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La nuova Champions League

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La nuova Champions League

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Il cambiamento è vicino, ecco la nuova Champions League. Un nuovo format ufficializzato dall’UEFA rivoluziona la competizione più importante d’Europa. Il progetto è iniziato dai club, che ormai da anni discutevano sulla possibilità di una Superlega, che coinvolgesse più squadre come un vero e proprio campionato.

Il modello si avvicina molto a quest’idea, allontanandosi totalmente dal precedente, in vigore dal 2003. Verrà approvato dal Comitato esecutivo il prossimo lunedì e sarà in vigore dalla stagione 2024/25.

Anzitutto, cambia il numero delle partecipanti, che passa da 32 a 36. Due dei quattro nuovi posti saranno assegnati ai club che non si sono qualificati ma che nel ranking europeo occupano le posizioni più alte.

Le differenze più marcate riguardano la fase iniziale: non ci saranno più i classici gironi composti da 4 squadre, ma vi saranno quattro gruppi da 9 l’uno. Tuttavia, le partite saranno trasversali e la classifica sarà unica. Ad esempio, il Real Madrid, appartenente al gruppo A, giocherà contro Liverpool e Dinamo Zagabria del girone B, poi contro altre due del C e del D. Complessivamente, gli incontri da disputare passano quindi da 6 a 10, ed in totale da 125 a 225 gare totali, con un incremento pari all’80%.

Le prime 8 in classifica si qualificheranno direttamente agli ottavi di finale; gli altri 8 posti verranno assegnati in seguito ai play-off dalla nona alla ventiquattresima posizione. Un vero e proprio maxi-campionato europeo.

TANTE CRITICHE…

Se una parte dei presidenti cerca di chiudere in fretta contratti e diritti tv, altri sono decisamente contrari alla riforma.

Il problema principale riguarda le date: con l’applicazione del format, non ci sarebbe più spazio per recuperare incontri durante la settimana o, più semplicemente, riposare. Con ogni probabilità, l’ex-Coppa dei Campioni si giocherà anche a gennaio, rimuovendo così la sosta invernale. Tutto in favore dello spettacolo e di tanti, troppi, milioni di euro. Gli stessi che riceveranno le squadre più blasonate, assieme a quelle che parteciperanno alla fase iniziale della competizione senza essersi distinte per merito.

Fonte: minutidirecupero.it

L’ultimo ad alzare la voce è stato l’amministratore delegato della Bundesliga, il campionato economicamente più solido d’Europa, Christian Seifert. Il tedesco ha attaccato i grandi club, il cui interesse per la “Superlega” è guidato dai loro ritorni economici. Si è rivolto principalmente alle top spagnole, fin da subito favorevoli:

“La brutale verità è che alcuni di questi cosiddetti top club sono in realtà macchine che bruciano denaro mal gestite che non sono state in grado, in un decennio di crescita incredibile, di avvicinarsi a un modello di business sostenibile”

Nel nostro Paese, numerose critiche sono arrivate ad Andrea Agnelli, presidente dell’ECA (European Club Association) e fautore della rivoluzione, in seguito al cambiamento europeo e alla conseguente riduzione della Coppa Italia, le cui gare di ottavi e quarti di finale si disputerebbero tutte in una sola settimana.

Un profilo Twitter denominato “Fans Europe” ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al proprietario della Juventus, che punta il dito sul progetto di riforma. Il titolo è piuttosto eloquente: “Abbandonate i vostri piani sconsiderati”; il contenuto evidenzia come le novità favoriscano:

“Una manciata di club già immensamente ricchi. Il vostro progetto minaccia l’integrità dell’intero sport. Così si allarga solamente il divario tra i ricchi e il resto, distruggendo i calendari nazionali e chiedendo ai tifosi di sacrificare sempre più tempo e denaro per seguire la loro squadra del cuore. La lobby delle società cerca di trovare nuovi modi per dissanguarci, ma noi non abbiamo né il tempo né i soldi per investire nelle vostre fantasie o finanziare la vostra avidità illimitata”.

Indubbiamente, il dibattito è ampio. Nonostante la decisione sia stata presa, l’opposizione si fa sentire. È la critica nei confronti di uno sport sempre più schiavo di soldi e diritti, la cui gente non ci si riconosce più.

 

(Fonte immagine in evidenza: goal.com)

 

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Commisso tuona: “Competiamo con club indebitati fino al collo”

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Fiorentina

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso tuona nella lettera ai tifosi pubblicata in mattinata che ha trattato diversi temi. Il patron della Viola è tornato ad attaccare, e lo ha fatto nella lettera indirizzata verso il “suo popolo”, i tifosi Viola. Ai tifosi della Fiorentina, il presidente italo-americano Commisso, ha rilasciato diverse dichiarazioni, in una lunga lettera. Di seguito vi riportiamo alcune delle sue dichiarazioni.

COMMISSO TUONA: LE SUE DICHIARAZIONI

DISPIACIUTO PER I RISULTATISono il primo ad essere dispiaciuto per gli ultimi risultati, ma siamo convinti di avere una buona squadra, che fino a dicembre ci ha portato nelle zone alte della classifica. Abbiamo comunque voluto migliorare ulteriormente con il mercato di gennaio il gruppo, e riteniamo di avere fatto quanto possibile. Come sempre saranno i risultati a parlare alla fine della stagione.

SBAGLIATO SPENDERE PER SPENDERESpendere per spendere non è quanto ritengo sia corretto fare per la Fiorentina, per il suo presente e per il suo futuro. In ogni caso noi siamo quelli che in assoluto, in soli 5 anni, abbiamo speso di più di qualsiasi altra precedente Proprietà Viola. L’ho dimostrato investendo da giugno 2019 per Viola Park che rimarrà per sempre la casa della Viola“.

QUALIFICAZIONE IN EUROPA“Noi, dopo 3 anni dal mio arrivo, e dopo aver rilevato il Club che nella stagione precedente si era salvato all’ultima giornata, ci siamo qualificati in Europa e l’anno scorso siamo arrivati in Finale di Conference e Coppa Italia, cosa che non accadeva per la Fiorentina dal 1961″.

LOTTIAMO CON CLUB INDEBITATI“Competiamo con club indebitati fino al collo che agiscono come se nulla fosse: riescono a sopravvivere solo per la mancata applicazione di norme precise“.

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Inter e Milan pongono i paletti per restare a San Siro: i dettagli

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san siro

La questione stadio è sempre tema centrale di Inter e Milan. Le società pongono dei paletti per restare in un San Siro ristrutturato.

Tiene banco quotidianamente il tema stadio tra Inter e Milan. Le due società milanesi sembravano sul punto di separarsi definitivamente, con il Milan interessata a costruire un proprio stadio nell’area di San Donato, e l’Inter fare lo stesso nell’area di Rozzano. Quest’ipotesi non è per nulla tramontata, anzi, le due società sono ancora convinte, per diversi motivi, di andare per vie separate e far da sè. Nelle ultime ore, però, si era registrato un riavvicinamento tra le parti, seppur lieve.

INTER E MILAN: POSSIBILITÀ SAN SIRO

Come riportato dal Corriere della Sera, nella giornata di ieri è andato in scena l’incontro tra il sindaco di Milano Sala, e i rappresentati di Milan e Inter, Scaroni e Antonello. Il tema era ovviamente centrato sulla questione stadio. che tiene banco ormai da mesi. Il nodo dell’incontro era legato alla possibilità di rimanere a San Siro, ma le due squadre sono state chiare su questo punto. Entrambe hanno sollevato la questione con due paletti: la proprietà completa del Meazza e la necessaria permanenza nell’impianto durante i lavori di ristrutturazione

Senza queste condizioni, rimanere a San Siro sembrerebbe impossibile.

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INFO N10 – Juventus, svelata la volontà di Weah: le ultime

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Timothy Weah, calciatore della Juventus e della Nazionale statunitense (Stati Uniti) - Serie A, Coppa Italia, Copa América,

Ventidue presenze tra Serie A e Coppa Italia, un gol e un assist. Questo, fin qui, il bilancio di Timothy Weah alla Juventus. Lo statunitense classe 2000, arrivato in estate dal Lille per circa 12 milioni di euro, sta vivendo una stagione non semplice dal punto di vista dell’ambientamento. Questa situazione, nelle ultime ore, ha alimentato le speculazioni sulle possibili trattative per una sua cessione durante la prossima finestra di mercato. Il calciatore, infatti avrebbe diversi estimatori all’estero, soprattutto in Premier League, Bundesliga e Ligue 1.

Stando sempre agli ultimi rumors, la Juventus si starebbe guardando intorno per un sostituto del figlio d’arte, soprattutto in vista di un probabile ritorno in Champions League.

IL PUNTO

Tuttavia, secondo quanto appreso dalla nostra redazione, non vi sarebbe alcun fondamento di verità nelle voci di mercato riguardanti un possibile trasferimento di Timothy Weah nella prossima sessione di calciomercato. Al momento, dunque, non ci sarebbero gli estremi per vedere il classe 2000 lontano da Torino nella prossima stagione. D’altronde, la volontà del calciatore è chiara: rispettare il contratto, in scadenza nel 2028, e giocarsi le proprie carte in maglia bianconera.

È in corso un processo di ambientamento e l’attuale rendimento di Weah soddisfa la Juve: al momento, dunque, né la dirigenza né il calciatore vogliono interrompere il progetto avviato lo scorso luglio

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L’Inter e il salto di qualità: Inzaghi come Ancelotti e Guardiola

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Inter

La Gazzetta dello Sport, nella sua edizione odierna, pone il focus sui numeri dell’Inter e sentenzia: squadre come il Manchester City e il Real Madrid non sono più così distanti. I nerazzurri ormai possono essere considerati alla pari delle due corazzate. InzaghiAncelotti Guardiola, infatti, sono gli unici tre allenatori ancora imbattuti in questa Champions League. L’Inter è diventata anche oggetto di studio in tutta Europa, prendendo complimenti praticamente da chiunque.

Come riporta la rosea, quindi, è lecito pensare alla doppietta scudetto – Champions. Non si tratta di superbia, anzi di una constatazione dei fatti dovuta a quanto l’Inter sta facendo vedere in questa stagione. Dall’inizio dell’anno nuovo, il ritmo di Inzaghi e i suoi ragazzi è un qualcosa di spaventoso: un percorso assolutamente netto, fatto di sole vittorie tra campionato, Champions e Supercoppa italiana. Per non parlare poi dei gol: 22 fatti e solamente 4 subiti.

I nerazzurri sono sempre avanti: che si tratti di media punti (2,6), di differenza reti (+47) o anche solo di partite senza subire reti (15 clean sheet). L’Inter vola verso la tanto agognata seconda stella in maniera sempre più convinta. Addirittura si sarebbe potuto ripetere il sogno Triplete, il quale, però, si è infranto a metà dicembre per mano del Bologna. In ogni caso il vero salto di qualità di questa squadra sta in un solo concetto: la continuità.

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