squadra preferisse tra Barcellona e Inter, ha risposto in modo sorprendente così:

“No, il meglio è stato il Maiorca.”

Alla guida di questa cenerentola c’era un’istituzione del calcio spagnolo, l’allenatore con più presenze della storia della Liga: Luis Aragones. La squadra maiorchina arrivò terza alla fine, ma riuscì nell’impresa di battere il Real al Bernabeu e il Barcellona in casa, roba non da poco.

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(Fonte immagine: goal.com)

Le sorprese sono il sale del calcio, lo rendono vivo e lo fanno amare da tutti. Tengono anche i non tifosi attaccati al televisore e ci fanno sognare e illudere di poter raggiungere risultati imponderabili. Volevano toglierci anche questo, ma non ci sono riusciti. Per fortuna.

(Fonte immagine in evidenza: il giocatoreonline.it)