Tutti devono saper fare tutto, totaalvoetbal, calcio totale. Questi i precetti con cui nel 1965 Rinus Michels istruiva un diciottenne Johan Cruijff e con cui cambiava totalmente rotta alla storia del calcio. Da quel punto non esisteranno più posizioni fisse, il protagonista del gioco diventa lo spazio e i giocatori delle pedine che si muovono intorno ad esso. Concetti evolutisi durante il corso degli anni prima con la zona di Arrigo Sacchi, e poi con il falso nueve e il tiki-taka di Pep Guardiola, che è ora pronto a fare un altro step nel processo di evoluzione tattica del calcio.

Un’esasperazione dei concetti di Michels infatti quella portata avanti da Guardiola negli ultimi anni; il portiere non è più soltanto l’estremo difensore, ma diventa a tutti gli effetti costruttore della manovra, capace di orchestrare il gioco e di oltrepassare con i suoi lanci le linee di pressione avversarie. Una nuova rivoluzione iniziata con Victòr Valdes, proseguita con Manuel Neuer e portata a compimento con Ederson, un autentico Diez fra i pali.

fonte: profilo ig @ederson93

LA CARRIERA

Nato a Osasco il 17 Agosto del 1993, Ederson cresce nelle giovanili del San Paolo, e approda in Europa all’età di 17 anni fra le file del Benfica. Dopo solo un anno nelle giovanili delle Aquile viene ceduto in Serie B portoghese, al Ribeirao, e dopo tre anni di apprendistato torna a Lisbona il 1° Luglio 2015.  Al Benfica viene riaccolto con la veste di secondo portiere sotto l’ala protettiva di una leggenda del calcio brasiliano, Julio Cesàr; e, proprio a seguito di un infortunio dell’ex Inter, Ederson trova finalmente lo spazio per far sbocciare il suo talento. Con il Benfica in una sola stagione il brasiliano vince campionato, Coppa Portoghese e Coppa di lega; approdando anche fino ai quarti di finale di Champions League, cedendo solo sotto i colpi del primo City di Guardiola, che proprio in quelle due partite si accorge di Ederson.

fonte: profilo ig @ederson93

DIEZ FRA I PALI

Già da quella prima stagione con il Benfica infatti il portiere brasiliano lasciava intravedere le sue straordinarie doti. Lo stesso Guardiola ha infatti dichiarato «Quando abbiamo provato ad analizzare il Benfica abbiamo visto come calciava Ederson e abbiamo organizzato una riunione per dirci: “Ragazzi, cosa c’è che non va? Com’è possibile?”». Il Benfica dell’epoca infatti, povero tecnicamente dietro, lasciava molte volte ad Ederson il compito di impostare da basso; tanto che alla fine di quel quarto di finale risultarono 40.5 i passaggi tentati dal brasiliano, secondo fra le Aquile.

Dopo il suo approdo oltre la Manica non si è certo fermata la sua fama di “passatore” e di “rifinitore”, anzi. Nonostante sia arrivato in una delle squadre più tecniche del mondo, le deleghe di impostazione per Ederson non si sono fermate. Una media di circa 26 passaggi per partita, 4,4 passaggi lungi per partita, ma la statistica che spaventa di più è la precisione di questi passaggi, 84,5% di media in 3 anni, numeri da centrocampista puro. Tutto questo condito da addirittura 2 assist nella stagione 2018/19. A dimostrazione poi della fiducia che gode il suo piede sinistro all’interno dello spogliatoio dell’Ethiad Stadium queste sono state le dichiarazioni di Guardiola qualche mese fa riguardo chi sarà il prossimo rigorista dei Citizenz: “Se ho in mente qualcuno? Ederson è il migliore. Credetemi, è il miglior tiratore che abbiamo nei calci di rigore”.

EDERSON NEL GIOCO DI GUARDIOLA

Ederson, dopo la disfatta targata Bravo, ha segnato per Pep Guardiola il completamento di un percorso iniziato ai tempi del Barcellona. Difatti il brasiliano è risultato essere l’innesto perfetto per completare il modulo del tecnico catalano, sia in difesa che in attacco. Ederson tecnicamente è infatti una versione estremizzata di Victòr Valdes, con grande abilità nelle uscite e una spiccatissima visione di gioco, oltre ovviamente il piede sopraffino; caratteristiche comuni in buona parte anche con Manuel Neuer, e talvolta migliori nel brasiliano, meno completo però del collega tedesco.

In fase difensiva l’abilità e la sfrontatezza di Ederson nelle uscite permettono al City una linea difensiva molto alta. Infatti già dai tempi del Benfica il brasiliano ci ha abituato ad uscite anche a 15/20 metri dalla porta in campo aperto. Uscite talvolta fin troppo arrembanti, che gli sono costate vari gol e un cartellino rosso nella partita persa quest’anno contro i Wolves.

In fase offensiva il contributo di Ederson è tuttavia determinante per le manovre d’attacco di Aguero e soci. In una Premier League dove il pressing sulla difesa è diventato la prassi, un portiere con le doti di passaggio di Ederson è vitale oltre che per eludere il pressing anche per creare superiorità numerica e saltare interi reparti avversari. E’ inoltre usuale fra gli Gabriel Jesus e Aguero scendere a turno sulla trequarti, aprendo lo spazio per l’inserimento di una delle due mezz’ali su lancio di Rodri o appunto di Ederson.

Una nuova frontiera fra gli estremi difensori, un’eccezione destinata a diventare la regola. Rifinitore, passatore, tiratore, portiere. Questo è Ederson: il Diez fra i pali.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @ederson93