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Il Barcellona e la Noche del Cabezazo

Il Barcellona e la Noche del Cabezazo

Tra i molteplici anniversari sportivi che cadranno in questo 2022, uno dei più significativi è sicuramente il trentennale della prima Coppa dei Campioni vinta dal Barcellona, vero e proprio spartiacque della storia di uno dei club calcistici più famosi al mondo.

Un evento che, tra l’altro, nella finale di Wembley mise fine all’epopea della Sampdoria di Vialli e Mancini, grazie alla rete di Ronald Koeman. Se il missile su punizione del formidabile terzino olandese rimane uno dei gol che i tifosi blaugrana ricordano con maggior piacere,  nel corso della cavalcata verso la finale arrivò una rete che cambiò per sempre le sorti di quella competizione e, di conseguenza, della storia del Barcellona.

IL DREAM TEAM

Il Barcellona fu designato, da subito, come principale candidato al titolo di Campione d’Europa. Grazie a nomi del calibro di Koeman, Zubizarreta, Guardiola, Laudrup e Stoichkov i giornalisti scomodarono da subito il paragone con il Dream Team, la Nazionale di basket statunitense che, giusto un paio di mesi dopo la finale di Wembley, sarebbe sbarcata nella città catalana, dando spettacolo alle Olimpiadi frantumando ogni record.

I blaugrana sembravano effettivamente la controparte calcistica degli americani, con il loro stile di gioco all’olandese, regalo del genio di Johan Cruijff in panchina, e la lunga lista di fenomeni in grado di cambiare faccia alle partite in qualsiasi momento.  Dopo aver eliminato l’Hansa Rostock al primo turno, l’urna riservò ai catalani i campioni in carica della Bundesliga, il Kaiserslautern.

23 OTTOBRE 1991 – BARCELLONA-KAISERSLAUTEN

La squadra tedesca è uno degli avversari più scomodi sui 180 minuti. Non per la qualità della rosa, nettamente inferiore a quella dei blaugrana, ma per la mentalità che l’allenatore Feldkamp ha instaurato nei suoi ragazzi. Karl-Heinz Feldkamp, alla seconda esperienza alla guida del club, è riuscisto a trasformare una formazione senza nomi clamorosi, in un gruppo con una fame di vittorie con pochi eguali, riuscendo a vincere la Bundesliga nel 1990/91. I pilastri della squadra sono il portiere, Gerhald Hermann, il difensore ceco Miroslav Kadlec e il capitano, il centravanti Stefan Kuntz.

L’obiettivo dei tedeschi nella partita di andata è chiaramente quello di difendersi ad oltranza, cercando di incassare meno reti possibile in vista del ritorno in casa. Il Barcellona resta, effettivamente, bloccato dal piano tattico di Feldkamp, col primo tempo che scivola via senza troppi sussulti, fino al minuto 43. Il Kaiserslautern sembra aver sbrogliato un’altra volta una situazione complicata, ma sul rinvio della difesa tedesca arriva come un falco Richard Witschge, giovane olandese in rampa di lancio, mai esploso definitivamente, che controlla e calcia da lontano.

Il tiro non è granché, Hermann è già pronto a bloccare il pallone, che però gli sfugge, rimanendo pericolosamente in area di rigore. Sulla ribattuta arriva come un falco Aitor Begiristain che tocca verso il centro, il pallone colpisce lo stinco del difensore tedesco Stumpf e finisce, beffardamente in rete, 1-0. Nella ripresa lo stesso Begiristain sigla il gol del definitivo 2-0. Il Barcellona sembra avere in pugno il passaggio del turno, ma restano 90 minuti da giocare e nel calcio tutto e possibile.

6 NOVEMBRE 1991 – KAISERSLAUTERN-BARCELLONA

Il Fritz Walter Stadion è, da sempre, uno degli impianti più pittoreschi della Germania, nel corso della sua storia (iniziata nel 1920) è stato ristrutturato ed ampliato diverse volte: nel 1991 la capienza era di poco più di 30.000 posti e quella sera di novembre erano quasi tutti occupati. Il Kaiserslautern parte a spron battuto, i ragazzi di Cruijff sembrano intimoriti dal clima infernale del catino biancorosso. Poco dopo la mezz’ora c’è un calcio d’angolo per i Diavoli Rossi, battuto sul primo palo: Zubizarreta prende posizione per l’uscita e si allaccia con il numero 7 dei tedeschi, il bosniaco Demir Hotić che riesce a toccare la palla di testa e a siglare il gol dell’1-0. Il portiere blaugrana chiede a gran voce il fallo, ma l’arbitro, lo svedese Fredriksson, è irremovibile e conferma la rete.

Ad inizio ripresa, sempre su azione d’angolo, Hotić firma la sua personale doppietta, annullando il vantaggio degli spagnoli, che iniziano a tremare. Il Barcellona, a questo punto cerca di abbassare i ritmi, facendo leva sulla qualità dei suoi palleggiatori, ma su uno dei rari errori di Guardiola, Hoffmann recupera palla e Lelle, con un lancio perfetto trova il danese  Goldbæk che, a tu per tu con Zubizarreta, conclude con un bel diagonale: 3-0 e qualificazione ad un passo per i tedeschi, quando mancano solamente quindici minuti alla fine.

Nell’ultimo quarto d’ora, incredibilmente, l’atmosfera sugli spalti sembra infuocarsi ancora di più, i tifosi sono in estasi e il tempo scorre inesorabile per un Barcellona che sembra inebetito dalla prova offerta dagli avversari. Esattamente al 90’, però, arriva l’episodio che cambia la storia della partita e della squadra di Cruijff. I catalani usufruiscono di un calcio di punizione da posizione centrale, troppo distante dalla porta anche per il bombardiere Koeman, che prende la rincorsa e crossa, cercando qualcuno in area.

LA NOCHE DEL CABEZAZO

Il pallone viaggia verso la parte sinistra dell’area di rigore e sembra essere di facile lettura per la difesa tedesca. Mentre i giocatori del Kaiserslautern guardano il pallone, alle loro spalle sbuca José María Bakero, guizzante fantasista navarro, che salta altissimo e colpisce di testa. La palla assume una traiettoria perfetta, trasformandosi in una sorta di palombella beffarda che si insacca sul secondo palo, imprendibile per Hermann. Il Fritz Walter Stadion è ammutolito, i giocatori in maglia rossa non sembrano crederci e restano quasi impietriti, mentre i blaugrana corrono estatici per il campo: la qualificazione è loro.

Quella notte è stata ribattezzata, dai tifosi del Barcellona, “la noche del cabezazo”, la notte in cui è cambiata la storia di quell’edizione della Coppa dei Campioni e in cui i blaugrana hanno imboccato la strada per diventare davvero un Dream Team.

 

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