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La Roma di Alisson

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Roma, i tifosi tornano a riempire l'Olimpico

Fra lo scetticismo e la paura dei tifosi romanisti, Alisson ha scavato nei loro cuori in tempi record, conquistandosi la fiducia.

Dopo appena 8 partite giocate fra campionato e Champions League adesso si è preso la sua Roma.

LA SVOLTA DECISIVA

Diciamocelo: per tutta l’estate tanti tifosi, romanisti e non, non credevano moltissimo alle possibili ottime prestazioni fra i pali del brasiliano.

Paradossalmente, dopo la miglior stagione della sua carriera, adesso Wojciech Szczesny rischia di trovarsi senza una maglia da titolare. Ovviamente, però, il mercato accontenta sempre tutti. L’Arsenal sembra intenzionato a non volerlo trattenere, la Roma vede in Alisson una garanzia per l’anno prossimo. Il futuro di Wojciech è ancora tutto da decidere.

https://www.numero-diez.com/2017/04/18/14689/

Parlammo così di Szczesny noi per primi, mettendo in dubbio il cambio di guardia fra il portiere polacco, ormai inseritosi alla perfezione nel meccanismo giallorosso, e l’estremo difensore giunto dall’Internacional.

LA CITTÀ ETERNA

“Le partite di coppa saranno le tue”.

Così lo aveva convinto Luciano Spalletti, mister capitolino per la stagione 2016-17, ad accettare la panchina nella prima stagione in giallorosso.

A Szczesny il campionato, al brasiliano tutte le coppe: questo era il piano. E proprio per questo quando il mister toscano schierò il polacco nella partita di ritorno di Champions League nei drammatici play off contro il Porto, l’ex Internacional non la prese, probabilmente, troppo bene.


Quella partita finì poi 0-3 per i dragoni e la Roma andò a giocarsi l’Europa League.

Da quel momento Alisson Becker crebbe in maniera esponenziale, a tal punto da conquistarsi parzialmente la fiducia del pubblico romanista.

CLEAN SHEET

Atalanta, Verona, Benevento, Atletico Madrid, Milan. Cinque squadre che hanno una cosa in comune: nessuna è riuscita a fare neppure un gol alla Roma. Clean Sheet, direbbero gli inglesi.
Snobbato dai più, continua a tenere la Roma a galla partita dopo partita. E se contro l’Atletico Madrid quelle 8-9 parate strabilianti gli avevano consegnato degnamente il ruolo di migliore in campo, con il Milan si è dovuto limitare a stare in piedi fra i pali per quasi tutto l’incontro, superandosi però – nel momento opportuno – sul tiro a botta sicura di Leonardo Bonucci.

Tutto ha inizio proprio dalla partita contro gli spagnoli valida per la prima giornata di Champions League: dopo 16 minuti già è chiamato alla parata di sicurezza su Vietto, così come al 56esimo – sempre su Vietto – si supera deviando in angolo.

Da lì in poi sarà una partita quasi al tiro a bersaglio verso il portiere brasiliano che in seguito trova una grande risposta su Correa prima, su Carrasco poi e di nuovo sul primo: monumentale.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Com’è però il portierone giallorosso?
Potremmo definirlo “grosso e agile”. Unendo il suo fisico con l’agilità che lo contraddistingue, riesce molto spesso a coprire tutto lo specchio della porta agli avversari.
Caratteristica, inoltre, che lo differenzia da moltissimi altri estremi difensori è l’agilità nonostante la struttura fisica mastodontica.
Soprannominato in Brasile “il portiere gatto” si sta affermando nel nostro paese come il nuovo Julio Cesar: paragone che ai più potrebbe sembrare, giustamente, azzardato ma che potrebbe anche onorare visto quanto dimostrato finora.
Inoltre parliamo di uno di quei portieri “nuova generazione”: bravo con i piedi, spesso – in assenza di Juan Jesus – Di Francesco è addirittura ricorso alla sua regia per impostare da dietro.

Si è contraddistinto molto spesso per delle uscite a valanga sul pallone dell’ultimo uomo avversario, sventando il pericolo.
Rapido, infine, con mani e piedi nei rilanci, favorisce il gioco rapido e tagliente di mister Di Francesco.

NEGLI SCHEMI DI DI FRANCESCO

«Alisson? Le grandi squadre hanno anche grandi portieri e noi ce lo teniamo stretto. Stasera è stato decisivo e mi auguro che continui ad esserlo».

Così si è espresso il mister abruzzese riguardo al numero 1 giallorosso.

L’ex allenatore del Sassuolo è stato spesso definito “Il nuovo Zeman“, in quanto solito nello schierare una difesa alta.

Otto partite e già di quelle affermazioni se ne son perse le tracce: pochissimi gol presi ed uno scheletro tattico che funziona eccome (per ora).
Lo avevamo accennato poco fa: arrivare a fare impostare il portiere potrebbe da un lato essere un segnale di debolezza in cabina di regia, ma d’altra parte, rende anche imprevedibile la manovra capitolina: messo capitan De Rossi sulla mediana per fare da diga davanti al pacchetto arretrato, si fa partire l’azione da Juan Jesus. In assenza di quest’ultimo, però, è Alisson Becker a lanciare, con Fazio e Manolas a fare buona guardia.
E non è un caso se ad oggi anche Skorupski – che a giugno chiedeva spazio per rimanere – se ne è accorto rassegnato:

“Alisson è forte, all’inizio nella tournée in America non mi sembrava così bravo, però ora partita dopo partita sta giocando sempre meglio. In campionato e in Champions League ha fatto bene ma arriverà anche la mia occasione e dovrò sfruttarla“.

È il suo momento ora: con la piena fiducia del pubblico romanista (e non è facile ottenerlo) dovrà restare sulla cresta dell’onda, confermando quanto di buono fatto fin qui e soprattutto rimanendo uno dei capisaldi del gruppo-Di Francesco, che al di là di critiche e disfattismo è ancora lì, pronto ad agguantare la zona Champions.

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Calciomercato

Scalvini sempre più nel mirino delle big, la Dea detta le condizioni

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Scalvini

Dopo un’ottima prima parte di campionato, che sono valse le chiamate anche di CT Mancini, Giorgio Scalvini sta diventando sempre più l’uomo mercato del momento.

Classe 2003, sotto la guida Gasperini sta coltivando sempre più esperienza, che lo sta facendo crescere ogni match.

Molto giovane e molto bravo, tanto che molti club europei hanno messo gli occhi sul gioiello atalantino.

Come riportato da tuttomercatoweb.com, l’Inter sarebbe stata una delle prime a muoversi, ma la richiesta dell’Atalanta rimane elevata.

Anche il Bayern Monaco pare ci stia provando, ma l’Atalanta pare non faccia sconti e, per fare partire Scalvini, pare che la cifra richiesta sia sui 40 milioni di euro.

L’Atalanta per ora si coccola il suo ragazzo, che punta ad essere un altro dei tanti giovani che la dea è riuscita a far diventare grandi giocatori.

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Benatia carica il Marocco: “Siamo belli e organizzati, dovremo essere anche arroganti”

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Benatia

Questo pomeriggio il Marocco, forse la sorpresa più convincente di Qatar 2022, scenderà in campo contro la Spagna, sfida valida per gli ottavi di finale. Nonostante l’esperienza ed il tasso tecnico sia sicuramente inferiore a quello spagnolo, la squadra del CT Regragui ha l’obbligo di credere nell’impresa, in virtù del gioco mostrato nelle partite del girone.

Mehdi Benatia ha commentato l’andamento della propria Nazionale ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Siamo tanto belli e tanto organizzati: la Spagna dovrà fare attenzione. In questo Mondiale si sono viste già tante sorprese, perché non pensare che ce ne sia un’altra? Per noi marocchini con la Spagna è un po’ come un derby, anche e non solo dal punto di vista geografico. Dovremo essere un po’ arroganti, per crederci e vincere. Si può fare, ma la testa fa tutto in match così”.

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L’avvocato Mario Grassani si sbilancia: “La Juventus rischia la retrocessione”

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Juventus

I tifosi della Juventus stanno vivendo giorni all’insegna della preoccupazione, ma soprattutto della confusione. Tra ‘Inchiesta Prisma’, ‘Manovra stipendi’, plusvalenze fittizie ed errori sul bilancio, la comprensione fattuale spesso risulta complessa. Per avere una visione a 360 gradi della vicenda, occorre avere buone competenze giuridiche.

Il noto avvocato Mario Grassani, tra i più esperti nell’ambito del diritto sportivo, ha parlato alla trasmissione Radio Anch’io Sport su Radio Rai1. Di seguito le sue parole.

RISCHI DELLA JUVENTUS

Questa penso che sia l’indagine più pesante della storia della Juventus, anche superiore rispetto a quella di Calcipoli nel 2006. I comportamenti illeciti che gli sono imputati non hanno precedenti. A livello sportivo rischia di più dell’ammenda o della modesta penalizzazione. Tutto questo potrebbe portare a una forte penalizzazione perché la norma stabilisce che se ci sono alterazione di documenti, come le scritture private, può portare conseguenze superiori rispetto alla semplice penalità. La norma prevede che se il club si è iscritto al campionato grazie a questi espedienti, può essere esclusa dallo stesso, può portare alla retrocessione e anche alla perdita del titolo di campione d’Italia“.

DIMISSIONI DEL CDA

Le dimissioni in blocco ricordano la scelta fatta nel 2006 da Moggi, Giraudo e Bettega. Certamente è un segnale positivo in un quadro preoccupante. La Juventus in questo modo ha tagliato col passato ma non basta per ridurre la gravità dei fatti, se accertati. È un segnale che la dice lunga sulla volontà della società di isolare gli elementi che sono coinvolti. Il rischio di reiterazione del reato non c’è più dopo le dimissioni, penso quindi che non ci sia il rischio di un arresto cautelare e che il procedimento proseguirà con gli imputati in libertà”.

TEMPISTICHE

“La giustizia sportiva ha tempi brucianti a differenza di quella civile. Si concluderebbe subito, entro il 2022/2023 e avrebbe riscontri nell’immediato.

Nel 2006  il sistema Juventus fu quello di inquinare il sistema arbitrale dal vertice. Oggi il fatto che gli stessi protagonisti parlino di una situazione peggiore di Calciopoli, dimostra la consapevolezza di comportamenti ancora più gravi rispetto al 2006. Un conto è avvicinare gli arbitri, un conto è drogare i conti della società. Questa viola la competizione con gli altri club e altera la regolarità del campionato. Io non posso mettere capitali nella società tramite figurine Panini o carte del Monopoli per alterare la mia situazione”.

PROCEDIMENTO UEFA

La situazione con l’Uefa è poco approfondita. Anche per l’Uefa è una situazione unica, perché gli altri procedimenti prevedevano sforamenti della capacità di spesa in relazione al fair play finanziario. In quelle situazioni c’è stato un blocco del mercato, ma questa è una situazione diversa”.

PROCESSO SPORTIVO E PENALE

“Tecnicamente sono due percorsi autonomi. In tanti casi abbiamo assistito ad assoluzioni da una parte e condanne dall’altra. La giustizia sportiva arriverà prima e le indagini penali non avranno raggiunto una verità processuale nel frattempo. Chiaramente dovrà tenere conto della giustizia penale ma il criterio sarà autonomo. Il movimento deve eliminare le mele marce sia che si tratti della Juventus sia che si tratti del Borgorosso FC”.

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Flash News

Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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