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Calcio Internazionale

La rinascita dello Schalke 04: dall’Ade alla Bundesliga

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Schalke

Nella mitologia greca, gli Inferi sono il terzo regno della Terra, posizionato sottoterra. Al momento della spartizione del potere è toccato al dio Ade, ingannato dai fratelli che si dividono cieli (Zeus) e mari (Poseidone). Nell’Ade, appunto, finivano le anime dei morti, alla fine del loro percorso terreno.

Rappresentava, nell’immaginario collettivo degli antichi, con la sua affascinante simbologia e morfologia, l’ineluttabilità della fine, del destino nella vita alla quale non si può sfuggire in nessun modo, indipendentemente da quanto magnificente la vita in questione fosse.

A volte, però, qualcuno riusciva ad ingannare la morte, Thanatos, e a tornare nel mondo dei vivi. Seppur con fortune alterne, come nei casi di Sisifo e Orfeo. Se il primo dopo essere sfuggito viene condannato a spingere per l’eternità il famigerato masso di Sisifo su e giù da un monte, il secondo invece, Orfeo ci riesce, ma la moglie Euridice rimane pietrificata al ritorno dall’Ade. Come Orfeo, dagli Inferi della seconda serie, in un solo anno è risalito lo Schalke 04. Tornato alla ribalta, dopo la terribile retrocessione dello scorso anno.

DIE KONINGSBLAUEN

Il Fußball-Club Gelsenkirchen-Schalke 04, è la squadra dell’omonima città situata nella Renania settentrionale. Con il Borussia Dortmund anima il derby della Ruhr, regione che per decenni è stata il polmone industriale della Germania dei due Reich, da Guglielmo II ad Adolf Hitler. 

Proprio il dittatore di Vienna aveva particolarmente a cuore lo Schalke, sua squadra prediletta. E proprio negli anni del Terzo Impero Tedesco i Blu Reali, Koningsblauen, vivono il loro apogeo. Dal ’33 al ’42, durante l’ascesa ed il governo nazionalsocialista fino alla disfatta di Russia, la squadra vince 6 dei suoi 7 titoli nazionali. Con 162 vittorie e sole 6 sconfitte in 189 partite, è senza dubbio la squadra più devastante di Germania. Il declino dopo la disfatta bellica è però durissimo, con l’ultimo titolo che arriverà grazie al 3-0 all’Amburgo nel ’58.

Nella nuova e riformata Bundesliga, lo Schalke ha sempre più trovato la sua dimensione in una fascia medio-alta condita da parecchie apparizioni europee, anche in Champions negli ultimi anni. Nel Vecchio Continente la più grande vittoria è sicuramente quella della Coppa Uefa ’96-’97, alzata ai calci di rigore contro l’Inter a San Siro. Una manciata di anni dopo per un nulla sfuma la prima Bundes della sua storia, strappata alla Ruhr dalla vittoria in extremis del Bayern ad Amburgo. Da lì anni al vertice, l’arrivo di Raul, la semifinale di Champions con Ralf Rangnick e la buona parentesi di Di Matteo. Poi, la pandemia ed il tracollo.

FALL & RISE

In una drammatica conferenza stampa, all’inizio della scorsa stagione il dirigente Alexander Jobst, aveva avvertito sulla drammatica situazione finanziaria. 200 milioni di euro di debito, crollo del 41% dei ricavi post pandemici e situazione calcistica subordinata alla sopravvivenza economica del club. A gennaio ritornano Huntelaar e Kolasinac, ma il fato è ormai segnato. I soli 16 punti raccolti in 34 partite, con 30 partite senza vittorie e tre allenatori in un anno. Wagner, esonerato dopo l’8-0 a Monaco di Baviera. Baum e Stevens. 

Ritorno in Bundes.2, discesa agli inferi. Una sfida insidiosa, che può portare ad un calvario per risalire. Insegna l’Amburgo, da 4 anni disperatamente in cerca della promozione. Ma lo Schalke rinasce, insieme al Werder torna immediatamente in prima serie. Una nuova alba a Gelsenkhrichen, segnato anche dall’ingaggio di Frank Kramer come nuovo tecnico per il ritorno in Bundesliga. Un nuovo inizio, dopo i 65 punti di quest’anno, che segna il nuovo ciclo dei Koningsblauen.

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Kjaer: “Non sto bene, giusto lasciarmi fuori”

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Kjaer

Dopo la sconfitta di sabato della Danimarca, contro la Francia, per 2-1, Simon Kjaer ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’ex difensore di Roma e Palermo ha parlato così nel post partita: “Non sto bene, non posso giocare 90’, giusto sia stato fuori. Mbappé è incredibile, mai visto nessuno così veloce. Non ho parlato di rinnovo con Giroud ma penso resti con noi un altro anno”.

Il classe ’89 ha subito un lungo calvario con il Milan questa stagione, giocando la metà delle gare disputate in campionato. Anche al Mondiale Kjaer non è parso molto in forma, come confermato dal diretto interessato.

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Cafu sicuro su Paquetà: “Al Milan troppe responsabilità”

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Paquetà

Cafu, storico terzino e leggenda di Roma e Milan ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport.

Il Pendolino della fascia destra ha vestito in 143 occasioni la maglia del Brasile, che attualmente conta molti giocatori provenienti dalla Serie A. A questo proposito, la domanda su Lucas Paquetà, un ex in questo caso, che ha vestito la maglia del Milan, club che lo ha portato in Europa per primo, e attualmente al West Ham.

Queste le parole di Cafu sul calciatore: Lucas era troppo giovane quando arrivò al Milan, e il Milan gli diede troppe responsabilità. Avrebbe avuto bisogno di più tempo. Adesso ha più personalità e sa come stare in campo”. Il Milan ha portato in Italia Paqueta a 22 anni per poco più di 38 milioni dal Flamengo. Il calciatore non è riuscito ad esprimere il suo pieno potenziale e a mostrale la sua piena personalità. Al Lione, in Francia, ha trovato una sua dimensione, e al West Ham il brasiliano è letteralmente esploso. Il Milan ne ha fatto a meno per 23 milioni, nel 2020, salvo essere poi stato ceduto dal Lione agli inglesi in questa sessione di mercato estiva per quasi 43 milioni di euro.

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Il Camerun accetta la richiesta di Onana, il portiere lascerà il Qatar

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Onana

Emergono ulteriori dettagli sulla situazione legata ad André Onana e al Camerun.
Nonostante le parole del Ct Song, che ha dichiarato che si sarebbe nuovamente confrontato con il portiere dell’Inter per evitare il suo prematuro rientro, arriva una notizia decisamente inaspettata.
Secondo quanto riportato da Nicolò Schira su Twitter, infatti, la Federcalcio del Camerun ha accettato la richiesta di Onana di lasciare il ritiro, per disaccordi con il tecnico.
Ulteriori novità si sapranno nelle prossime ore, ma il Mondiale del portiere dell’Inter sembra già finito.

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Francia, Benzema potrebbe rientrare per giocare in Qatar: le ultime

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Clamorosa indiscrezione lanciata da Gianluca Di Marzio sul suo sito. Secondo il noto giornalista sportivo Karim Benzema potrebbe riuscire a recuperare dall’infortunio e giocare con la Francia al Mondiale.
L’attaccante del Real Madrid, infatti, nonostante l’infortunio farebbe ancora parte della lista comunicata dal Ct francese Deschamps, quindi potrebbe giocare in caso di recupero.
Già in questa settimana Benzema potrebbe riuscire a tornare ad allenarsi, un’ottima notizia per la Francia e per il Mondiale, che ritroverebbe il fresco vincitore del Pallone d’Oro 2022.

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