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La nuova Francia: Tanguy Ndombélé

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Ieri sera al Groupama Stadium di Lione si sono affrontate l’Olympique Lyonnais e l’Hoffenheim. La partita è terminata 2-2 con gli ospiti che, in inferiorità numerica, sono riusciti a rimontare il doppio vantaggio maturato nel primo tempo dai padroni di casa. Tra i marcatori dell’OL c’è Tanguy Ndombélé, che ha siglato il gol del momentaneo 2-0. Il centrocampista francese è stato prelevato nell’estate del 2017 dall’Amiens in prestito e riscattato a fine stagione, un’operazione costata complessivamente 10 milioni di euro.

IL PROFILO

Tanguy Ndombélé è un centrocampista classe 1996, destro naturale ed originario della Repubblica Democratica del Congo ma naturalizzato francese. In campo può essere collocato come centrocampista centrale, ruolo che predilige, oppure può essere impiegato anche come centrocampista destro, come tutt’ora è utilizzato da Bruno Genesio, anche se all’occorrenza sa giocare sulla linea mediana sia da play che per fare filtro. Sull’aspetto fisico è alto 181 cm per 76 kg. La struttura fisica di cui è dotato gli permette di riuscire a fare entrambe le fasi egregiamente, riuscendo ad imporsi in fase d’interdizione e, una volta recuperato il pallone, fare ripartire la squadra velocemente. Sul piano tecnico, invece, è molto bravo nel dribbling avendo il 56% di riuscita in Ligue 1, mentre in Champions League la percentuale sale addirittura al 71%. L’unico difetto è che spesso tende a provare giocate rischiose in zone molto pericolose del campo. È ottimo anche nei passaggi, in particolar modo nei lanci lunghi, che lo porta a servire i propri esterni con cambi di gioco precisi, oppure mandandoli in porta come testimoniano i 4 assist raccolti fino ad ora in campionato. In zona gol non è particolarmente prolifico, segnando mediamente un gol a stagione, ma nonostante ciò ha già siglato due marcature, entrambe in Champions League ed entrambe contro l’Hoffenheim.

In difesa la sua dote principale è il pressing, soprattutto quello esercitato nella trequarti avversaria, riuscendo molte volte a conquistare la palla in zona offensiva. Bruno Genesio non si priva mai di Ndombélé e infatti su 16 partite disputate dal Lione, il centrocampista francese è partito per ben 15 volte da titolare e solo una volta dalla panchina, risultando di fatti imprescindibile. Visto l’andamento delle sue prestazioni, il suo assiduo utilizzo in squadra è anche abbastanza comprensibile.

LA CARRIERA E LA NAZIONALE

Prima di approdare al Lione, Ndombélé ha giocato nell’Amiens e prima ancora nel EA Guingamp dove è arrivato fino all’Under 19. Nel suo periodo disputato nella società residente nella Piccardia, ha disputato un paio di anni nella squadra B fino alla stagione 2016/17, quando viene aggregato alla prima squadra che disputa la Ligue 2. Nel campionato cadetto transalpino esordisce alla sesta giornata disputando 5 minuti nella vittoria per 3-1 contro il Tours FC, e da quel momento diventa un titolare inamovibile per la formazione guidata da Christophe Pellissiér, totalizzando 31 presenze condite da 2 reti e 7 assist, valevoli per la promozione nella massima serie. Le ottime prestazioni valgono la chiamata del Lione in cui viene riscattato a titolo definitivo dopo un solo anno di prestito. A ottobre 2018 viene convocato dal c.t. Deschamps, esordendo nell’amichevole pareggiata contro l‘Islanda in sostituzione di Pogba al 67′. La partita successiva scende in campo da titolare nella Uefa Nations League contro la Germania, partecipando alla vittoria per 2-1.

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TALENTI FRANCESI

Il Lione è una delle squadre più giovani della Ligue 1 e sicuramente dopo il PSG anche quella che possiede maggior talento, perché oltre a Ndombélé, può vantare in rosa anche gioielli come Ferland Mendy, Nabil Fekir, Houssem Aouar, Lucas Tousart, Moussa Dembele, Bertrand Traoré, Maxwell Cornet e Memphis Depay (quasi tutti nazionale francese a parte gli ultimi tre dell’elenco).  È risaputo che il campionato francese, soprattutto negli ultimi anni, dà molto spazio ai giovani dei loro settori giovani, infatti oltre ai nomi già citati, la rosa dell’OL è piena di ragazzi della propria accademy. Non è un caso se al mondiale disputato quest’estate in Russia abbia trionfato la selezione francese.

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Genoa-Cittadella, le probabili formazioni: rischio turnover per Coda

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Genoa

Dopo una settimana decisamente movimentata in casa Genoa, il focus è ora tutto sulla sfida di domenica 4 dicembre contro il Cittadella. I rossoblù tornano al Ferraris, che si preannuncia gremito come al solito. La Gradinata Nord, per i primi 15 minuti, protesterà rimanendo in silenzio.

La protesta è rivolta non alla squadra, come la situazione di crisi potrebbe far pensare, bensì contro la giustizia sportiva che ha comminato severe sanzioni ad alcuni tifosi genoani rei di aver violato delle norme esultando in occasione del gol dell’1-2 di Yeboah in Venezia-Genoa. Garantito il massimo sostegno a giocatori e staff dunque, nonostante gli striscioni comparsi in settimana a Marassi e al Pio.

Dal canto suo, il gruppo ha soprattutto pensato a ricompattarsi in questi giorni di preparazione, come testimoniano le dichiarazioni di Bani e Strootman a margine della festa di Natale del settore giovanile. I due hanno dato ragione a Blessin riguardo alle pesanti critiche mosse dal tecnico per l’atteggiamento della squadra e si sono detti concentrati a migliorare il rendimento.

Bisognerà farlo in fretta, poichè dopo la sfida al Cittadella a Genova l’8 dicembre arriverà il Sudtirol. Il weekend seguente, poi, ci sarà la trasferta di Ascoli. Intanto, però, ecco le probabili scelte dei due allenatori per Genoa-Cittadella.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-CITTADELLA

In ragione del tour de force in arrivo, Blessin pensa a un turno di riposo per Massimo Coda: al suo posto potrebbe giocare Puscas. Il rumeno non ha brillato nella trasferta di Perugia, ma la prima occasione da titolare in casa potrebbe galvanizzarlo. A centrocampo ancora indisponibile Badelj, mentre il ristabilito Sturaro si candida a una maglia dal primo minuto. Dopo l’esito negativo dell’esperimento in Umbria, si dovrebbe tornare al 4-2-3-1.

Nel Cittadella di Gorini sono tre le assenze pesanti: a Felicioli e Baldini si è aggiunto anche Beretta, che non partirà per un problema al polpaccio. Antonucci agirà alle spalle dei due attaccanti, centrocampo a 3 con Carriero, Pavan e Branca.

Genoa (4-2-3-1): Semper; Hefti, Bani, Dragusin, Sabelli; Strootman, Sturaro; Gudmundsson, Aramu, Jagiello; Puscas. All.: Blessin

Cittadella (4-3-1-2) Kastrati; Vita, Perticone, Frare, Cassandro; Carriero, Pavan, Branca; Antonucci; Tounkara,Varela. All.: Gorini

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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