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La scomparsa di Fred, una mascotte da ritrovare

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Manchester lo aspettava da tempo e con l’arrivo dell’estate se lo è preso. Un assegno da quasi 60 milioni di euro, un addio all’Ucraina e un volo destinazione Old Trafford, la sua nuova casa. Dopo l’esperienza allo Shakhtar Donetsk, Fred ha scelto di cercare la consacrazione in Inghilterra, nelle fila del glorioso Manchester United.

Arrivato come il possibile craque del mercato di agosto, il brasiliano sembra però già essere un caso in maglia Red Devils. Scomparso, mai impiegato da Mourinho nelle gare più importanti della stagione. Un problema anziché una risorsa, un corposo investimento che al momento non sembra poter ripagare. Eppure sono passati solamente cinque mesi dalla firma sul contratto, troppo poco per classificare Fred come un errore di mercato.

DA PEP A MOU

Avrebbe potuto vestire la maglia dei cugini del City. Guardiola lo aveva seguito con attenzione e, ammaliato dalle sue qualità palla al piede, era pronto a portarlo in Premier League lo scorso gennaio. Nulla da fare, il primo possibile trasferimento di Fred a Manchester non si concretizzò. Da lì a pochi mesi la storia sarebbe stata completamente diversa.

Una nuova chiamata in arrivo dall’Inghilterra. Il prefisso, ancora quello di Manchester. Il numero stavolta dello United. Fred non ci ha pensato due volte, ha parlato con Mourinho e ha accettato l’accordo.

“Era estate e avevo molte offerte. Tra queste c’era quella del Manchester United che mi presentò un grande progetto. Jose Mourinho parlò personalmente con me e ciò mi convinse che firmare per questo club era la scelta giusta da fare”.

Nessun dubbio, come dimostrano le parole dello stesso Fred in un’intervista a ‘Four Four Two’. L’offerta giusta, al momento giusto. Una seconda occasione di trasferirsi a Manchester che non poteva essere ignorata.

Settimo brasiliano della storia dei Red Devils, primo a condividere il nome della mascotte di Old Trafford: Fred the Red.

Un centrocampista che doveva cambiare il volto in mezzo al campo dello United. È finito invece a scaldare la panchina, presente più fuori che dentro al rettangolo di gioco. Una mascotte da ritrovare, cosa a cui ora dovrà pensare Ole Gunnar Solskjaer, perché l’esonero di Mourinho potrebbe aver aperto a Fred le porte per un nuovo rilancio.

UN PROBLEMA DI CAMPO

Sarebbe dovuto essere uno dei tre titolari a centrocampo. Fred, Matic e Pogba. Questa l’idea che Mourinho aveva in mente, questo il progetto rimasto su carta.

Un problema di campo, di stile di gioco. Fred con Mourinho non è riuscito a sfondare a causa della sua propensione a offendere più che a curarsi del gioco difensivo. Bravo a fornire assist e all’occasione anche a segnare. Ve la ricordate la perfetta punizione contro la Roma negli ottavi di Champions League dello scorso febbraio?

Alto meno di un metro e settanta e rapido ad accelerare negli spazi, il brasiliano in questi mesi allo United ha collezionato solamente 12 presenze. 8 in Premier League, 3 in Champions League, 1 in EFL Cup. Totale? Solo tre partite fino al 90’, due ad agosto e una a ottobre. Poi solo spezzoni e tanta panchina. Troppo poco per motivare un cartellino da quasi 60 milioni di euro.

La colpa però non è solo sua. Si, sicuramente il calcio inglese è più fisico di quello ucraino e Fred deve capire come non farsi sovrastare dagli avversari. Troppe palle perse e troppo timore mostrato nelle sue poche apparizioni in campo. Due aspetti sui quali il giocatore dovrà lavorare ma alla cui base c’è un marcato problema di modulo.

Ebbene sì, perché da quando ha indossato la maglia dei Red Devils, Fred di moduli ne ha cambiati parecchi, venendo spesso impiegato fuori posizione.

“Il suo ruolo in campo è quello di centrocampista più offensivo in un reparto a due. In questa posizione può essere uno dei migliori al mondo viste le sue qualità”.

Parole di Paulo Fonseca, ultimo allenatore di Fred allo Shakhtar Donetsk. E infatti in Ucraina il brasiliano veniva impiegato quasi esclusivamente in quella porzione di campo, cosa che non è invece quasi mai avvenuta dal suo arrivo al Manchester United.

In dodici presenze stagionali, il 25 enne di Belo Horizonte ha giocato in un centrocampo a due solamente tre volte. Due in Champions League contro Young Boys e Valencia, una in Premier League contro l’Everton. Due volte con Matic, una con Fellaini.

In tutte le altre occasioni è stato invece impiegato ‘fuori ruolo’. 4-1-4-1, 4-3-3, 3-5-2. Moduli e richieste differenti con l’unica costante di non aver mai mostrato una forte predisposizione per il calcio difensivo di Mourinho.

“Ci sono giocatori in altri club che hanno bisogno del loro tempo per emergere e molti di loro giocano meno di Fred. Quando la squadra sarà difensivamente più forte e non avrà più bisogno di centrocampisti che si preoccupino più di bilanciare la squadra che di attaccare, penso che gli orizzonti per Fred cambieranno completamente”.

Aveva commentato Jose Mourinho, parlando dell’esiguo minutaggio concesso al brasiliano in questa prima parte di stagione. Un problema di campo appunto. Uno stile di gioco troppo offensivo che sarebbe forse stato più affine al calcio di Guardiola.

Ed ecco allora sorgere i primi dubbi. Perché Mourinho ha scelto di investire così tanti soldi per acquistare Fred se già sapeva di non poterlo integrare nel suo piano di gioco? È stata forse un’azione di disturbo nei confronti del City per togliere ai rivali un potenziale rinforzo? Un dubbio più che lecito, dal momento che in casa United pare esserci un altro caso simile a quello di Fred. Si tratta di Alexis Sanchez, giocatore che sembrava destinato a firmare con i Cityzens di Guardiola e che invece è finito per trasferirsi allo United. Poche apparizioni, tante panchine e sempre lo stesso grande punto di domanda. Ma non era più adatto al calcio del catalano che a quello del portoghese?

SOLUZIONE DA TROVARE

Eppure nel centrocampo dei Red Devils, Fred potrebbe dire la sua. Si tratta di trovare il giusto bilanciamento, come diceva Mourinho, permettendo al brasiliano di interpretare il suo calcio con maggiore tranquillità.

Matic il compagno di reparto ideale. Non a caso quando i due hanno giocato insieme lo United ha vinto. Una soluzione che escluderebbe però Pogba, un sacrificio che sulla sponda rossa di Manchester non si possono permettere. Ecco allora che risolvere il problema sarà compito di Solskjaer. Il suo stile di gioco offensivo potrebbe aiutare Fred. Lo spregiudicato tecnico Norvegese potrebbe infatti provare a realizzare sul campo quell’idea che Mourinho aveva cullato in estate, salvo poi lasciarla chiusa in un cassetto. Servirà sacrificio da parte di tutti. Con Pogba e Fred che dovranno alternarsi per aiutare l’equilibratore Matic a ripiegare in difesa. Un’idea di calcio che potrebbe essere anche vincente. Una nuova ripartenza che potrebbe permettere a Fred di ritrovare la Nazionale.

RIPARTIRE

Dopo averlo portato ai Mondiali di Russia, il CT del Brasile Tite ha deciso infatti di non convocarlo nelle ultime partite. Troppi pochi minuti in stagione, una tendenza che Fred vuole invertire per riprendersi quella maglia verdeoro prima della prossima Coppa America.

Un momento duro che Fred sa di poter superare. Come quando in Ucraina era costretto a giocare in una nazione sconvolta dalla guerra civile. Convivendo con la paura, sognando di trasferirsi altrove. Quell’altrove che oggi è rappresentato dall’Inghilterra, dove Fred è sicuro di poter dire la sua.

A spingerlo l’ex centrocampista dell’Arsenal, Gilberto Silva, decisivo nel suo approdo a Manchester.

Perché per i Red Devils, quel brasiliano cresciuto nell’Internacional di Porto Alegre non può essere solamente la comparsa scesa in campo fino a questo momento.

Perché l’unico gol realizzato contro il Wolverhampton possa essere il primo di una lunga serie in terra inglese.

Perché Fred possa essere davvero la nuova mascotte del Manchester United.

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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