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La nuova Roma di Ranieri: uomini, movimenti e sviluppi tattici

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La nuova Roma di Ranieri: uomini, movimenti e sviluppi tattici

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Dopo il K.O contro il Porto per 3-1 al Do Dragao che è costato la qualificazione alla squadra di Di Francesco, il mister abruzzese ha ricevuto il ben servito dalla società giallorossa. Un terremoto che ha visto anche il Direttore Sportivo Ramon Monchi consegnare le dimissioni anzitempo. Alla ricerca di un traghettatore, fino a giugno ha scelto di accasarsi alla Roma Claudio Ranieri. Romano e romanista DOC, testaccino, l’allenatore che portò il Leicester sul tetto d’Inghilterra per l’amore della squadra che tifa ha accettato di rimettersi in gioco, provando a prendere un insperato piazzamento Champions a dodici giornate dalla fine.
Ma come giocherà la Roma con Claudio Ranieri?

MANOVRA

Rivoluzione anche tattica quindi: i capitolini – sperando di salire in classifica – scenderanno in campo abbassando invece la nascita della creazione del gioco. Addio a lanci derivanti solo e soltanto dai piedi di Danielino De Rossi: con Claudio Ranieri la manovra parte da dietro, sarà uno dei due centrali ad impostare, scegliendo sempre quale fascia lanciare.
L’obbligo di costruire da dietro con tutta probabilità favorirà l’ingresso fra gli undici titolari di Juan Jesus ai danni di Fazio. Nonostante qualche defezione in fase difensiva e sporadici black out, il brasiliano è l’unico centrale di difesa giallorosso capace di impostare.
Ogni volta Juan avrà ampia scelta: se giocherà verso sinistra, andrà a lanciare El Shaarawy. Il faraone si muoverà allo stesso modo in cui a Leicester lo faceva Mahrez, scorrazzando sulla fascia e cercando poi le due punte da fondo campo. Qualora invece decidesse di giocare sulla destra, probabilmente li dovrebbe trovare Zaniolo.

ZANIOLO CON RANIERI

Creando uno scacchiere dell’undice titolare su due piedi e piazzando, per equilibrio, come centrali nel suo 4-4-2 un incursore qual’è Cristante e un medianaccio ma dai piedi comunque educati, come è De Rossi, salta immediatamente all’occhio come resti fuori quello che in questo momento è il miglior calciatore della Roma per forma fisica: Nicolò Zaniolo.
Pensare che Ranieri decida di privarsi del giovane talento ex Inter sarebbe folle. È per questo che – con tutta probabilità – il tecnico testaccino proverà a schierarlo a centrocampo ma largo a destra.
Con Di Francesco ha spesso giocato ala offensiva a destra, mezzala o trequartista. Tutti ruoli che ti obbligano a seguire delle indicazioni diverse. Va detto, però, che se da El Shaarawy il tecnico cercherà dinamismo e cambio passo, a destra si chiederà più che altro un lavoro di sponda: ogni volta che Jesus andrà a pescare Zaniolo, a quest’ultimo verrà chiesto semplicemente di appoggiarsi di prima intenzione su De Rossi, con quest’ultimo che lancerà alla ricerca dei due centravanti.

UN KANTÈ CON LA VENA

È probabile che questa sia l’ultima stagione di Daniele De Rossi in maglia giallorossa. Qualche parola nello spogliatoio, mista ad altrettanti discorsi motivazionali al ritorno dell’ottavo di Champions contro il Porto hanno fatto pensare a questo.
Se così fosse il capitano della Roma non lascerà con un piazzamento in Europa League, ma – al contrario – ce la metterà tutta per mettersi al servizio della squadra.
Il ruolo che Ranieri potrebbe dargli nella nuova Roma è quello di un Kante con la vena. Il campione francese andava sempre a scalare sulla mediana, lasciando quindi Drinkwater libero d’agire e svolgendo lui il ruolo di recupera palloni. Tanta corsa ma soprattutto tanta grinta. Inoltre sarà sempre lui a dare rapidità alla manovra offensiva: quando Zaniolo andrà a giocare di sponda dovrà scegliere sempre se cambiare gioco e verticalizzare verso Stephan El Shaarawy o se invece servire in avanti Dzeko, che attaccherà la profondità.

SCHICK?

Nonostante il cambio di modulo favorisca la possibilità di vedere il ceco in campo con un minutaggio almeno maggiore, ad onor del vero anche con le due punte sembra non esserci spazio per Patrik Schick. In avanti sarà fondamentale l’apporto di Edin Dzeko, che fra i due sarà il centravanti tecnico. Sarà incaricato di far salire la squadra attaccando sempre la profondità. Gli sarà chiesto, quindi, minor sacrificio. Questo potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio in quanto il bosniaco si accende partendo perlopiù da dietro, sentendosi invece limitato a dover aspettare la sfera in area di rigore. Vicino a lui quel lavoro che adesso svolge lo farà Cengiz Under. Il turco sarà il tipico attaccante da accompagnamento, che girerà intorno alla punta boa, andando spesso incontro al pallone sulla trequarti e portando via l’uomo a Dzeko in ripartenza.
In fase di non possesso, invece, verrà chiesto a Dzeko e Under di non far parte del muro a otto che verrà creato da Ranieri.
Il tecnico romano è famoso per riuscire a creare una specie di ciambella fuori dall’area di rigore che comprende i quattro di difesa e i quattro di centrocampo, anche se questo spesso provocherà troppi buchi sulle fasce che andremo ad analizzare successivamente.

MINESTRAIO

Quante volte l’avete sentito? “Claudio Ranieri è un minestraio”. Spesso qualcuno lo difende a spada tratta, ordinando rispetto.
Il termine “minestraio” ad onor del vero non va ad intaccare minimamente quando il Sir Ranieri sappia di calcio: è un minestraio perché con le verdure che gli sono rimaste un pasto caldo te lo porta ugualmente a casa. Non è un trasformista, non cambia 5-6 volte modulo a partita in corso: il suo 4-4-2 è un 4-4-2. Dove i centrali fanno i centrali, i terzini fanno i terzini e gli esterni fanno gli esterni. Tutti con delle determinate indicazioni, ovviamente, ma in modo semplice.
Punta molto sulla sovrapposizioni: Florenzi spesso giocherà con De Rossi che lancerà poi lo stesso Alessandro sulla fascia. Si gioca molto sul cambio di passo dalla metà campo in su.
Un 4-4-2 da pressing alto, ma allo stesso modo equilibrato. In fase di possesso la difesa si alza e De Rossi, in modo accorto, stringe. In fase di non possesso invece, il pressing diventa molto alto nella metà campo avversaria. Si va quasi a marcare a uomo. Una volta che la squadra avversaria supera il centrocampo, però, si pressa solo ed esclusivamente il portatore di palla, trasformando la marcatura da “a uomo” a “a zona”.
L’obiettivo è comunque quello di non far mai superare il centrocampo palla al piede. Infatti Dzeko avrà l’indicazione di andare ad attaccare sempre il centrale di difesa più bravo con i piedi fra i due, affinché quest’ultimo non abbia possibilità di impostazione e non riesca ad organizzare la manovra dal basso.

PUNTO DEBOLE

Un grandissimo punto debole di Ranieri è il gioco difensivo sulle fasce. Quando gli avversari attaccano spesso Claudio chiede ai suoi di accorciare. Si gioca molto vicino difensivamente, bloccando quindi le imbucate per via centrali e facendo densità in quella zona. I due terzini, quindi, stringono vicino ai centrali. Così facendo, però, si lasciano le due fasce spoglie. I calciatori avversari sono liberi di agire. La Roma di Ranieri prenderà moltissimi cross dalle due fasce, dovendo quindi giocare a respingere. Non solo: avendo sacrificato Fazio per far impostare Jesus, il mister dovrà esser maggiormente accorto, non potendo sfruttare nemmeno i centimetri dell’argentino.

La Roma di Ranieri sarà una Roma con un sapore totalmente diverso da quella vista fin qui con Di Francesco. Un gioco più semplice ma un’identità chiara, che restituita alla curva sud e a tutto il tifo giallorosso un po’ di entusiasmo da qui al triplice fischio stagionale.

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ULTIM’ORA – Ansia Sassuolo: Berardi esce per infortunio contro il Verona

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Sassuolo berardi

Sfortunatissimo Domenico Berardi in Hellas Verona-Sassuolo. Il fuoriclasse neroverde è rientrato oggi da un lungo infortunio che gli aveva fatto saltare sei gare, ma è stato costretto al cambio per un nuovo infortunio. Dopo un rilancio errato di Montipò, Berardi ha controllato il pallone con il petto, ma ha poggiato male il piede al terreno e ha subito chiesto il cambio. La paura più grande è che si tratti di un problema al tendine d’Achille. Chiaramente serviranno accertamenti.

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Le parole di Baroni e Carnevali prima di Verona-Sassuolo

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Tra le partite più delicate di questo 27° turno di Serie A c’è indubbiamente il lunch match tra Verona Sassuolo, appaiate in classifica, ma con stati d’animo profondamente differenti. Nel pre-gara, ai microfoni di Sky Sport, si sono espressi al riguardo Marco Baroni, allenatore dei gialloblù, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato dei neroverdi.

LE PAROLE DI BARONI

MASSIMA ATTENZIONE – “Dovremo affrontare tutti insieme questa partita, sia coloro che partono titolari, sia quelli che entreranno a gara in corso. Servirà un’attenzione massima per cento e passa minuti, il Sassuolo è conscio del momento che sta vivendo, ma rimane una squadra con grandi possibilità tecniche”.

TUTTE FINALI – “Da qui a maggio tutte le nostre partite saranno delle finali, e la squadra dovrà essere capace di restare sempre dentro la gara, mostrando compattezza anche mentale. Match come questi si risolvono spesso per le piccole cose, e dovremo essere in grado di curare anche i minimi dettagli”.

RESTARE IN PIEDI E CORRERE – “La squadra ha creato le condizioni per restare in piedi in un momento non facile. Adesso dobbiamo iniziare a correre per raggiungere ciò che sembrava impossibile”.

LE PAROLE DI CARNEVALI

BALLARDINI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, Ballardini è il profilo adatto per dare la scossa giusta. La squadra ha dei valori, ma indubbiamente ha anche delle carenze; siamo fiduciosi nel fatto che il nuovo allenatore riuscirà a portarci ciò che è mancato prima”.

SERENITÀ – “Continuerò a presenziare agli allenamenti senza stravolgere nulla. Dobbiamo mantenere la serenità e l’equilibrio che non devono mancare in momenti come questo”.

BERARDI – “In undici stagioni di Serie A ci era già capitato un momento come questo, e chiamando Iachini quest’ultimo riuscì a portarci qualcosa di importante. Il ritorno in campo di Berardi può darci tanto anche all’interno dello spogliatoio, è il nostro campione ed è con lui che abbiamo portato a casa risultati e punti. Speriamo rientri in condizione nel miglior modo possibile”.

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Tempo di rinnovi in casa Genoa: si lavora per Bani e Badelj

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Mattia Bani Genoa Serie A

Il Genoa continua a lavorare sul fronte rinnovi, per blindare i suoi uomini più importanti e confermare la spina dorsale della squadra a disposizione di Alberto Gilardino. Domani sera i rossoblù sono attesi dal crash test di nome Inter. Il Grifone, tuttavia, è nella ristretta élite di squadre che sono riuscite a fermare i nerazzurri in questa stagione. Ma ora l’Inter è in piena ascesa e sembra inarrestabile.

Gilardino tenta l’azzardo e lo farà con due giocatori freschi di rinnovo. Johan Vasquez, importante difensore mancino, e Morten Frendrup, tuttocampista dedito al sacrificio, hanno recentememte rinnovato. Rispettivamente il messicano fino al 2027 e il danese fino al 2028. Dopo queste nuove leve (Vasquez è classe 1998, Frendrup è 2001), i liguri pensano anche allo zoccolo duro di maggiore esperienza. I prossimi nomi sul tavolo, infatti, sono quelli di Badelj e Bani (classe 1989 e 1993), che rappresentano la componente esperta della squadra.

Tuttosport spiega che con Bani è pronto già un accordo fino al 2026. Mentre con Badelj si dovrà ancora discutere, in previsione di giugno 2025 o 2026. Sono da valutare, inoltre, anche le situazioni di Ekuban e Strootman, in scadenza il prossimo giugno. La cosa certa è che il Genoa prosegue sulla strada della continuità di uomini, dopo la promozione dello scorso anno e il buonissimo lavoro che il Grifone sta facendo in questa stagione.

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LeBron James nella leggenda: superati i 40.000 punti in carriera

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LeBron James Los Angeles Lakers

LeBron James sempre più una leggenda del basket mondiale. Il numero 6 dei Los Angeles Lakers, nella notte italiana, ha infranto un altro record diventando il primo cestista nella storia dell’NBA a superare i 40.000 punti in carriera.

Nel corso della scorsa stagione, contro gli Oklahoma City Thunder è diventato il migliore marcatore della storia della Lega, superando Kareem Abdul-Jabbar e fissando il nuovo tetto di punti momentaneo a 38.390. Questa notte, contro i Denver Nuggets campioni in carica, LeBron James ha infranto la barriera dei 40.000 punti. Al termine dei 48′ di gara, infatti, il suo range è di 40.017.

Tutto il mondo si sta complimentando con questa icona sempreverde e leggendaria dell’NBA, che alla sua 21ª stagione da professionista e dopo aver superato da poco i 39 anni (è nato il 30 dicembre 1985), continua a fare scuola.

Inutile dire che questa statistica sembra a sua volta irraggiungibile. E, ad ora, sembra davvero impossibile pensare ad un cestista che possa superarlo. Tuttavia, a primo impatto sembrava esserlo anche il record di Abdul-Jabbar. Record rimasto invalicato per quasi 40 anni: dall’aprile 1984 fino al febbraio 2023, prima che LeBron James lo agganciasse.

Per ora, King James si riserva un posto in solitaria nel club di tutti coloro che hanno fatto 40.ooo o più punti in NBA. Cioè soltanto lui nella storia.

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