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La nascita della nuova Juventus

La nascita della nuova Juventus

UNA SERATA STANDARD

La Juventus torna a macinare vittorie e l’ultimo club della lista a farne le spese è il Crotone di Davide Nicola. Al di là del momento – non completamente fiorente della squadra bianconera – la differenza di valore tra le due formazioni è emersa prepotentemente, con i Campioni d’Italia che, dopo l’asfissiante martellamento dell’area di rigore avversaria, hanno costretto gli avversari a capitolare. I rossoblu, d’altronde, sono scesi in campo con scarse pretese, mettendo in piedi una partita assai difensiva che ha retto l’urto solo fino al 52′ minuto di gioco; subito l’impatto psicologico, poi, hanno lasciato ulteriore spazio agli avversari che con De Sciglio e Benatia hanno suggellato l’esito del match. Recuperare i tre punti era fondamentale sia per la classifica, sia per la fiducia del team: il momento dello scontro diretto con il Napoli è alle porte ed un’iniezione di adrenalina è esattamente ciò di cui necessitano i bianconeri, apparsi meno ‘letali’ e concentrati in rapporto alla scorsa stagione.

NUOVO LOOK

L’esordio del tedesco Benedikt Höwedes conferma l’outfit indossato dalla squadra durante la sfida contro i blaugrana di Valverde; la squadra, in effetti, è tornata a spolverare la difesa a tre che le ha regalato grande parte dei successi recenti, inserendo nuovi interpreti che potessero restituire linfa vitale ad un sistema di gioco messo da parte nell’ultimo anno solare. È infatti gennaio 2017 il momento in cui Massimiliano Allegri decide di accantonare – quasi definitivamente – i rodati meccanismi della retroguardia per accogliere la linea difensiva a quattro; da quel momento nasce il 4-2-3-1 che farà la storia recente della Vecchia Signora.

Questa stagione, di contro, la svolta tattica par’essere una rivisitazione delle proprie radici. Il tecnico toscano, in effetti, ha notato come il modulo assegnato alla squadra la scorsa stagione non stesse più dando i frutti tanto attesi: troppe falle difensive, manovra prevedibile ed interpreti non al meglio hanno condotto Allegri alla considerazione di un nuovo tessuto tattico che potesse calzare meglio ad una Juventus che, in pochi mesi, ha cambiato molto all’interno del proprio organico.

“Era giusto dopo Firenze fare dei cambiamenti, non giocheremo sempre così. Con disponibilità da parte di tutti, si può trovare l’equilibrio. Indipendentemente dal sistema di gioco dobbiamo fare bene anche per una grande Champions League. Oggi ho visto grande senso di responsabilità da parte di tutti”

Allegri presentò così il nuovo look della sua Juventus e chissà che non possa rilasciare dichiarazioni simili nelle prossime settimane…

Per ora, intanto, le domande in merito al modulo sono state dribblate.

‘È una svolta tattica quella di stasera?’

‘No, non è questione di una Juventus diversa… Dipende da momenti: c’è anche fatica e stanchezza, per cui, nel caso, faremo dei cambi…’

Il nuovo look, però, esiste e viene indossato per la seconda partita di fila con ottimi risultati. Il problema accusato dalla Juventus sino a questo momento, ad esempio, è stato semplice e chiaro ‘troppi gol presi. Bisogna trovare gli equilibri’ e se la partita di stasera non viene considerata importante in chiave difensiva a causa del calibro dell’avversario, è bene ricordare che nemmeno Messi e compagni hanno scardinato la rinnovata retroguardia. È da segnalare, inoltre, l’esponenziale crescita di Mehdi Benatia che nelle ultime due gare ha lottato come durante i good old times, guadagnandosi il titolo di MVP del reparto in ambedue le occasioni. Dire che sia tornato il giocatore visto a Roma, forse, è prematuro; ma se la giusta continuità può portarlo a questi livelli è bene che il capitano del Marocco rimanga un perno inamovibile del blocco arretrato.

WILLKOMMEN, BENEDIKT!

Benedikt Höwedes ha finalmente modo di trovare il campo e quale occasione migliore di un match non particolarmente ostico come la sfida col Crotone? Il tedesco è il vero erede di Bonucci, tanto da guadagnarsi il ruolo di difensore centrale del reparto, con Benatia e Barzagli ai suoi lati. L’ex-Schalke è apparso sicuro di sé negli interventi e pulito nella costruzione della manovra mai troppo pretenziosa, ma sempre precisa e lineare. Inutile attendersi dal ragazzo qualche lancio alla LB19, le caratteristiche dei due sono diverse e l’emulazione del predecessore risulterebbe tanto inopportuna quanto inadeguata. È lecito, invece, pensare di accogliere un giocatore di caratura internazionale, un professionista serio ed assai collaudato, in grado di ricoprire sia il ruolo di difensore che di terzino destro, come fatto durante il Mondiale 2014.

L’aggiunta in organico del campione del mondo permette alla Juventus di disporre di cinque centrali, un numero adeguato per poter proporre con continuità un reparto difensivo composto da tre uomini.

 NODI DA SCIOGLIERE RIGUARDO IL 3-4-2-1

In realtà, però, i nodi da sciogliere sono più numerosi del previsto e non si risolvono con l’adozione di un nuovo modulo: contano i principi di gioco e, soprattutto, gli interpreti.

  • Servirà maggior continuità di rendimento da parte dei difensori: Höwedes, Benatia e Chiellini – non nuovi a problematiche che li costringono in infermeria – dovranno essere tirati a lucido ed avranno il dovere di preservarsi il più possibile; il loro impiego in questa Juventus è fondamentale ed una preparazione atletica adeguata abbinata ad una sana dieta può sconfiggere i fantasmi dell’infortunio, proprio come accaduto a Khedira in passato: sempre infortunato durante il periodo blanco ed ora disponibilissimo in bianconero.
  • La rotazione degli esterni sarà fondamentale: Cuadrado dovrà imparare a fare suo il ruolo a destra, di modo da assegnare al tecnico una variante ai ben più difensivi De Sciglio e Lichtsteiner. L’utilizzo del colombiano, in particolar modo, sarebbe straordinario a partita in corso.
  • La fase offensiva, inoltre, va ancora collaudata a dovere. Senza esterni coi quali sovrapporsi, i terzini rischiano di dover fare tutto da soli: nel 3-4-2-1, in effetti, i due centrocampisti avanzati non hanno il dovere di allargarsi verso le fasce premiando, magari, gli scatti dei laterali bassi. Così facendo si crea una maggiore imprevedibilità che, però, va ancora sfruttata a dovere: Douglas Costa e Dybala, per quanto liberi in campo, non hanno dimostrato di dialogare con tanta efficacia, nonostante sul rettangolo di gioco ci fosse il lavoro sporco di Mandžukić a garantire ai due fantasisti l’appoggio del tipico centravanti-boa che collabora a pieno regime con la squadra.

In sintesi, le grane da risolvere sono ancora molte; per questo motivo è lecito domandarsi: che schema verrà adottato contro il Napoli di Sarri? Il collaudato 4-2-3-1 o il nuovo ed affascinante 3-4-2-1 con tutte le sue incognite e le sue note positive?

Il 3-4-2-1, per ora, rimane un semplice esperimento che necessita di ulteriori conferme e che, assieme ad altri sistemi di gioco, verrà testato. Intanto, emergono i tratti di una nuova Juventus con i nuovi acquisti che stanno iniziando ad insediarsi con maggiori certezze all’interno della formazione titolare; ricordiamo, infatti, che fino a qualche settimana fa Höwedes era indisponibile, Douglas Costa non pronto a giocare da titolare, De Sciglio aveva totalizzato una sola presenza in campionato e Bentancur e Bernardeschi erano stati utilizzati principalmente per far riposare i titolari. Le circostanze e le scelte tecniche, ora, hanno voluto che questa situazione si evolvesse grazie alle buone prestazioni dei nuovi protagonisti che, ora come non mai, spingono per divenire tasselli inamovibile di questa squadra. Le idee ci sono, il materiale anche. Starà al tecnico assemblare, ancora una volta, la macchina migliore per gareggiare #FinoAllaFine.

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