Siamo quasi arrivati al giro di boa della stagione di Serie A. Se la notizia più importante è la conferma dell’alto livello del Milan, visto già nella seconda parte della seconda annata, c’è una squadra sta certamente stupendo in positivo. La Roma di Paulo Fonseca è un’altra vera rivelazione, con il suo terzo posto in classifica a tre punti di distanza dall’Inter di Antonio Conte e a sei proprio dalla capolista.

UN’IDEA DI CALCIO SEMPRE PIÙ AFFERMATA

Il calcio proposto dall’allenatore portoghese sembra aver trovato la sua versione migliore proprio in questa prima parte di campionato, dopo un’annata di adattamento. Il 3-4-2-1 visibile in campo ha mantenuto alcuni elementi fondamentali al centro del progetto, in primis Edin Džeko. Alle sue spalle è letteralmente esploso, come in una seconda giovinezza, Henrikh Mkhitaryan. L’armeno ha già realizzato 8 gol e 8 assist in campionato, risultando il secondo giocatore più incisivo dopo Cristiano Ronaldo. Ha evoluto il suo modo di interpretare il gioco proprio grazie a Fonseca, non avendo più il passo dei tempi migliori ma utilizzando la maturità raggiunta per gestirsi al meglio. Altro calciatore, poi, è arrivato un po’ in sordina ma rivelatosi subito importante è stato Pedro, che quando ha giocato ha sempre fatto bene.

Tutto il resto dell’impianto di gioco si è consolidato, con la certezza di Spinazzola a sinistra e il recupero di Karsdorp a destra, con Veretout e Pellegrini in mediana e una difesa fatta di certezze e di rivelazioni (rispettivamente Smalling e Ibanez).

Fonte: profilo Instagram @officialasroma

L’ANDAMENTO DELLA STAGIONE E LE MANCANZE

Escludendo la sconfitta a tavolino nella prima giornata contro il Verona, la Roma è stata battuta solo in altre due occasioni in campionato. Le sconfitte sono state il 4-0 di Napoli del 29 novembre e il 4-1 di Bergamo del 20 dicembre. Queste due sonore battute d’arresto servono per allargare il discorso a quello che sembra essere il grande limite della Roma: la difficoltà ad aggiudicarsi gli scontri diretti. Scavando più in profondità, infatti, si nota come gli uomini di Fonseca abbiano ottenuto pareggi contro Juventus, Milan e Inter ma siano usciti sconfitti contro Napoli e Atalanta. L’impressione è che manchi proprio una sorta di convinzione di poter raggiungere il risultato contro le squadre di pari o superiore livello. Ciò non manca affatto in tutte le altre sfide, visto che i giallorossi contro le squadre meno blasonate hanno spesso “passeggiato”.

Un altro aspetto su cui Fonseca deve ancora lavorare è la fase difensiva. Il problema principale è l’assetto della squadra, che è costruito più per dominare il gioco che per sapersi difendere. Questo è stato messo in evidenza proprio nell’ultima sfida di campionato contro l’Inter. I giallorossi, chiamati a gestire il gol di vantaggio, sono stati dominati per metà del secondo tempo, venendo rimontati e riuscendo infine a riacciuffare il pareggio. Anche contro la Juventus, ad inizio campionato, sono stati incapaci di gestire una situazione favorevole. In vantaggio di un gol e di un uomo, hanno subito il 2-2. Insomma, a Fonseca servirebbe una sorta di “Piano B“.

Fonte: profilo Instagram @offialasroma

COSA È MIGLIORATO RISPETTO ALLA STAGIONE PASSATA

Rispetto alla prima stagione sulla panchina giallorossa, Fonseca ha certamente avuto la possibilità di capire maggiormente i meccanismi del calcio italiano. L’allenatore ha compreso il rialzo dell’asticella rispetto alla precedente esperienza in terra ucraina e ha lavorato per modificare il suo gioco. Un altro merito, infatti, è stato quello di riuscire a plasmare un modello tattico in grado di esaltare le caratteristiche dei singoli già presenti in rosa, inserendo innesti importanti. In particolare, ad oggi risulta azzeccatissima la scelta del vice Džeko, che era mancato negli ultimi anni. Borja Mayoral, quando chiamato in causa ha sempre dato ottime risposte, con 3 gol e 3 assist in campionato. A questi numeri, si aggiungono 3 reti e un assist in Europa League, dove ha sempre giocato dal primo minuto.

Sicuramente con un po’ di profondità in più nella rosa, specie sugli esterni, la Roma può davvero ambire al massimo traguardo. Considerando la crescita sempre maggiore di elementi come Ibanez e Villar, la possibile esplosione di Kumbulla e il ritorno di Zaniolo, in prospettiva i giallorossi possono sognare. Nel frattempo, se la stagione dovesse proseguire in maniera positiva anche nel girone di ritorno, il ritorno in Champions League sarebbe certamente cosa fatta.

Fonte: profilo Instagram @borjitamayoral