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La nuova regina d’Olanda è l’AZ Alkmaar: i giovani al potere

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In Olanda sta succedendo qualcosa di impronosticabile. No, niente a che vedere con la monarchia parlamentare dei Paesi Bassi: Guglielmo Alessandro è ancora il sovrano del Paese e ci auguriamo lo rimanga per molto. Qualcosa di sorprendente, invece, sta sconvolgendo l’Eredivisie: l’AZ Alkmaar è la nuova regina d’Olanda, la squadra più piacevole e sorprendente del massimo campionato olandese.

Eppure negli ultimi anni l’Eredivisie, più di una monarchia, aveva iniziato ad assumere le sembianze di una oligarchia riservata ad Ajax e PSV Eindhoven, che insieme si sono divise otto degli ultimi nove campionati. L’unica eccezione è stata il Feyenoord, campione nel 2017, che pure nella propria storia ha vinto ben 15 trofei nazionali. Eccezione mica tanto. Chi, al contrario, sembra la vera intrusa tra le solite squadre è proprio l’AZ che con pazienza, programmazione e tanta ambizione è tornata finalmente a lottare per il vertice di un campionato che ha vinto in passato solo due volte: nel 1981 e nel 2009, quando in panchina sedeva un guru del calcio olandese e europeo, Dick Advocaat.

(Fonte: profilo Instagram AZ Alkmaar)

L’AZ sta viaggiando ad un ritmo impressionante. E lo sta facendo con il consueto “bel gioco” tipico della scuola oranje; senza rinunciare, però, ad alcuni accorgimenti e dettagli che hanno favorito l’esplosione della squadra biancorossa, reduce dalla pesante vittoria in casa nello scontro diretto contro l’Ajax e ora in testa al campionato appaiati proprio ai Lancieri. L’Eredivisie può contare su una classe di allenatori estremamente preparati sotto ogni punto di vista: se quello scorso è stato l’anno di Ten Hag, il 2019-2020 può essere la stagione di Arne Slot, la vera mente cha ha dato il via alla rinascita dell’AZ Alkmaar.

MAGIC MOMENT

I ragazzi di Arne Slot, che può contare su un organico la cui età media è di 23,4 anni e del quale parleremo a breve, hanno battuto 1-0 l’Ajax nel super match di domenica pomeriggio all’AFAS Stadion di Alkmaar. L’ha decisa, come gli capita da inizio stagione praticamente, il solito Myron Boadu, la nuova stella del calcio olandese.

(Fonte: profilo Instagram AZ Alkmaar)

Quella arrivata contro i campioni in carica è stata la settima vittoria consecutiva in campionato: una striscia incredibile di risultati positivi iniziata il 27 ottobre ad Eindhoven, con il clamoroso 0-4 rifilato al PSV, e continuata anche domenica in casa dopo aver battuto nel frattempo Twente, Emmen, Utrecht, VVV-Venlo e PEC Zwolle. Durante le ultime sette partite, tutte vinte, i biancorossi hanno segnato 18 gol e non ne hanno subito nessuno. Una mole offensiva di gioco di primissimo livello e una solidità difensiva che, almeno in patria, non ha eguali: con 8 reti subite in 17 giornate la difesa dell’AZ è la migliore dell’intero torneo. E con 41 punti conquistati fino ad ora è stato eguagliato il record della stagione 2008-2009, quando poi la squadra allora allenata da Advocaat riuscì a portare a casa il titolo.

(Fonte: profilo Instagram AZ Alkmaar)

L’AZ gioca un calcio piacevole, spensierato e organizzato come pochi: Arne Slot ha dato al suo club un’identità ben precisa, basata sulla velocità del tridente d’attacco e sulle geometrie dei tre centrocampisti titolari, alle quali va aggiunta la propensione offensiva dei terzini, Svensson e Wjndal, che a turno spingono per garantire appoggio in fase d’attacco, e infine un senso del sacrificio e del saper soffrire sviluppatosi proprio grazie alla fame e alla volontà di tornare a recitare un ruolo di primissimo piano in Olanda. Perché è sì vero che gli ultimi due campionati si sono chiusi al quarto e al terzo posto, ma è altrettanto vero che raramente l’AZ aveva dato la sensazione di poter competere per vincere qualcosa. La mentalità offensiva impressa da Slot alla sua squadra è probabilmente figlia della formativa esperienza nelle giovanili U21 e U19 della società da parte del tecnico olandese, che una volta promosso primo allenatore dopo il passaggio di van den Brom all’Utrecht, ha ritrovato tantissimi ragazzi che erano cresciuti con lui: Stengs, Boadu, Koopmeiners, Wjndal. E questa serie di fattori ha evidentemente inciso sul gran cammino fin qui intrapreso dall’AZ.

I GIOVANI AL COMANDO

L’Alkmaar è la sorpresa di questa prima parte di stagione, è innegabile. Ma a sorprendere, piuttosto, è la quantità industriale di giovani che oggi sono titolari e che da protagonisti stanno portando avanti il sogno di riconquistare dopo 11 anni l’Eredivisie. In porta c’è Marco Bizot, 28 anni e ben 13 clean sheets in campionato, 30 nel 2019. Il reparto difensivo può contare innanzitutto su due pilastri centrali di notevole esperienza: il belga Wuytens e l’ex Aston Villa Vlaar, anche se a rotazione hanno giocato il greco Chatzidiakos, ora infortunato ma è un centrale molto interessante, e addirittura Jordy Clasie. La storia dell’ex Feyenoord è molto particolare: quattro anni fa sembrava sul punto di esplodere, tant’è che venne acquistato dal Southampton dal Feyenoord per 15 milioni. Poi però tra infortuni, ricadute e una evidente involuzione tecnica è stato costretto a ritornare in Olanda, prima di nuovo al Feyenoord e da quest’estate all’AZ. Data la concorrenza a centrocampo e l’emergenza in difesa, Arne Slot lo ha schierato come centrale di destra al fianco di Wuytens, fornendo una prestazione più che convincente contro l’Ajax, anch’essa orfana dei vari Labyad, Promes e Neres. Risultato? Clasie premiato come man of the match.

L’associazione terzino-esterno d’attacco è una delle chiavi del gioco dell’Alkmaar. Qui, contro il Twente, Stengs viene incontro con il pallone in possesso di Svensson. I difensori avversari, attratti dalla sfera e dalla posizione del giovane attaccante olandese, creano lo spazio che verrà attaccato da Stengs.
(Fonte: sito Footballbh.net)

La vera arma in più di questa squadra sono i due terzini, due veri fluidificanti spesso determinanti anche nella metà campo avversaria: Svensson, norvegese di 26 anni, è stato fin qui autore di 1 gol e 3 assist; mentre Wjndal, terzino sinistro classe ’99, ha messo a referto già 4 assist ed è stato puntato dall’Ajax in caso di futura partenza di Tagliafico.

Svensson, terzino destro tecnicamente molto bravo, è abile a superare la linea dei tre difensori in pressione con un tocco morbido proprio nello spazio liberatosi dal movimento di Stengs. Il quale, con una finta, lascia sul posto i suoi avversari andando a creare un’interessante palla gol. Creazione dello spazio e attacco della profondità.
(Fonte: sito ufficiale Football.net)

In mezzo al campo due giocatori sono importanti, l’altro è importantissimo. I primi due in questione sono il secondo norvegese della rosa, Midtsjö, incaricato di battere tutti i calci piazzati, e il nuovo numero dieci De Wit, ex Ajax, chiamato a sostituire l’ultimo capitano Guus Til andato in Russia, un giocatore estremamente talentuoso che abbina al suo fisico imponente anche una buone dose di fosforo che per un centrocampista fa sempre la differenza. La differenza la fa eccome Teun Koopmeiners, tra i tre sicuramente il più completo sotto ogni punto di vista: a 21 anni è capitano di AZ e Nazionale olandese Under 21, oltre a poter vantare ben 97 presenze e 16 gol con lo stesso club che lo ha cullato fin da bambino. Koopmeiners è l’equilibratore della manovra offensiva della squadra: è lui a decidere quando è il momento di alzare il pressing – caratteristica fondamentale nell’idea di gioco di Slot – ed è sempre lui a decidere quando è il momento di rallentare o di respirare. Oltre, naturalmente, ad avere una predisposizione al gol di cui pochi centrocampisti della sua età godono. Koopmeiners è un giocatore che, per usare un termine caro al gergo giornalistico, “si farà”.

Teun Koopmeiners, classe’98, 17 partite, 7 gol e 1 assist in Eredivisie quest’anno. 12 presenze, 4 gol e 1 assist tra preliminari e fase a gironi di Europa League. Determinante.
(Fonte: profilo Twitter AZ)

E arriviamo, infine, alle tre bocche di fuoco dell’Alkmaar. Il tridente biancorosso è un mix micidiale di tecnica, velocità, dribbling e lucidità sotto porta che pochi, obbiettivamente, si aspettavano di vedere in azione quest’anno. Più che altro perché quando parliamo di Idrissi, Boadu e Stengs, parliamo di tre ragazzi giovanissimi – rispettivamente di 23, 18 e 20 anni – che stanno facendo cose eccezionali anche in giro per l’Europa, come ampiamente dimostrato nel positivo percorso nella fase a gironi in Europa League, competizione che vedrà gli olandesi affrontare il LASK Linz ai sedicesimi di finale. La simbiosi tra i tre è talmente evidente che spesso in campo si ha la sensazione che nessuno dei tre abbia un ruolo fisso. Giocano molto vicini e stretti quando il pallone passa per vie centrali; mentre danno sfogo alla loro proverbiale accelerazione quando bisogna andare in contropiede. Insieme hanno realizzato 32 dei 60 gol stagionali, il 53% della produzione offensiva dei cheeseheads passa da loro.

Il primo dei due gol di Boadu contro il PSV. Stengs si accentra e trova lo spazio per ricevere il pallone sulla trequarti: il filtrante per Boadu, allargatosi a sinistra, è visionario. Davanti la porta il giovane attaccante brucia sul tempo Zoet e segna la rete che dà il via allo 0-4 sul malcapitato PSV.

Contro l’Ajax, ad esempio, Myron Boadu ha sprecato almeno tre colossali occasioni da gol. Eppure è stato proprio lui a risolvere al 90′ l’ultima partita del girone di andata, con un colpo di testa da calcio d’angolo, complice un’uscita maldestra di Onana: in stagione Boadu ha segnato 11 reti in Eredivisie e 6 in Europa League. Ha solo 18 anni – è un classe 2001 – ma ha giocato il 94% delle partite da titolare, ha partecipato al 46% delle reti della squadra grazie anche ai suoi 5 assist e in stagione ha segnato 4 gol contro Ajax, Feyenoord e PSV, più di ogni altro calciatore. Le premesse per diventare un top a livello mondiale ci sono e lo scorso mese ha esordito con la Nazionale olandese segnando all’Estonia. E se tre indizi fanno una prova…

VOLARE ALTO

L’AZ Alkmaar non può non sognare. In campionato i biancorossi hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per tenere il passo dell’Ajax, nel frattempo giunta alla terza sconfitta consecutiva dopo il tonfo con il Willem II e lo 0-1 in casa col Valencia. L’Ajax non perdeva tre gare di fila dalla stagione 1999-2000; non rimaneva a secco di gol per tre gare consecutive da quattro anni e, ironia della sorte, l’ultima squadra a battere in campionato l’Ajax prima di questo filotto negativo è stato proprio l’AZ nello scorso marzo.

Il testa a testa potrebbe continuare a lungo, anche perché l’Ajax non pare la macchina schiacciasassi dello scorso anno. E gli uomini di Arne Slot dovranno essere bravi ad approfittare di eventuali passi falsi degli ajacidi, che come l’AZ affronteranno i sedicesimi di Europa League dove se la vedranno con gli spagnoli del Getafe. In Olanda, questo è chiaro, comandano i giovani. E i giovani dell’AZ Alkmaar sono davvero forti. L’Ajax è avvisato: una nuova regina vuole prendersi il trono.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram AZ Alkmaar)

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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