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La Roma torna a Trigoria: Di Francesco prepara il modello 2.0

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La Roma torna a Trigoria: Di Francesco prepara il modello 2.0

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Lo società giallorossa è pronta a richiamare a rapporto i suoi soldati per provare a confermare la stagione inverosimile appena trascorsa.
Il 9 luglio scatta il ritiro ufficiale per l’armata lupetta: Eusebio Di Francesco ha convocato 31 uomini, in pratica tutta la rosa la completo, deficitaria solamente dei reduci mondiali, Fazio, Kolarov e Alisson.
I giocatori rimarranno nella capitale fino al 20 dello stesso mese, data dopo la quale partirà la tournée verso gli States.
Un viaggio di lusso che vedrà la Roma affrontare squadre di livello quali Real Madrid e Tottenham; prima delle grandi esibizioni, però, ci sarà l’amichevole a Latina il 14 luglio.

GENTE CHE VA’, GENTE CHE VIENE

Dei 31 convocati da mister Eusebio, ci sono 12 cambiamenti rispetto alla scorsa stagione, 9 volti nuovi qui a Trigoria e 3 che hanno abbandonato la corte giallorossa.

PORTIERI

Un cambio solo per quanto riguarda il vice-Alisson: la Roma fra i pali ha lasciato andar via il polacco Lukasz Skorupski per far spazio ad Antonio Mirante.
Uno scambio fra l’asse Roma-Bologna insomma, con un guadagno, tra l’altro, di 5 milioni a favore dei giallorossi (9 il costo di Skorupski contro i 4 di Mirante).
Se consideriamo la coppia Alisson-Mirante, anche se le voci su un approdo via dalla capitale del brasiliano sono molto insistenti, ad oggi sarebbe una delle migliori del campionato, al pari del duo juventino Szczęsny-Perin.

DIFENSORI

Per quanto riguarda il reparto arretrato l’unico ad aver fatto le valigie è l’ex torinista Bruno Peres, direzione São Paulo.
I nuovi arrivi invece sono 3: Iván Marcano (31 anni compiuti il 23 giugno), centrale spagnolo arrivato come parametro zero dal Porto, William Bianda, diciottenne francese, anche’esso centrale, proveniente da Lens per la modica cifra di 6 milioni e Davide Santon, terzino ambo fascia ventisettenne, direttamente dalla corte di Spalletti per 9.5 milioni.
Se contiamo i già in rosa Manōlas, Fazio e Juan Jesus, i due nuovi arrivati formano il quintetto difensivo, ad oggi, migliore della Serie A.
Nella difesa a quattro di Di Francesco i titolarissimi continuerebbero ad essere il greco e l’argentino, con Marcano e Jesus validi sostituti nei momenti di calo della stagione o per un ottimo turnover.
Ovviamente il giovane Bianda fa da chiosa a i primi quattro, nella speranza di maturare e strappare al più presto possibile un posto negli undici.
L’arrivo di Santon completa alla perfezione il pacchetto terzini: sulla sinistra si ritroverebbe a tappare alla grande i buchi di un Kolárov ormai trentatreenne, che non può più disputare 50 partite in una stagione, mentre dulla fascia opposta il ritrovato Karsdorp darebbe volentieri il cambio a un onnipresente Florenzi.
Un investimento, anche qui, non sull’undici titolare, ma nell’organico, per essere sempre coperti in ogni ruolo con almeno un cambio di livello: è sicuramente questa la strada giusta da intraprendere, la stessa che ha contraddistinto i 7 anni di vittorie bianconeri, che non solo è stata superiore nei titolari, ma anche, e soprattutto, preparata nelle vicissitudini di una lunga annata grazie a una corposa panchina.

CENTROCAMPISTI

Un solo addio in questo reparto, ma maledettamente doloroso.
Il Ninja Radja Nainggolan, che ha raggiunto per 38 milioni (24 contanti, più cartellini di Santon e Zaniolo, valutati 9,5 e 4,5) il suo guru Luciano Spalletti.
Difficile, se non impossibile, rimpiazzare un giocatore simile, così Monchi ha provato a scaldare i tifosi romanisti con 4 pedine: oltre al giovane Zaniolo dall’Inter, il DS ha portato nella capitale prima Ante Coric (21 anni compiuti ad aprile), trequartista in arrivo dalla Dinamo Zagabria, pagato 6 milioni, poi Bryan Cristante dall’Atalanta, in prestito (5 parte fissa, più 25 di riscatto), e infine Javier Pastore direttamente dal Paris Saint-Germain, per 24.7 milioni.
Attualmente con il centrocampo a 3 si avrebbe De Rossi, con Gonalons primo sostituto, in cabina di regia, e due mezzali che sappiano fare agilmente la doppia fase.
Grazie ai nuovi acquisti Strootman e Pellegrini rischiano la titolarità, con Cristante e Pastore seri candidati per strappar loro la maglia.
Se su Cristante non vi sono dubbi di natura tattica, sul trequartista argentino non si può dire lo stesso: come interno di centrocampo non garantirebbe quello strappo per ripiegare in caso di bisogno, quindi difficilmente potrebbe giocare con Pellegrini che, come lui, predilige la fase offensiva, mentre Strootman e Cristante sarebbero il compagno ideale per El Flaco, data la grande fisicità che li caratterizza.
Se invece Di Francesco volesse renderlo il centro assoluto del progetto, dovrebbe optare per un cambio tattico, passando a un 4-2-3-1, o un 4-3-1-2, dove avrebbe la totale libertà di orchestrare la fase offensiva della squadra.
Coric e Zaniolo è ovvio che siano i fanilini di coda per il mister, data la giovane età, ma non mi stupirei se con prosieguo della stagione acquisissero sempre più minutaggio.

ATTACCANTI

Con solo Tumminello ceduto all’Atalanta per 5 milioni, Monchi lo ha rimpiazzato con un nome molto altisonante: Kluivert dall’Ajax.
Non il grandissimo Patrick, ma Justin il figlio: dopo una stagione di altissimo livello in Eredivisie, la Roma è riuscito a strapparlo alla concorrenza per soli 17 milioni di euro.
Il DS ex Siviglia in questa trattativa si è veramente superato, portano alla corte di Eusebio un prospetto mondiale.
Con Džeko titolarissimo unica punta, e Schick e Defrel pronti a sfruttare ogni piccola possibilità, il reparto di attacco rimane un rebus: 5 ali che partono tutti, o quasi, dallo stesso livello.
Come titolari la scorsa stagione erano in pole position Perotti ed El Shaarawy, ma nella seconda parte hanno fatto molto bene i sostituti Ünder (anche in Champions) e Gerson, e un po’ meno sia l’argentino che l’ex ala del Milan.
Se a questi nomi aggiungiamo il talento purissimo dell’olandese neo-giallorosso, difficile capire chi farà reparto con il bosniaco.
Vedremo come Di Francesco gestirà non più una squadra di livello, ma un intera rosa di 20 nomi tutti forti e vogliosi di giocare.

UN INSIPIDO TERZO POSTO

La scorsa stagione di Serie A ha visto la Roma raggiungere il piazzamento Champions, obiettivo minimo dichiarato dal club.
Rispetto all’anno recedente, però, non solo è scesa di una posizione, ma è calata anche drasticamente sul piano dei punti accumulati.
Infatti la squadra giallorossa ha chiuso a 77 punti contro i 10 in più della passata stagione, accumulando, tra l’altro, un gap di ben 18 punti dalla capolista contro i soli 4 della stagione 16/17.
Sicuramente il calo di rendimento giallorosso è dovuto sia al cambio in panchina, con l’arrivo di Di Francesco, e alle cessioni eccellenti di Rüdiger, Paredes, Emerson e, soprattutto, Momo Salah.
In particolar modo, l’egiziano non è stato rimpiazzato adeguatamente, e questo si è risentito al quanto nel corso della stagione, sopreattutto nel numero di segnature.
La Roma si piazza al 5° posto fra le squadre di A per reti realizzate, con 61 gol (rispetto ai 90 con Salah), dietro rispettivamente a Lazio, Juventus, Napoli e Inter (89, 86, 77, 66).
Il gioco propositivo non è però solo gol, anche se conta moltissimo, infatti gli altri dati hanno delineato la squadra capitolina sempre tra i vertici: prima per numero di giocatori a segno (15), prima per legni colpiti (23), prima per cross riusciti (354) e seconda per numero di tiri in porta (644 contro i 655 del Napoli).
Dati importanti in fase di proposizione che, se uniti alle rassicuranti cifre difensive (solo 28 gol subiti), delineano un quadro di una formazione molto equilibrata e compatta, merito indiscutibilmente di mister Eusebio.
Al di là delle cifre era normale aspettarsi di più dalla squadra che, almeno sulla carta, ha battagliato con la Juventus per il primato l’anno passato: la Magica ha avuto molti alti e bassi, come testimoniano gli scontri diretti: uno score pessimo in casa, con la sola vittoria nel Derby capitolino e un pari a reti bianche con la Juventus, e poi solo sconfitte con Inter, Napoli, Milan e Fiorentina, mentre in trasferta è sempre uscita imbattuta tranne che all’Allianz Stadium di Torino.
Per quanto riguarda la Serie A insomma la Roma ha raggiunto solamente l’obiettivo minimo, altalenandosi un po’ troppo, il che rende la stagione giallorossa in campionato poco più che sufficiente.
La stagione però non comprende solo la competizione nazionale, e se si parla di una annata mirabolante della squadra di Di Francesco un motivo c’è…

A 90′ DAL SOGNO

Ebbene sì, ciò che ha significato una radicale svolta nella stagione dell Roma è il percorso nella coppa dalle grandi orecchie.
Nel sorteggio di Nyon i giallorossi vedono le porte dell’Inferno: Chelsea, Ateltico Madrid, e Qarabag.
Oltre alla doppia vittoria, scontata, contro la formazione azera, i migliori risultati sono arrivati nel confronto insperato con il Chelsea: dapprima esce indenne dallo Stamford Bridge con uno spettacolare 3-3, per poi schiantare i Blues con un secco 3-0 all’Olimpico, risultati che incoronano i capitolini padroni della classifica.
Trascinatore assoluto il centravanti bosniaco Edin Džeko che, assieme al numero 1 brasiliano, grande protagonista nel debutto in casa contro i Colchoneros, portano la Roma tra le migliori 16 d’Europa.
Dopo la titanica impresa compiuta nel girone, a Nyon la squadra di Di Francesco viene lautamente ricompensata: l’avversaria negli Ottavi di finale è lo Šachtar Donec’k.
Nel doppio confronto la Roma non brilla, uscendo sconfitta in Ucraina per 2-1, risultato che senza le parate al limite del miracolo di Alisson avrebbe potuto essere molto più largo, e vincendo di misura in casa, con il solito Džeko.
Dopo il passaggio del turno grazie al gol in trasferta, al sorteggio di Nyon i capitolini vengono questa volta castigati, vendendo accoppiati con il Barcellona di un certo Lionel Messi.
Se dopo il sorteggio solo i romanisti più ottimisti credevano alla possibilità di battere i catalani, dopo la cocente débâcle al Camp Nou per 4-1 nemmeno loro potevano pensare all’impensabile.
Stadio Olimpico di Roma, 10 aprile 2018, data in cui la stagione giallorossa svolta drasticamente.
Chiedete questa data a un tifoso giallorosso e sentirete una sola risposta possibile: al 6′ Edin Džeko, al 58′ capitan Danielino De Rossi, e al 82′ Kōnstantinos Manōlas!
Perché questi tre gol sono i più importanti nella storia della Roma nell’ultimo decennio almeno, e hanno fatto sognare non una città, non una nazione, ma il mondo intero.
In semifinale capita il Liverpool dell’ex Salah, che stronca il sogno giallorosso.
Nonostante il mancato accesso alla finale la Roma ha fatto un stagione mostruosa, con la ciliegina sulla torta che rappresenta la rimonta sul Barcellona…ecco perché, nonostante il campionato altalenante, l’annata rimane meravigliosa.

L’OBIETTIVO DELLA NUOVA ROMA

Il traguardo minimo da riconfermare ogni anno deve essere il piazzamento Champions che, dati gli acquisti e la rosa molto profonda, non dovrebbe essere un grosso problema.
Il vero obiettivo però è tornare a regalare un trofeo ai propri tifosi, per questo il primissimo passo è tornare ad alzare quanto meno la Coppa Italia e, sperando in un passo falso della Madama, provare l’assalto allo Scudetto, perché ad oggi l’unica rivale della Juve sembra essere la Juve stessa.
Piazzarsi dal secondo posto in su, ricapitolando, provare ad alzare la Coppa Italia, e superare i gironi di Champions, questi i traguardi sotto i quali i tifosi si sentirebbero delusi.
Tutto ciò che verrebbe in più sarebbero solo gioie per i romanisti e l’inserimento di tasselli per tornare quella squadra che, nel lontano 2001, alzava la sua ultima Serie A.

(dati statistici: SKY SPORT)

 

 

 

 

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Calcio femminile

Brutto ko per l’Italia femminile: l’amichevole con l’Inghilterra termina 5-1

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italia femminile

ITALIA FEMMINILE – L’Italia femminile, impegnata quest’oggi in un’amichevole contro l’Inghilterra, riceve una severa lezione dalle campionesse d’Europa e finaliste del Mondiale 2023. Al Nuevo Mirador di Algeciras, in Spagna, la Nazionale del commissario tecnico Andrea Soncin perde con uno schiacciante 5-1 contro quella allenata da Sarina Wiegman.

INGHILTERRA-ITALIA, LA CRONACA DEL MATCH

Le Azzurre, che pochi giorni fa avevano pareggiato 0-0 in casa, allo Stadio Curva Fiesole all’interno del Viola Park, contro l‘Irlanda, vengono asfaltate da un Inghilterra troppo superiore: la sfida si mette male già dall’inizio perché, al 1′ di gioco, il centrale Wubber-Moy svetta più in alto di tutti su un corner e fa subito 1-0. Il raddoppio arriva al 20′, sempre da calcio d’angolo, ed è firmato da Hemp, che al 34′ si ripete e sigla la doppietta personale. 3-0 e partita già finita a poco più della prima mezz’ora di gara.

L’Italia però, nonostante la palese inferiorità, soprattutto fisica e atletica ma anche tecnica, rispetto alla squadra quarta nel ranking UEFA, durante i minuti di recupero del primo tempo, al 45+3’, trova il gol del provvisorio 3-1 con l’attaccante dell’Inter femminile Cambiaghi. Nella ripresa lo spartito dell’incontro non cambia – dominio inglese e qualche squillo improvviso delle italiane – e la Nazionale dei Tre Leoni arrotonda il risultato con le neoentrate Toone e Daly. Le Azzurre, dopo questa batosta, dovranno immediatamente voltare pagina e proiettarsi al percorso di qualificazione ad Euro 2025 che inizierà ad aprile (il 5 marzo ci sarà il sorteggio dei gironi).

ITALIA FEMMINILE, LE PAROLE DI SONCIN

Al termine del match, il CT Soncin ha analizzato la prestazione delle sue ragazze: “Siamo partiti un po’ a rilento, ma a tratti ho visto cose positive al di là del risultato queste partite ci devono dare la convinzione di ciò che possiamo fare. Non è una sconfitta contro una Nazionale così forte che ci fa perdere consapevolezza: potevamo fare più gol e questo ci deve convincere che si può fare di più anche contro campionesse di questo livello”.

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Flash News

Parma-Cosenza 1-1, le pagelle: Camporese risponde a Cyprien

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Cosenza

E’ appena terminata sul risultato di 1-1 la gara tra Parma e Cosenza, valida per la ventisettesima giornata del campionato di Serie B. Di seguito il racconto e le pagelle del match appena finito.

IL RACCONTO DEL MATCH

Inizia la gara con il Parma che sblocca subito il match con un destro al volo di Cyprien da fuori area: eurogol del centrocampista al 2′ sul cronometro. Dopo pochi minuti prova a rispondere il Cosenza con Marras, ma la palla finisce sul fondo dopo un tiro diagonale. Continuano a pressare i calabresi con Antonucci che, su assist di Tutino, mette il pallone di poco a lato. Dopo tanti tentativi, il Cosenza pareggia la gara su calcio d’angolo al 41′ minuto grazie al colpo di testa di Camporese. Termina qui il primo tempo con i ducali un po’ in affanno nei minuti finali.

Il primo squillo del secondo tempo arriva da parte del Cosenza con una punizione tirata da Calò che esce di poco a lato sul secondo palo. Il ritmo gara continua ad essere molto alto con tante occasioni, sia da una parte che dall’altra: tanto spettacolo al Tardini. La ripresa del match inizia a scaldarsi, con tanta tensione in campo che provoca la doppia espulsione per Balogh. Occasionissima Parma all’80’ minuto di gioco con Man che a tu per tu con Micai colpisce in pieno l’incrocio dei pali. Super occasione per il Cosenza alla fine dei tempi di recupero, che non riesce a fare il tap-in vincente con Tutino. Al Tardini finisce 1-1 con il Parma che non riesce ad allungare sulle pretendenti per la promozione diretta in Serie A.

 

PAGELLE PARMA

Chichizola 5: Sbaglia varie uscite e diversi rinvii dal fondo. Sul gol è incolpevole.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Coulibaly 6: Soliti sprint sulla fascia per regalare la superiorità numerica alla propria squadra. Non riesce però a fare la differenza ed esegue una partita senza infamia e senza lode.

Osorio 5.5: Qualche disattenzione in area di rigore. Non fa una partita perfetta, nemmeno pessima, ma i tifosi del Parma da lui si aspettano di più per la sufficienza.

Balogh 5.5: Spesso esegue chiusure sugli attaccanti del Cosenza, a volte anche decisive. La sua prestazione però viene decisa anche dall’espulsione subita nel secondo tempo.

Di Chiara 6: Ottimo in fase di copertura su Marras che su quella fascia ha dato il meglio di sè. Non si fa vedere molto in attacco, ma fa una partita pulita. (dal 59′ Delprato 6: Pulizia e tranquillità per la retroguardia del Parma. Entra ed esegue il compitino, ma lo fa bene.)

Hernani 5.5: Spesso sbaglia dei cross anche semplici non riuscendo ad alzare il pallone. A volte sono da segnalare anche i palloni persi al centro del campo che generano i contropiedi calabresi.

Cyprien 6.5: Segna un eurogol al secondo minuto sul cronometro sbloccando il match.

Man 6: Partita senza infamia e senza lode. Prova a fare la differenza con la sua velocità, ma il Cosenza copre bene. (dall’85’ Charpentier S.V.)

Mihaila 5.5: Continua il periodo altalenante dell’ex Atalanta che alterna ottime prestazioni a gare buie. Questa rientra nell’ultima categoria citata. (dal 59′ Bonny 6: Spesso riparte in contropiede e sbaglia pochissimi passasggi, a volte anche non banali. Buona prestazione.)

Partipilo 6: Per Partipilo vale la stessa cosa detta a Dennis Man. Le sue giocate puramente tecniche non confondono le idee del Cosenza, che copre bene i suoi attacchi. (dl 46′ Camara 5.5: Impatto non propriamente positivo per lui. La prova di ciò è l’ammonizione al 67′ minuto.) – (dal 75′ Circati al posto di Camara 6: Buon quarto d’ora per il difensore del Parma. Riesce a dirigere in modo positivo la retroguardia ducale.)

Benedyczak 5.5: Partita negativa per la punta del Parma, che riceve pochi palloni e spreca quei rari che riceve. Giornata no.

All. Pecchia 5.5: Subito riesce ad imporre il suo gioco, ma poi il Cosenza tira fuori più carattere e riesce a pareggiare la partita. Giornata no per il suo Parma.

 

PAGELLE COSENZA

Micai 5.5: Partita normale per il portiere del Cosenza che non può fare nulla sull’eurogol di Cyprien.

Gyamfi 6: Buone coperture difensive, soprattutto considerando gli uomini pericolosi del Parma sulla trequarti. Buona prestazione. (dall’88’ Canotto S.V.)

Venturi 5.5: In difesa non sempre attentissimo, ma Camporese (suo compagno di reparto) riesce a chiudere i pochi errori che il primo citato commette.

Camporese 6.5: Ottima partita dell’ex Fiorentina, che decide anche il pareggio grazie al gol di testa su calcio d’angolo.

Frabotta 5.5: Non proprio la miglior partita dell’ex Juventus, che però mette tanta grinta in campo.

Voca 6: Prestazione abbastanza pulita del mediano del Cosenza. Non rischia tanto ed esegue una prestazione uguale alle aspettative. (dal 62′ Mazzocchi 6: Esegue lo stesso compitino di Voca e ci riesce bene. In tutta la partita il Cosenza ha rischiato pochissimo in mezzo al campo.)

Praeszelik 6: Come per Voca, anche per Praeszelik buona prestazione senza rischiare troppo a centrocampo. Se il Parma non crea troppi pericoli è anche per merito loro.

Marras 6.5: Altra grande partita dell’esterno del Cosenza, che si fa spesso vedere in fase offensiva e concede tanti palloni a Tutino. Grande prestazione. (dal 66′ Florenzi 5.5: Caserta lo inserisce per fargli fare la stessa gara di Marras, ma tra i due non c’è paragine oggi. Florenzi non entra male, ma il passo del primo citato è imparagonabile.)

Antonucci 5.5: Il trequartista non riesce ad infierire molto nelle azioni calabresi, anche se non commette errori grossolani. Nonostante ciò da lui ci si aspetta di più solitamente. (dall’88’ Forte S.V.)

Calò 6: Buona prestazione anche per Calò, che sbaglia pochissimi palloni e tira una grande punizione che finisce di poco a lato ad inizio secondo tempo.

Tutino 6.5: Si propone tantissimo in attacco provando a trasformare in gol le sfere messe in mezzo da Marras. Non ci riesce, ma prestazione molto positiva.

All. Caserta 6: La sua squadra esegue una grande prestazione contro la prima della classe del campionato. Oltre al gol su angolo, il Cosenza esprime un ottimo calcio, soprattutto in fase di ripartenza.

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Diez allo stadio

Il postpartita di Ascoli-Brescia, le parole di Bocchini, Maran, Dickmann e Falzerano

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Al Del Duca Ascoli e Brescia si sono divisi la posta in palio. Al rigore di Mendes ha risposto il gran gol di Dickmann che ha fissato il punteggio sull’1-1.

Dopo la gara i due allenatori Bocchini (in sostituzione di Castori) e Rolando Maran sono intervenuti in sala stampa. Con loro il terzino delle Rondinelle Lorenzo Dickmann e il calciatore bianconero Marcello Falzerano.

Ecco le loro parole.

LE PAROLE DI BOCCHINI

SUL GOL SUBITO – “Il calcio è semplice e bisogna fare fallo. Abbiamo avuto un paio di situazioni per farlo. Non l’ho rivisto, ma è un gol della domenica, è un jolly che pesa nella partita. Il fallo fa parte del calcio e andava usato”.

SULLA PARTITA – “Il nostro tipo di partita è stare avanti sia nel proporre che nel non far proporre. La squadra ha fatto una prestazione importante. Siamo mancati nella tempistica della rifinitura, abbiamo tardato un po’ nel cercare di mettere la palla in mezzo alla difesa impreparata. Nel secondo tempo abbiamo cercato di dare tutto. Abbiamo un’ottima condizione fisica e nervosa. Se perdi l’attimo nella rifinitura, avvantaggi gli avversari”.

COSA SERVE? – “Possiamo parlare di prestazione perchè ci dà energia, ma è chiaro che abbiamo raccolto solo un punto. Questo risultato deve scatenarci nervoso sano, questo è il nostro modo di fare calcio”.

GIOCO SULLE FASCE MANCATO? – “Abbiamo cercato i quarti, ma loro ci chiudevano la possibilità e ci sporcavano il controllo orientato. Loro a centrocampo erano uno in più. Con continui inserimenti abbiamo provato a colpire, ma è mancato il gol”.

SU DURIS – “Duris sta crescendo perchè quando è arrivato non era in condizione. Ha avuto l’influenza e abbiamo dovuto ritardare un po’ con lui. Noi lo abbiamo scelto. Quando è entrato si è impegnato, ma poteva dare di più con una condizione mentale migliore. Ha fatto un passo in avanti e tanti sacrifici”.

SUL RIGORE NEL FINALE – “Per me è rigore netto, è inutile discutere. Ci devono spiegare perchè e non lo ha fatto. Dobbiamo avere rammarico perchè quel rigore cambiava tutto. D’Uffizi ha tentato di restare in piedi. Parlarne non ci porta a nulla, ma fa parte del calcio”.

LE PAROLE DI MARAN

SULLA PARTITA – “Era una partita non nelle nostre corde. C’è stata lotta e non potevamo pressare in avanti perchè ci scavalcavano. A me è piaciuta la squadra per come ha interpretato la sfida. Dovevamo fare quel tipo di partita, in una gara di rimbalzi. Abbiamo lottato su ogni pallone e abbiamo meritato il punto”.

SI POTEVA FARE MEGLIO? – “Oggi il pallone è stato in aria e concedevamo molti centimetri. Abbiamo avuto ottimo temperamento. Ora dobbiamo fare partite diverse perchè nessuno lascia spazio in queste gare. Vanno interpretate per quello che possiamo fare. I ragazzi sono encomiabili perchè sono sempre in partita. L’Ascoli ha fatto una partita allucinante, ma abbiamo tirato fuori un gol importante. Va preso il buono da questa gara, non vogliamo lasciare nulla”.

SUGLI ASSENTI – “Questa squadra a livello di insieme può dare tanto, stiamo recuperando gli infortunati che sono tanti. Stiamo cercando di far si che non ci si accorga degli assenti. Se vogliamo essere belli lo facciamo, ma se vogliamo il risultato è così”.

SULLE PROSSIME GARE “Oggi è stato un grandissimo risultato perchè abbiamo tenuto dietro una diretta concorrente. Ora abbiamo partite toste, dobbiamo risistemarci  e andare a cercare punti. Se dopo la sosta potremo andare a divertirci lo vedremo”.

SU AVELLA – “Avella ha fatto bene, sono contento per lui, sta dimostrando di essere da gara per la tranquillità messa. Sta dando il suo contributo riuscendo a gestire bene. In questa squadra riescono ad entrare tutti ed è il merito che abbiamo”.

LE PAROLE DI DICKMANN

SULLA PARTITA – “Questo campo è difficile, abbiamo preparato la partita in due giorni, è un punto d’oro, di carattere, dobbiamo continuare a lavorare. Non siamo mai andati in difficoltà nonostante fosse una partita difficile, fisica. Non è mai facile giocare contro Castori, ma siamo arrivati preparati e dobbiamo continuare con questi risultati”.

SUL GOL – “Sono riuscito a liberarmi e ho provato a calciare, non lo faccio spesso e per fortuna ci ho provato”.

SULL’OBIETTIVO – “Dobbiamo fare più punti possibili per arrivare alla salvezza. Lo scorso anno sono retrocesso e qui sono arrivato dicendo che dovevamo rimetterci tutti in discussione. L’importante è il risultato”.

LA DEDICA? – “Dedico il gol a mia moglie e mio figlio, voglio che il Brescia mi riscatti e lavoro al massimo per quello”.

LE PAROLE DI FALZERANO

SULLA TANTA CORSA – “Una delle mie qualità è sempre stata la corsa facile, cerco di metterla in campo. Con me ci sono anche i miei compagni e il mister ci allena per questo. Dobbiamo portare a casa più punti, ma ci crediamo”.

SUL GOL DEL BRESCIA – “Il gol del Brescia si doveva fare fallo, purtroppo quando giochi a uomo perdi una marcatura e rischi di prendere queste giocate, è stata l’unica azione loro della partita. Quando un giocatore tira da quella distanza 9 volte sui 10 non segna, invece lui ha segnato e gli faccio i complimenti”.

SUL PAREGGIO – “Il valore di questo pareggio dipende dal prossimo risultato. Dobbiamo pensare al percorso e sono speranzoso, ci credo al 100%”.

SUI TIFOSI – “I tifosi ci aiutano e per noi sono il dodicesimo uomo in campo, ne siamo grati e diamo tutto per loro, per noi e per portare a casa la salvezza”.

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Calcio Internazionale

Guardiola è sicuro: “L’Inter conquisterà lo scudetto”

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Guardiola

A pochi minuti dalla sfida degli ottavi di finale di FA Cup contro il Luton Town, Pep Guardiola ha rilasciato una breve intervista ai microfoni dei giornalisti presenti. L’allenatore del Manchester City si è soffermato sull’evoluzione del calcio e di come le squadre inglesi, e non, possano impensierire i citizens. Tuttavia, gli elogi principali riguardano l’Inter di Inzaghi la squadra cha ha tenuto testa ai campioni della Premier durante la finale della scorsa Champions League. In merito ai nerazzurri, riportiamo le parole di Pep Guardiola.

L’INTERVISTA DI GUARDIOLA 

INTER – “Guardate l’Inter…Lo scorso anno prima della finale di Champions c’era chi pensava che fossimo fortunati a trovarla e avete visto che partita è venuta fuori. Noi sapevamo che erano forti e adesso lo hanno capito tutti: l’Inter sta volando in Italia e, se non accadrà qualcosa di strano, conquisterà lo scudetto perché vince le gare con tre o quattro gol di scarto. In Champions League ha battuto, nell’andata degli ottavi, un avversario incredibilmente forte come l’Atletico Madrid. Sono forti.

Tuttavia il Manchester City ha indirizzato la gara contro il Luton e sta conducendo la partita per 2-0. Erling Haaland è il protagonista, fin qui, del match avendo siglato una doppietta in appena 18 minuti di gioco.

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