La Scandinavia, e in particolare la nazionale norvegese di calcio, non ha mai goduto di particolari fortune. Sole tre volte infatti si può annoverare la presenza degli scandinavi in una Coppa del Mondo: 1938, 1994 e 1998; in una regione d’Europa che ha come sua massima espressione calcistica la straordinaria Danimarca di Euro ’92. Ma in Norvegia in mezzo ai ghiacci sta fiorendo una nuova generazione di talenti destinata a stupire l’Europa; e, forse, come già erano riusciti i loro vicini danesi nel ’92 e i loro antenati vichinghi oltre un millennio fa, a conquistarla.

IL GIGANTE HAALAND

Fonte: profilo Instagram @erling.haaland

In questo momento, il più limpido e chiaro esempio di talento norvegese è senza dubbio rappresentato da Erling Haaland. “È forte come un orso ed è veloce come un cavallo“: questa la descrizione che ne fa un giornalista norvegese e che riassume perfettamente Haaland, che ha nell’assoluto dominio fisico la sua arma più affilata. 194 cm e 87 kg, uniti ad una straordinaria velocità e ad un’inaspettata agilità per un colosso di tale mole fanno di lui un bomber letale all’interno dell’area di rigore.

Come nella tradizione di molti dei grandi bomber, non è elegantissimo, anzi i suoi movimenti risultano piuttosto sgraziati; ma come si è soliti vedere in molti dei grandi attaccanti ha un’innato senso della posizione e grandi capacità nell’interpretazione degli spazi. Questo unito ad un tiro potente e preciso forma un’equazione che ha un solo risultato: gol, perché in fin dei conti è questa la vera parola che riassume Haaland. 12 gol in 25 gare a soli 18 anni in Norvegia; 16 gol in 14 partite in 6 mesi a Salisburgo e poi, il resto, è storia nota: una media di praticamente un gol a partita con la maglia del Dortmund a soli 20 anni, in un campionato nuovo e competitivo come la Bundesliga che fanno di lui uno dei giocatori in lizza per dominare il panorama degli attaccanti per i prossimi 15 anni.

Ma non è tutto, infatti l’attacco della Norvegia sembra essere un affare di famiglia; perché dopo l’esplosione di Haaland si sta preparando il terreno a quella del cugino, Albert Tjaaland. Classe 2004, il giovane Tjaaland è sulle orme del cugino maggiore. La somiglianza estetica e tecnica è notevole; infatti Tjaaland sembra essere praticamente la copia esatta del cugino, solo più acerba e con un fisico, a soli 16 anni, non ancora completamente sviluppato. Il risultato è sempre lo stesso, vagonate di gol nelle categorie giovanili norvegesi, 64 in 37 match. Ora, proprio come il cugino alla sua età, si è trasferito dal Bryne al Molde, pronto ad esplodere tra qualche anno, si salvi chi può.

LA NORVEGIA HA IL SUO PRINCIPE

Subito dietro Haaland nelle gerarchie della Norvegia c’è ovviamente Martin Odegaard. Enfant prodige del calcio mondiale, Odegaard esordisce con la camiseta blanca del Real Madrid a 17 anni. Poi un paio di prestiti fino all’approdo, sempre in prestito, alla Real Sociedad. Nei paesi baschi la scorsa stagione si afferma definitivamente come una delle mezz’ali offensive più forti della Liga.

Fonte: profilo Instagram @odegaard.98

Una forza mentale fuori dal comune, quella che ha permesso ad un giocatore osannato già da giovanissimo come un talento straordinario, passato da due prestiti piuttosto difficili, di uscirne indenne e, anzi, fortificato. Infatti mentre le capacità tecniche di Odegaard non sono mai state in discussione, ciò che gli ha fatto fare il definitivo salto di qualità è il suo costante lavoro; una mentalità “alla CR7” che gli ha permesso di sviluppare il suo fisico e di essere dominante oltre che tecnicamente anche fisicamente. Un giocatore dall’eleganza aristocratica, un principe con un coltello sempre nascosto sotto la manica, il suo dribbling, che unito al suo sinistro lo rende letale oltre che in costruzione anche in rifinitura e conclusione.

Ora, dopo l’apprendistato, Odegaard è tornato alla casa blanca, dove lo attende la sua occasione per una definitiva consacrazione come uno dei centrocampisti più forti d’Europa.

UN PO’ DI NORVEGIA ANCHE IN ITALIA?

Fonte: profilo Instagram @jenspetterhauge

Anche le italiane, in particolare il Milan, stanno iniziando a valutare i giocatori di questa possibile golden generation. Proprio i rossoneri sono infatti freschi dell’acquisto di Jans Petter Hauge, giovane ala norvegese. Il ventunenne, cresciuto nel Bodo/Glimt ha letteralmente stregato i rossoneri con due gol a San Siro. Ala rapida e avezza al dribbling, Hauge parte come riserva di Ante Rebic, ma si potrà senza dubbio far lentamente spazio nelle gerarchie di Stefano Pioli. Altro “vichingo” a lungo nelle mire di Maldini&Co è Kristoffer Ajer, pilastro difensivo del Celtic. Difensore centrale completo in ogni aspetto, Ajer è stato individuato dagli scout rossoneri come il profilo perfetto per entrare in rotazione con Romagnoli e Kjaer; però, dopo mesi di corteggiamento e dopo il si del giocatore, i rossoneri sembrerebbe siano stati costretti a mollare la prese le alte pretese degli scozzesi.

L’EUROPEO PUO’ ESSERE LA SVOLTA

Proprio questo giovedì la giovane e spavalda nazionale norvegese si giocherà una buona fetta dell’accesso all’europeo nella semifinale playoffs contro la Serbia. Saranno della partita ovviamente Haaland e Odegaard, con molta probabilità lo sarà Ajer e ci sarà qualche possibilità, sopratutto da subentrato, per Hauge, alla prima convocazione in nazionale maggiore. Per approdare agli europei gli scandinavi dovranno vedersela prima contro la già citata Serbia, e in caso di vittoria si giocheranno l’accesso diretto contro la vincente fra Scozia e Israele. Un cammino sicuramente non facile per una squadra con così poca esperienza, ma in caso di qualificazione la giovane Norvegia, con un anno in più sulle spalle, potrebbe rappresentare la sorpresa di questo Europeo.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @erling.haaland