Doveva necessariamente andare meglio di così? Forse.

Poteva andare, con qualche accorgimento in più, meglio di ciò che il risultato finale ha recitato? Assolutamente sì.

È la vera stagione della ripartenza, questo è ormai chiaro a tutti, ma è altrettanto evidente che ci siano ancora da fare dei passi da gigante. Normale scomporsi un minimo dopo l’annullamento di una rete per fuorigioco e di un’altra per tocco di mano, grazie all’ausilio del VAR, ma ciò che conta è sempre la concretezza e arrivare all’intervallo con una rete di vantaggio non è stato di certo male.

SOLO UN MOMENTO NO?

Per una buona notizia, però, una a dir poco negativa. Bennacer non sarà presente nella partita più importante, per ora, della stagione. Nonostante il fitto turnover rispetto alla gara contro lo Spezia, Pioli si è trovato comunque a dover affrontare alcune problematiche di formazione che hanno rischiato di condizionare la gara.

Altro guaio fisico per Bennacer, per lui niente derby (Fonte: EPA)

Giusta, sulla carta, la scelta di schierare Mandzukic dal primo minuto. Un modo per donare condizione alle gambe e ai polmoni del croato, e al tempo stesso per far rifiatare Ibrahimovic, oltre che per un concetto di fiducia che di sicuro può fare bene all’ex centravanti bianconero.

Importante, senz’ombra di dubbio, affidare responsabilità di un certo tipo agli elementi della rosa che non vengono reputati titolari inamovibili. L’età media molto bassa gioca a favore di assetti che possono cambiare di frequente, ma in questo caso, oltre a dover cercare di andare in rete in trasferta in vista del match di ritorno, la priorità era quella di presentarsi al derby con il miglior undici possibile.

La rete del 2-1, grazie al rigore di Theo Hernandez (Fonte: EPA)

Nonostante qualche buona prestazione dall’inizio della stagione, i dubbi a proposito dell’utilità e dell’efficacia di Samu Castillejo continuano a tenere banco. Anche la crescita di Tonali lascia un po’ a desiderare, per quanto la sua personalità in mezzo al campo risulti diversa rispetto a quella che si è vista durante le prime apparizioni con la casacca rossonera. Non si è ancora capito, infortunio di Bennacer a parte, quanto il match in terra serba possa aver fatto bene al morale e alla condizione del Milan. Forse perché il vero obiettivo è quello di riprendersi la testa della classifica domenica pomeriggio, ma sottovalutare l’impegno in Europa League sarebbe stato un errore ancor più grave. Pioli ha capito bene quanto sia importante cercare di donare, in modo graduale ma piuttosto rapido, una dimensione europea alla squadra e alla società. Hernandez deve tornare ad essere protagonista per 90 minuti, così come Kessié è chiamato ad interpretare al meglio sia l’interdizione che la costruzione del gioco, anche perché confermarsi ai livelli fatti vedere fino ad oggi sarà estremamente complesso.

CAMBIARE, VELOCEMENTE

Partiamo da un presupposto. Due gol a Belgrado, al Marakana, contro una squadra guidata da Dejan Stankovic sono sempre un bel bottino.

Il lavoro, nel match di ritorno, sarà più semplice. Da qui ad affermare che “va bene così”, ce ne passa.

Sul risultato di 1-2, in virtù di un vantaggio arrivato dagli undici metri firmato Theo Hernandez, ci sono state troppe disattenzioni che hanno rischiato di costare il pareggio. Certo, dopo l’espulsione di Rodic il match è sembrato ulteriormente in discesa. E, invece, da calcio piazzato i rossoneri continuano a soffrire tremendamente, a maggior ragione quando ci si trova nei momenti cruciali dei match. Ed ecco servito il 2-2, con un’esultanza di Stankovic degna di una vittoria importante nel cammino del Triplete undici anni fa. Un gesto che dice molto a proposito di quella che è stata la voglia di riacciuffare il pareggio. Anche in extremis, anche in dieci uomini. Un ulteriore insegnamento per chi si sente la pancia piena con grande facilità e che, forse, potrà patire tremendamente la rete del pareggio in prospettiva del match di ritorno.

Sandro Tonali, obbligato a crescere per conquistare le chiavi del centrocampo rossonero (Fonte: AC Milan)

La vittoria dello scudetto e arrivare in fondo in Europa League non rappresentano due obblighi per Pioli e per i suoi giocatori, ma bisognerà ripartire da queste cose per poter mantenere vive queste due ambizioni.

La seconda competizione europea è notoriamente imprevedibile e le avversarie in campionato possono disporre di una rosa più attrezzata rispetto a quella rossonera, e sarà dunque fondamentale curare i dettagli per avanzare in Europa e conquistare punti in Serie A.

Per evitare, ancora una volta, di ritrovarsi a vivere il mese di giugno con la consapevolezza di essersi resi protagonisti di un’altra stagione mediocre. E, in questo caso, si tratterebbe di una doccia non fredda, ma gelida.

Immagine di copertina dal sito ufficiale Uefa.com