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La rivincita di Andrè Silva

Da una parte i tifosi del Siviglia in estasi ed innamorati delle sue prestazioni, dall’altra i tifosi del Milan che osservano le sue prestazioni e si chiedono:” Ma è lo stesso calciatore che giocava per noi?”.
Il soggetto di questo interrogatorio è Andrè Silva  che attualmente pare non voglia smettere più di segnare.
Il suo inizio di campionato è stato a dir poco stratosferico: dopo l’incredibile doppietta al Real Madrid nel turno infrasettimanale di Liga, l’attaccante lusitano ex Milan e Porto, è tornato a segnare anche sabato quando è stato protagonista nella sfida in trasferta contro l’Eibar (finita 3-1 per gli ospiti), siglando una rete, quella di apertura, con un fortuito colpo di tacco.
L’ex pupillo di Cristiano Ronaldo sta mantenendo un ritmo invidiabile e sembra  il gemello diverso del giocatore che ha giocato con la casacca del diavolo nella scorsa stagione: 7 gol in altrettante partite di campionato, iniziando il tutto con una tripletta all’esordio, lontano anni luce dalle prestazioni di Milano- 24 partite in campionato e solamente 2 reti segnate.
Numeri che per ora lo rendono il leader della classifica cannonieri della Liga, con Messi fermo a quota 5 gol, dietro di due lunghezze.
A Milano già lo rimpiangono amaramente, sebbene comunque il suo “sostituto”- un certo Higuain, non di certo un giocatore di bassa lega-  stia facendo faville dimostrando che il Milan aveva bisogno di un grande attaccante per tornare in alto.

L’allenatore del Milan Gattuso infatti, intervistato ai microfoni di Sky Sport per commentare le prestazioni del suo ex giocatore, ha affermato:

“André Silva non è voluto rimanere perché sentiva voi che dicevate che ci sono Higuain, Cutrone… abbiamo fatto di tutto per tenerlo al Milan, ma ha deciso lui. Nessuno lo ha mandato via, è voluto andar via lui e non avevo dubbi che facesse benissimo.”

Si è sentito escluso dall’ambiente, ed ha deciso che sarebbe stato meglio andare a giocare da un’altra parte, in una squadra che avrebbe apprezzato di più le sue qualità e l’avrebbe fatto sentire a proprio agio piuttosto di rimanere in un ambiente dove veniva considerato una terza scelta.
Come dargli torto, del resto?

MEGLIO DI RONALDO?

La cosa più sorprendente di questo inizio di stagione è costituita dal fatto che Silva, nel suo primo anno in Liga, stia facendo anche meglio del suo compagno e capitano in nazionale Cristiano Ronaldo che, invece, al debutto nel campionato spagnolo con il Real era riuscito “solamente” a segnare 5 reti nelle prime sette gare.
Sebbene questo sia l’avvio di stagione migliore della carriera dell’ex rossonero, anche in passato, prima dell’approdo a Milano, aveva mostrato numeri interessanti in fase realizzativa: nel 2016-2017, con la maglia del Porto, raggiunse infatti quota 7 gol dopo otto giornate.
Questi numeri dimostrano le qualità del ragazzo che nel suo unico anno in rossonero aveva semplicemente bisogno di ambientarsi in un campionato difficile come quello italiano, in cui le difese marcano a uomo e le squadre si chiudono formando un blocco difensivo invalicabile, cosa che in Spagna difficilmente accade.

DOVE PUO’ ARRIVARE?

Sicuramente, rispetto al campionato italiano, quello spagnolo permette agli attaccanti più freddi sotto porta di portare a casa la doppia cifra più facilmente. Ciò ovviamente non è scontato ma giocare contro squadre che si aprono per cercare il gioco da terra permette di essere molto più prolifici a livello realizzativo. Il calcio italiano è molto più “serrato” rispetto a quello spagnolo: è costituito da tatticismi minuziosi e da un grosso lavoro soprattutto sulla fase difensiva.
Mentre il calcio spagnolo è più aperto, si hanno meno tatticismi e dunque più spazi per gli attaccanti. Per non contare che la filosofia del calcio è completamente diversa da quella italiana con un palleggio quasi mai alla ricerca di una palla alta. E’ un calcio che sfrutta la rapidità e la visione di gioco dei suoi grandi interpreti dove per caratteristiche Andrè Silva si destreggia alla perfezione.

Se dovesse continuare così, a furia di segnare, il trofeo Pichichi (assegnato al capocannoniere della Liga) potrebbe essere alla portata.
Grazie alle sue ottime prestazioni e alle reti importanti segnate fino ad ora, il Siviglia si ritrova terzo a -1 dall’accoppiata Real-Barcellona.
I tifosi sono innamorati, la società se lo gode e, se dovesse mantenere questo rendimento, il riscatto fissato a 38 milioni sarà sicuramente esercitato con grande rimpianto del Milan, di Gattuso, e di tutti i tifosi rossoneri.

La domanda sorge spontanea: se gli si fosse stata data piena fiducia, avrebbe dimostrato il suo valore anche in Italia o avrebbe sempre fatto fatica perchè il calcio italiano non è adatto al suo gioco?

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