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La rinascita dell’Empoli

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La rinascita dell’Empoli

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L’Empoli, dopo essere passato dal purgatorio della Serie B, ha le idee molto chiare sul proprio futuro.

La squadra toscana ha disputato un ottimo campionato nella serie cadetta, posizionandosi al primo posto e vincendo il campionato, giocando per gran parte della stagione un ottimo calcio. Nonostante non abbia mai avuto grossi problemi, la società ha deciso alla 19ª giornata di esonerare l’allenatore Vincenzo Vivarini e di chiamare al suo posto l’ex collaboratore di Luciano Spalletti alla Roma, Aurelio Andreazzoli, che ha condotto la squadra alla vittoria del titolo e alla conseguente promozione nella massima serie.

LA SQUADRA

L’Empoli 2018/19 non subirà grossi stravolgimenti e vorrà ripartire dalla formazione che l’ha portata alla promozione. Il primo punto da cui partire è la conferma dell’allenatore, Aurelio Andreazzoli, tecnico competente e capace di sfruttare il potenziale inespresso di tutti i suoi giocatori, difatti da quando è arrivato lui, la squadra ha iniziato a esprimere un calcio molto propositivo, capace di sfruttare al massimo il potenziale offensivo e terminando la stagione con il miglior attacco (88 gol fatti in 42 partite). Andreazzoli, oltretutto, ha riportato al Castellani il bel gioco proposto da alcuni suoi predecessori (Sarri e Giampaolo), riproponendo il modulo che li rese celebri le stagioni passate, il 4-3-1-2.

Oltre al tecnico, verrà riconfermata tutta la formazione titolare a eccezione di Gabriel che, rientrerà alla società proprietaria del cartellino, il Milan e Castagnetti che ritornerà alla SPAL. Se il portiere brasiliano non dovesse tornare, verrà sostituito dall’ex titolare e attuale secondo portiere, Ivan Provedel.

In difesa, la squadra empolese potrà fare affidamento sul veterano e capitano Manuel Pasqual che, insieme a Domenico Maietta possono essere il valore aggiunto per i loro compagni di reparto: Giovanni Di Lorenzo, Frédéric Veseli e Sebastiano Luperto, il terzino è stato un titolare inamovibile nel corso dell’annata mentre i due centrali si sono alternati durante tutto l’anno.

Il centrocampo sarà chiamato a un duro lavoro per la permanenza nella massima serie, tra cui i suoi interpreti che dovranno ripetere l’elevate performance dimostrate a lungo in B, sia sul piano del gioco sia sul piano della personalità, infatti, sarà importante confermare tutto il reparto e respingere le offerte che arriveranno durante questa sessione di mercato per non rischiare di rovinare l’equilibrio creatosi negli ultimi mesi. Orfani del playmaker Castagnetti (ritornato alla casa base) e alla ricerca del giusto sostituto, le mezze ali Krunic e Bennecer, e il trequartista Zajc proveranno a imporre il loro gioco dominante anche in A, nonostante la prossima stagione abbiano a che fare con squadre di ben più alto livello. Proprio il trequartista è stata l’arma in più di mister Andreazzoli, che con i suoi movimenti tra le linee (8 gol e 15 assist in 35 gare), è stata una continua spina nel fianco delle compagini avversarie e che sicuramente proverà ad esserlo anche il prossimo anno. Le riserve svolgeranno un ruolo fondamentale, dovendo portare freschezza, ed eventualmente esperienza, caratteristiche che risponderanno ai nomi di Matteo Brighi e Lorenzo Lollo.

Il tandem d’attacco Caputo-Donnarumma sarà la vera sorpresa del nuovo campionato (mercato permettendo visto che l’attaccante classe 1990 potrebbe cambiare maglia accasandosi all’Empoli). I due attaccanti, la scorsa stagione hanno realizzato complessivamente 44 gol e 10 assist, dimostrando di rappresentare il reale peso specifico offensivo della squadra con il 50% delle reti realizzate complessivamente dalla squadra toscana (26 gol e 5 assist per Francesco Caputo mentre per Alfredo Donnarumma 18 reti e 5 assistenze ai compagni).

IL MERCATO

Adesso tocca al Presidente Fabrizio Corsi e al Direttore Generale Andrea Butti puntellare la rosa, con acquisti mirati che possano portare maggiore qualità alla squadra per puntare al meglio all’obiettivo iniziale della società: la salvezza.

Negli ultimi giorni, l’Empoli ha rafforzato il reparto offensivo con l’acquisto di La Gumina dal Palermo per un cifra intorno ai 9 milioni di euro, l’attaccante classe ’96 è stato una rivelazione del campionato di Serie B con 33 presenze e 11 gol (compresi i Playoff). Oltre all’attaccante palermitano, la società ha già acquistato il difensore centrale classe 1994, Michał Marcjanik dal Arka Gdynia, ha riscattato Joel Untersee dalla Juventus, ha acquistato a titolo definitivo il giovanissimo, Adan Mohamed Said, classe 2000 e di ruolo attaccante dall’ Örgryte; sempre in attacco ha acquistato dallo Zilina, Samuel Mraz. Sarà importantissimo decifrare il futuro di Alfredo Donnarumma, che potrebbe partire con destinazione Brescia. La società lavora anche sui rinnovi di contratto dove, da qualche giorno, hanno firmato il rinnovo Di Lorenzo e Zajc fino al 30 giugno 2022. Nel frattempo stanno provando a rinnovare anche alcuni prestiti, tra cui quello di Sebastiano Luperto dal Napoli.

Nel mercato in uscita, sono molte le squadre interessate a Krunic, in particolar modo il Torino, che negli ultimi giorni ha presentato un’offerta da circa 7 milioni di euro.

LE PREVISIONI

Tutto dipenderà dalla squadra che verrà allestita durante questa sessione di mercato dalla dirigenza e dall’impatto che avranno i giocatori con la Serie A, dato che diversi titolari della squadra hanno alle spalle poche o addirittura nessuna presenza nel massimo campionato.

La salvezza è l’obiettivo dichiarato dalla società, che dando fiducia ad Andreazzoli vuole proporre quanto di buono fatto vedere la stagione scorsa, soprattutto sul piano del gioco. Come sempre (o quasi), l’Empoli punterà fortemente su molti giovani promettenti con la speranza che il lavoro possa trasformare i margini di miglioramento di questi ragazzi in reali potenzialità per la Serie A. Il nuovo Empoli di Andreazzoli è pronto a ripresentarsi nella massima serie.

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ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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Flash News

Gasperini se la prende col calendario: c’entra anche l’Inter!

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Atalanta

La ventiseiesima giornata di Serie A regala un palinsesto ricco di partite interessanti. La giornata di oggi si è delineata con diverse, tra le principali, conferenze stampa alla vigilia del match e Gian Piero Gasperini ha parlato, destando scalpore, in vista della gara in programma, domenica 25 febbraio alle ore 20:45 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, tra Milan e Atalanta.

LE PAROLE DI GIAN PIERO GASPERINI

IL CALENDARIO INTASATO –Il pasticcio è stato fatto con le partite di Supercoppa già a gennaio, non è una cosa di oggi. Per noi era già molto evidente anche perché l’Atalanta in quel momento era già qualificata. Però non è qualcosa che posso cambiare, dobbiamo adattarci. Dobbiamo prendere una gara per volta, non è una cosa normale, se fosse successo a qualche altra squadra chissà quali polemiche sarebbero uscite fuori. Non fa niente, ce la carichiamo sulle spalle, pensiamo partita dopo partita, a partire da domani”.

SQUADRE DA TEMERE – “In questo momento il Milan. Ci sono anche Sporting, Juventus e Fiorentina, è un calendario dove non possiamo spendere energie su quelle che saranno le partite. Noi avremo sempre un vantaggio, se va bene siamo contenti per la partita successiva, se non va bene non avremo tempo nemmeno di disperarci. Il Milan in alcuni ruoli ha delle eccellenze, come sulla corsia sinistra, ma questo non toglie nulla agli altri. Il Milan è una squadra di altissimo livello: tutto parte ovviamente dalla fase di contenimento per poter cercare di attaccare”.

SULLA GARA IN PROGRAMMA – “Il Milan rimane una squadra molto forte, al di là del passo falso contro il Monza in campionato ha fatto una striscia di risultati che l’ha portata molto in alto. Sarà una partita sicuramente importante, vale molto anche per la classifica e per il campionato”.

LO SCHIERAMENTO DEL MILAN –Il Milan è una squadra molto duttile, varia anche coi centrocampisti, sono sempre partite molto ricche sul piano tattico. È anche vero che ci conosciamo, parliamo di due squadre che sono preparate a variare sul piano tattico anche a seconda della partita”.

GLI OTTAVI DI EUROPA LEAGUE CON LO SPORTING – “Prima dello Sporting dobbiamo giocare in una settimana contro Milan, Inter e Bologna, sinceramente faccio fatica a mettere la testa lì. Sono cresciuti, ma siamo cresciuti anche noi. Ci siamo incontrati già da due volte, anche questa è un po’ un’anomalia, l’importante comunque è arrivarci bene. Abbiamo comunque la fiducia di poter fare bene”.

IL RIENTRO DI LOOKMAN – “Il suo rientro per noi è un ulteriore rinforzo, ha fatto un buon allenamento ieri, il dolore si è ridotto molto, è pronto già domani per poterci dare quello che ci ha già dato in passato”.

GASPERINI CHEF STELLATO, L’INGREDIENTE ANTI-MILAN – “Io sono negato in cucina (ride, ndr). Le partite tra noi sono sempre state con tante occasioni da gol, siamo sempre riusciti a segnare, non la vedo una partita da zero a zero. Tutto passa da quanto sappiamo reggere gli uni gli attacchi dell’altra”.

LA FORMAZIONE TITOLARE – “Posso dirvi che Carnesecchi gioca in porta più altri dieci (ride, ndr). Bisogna sempre spostare l’attenzione su chi gioca e non su chi non gioca. In questo momento ci siamo tutti, è importante avere una rosa forte”.

SU DE KETELAERE – È il miglior De Ketelaere di questo momento, ha margini di crescita ma ha intrapreso la strada giusta. Ha preso fiducia, questo è già un bel segnale”.

IL TERZETTO DIFENSIVO – “Sono sempre stato molto contento dei difensori che ci sono stati in questi anni. La fase difensiva è sempre stata tra le più bistrattate, ma è sempre stata tra le prime cinque-sei del campionato. L’arrivo di Kolasinac ci ha dato molto, abbiamo avuto qualche problema per un certo periodo, ma ora sembra superato”.

IL BOLOGNA AVVERSARIO CHAMPIONS – Assolutamente sì, ma ci penseremo dopo queste due partite. Il Bologna merita tutta la classifica che ha”.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Teo Teocoli: “Milan, ti manca una vera identità. San Siro? Non mi è mai piaciuto”

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Stefano Pioli, allenatore del Milan - Serie A, Coppa Italia, Champions League, Europa League

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Teo Teocoli, volto storico della comicità italiana ed icona milanese e soprattutto milanista.

Come vede da tifoso la situazione del Milan negli ultimi tempi?

La squadra non ha ancora una vera identità. Abbiamo visto acquisti che si diceva fossero sbagliati che poi si sono rivelati buonissimi, e sto parlando di De Ketelaere. Abbiamo visto mettere in panchina sei titolarissimi e perdere una partita con il Monza. Poi magari sei partite vinte, due pareggiate, in definitiva non è una squadra regolare! Anche contro il Rennes appena ha segnato Leao poi lo ha messo in panchina. I giocatori devono giocare. Gli inglesi giocano sempre, non sono dei marziani, non fanno turnover, la squadra migliore gioca, punto. Capisco che si allenano tutta la settimana, che gli impegni sono tanti, ma se io tifoso vado allo stadio e vedo fuori Leao, Loftus Cheek e altri non mi diverto“.

Come vede la posizione di Pioli? Ad oggi lo confermerebbe?

Non mi voglio sbilanciare, però lo voglio più coraggioso. Non mi lasci fuori i sei più bravi per risparmiarli per una partita vinta 3-0 all’andata. Il Rennes doveva segnare 3 gol per passare e quindi scoprirsi e un paio di gol infatti li hanno presi… Se vinci 3-0 in casa poche volte poi si ribalta il risultato. Vorrei che il Milan fosse una squadra meno familiare: si vogliono tutti bene, tutti innamorati di Pioli ma in campo poi non è così“.

Da milanese e da assiduo frequentatore di San Siro come la questione stadio?

A me San Siro non è mai piaciuto per una questione di posizione, non c’è mai il sole. Una volta quando c’erano i due anelli ci sedevamo e prendevamo il sole, si poteva anche girare tutto lo stadio. Oggi invece è uno stadio pieno di settori, non si può andare da nessuna parte. Sarà un’esigenza moderna.

Vedere Milano già piena di lavori dappertutto, metropolitane non ancora finite. Non siamo neanche in un periodo brillantissimo economicamente per fare due stadi. Che poi se fai due stadi non succede niente, se fai un centro sportivo come le squadre inglesi con palestre, campi di allenamento, ecc. non enorme come San Siro, più piccolo, più agevole allora sì. Però ripeto io ho vissuto tutte le metropolitane di Milano e ne ho pieni i co****** (ride ndr). Milano cresce, per fortuna nostra in altezza perchè altrimenti non ci staremmo, e quindi dovrebbe essere sì una città di affari e di fiere, ma tutte fuori! Se vai in centro nei periodi di festa non si cammina, io rimpiango la Milano degli anni 60′, con i Navigli senza gli happy hour. Le cose belle di Milano dovevano essere lasciate libere, pulite, visibili e frequentabili come monumenti. Perchè i Navigli sono un monumento, invece c’è tutto un fermento di altre cose che non riguardano tutti.

In definitiva dei due stadi a me non frega niente (ride ndr). Sono andato per quasi sessanta anni in uno stadio solo, una domenica gioca l’Inter, quella dopo gioca il Milan e non ci sono stati mai problemi. Questo stadio è ben brutto, a me anche architettonicamente non piace, è una costruzione un po’ antiquata. Mi piacerebbe quello che chiamano la Cattedrale, quello è più suggestivo. Però ripeto lei parla con uno che ha un po’ di anni, a me i cambiamenti radicali non piacciono molto… Poi quella del pavese è una zona agricola, con molto verde, tu mi ci piazzi in mezzo uno stadio…“.

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Flash News

Allegri pre Juve-Frosinone: “Sento la responsabilità di allenare la Juventus. Sul futuro…”

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Allegri Juventus

Alla vigilia di Juventus-Frosinone, gara valida per la ventiseiesima giornata del campionato di Serie A, parla l’allenatore bianconero Massimiliano Allegri.

LE PAROLE DI MASSIMILIANO ALLEGRI

LA SETTIMANA – “E’ stata una buona settimana di lavoro, come le altre quando facevamo risultati positivi. Nel calcio possono esserci dei piccoli periodi negativi, domani il nostro obiettivo è tornare a vincere”.

CAMBIO MODULO – “Non dobbiamo cambiare assolutamente nulla”.

IL RESET DOPO VERONA E ALCARAZ – “Sono contento di quello che sta facendo Alcaraz, ma devo ancora valutare se schierarlo titolare. Quest’anno abbiamo fatto te partite simili, tutte spaccate in due, contro Bologna, Sassuolo e Verona. Fortunatamente due le abbiamo pareggiate, ma dobbiamo essere più ordinati e compatti, bisogna con serenità tornare a essere più ordinati”.

LA VOGLIA DI ALLENARE LA JUVENTUS – “L’entusiasmo c’è sempre perché per me la Juventus è passione, amore, soprattutto alla Juventus. Faccio parte di questo club da 10 anni, quindi sento la responsabilità. Abbiamo iniziato un progetto con la società, stiamo continuando il lavoro chiesto dalla società. Quando sei alla Juventus devi vincere, tutti abbiamo l’ambizione di vincere, ma ci sono anche le avversarie. Sui 38 scudetti vinti dalla Juventus, i 9 scudetti vinti con la Juventus hanno drogato la realtà delle cose, perché la Juve in passato a parte Carcano non ha mai vinto più di due scudetti di fila. L’obiettivo è vincere la Coppa Italia e qualificarci in Champions, oltre a far crescere i ragazzi. Ma adesso dobbiamo concentrarci sulla partita di domani contro il Frosinone, ci servono 70 punti minimo per qualificarsi in Champions, il passaggio a vuoto che abbiamo fatto ci servirà per crescere”.

L’AMBIZIONE – “Per costruire serve fatica, lavoro, grande sacrificio, ma se non fai le cose per bene rischi di distruggere tutto, ma noi non siamo in questa situazione. Ne abbiamo passate di queste situazioni, adesso dobbiamo concentrarci su questi mesi per arrivare in Champions, tutto il resto non conta, ecco perché dobbiamo tutti essere allineati e concentrati sulla partita contro il Frosinone, poi penseremo al Napoli, la strada è ancora lunga per arrivare in Champions”.

PREOCCUPAZIONE PER L’ASSENZA DI VLAHOVIC – “Non ci ho assolutamente pensato, domani andrà in campo la formazione migliore, anche se ormai le partite si giocano in 16. Sta a noi rovesciare questo momento, nessuno può aiutarci, nessuno può regalarci una vittoria, dobbiamo fare una partita di ordine, compattezza, tecnica, fisicità, sapendo che una vittoria ci farebbe vedere le cose in un altro modo, come succede sempre in questi momenti. Non eravamo dei fenomeni un mese e mezzo fa, non siamo diventati dei brocchi adesso, il momento di difficoltà va affrontato perché può essere un’opportunità di crescita. Bisogna essere concentrati sul fare punti per arrivare in Champions”.

IL FUTURO IN BIANCONERO – “In questo momento non firmerei niente, ho già un contratto fino al 2025 con la Juventus, per noi il futuro in questo momento significa riportare la squadra in Champions, abbiamo il dovere di riuscirci mantenendo una certa posizione in classifica, nonostante i tanti giovani utilizzati. Non dobbiamo farci distrarre da cosa accadrà l’anno prossimo. Serve calma, pazienza ed equilibrio. Accettiamo le critiche, ma continuiamo a lavorare”.

CROLLO EMOTIVO DELLA SQUADRA – “Assolutamente no, c’è stato un momento con l’Empoli in cui siamo rimasti in 10, a Milano e Udine abbiamo fatto buone partite, sicuramente a Verona è stata la partita peggiore, avevamo la frenesia di vincere. Domani voglio una partita solida, avremo 100 minuti per vincere”.

LA CORSA CHAMPIONS E RABIOT – “Per la corsa Champions ci sono tanti punti a disposizione, ci sono anche Roma e Lazio, quindi è difficile dire qual è la più pericolosa. Per quanto riguarda Rabiot, è normale che lui sia il motore di questa squadra a livello fisico e tecnico, quindi ci aspettiamo di più da lui”.

IL TRIDENTE – “In futuro lavoreremo per avere la possibilità di utilizzare giocatori più offensivi, l’importante è sfruttare le occasioni che abbiamo, piuttosto che guardare al modulo. Ma abbiamo subito 5 gol nelle ultime 4 partite, questo non va bene”.

LA SQUADRA IN CAMPO CONTRO IL FROSINONE – “Spero di indovinare la formazione, sappiamo che il Frosinone è una squadra che ha tirato 15 volte in porta contro la Roma. ha creato molte occasioni, è una squadra pericolosa che non si ferma, ha un allenatore che sta facendo molto bene, con giocatori molto bravi tecnicamente”.

NON ASCOLTARE LE CRITICHE – “Alla Juventus è bellissimo vivere se a uno piace la pressione. Bisogna vincere per avere una bella giornata il giorno dopo, ma questo fa parte del DNA della Juventus. Bisogna essere allenati alle critiche, la Juventus deve sempre essere competitiva, ci stiamo lavorando”.

CONCENTRAZIONE SULL’OBIETTIVO – “Alcaraz non ha molta esperienza, è una mezzala offensiva con buona tecnica e un buon tiro. Per quanto riguarda il mio futuro, la società è sempre stata una società pronta per programmare il futuro per il bene di questa squadra. Io in questo momento, come tutti, dobbiamo pensare e lavorare senza pensare all’anno prossimo. L’obiettivo Champions è la cosa più importante. La società all’inizio della stagione mi ha chiesto di qualificarmi in Champions, ma non è l’obiettivo minimo, è il nostro obiettivo”.

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