A Newcastle Upon Tyne, più che altrove, il calcio si vive come un saliscendi tra pochi alti e troppi bassi. Storicamente, il St James’s Park è passato tra il continuo salto tra vertice e fondo degli anni ’80, per gli anni ’90 dalla seconda serie alla Champions con Shearer, per poi tornare in Championship nei primi anni 2000, passando dal flop del Wonder Boy Owen e la retrocessione, fino al ritorno in Premier. E nel 2016 è arrivata l’ultima, in ordine cronologico, caduta dei Magpies, ad opera degli odiatissimi rivali del Sunderland. Dal ritorno con Rafa Benitez nella massima serie nell’anno successivo, sul mercato arrivano spese massicce della società per puntare a un posto fisso tra le prime 10 della Premier League, obbiettivo raggiunto una sola volta nelle ultime 3 stagioni. E ora, a un anno dall’addio di Benitez e l’arrivo di Steve Bruce, il Newcastle vive ancora una profonda crisi di gioco e risultati, che ha riportato tra gli spalti del St James’s Park lo spettro dell’ennesima retrocessione della decade. Per capire il fallimento del progetto delle Gazze, dobbiamo riavvolgere il nastro all’anno del ritorno in Premier dei Magpies.

Il mitico St James’s Park.
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L’ILLUSIONE RAFA BENITEZ

L’allenatore Spagnolo sale in sella a marzo 2016, a 10 giornate dalla fine, quando il destino dei bianconeri è già segnato. La ricostruzione della squadre parte dalla Championship. Le importanti cessioni di Sissoko e Wijnaldum finanziano l’arrivo del centravanti Gayle dal Palace e del tris di difensori Ritchie-Clark-Hanley. Dopo un inizio a rilento, con le sconfitte contro Fulham e Huddersfield, il 4-2-3-1 di Benitez inizia a ingranare e i Magpies non tradiscono le aspettative. La promozione aritmetica arriva dopo il 4-1 al Preston North End e il 7 maggio grazie alla vittoria contro il Barnsley arriva anche il primo posto in campionato. Per il ritorno in Premier, arriva dal mercato un giusto mix di giovani di qualità, come il centrocampista Merino dal Borussia Dortmund. Inoltre arrivano anche giocatori di esperienze come il bomber Slimani dal Leicester e il difensore Lejeune.

Rafa Benitez ai Magpies
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È una stagione che entusiasma i tifosi, dove la squadra raccoglie 44 punti e il decimo posto. Questa sarebbe dovuta essere la stagione sui cui gettare le fondamenta per il ritorno al vertice, dove una squadra così storica merita di stare. Benitez entra però presto in contrasto con la società dopo la cessione di Mitrovic al Fulham, rimpiazzato da Rondon, che però non sfigurerà con 11 centri stagionali. Il mercato porta anche il fantasista Almiron dall’Atlanta United e la punta Muto dal Mainz, autore di una pessima stagione. Il tredicesimo posto finale lascia l’amaro in bocca a un ambiente che sognava un finale diverso per l’esperienza Benitez, il quale lascia a fine stagione.

Il flop Joelinton.
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TRA STEVE BRUCE, IL FLOP JOELINTON, LO SCEICCO E LA CRISI

Per sostituire Benitez, viene scelto Steve Bruce, esperto allenatore di categoria. Un mercato faraonico Joelinton, punta dell’Hoffeneim autore di una super stagione in Bundesliga, Saint-Maximin, Danny e Valentino Lazaro. Joelinton è l’attaccante ideale per sostituire Ayoze Perez, ceduto al Leicester. Ma il bomber che deve garantire i gol per puntare a una salvezza tranquilla realizza solo una rete in campionato. Il suo flop condiziona inevitabilmente la stagione dei Magpies. A fine stagione il capocannoniere sarà il centrocampista Shelvey con 6 reti, a dimostrazione della crisi del reparto offensivo. In campionato è un’annata incolore, chiusa al tredicesimo posto senza infamia né lode, mentre la campagna in F.A Cup si interrompe solo ai quarti per mano del Manchester City. Dopo una stagione che ha ridimensionato le ambizioni dei tifosi bianconeri, in estate le voci sull’interesse per la società da parte dello sceicco Mohamed Bin Salman riaccende l’anima della tifoseria.

Lo sceicco Bin Salman.
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Però la storia del magnate arabo non si intreccia con quella del Newcastle e dopo l’entusiasmo collettivo iniziale la trattativa si spegne in un nulla di fatto. Superata la delusione per il mancato arrivo dello sceicco, per colmare le lacune del reparto avanzato dal Bournemouth arriva Callum Wilson per 22 milioni di euro. Ed è grazie ai gol del nuovo arrivato che le Gazze hanno tenuto fino a poche settimane fa un buon margine dalla zona retrocessione. Poi, l’inizio della crisi di risultati. Una sola vittoria, contro il Southampton, nelle ultime nove partite, e senza i pareggi agguantati negli ultimi minuti contro Aston Villa e Tottenham (rete di Willock al 85esimo) avrebbe solo un punto di vantaggio sul Fulham terzultimo.

Il tecnico del Newcastle Steve Bruce.
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A 10 giornate dalla fine della Premier League, in cerca di un nuovo acquirente per la società, con soli 3 punti di margine sul Fulham, il Newcastle ora deve restare nella massima serie. Per (ri)cominciare a costruire il proprio progetto, nella speranza che i tifosi dei Magpies possano tornare ad ammirare una grande squadra sul prato del St. James’s Park.

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