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La rinascita dell'Ucraina

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La rinascita dell’Ucraina

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Il 9 ottobre 2017 non avremmo certo pensato di essere di fronte ad un bivio fondamentale per gli equilibri del calcio internazionale nel bienno successivo: l’Ucraina ospitava la Croazia nell’ultima partita del girone di qualificazione al Mondiale di Russia, un appuntamento che diventava quasi un manifesto politico per gli ucraini, avanti di un punto nel girone. Sulla panchina dei biancorossi si sedeva per la prima volta Dalic, che da quella vittoria plasmò il gruppo che avrebbe raggiunto una storica medaglia d’argento ai Mondiali dell’anno successivo. Su quella dei padroni di casa, invece, si sedeva ormai da qualche mese Andriy Shevchenko, la leggenda vivente che, dopo aver rifiutato la panchina nel 2012 subito dopo il ritiro dal calcio giocato per inseguire la carriera politica, aveva finalmente accettato nel 2016, chiamando ad affiancarlo gli stati generali del Milan di Ancelotti, Tassotti e Maldera. Quella sconfitta casalinga non fu una crepa nella gestione di Shevchenko, al quale fu rinnovata la fiducia, ma anzi accelerò il processo di costruzione di una squadra giovanissima e dal futuro roseo. Da quell’Ucraina-Croazia dell’ottobre 2017, la formazione di Sheva ha perso solamente una delle successive 16 partite, ovvero una trasferta in Slovacchia assolutamente ininfluente con il primo posto già archiviato in Nations League.

Fonte immagine: profilo Instagram Ucraina.

LE MACERIE SU CUI HA COSTRUITO SHEVA

Nel 2016 viene facile pensare che la Federazione non si sia fidata tanto delle doti manageriali di Shevchenko, quanto dell’aura di icona che lo circonda per traghettare la nazionale in anni che si preannunciavano terribili. Un anno prima, il Dnipro aveva raggiunto la finale di Europa League e, al termine della sconfitta col Siviglia, l’attaccante Seleznyov aveva pronunciato parole disfattiste che furono terribile presagio di quello che sarebbe accaduto. Il Dnipro nel 2016 verrà squalificata per tre anni dalle competizioni europee, nel 2017 retrocederà, nel 2019 sarebbe stata in quarta serie ma non iscrivendosi cesserà la sua esistenza a soli quattro anni da una finale europea, mentre il presidente miliardario ripara negli Stati Uniti dopo la rivelazione di torbidi rapporti finanziari con l’esercito ucraino. Una discesa incredibile che fa il paio con quella del Metalist, una squadra tra le più ambiziose del campionato ucraino, che nel 2014 sognava di mettere in discussione il duopolio Dinamo-Shakhtar con José Sosa e Papu Gomez e dal 2016 non riuscì più ad iscriversi al campionato. Un domino che permise di far giocare a Kharkiv (casa del Metalist) lo Shakhtar, la cui nuova casa (la Donbass Arena, un gioiello inaugurato nel 2009 e chiuso nel 2014) non poteva essere più utilizzata a causa dei bombardamenti, vedendo peraltro un esodo tra i suoi stranieri e un ovvio crollo del proprio appeal sul mercato internazionale.

Fonte immagine: profilo Instagram Ucraina

 

COME È RINATA LA NAZIONALE

In una situazione disperata come quella raccolta da Shevchenko nel 2016, ci si può deprimere e farsi risucchiare oppure trovare la forza proprio dalle negatività per compattarsi e ricostruire. Dopo un inizio difficile della nuova gestione, l’Ucraina ha percorso la seconda strada con orgoglio e soprattutto con le idee chiare. Uno dei primi meriti di Shevchenko è stato quello di tagliare i ponti con la vecchia guardia, tra cui anche alcuni ex compagni di nazionale: una decisione difficile per cui serviva proprio il carisma e la credibilità di un eroe nazionale come l’ex numero 7 del Milan. Uno dei pochi elementi di continuità col passato sembrava essere Rakitskiy, difensore dal sinistro di velluto, presente nell’unico successo europeo dell’Ucraina (Europa League 2009 con lo Shakhtar), ma il trasfertimento ai russi dello Zenit ed, in generale, una poca sensibilità all’orgoglio nazionale ucraino, lo ha escluso dai giochi. Nel frattempo, accanto ai totem Konoplyanka e Yarmolenko, importanti ma non più centrali nelle gerarchie, è cresciuta una generazione di talenti a cui Shevchenko non ha avuto paura di dare tante responsabilità. Su tutti vanno citati Matvienko, un ’96 che a marzo ha marcato a uomo Cristiano Ronaldo, bloccando a reti inviolate il Portogallo a Lisbona; Mykolenko, terzino sinistro classe ’99 a cui Sheva non rinuncerebbe neanche sotto tortura; Tsygankov, classe ’97 che nel 2018 gelò l’Olimpico in Europa League con un gol di tacco alla Lazio; e poi, ovviamente, Zinchenko, prediletto di Pep Guardiola al City che lo schiera terzino sinistro per facilitare l’uscita della palla, mentre in nazionale fa la mezzala con ampie licenze offensive. A fare da contorno, i primi oriundi nella storia del calcio ucraino, i brasiliani naturalizzati Marlos e Junior Moraes (per il quale l’Ucraina ha rischiato due sconfitte a tavolino all’inizio delle qualificazioni per un procedimento di naturalizzazione poco limpido). L’età media è di 26 anni circa, alzata da quei 2/3 elementi di equilibrio a cui Sheva ancora non rinuncia, in attesa che venga gradualmente inserita la generazione d’oro che si è laureata campione del mondo Under-20 proprio qualche mese fa.

 

https://www.youtube.com/watch?v=lWV1gw_5dFQ

COME GIOCA L’UCRAINA

In una squadra giovanissima, Shevchenko ha comunque scelto di non rinunciare fondamentalmente a due elementi di esperienza: il portiere Pyatov, 35enne bandiera dello Shakhtar le cui doti di leadership evidentemente compensano le lacune tecniche, in attesa che esploda definitivamente il talento cristallino del Real Madrid Lunin, ed il mediano Stepanenko, elemento di fisicità e di ordine in un centrocampo altrimenti molto sbilanciato in attacco. Ad agire attorno a lui infatti sono Zinchenko e Malinovskiy, i due segreti di questa nazionale: centrocampisti completi e dal talento evidente, alla loro qualità ed intelligenza sono affidati sia la costruzione che, spesso e volentieri, la conclusione. In attacco, infatti, non c’è un vero e proprio realizzatore, ma Shevchenko si affida spesso ad un tridente leggero composto esclusivamente da trequartisti e mezzepunte: per fare un esempio, il tridente d’attacco che pochi giorni fa ha contribuito a spazzare letteralmente via la Lituania in un monologo di 90′ ha segnato complessivamente 18 reti con i rispettivi club nella scorsa stagione. Gli elementi che lo compongono comunque si alternano quasi regolarmente: negli ultimi mesi sono stati utilizzati, per i tre posti offensivi, regolarmente i giovani Yaremchuk e Tsygankov, i brasiliani Moraes e Marlos e i senatori Konoplyanka e Yarmolenko: nessuno di questi una vera punta. Eppure, nonostante una squadra offensiva e dal gioco fluido, i successi di questa Ucraina sembrano partire proprio dalla difesa, che pur senza nomi di spicco, ha trovato la formula vincente in una difesa giovane e dalle caratteristiche moderne, tanto da prendere solamente due gol in partite ufficiali (Slovacchia esclusa) in questi due anni. Alle spalle di quindici potenziali titolari, come detto, scalpita una generazione di campioncini coronata dalla vittoria al mondiale Under-20: il futuro parla decisamente ucraino e tre anni fa sarebbe stato impensabile.

Fonte immagine: profilo Instagram Ucraina

Fonte immagine: profilo Instagram Ucraina

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Calciomercato

ESCLUSIVA – Cavasinni: “Nell’Inter nessuno incedibile. Stadio nuovo scelta migliore”

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PRONOSTICO INTER-EMPOLI

ESCLUSIVA CAVASINNI –  La nostra redazione di Numero Diez ha intervistato in esclusiva Alessandro Cavasinni, noto opinionista e giornalista sportivo di FCINTERNEWS, nonché tifoso interista.

Con Alessandro abbiamo toccati molti argomenti diversi del mondo nerazzurro, di seguito l’intervista completa.

Secondo te dopo le ultime uscite, l’Inter e il Milan hanno gli stessi problemi?

“Se guardiamo al 2023, l’unica partita giocata male dall’Inter è stata proprio quella di San Siro contro l’Empoli, in cui già prima dell’espulsione di Skriniar la squadra faceva molto fatica anche a causa delle scelte di Inzaghi. Gli episodi hanno girato male e il gol preso in ripartenza è stata la fotografia perfetta della partita dei nerazzurri e restano tanti demeriti. Il Milan invece è uscito dalla Coppa Italia, ha perso male la finale di Supercoppa contro l’Inter e ha rimediato un 4 a 0 contro la squadra di Sarri, problemi evidenti che si sono già visti nella prima partita dell’anno contro la Salernitana”.

Skriniar aveva già dei contatti quest’estate per un eventuale trasferimento?

“Assolutamente si. La società però non ha messo Milan sul mercato, ma è tutta la squadra che è in vendita come tante del nostro campionato perché anche quando arriva un’offerta da una squadra di media classifica di Premier League qualsiasi giocatore, se convinto dalla destinazione e dall’offerta, può partire. Nell’Inter al momento nessuno è incedibile e quest’estate la dirigenza aveva un piano chiaro: fuori lo slovacco e dentro Bremer con Milenkovic”.

L’Inter ha altri giocatori in scadenza nel 2024 come Calhanoglu, come si sta muovendo la società in questo senso?

“I discorsi per i rinnovi di tanti calciatori sono già partiti, non oserei mettere la mano sul fuoco sulla questione di De Vrij: anche perché i nerazzurri stanno monitorando Smalling a zero per l’anno prossimo poiché il calciatore inglese non ha ancora l’accordo definitivo con la Roma”.

La questione stadio è al centro di numerosi dibattiti ormai da tempo, secondo te qual è la scelta giusta?

“Se ragioniamo sulla storia di Milano, San Siro dovrebbe rimanere la casa di Inter e Milan, ma economicamente parlando non ci sono i presupposti giusti né per abbatterlo né per modernizzare l’impianto per via degli elevati costi.  A malincuore, uno stadio nuovo e di proprietà sarebbe la scelta migliore per tornare a competere nel calcio che conta, a prescindere dalla volontà delle due società”.

Con le due avversarie romane che stanno ingranando, l’Inter ora deve stare attenta anche al posto Champions?

“Non è da oggi che i nerazzurri rischiano il posto in Champions League, anche perché la squadra non era partita benissimo ad agosto. Sarà una bella lotta fino in fondo perché ci sono almeno quattro squadre per tre posti disponibili con particolare attenzione al ritorno dell’Atalanta di Gasperini.”

Lukaku quest’anno sta facendo parecchia fatica, secondo te è un problema tattico oppure deve solo trovare la giusta condizione?

“Secondo me il suo è solo problema fisico, Romelu è un calciatore che ha bisogno di cercare la giusta continuità. L’unica ricetta possibile è quella di farlo giocare più tempo possibile, anche se all’inizio non sarà di aiuto alla squadra ma l’Inter ha bisogno di ritrovare il vero Lukaku.”

Onana ha spodestato Handanovic nelle gerarchie di Inzaghi, secondo te è lui il portiere del presente e del futuro dei nerazzurri?

“Al momento Onana è sicuramente un upgrade rispetto all’ultimo Handanovic. Non penso però possa diventare una bandiera anche perché oggi è difficile trattenere dei giocatori che non vedono più il nostro campionato come un punto di arrivo delle loro carriere, ma solamente come un momento di transizione.”

Parlando più in generale, secondo te il nostro calcio può tornare ai livelli degli anni ’90?

” Io penso che per tornare a vedere la Serie A prospera bisognerebbe azzerare  i vertici del calcio e avere delle regole più rigide sia per le società che per i procuratori dei calciatori. Ovviamente se si vuole puntare a una Serie A di livello bisogna investire nel modo giusto come strutture all’avanguardia in tutto il paese”.

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Flash News

Italiano sul neo acquisto Brekalo: “È una freccia di qualità”

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Italiano

L’allenatore della Fiorentina Vincenzo Italiano ha presentato sui canali social della Viola la gara di domani contro la Lazio. Tra i temi trattati ci sono anche le prime dichiarazioni di Italiano sul neo acquisto della Fiorentina Josip Brekalo. L’allenatore della Viola ha parlato anche del momento difficile della sua squadra, e della situazione di alcuni infortunati.

LE PAROLE DI ITALIANO ALLA VIGILIA DI LAZIO-FIORENTINA

Di seguito le parole di Italiano rilasciate ai canali social del club:

Momento difficile – “I ragazzi stanno cercando di fare il possibile per uscire da questo momento difficile. Dobbiamo reagire, cercando di alzare il livello delle nostre prestazioni. Siamo consapevoli di affrontare un squadra forte e con fiducia. Quella fiducia che dobbiamo prenderci noi, con intensità e fisicità. Capisco la rabbia dei tifosi. Si sono alzate le aspettative verso di noi, e noi non le stiamo rispettando. I fischi fanno male così come il non portare risultati a casa. Le pressioni esistono, ma dobbiamo avere la personalità di ribaltare il momento”.

Sulla gara d’andata – “L’abbiamo analizzata. Abbiamo visto delle situazioni in cui siamo stati bravi, e altre in cui non mi siamo piaciuti. Non mi erano piaciuti gli ultimi minuti, dove si erano presi 2 gol. Ma nel complesso avevamo fatto bene, con tante occasioni non sfruttate. Certo dobbiamo stare più attenti”.

Su Brekalo –Brekalo è un’altra freccia di qualità. In passato ha dimostrato di saper giocare nei 3 davanti, e in quelle zone dove fatichiamo. Ha il gol nel suo repertorio. E ci da la possibilità di ruotare davanti, vogliamo mettere tutti nelle condizioni di dare il massimo”.

Su Sottil e Cabral – “Sta lavorando a parte, ma pian piano verrà aggregato alla squadra. Deve cominciare a riprendere il ritmo della partita. Speriamo di averlo presto. Sappiamo che le sue caratteristiche ci mancano. Recuperiamo Cabral, sarà della partita domani. Tutto il resto del gruppo è a disposizione”.

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Calciomercato

Mou su Zaniolo in conferenza: “Non è più a disposizione della squadra”

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Zaniolo

Non usa mezzi termini Mourinho nella conferenza stampa pre Napoli su Nicolò Zaniolo. Il giovane attaccante giallorosso, complici tutte le vicende di mercato che ben conosciamo, è ormai fuori dal progetto dell’allenatore. Queste le parole di Mourinho in conferenza sulla questione.

ZANIOLO – “Non ti posso rispondere su provvedimenti disciplinari. Purtroppo ho sempre più ragione io. Dopo quello che ho detto al termine della partita con lo Spezia, è questa la direzione. E’ da un mese che il giocatore dice che vuole andarsene. Dopo lo Spezia ho dato lunedì libero a tutti, con martedì allenamento opzionale. Tutti quelli che erano in panchina e tanti dei titolari sono venuti ad allenarsi o a recuperare martedì. E’ il tipo di giocatore che vuoi in squadra. Ma quando un giocatore dice alla società e ai compagni che non vuole giocare nella Roma e non vuole tornare ad allenarsi con il gruppo, devo dire ‘purtroppo’. Non è la situazione ideale e non lascia felici i compagni. Avevo la sensazione che sarebbe rimasto e purtroppo è successo. Nicolò non è a disposizione della squadra, e il nostro focus è alla prossima partita e a tutti i ragazzi che vogliono lottare con me per i nostri tifosi. Nicolò non fa parte del progetto per il Napoli“.

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Allegri in conferenza: “Vlahovic e Pogba convocati, Chiesa no”

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Le parole di Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, alla vigilia della sfida tra i bianconeri e il Monza di Palladino. Il match si giocherà allo Stadium alle ore 15. Di seguito le domande poste nella consueta conferenza stampa.

COME ARRIVA LA JUVE – “Arriviamo dopo due partite in cui abbiamo raccolto solo un punto e subito otto goal. Su questo dobbiamo assolutamente migliorare. Vero che il calcio è strano, ma affrontiamo il Monza che è una squadra che gioca bene e già avave fatto una buona partita in Coppa. Torneranno alcuni loro titolari e vorranno trovare la vittoria”.

PAROLE CON ELKANN – “Non abbiamo parlato di contratto, mi ha solo chiesto come stia andando la squadra. Ora ci sono tantissime cose da fare e dobbiamo rimanere concentrati sul campionato, dove ci sono obiettivi da raggiungere“.

VLAHOVIC E POGBA – “Domani Vlahovic e Pogba saranno a disposizione, non Chiesa perchè ha un affaticamento sul flessore della gamba operata. Cuadrado rimane a casa per un’infiammazione, idem Bonucci. Vlahovic e Pogba stanno bene, hanno fatto buoni allenamenti. Vlahovic sta forse un po’ meglio fisicamente. Se c’è la possibilità potranno giocare, avranno 30′ nelle gambe a dir tanto“.

MCKENNIE – “McKennie non ci sarà perchè è al centro di voci di mercato. La società dovrebbe aver già trovato l’accordo con la prossima squadra“.

MODULO DI DOMANI – “Difficile quattro difensori e due attaccanti, non credo cambieremo assetto. Ci ha portato a 38 punti in campionato, poi in base al momento cambiare non sarà un problema“.

GRUPPO – “Il gruppo deve rimanere isolato da queste voci, dobbiamo scendere in campo e vincere le partite. Bisogna avere una rivalsa verso il Monza, visto che abbiamo fatto solo un punto nelle ultime due. Le problematiche esterne non ci devono riguardare, perchè abbiamo una società forte“.

MERCATO – “Non ci saranno rinforzi se dovesse partire McKennie. Abbiamo valide alternative in squadra come Cuadrado e Soulè per la fascia“.

PAREDES – “Sta bene, aveva giocato bene già con il Monza in coppa e domani può giocare. Ci sarà bisogno di tutti perchè ricominceremo a giocare ogni tre giorni“.

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