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Calcio e dintorni

La scuola Ipurua

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Siamo ad Eibar, nella provincia spagnola della Guipuzcoa, la più piccola dell’intera Spagna e dei paesi baschi, ad un soffio dai pirenei francesi. Lontano dalle luci della ribalta e dai microfoni costantementi accesi di due città  mediaticamente esagerate come Madrid e Barcellona, la Sociedad Deportiva Eibar sta compiendo la migliore stagione della sua storia, a ridosso delle coppe europee. Il tutto secondo un lento percorso di crescita, anche societario, che dal doppio salto dalla Segunda B alla Primera Division del 2012-2013 e 2013-2014 continua ad evolversi. Un esempio spagnolo che ha seguito per certi versi quanto accaduto in Serie A con il Novara nel 2011.

In un catino di 7000 spettatori come lo Stadio Municipal de Ipurua, una piccola struttura incastonata tra i palazzi della città e le colline dell’entroterra basco, un vero e proprio trampolino di lancio per quella che vuol diventare una delle società di riferimento della regione, che proverà a spodestare le ben più grandi e conosciute Bilbao e San Sebastian. E per farlo, senza gettare al vento quest’improvvisa ed affascinante scalata al successo, bisognava scegliere gli uomini e gli investimenti giusti.

LA FIGURA DI MENDILIBAR 

Il 10 Aprile, tramite una felice e distesa conferenza stampa, l’Eibar annuncia il rinnovo di José Luis Mendilibar, l’ideatore dello spirito Armeros ancor prima che l’allenatore in pectore. Storia strana la sua: nel 2004 viene chiamato per la prima volta, e conduce la squadra ad un insperato quarto posto in Segunda Division nonostante una rosa modesta ed un budget molto ridotto. Ma non ci riesce per un punto. La Liga gli strizza l’occhio e l’Athletic Bilbao decide di chiamarlo al timone: nelle prime nove riesce a raccogliere 6 punti dei 27 possibili ed abbandona prematuramente l’incarico. Inizia così a danzare tra le richieste di salvezza dei club di Primera e gli obiettivi di promozione di quelli di Segunda: permette al Valladolid di salire in Liga, chiude due anni e mezzo più che discreti con l’Osasuna, conditi da un settimo posto che oggi suonerebbe come un miracolo, ma affonda totalmente con il Levante ad inizio 2014-2015, che retrocederà poi in quella stagione. Mendilibar resta un anno a guardare, stanco forse delle solite squadre da traghettare o da salvare. Vuole proporre e fare calcio, secondo il suo carisma e le sue idee di gioco, che per alcuni si sono adattate ai sali e scendi della carriera. Moises Hurtado Perez, ex giocatore dell’Eibar proprio nel 2004, ha affermato di non essere stupito dalla grande annata in casa basca, vista la piazza e gli uomini in gioco:

“Mendilibar non cambia molto in funzione dell’avversario: ha però modificato la fase difensiva, che oggi possiamo definire meno rischiosa. Non sono stupito di quello che stanno facendo, perché gli ultimi acquisti sono rappresentati da gente che viene dalla Segunda e che ha tanto da dimostrare.”

Mendilibar ama avere l’ultima parola così come la sua squadra predilige avere la palla, e possiede un atteggiamento molto sui generis che a primo acchitto potrebbe ricondurre al comportamento di un allenatore confusionario e nevrotico, spinto dai nervi più che dalle idee. I suoi cartellini rossi potrebbero ingannare. Ma il tecnico di Zaldivar è una persona verace, dai sentimenti spontanei: il suo carattere, le sue motivazioni e le sue rivincite nascoste sono le stesse che in maniera capillare sono state trasmesse alla rosa. Lo stesso tecnico, commentando il rinnovo, è stato schietto come al solito:

“Io e il mio corpo tecnico restiamo qui perché stiamo bene. La gente mi tratta bene, i tifosi, il club, i giornalisti.” 

Il presidente lo vede come un simbolo, una figura chiave che rappresenta al meglio la posizione coperta nel calcio spagnolo, nonché una guida che qualsiasi squadra dovrebbe avere. Il segreto è stato proprio quello di recrutare gente che, come il suo allenatore, avesse qualcosa da dimostrare ai grandi palcoscenici.

“Eibar è questa: non ci sono grandi stipendi, non ti accomodi. Provi a dare il meglio per avere una grande occasione o per cercarne una seconda se hai fallito altrove. La poca pressione ti fa rendere meglio.” Moises Hurtado Perez.

L’ORGANICO

Spirito compreso ed assimilato da tutti i membri della rosa, per lo più dei perfetti sconosciuti del calcio ispanico: rileggendo tra le righe le statistiche e le storie di ognuno di loro, il denominatore comune, evidenziato da una sola parola. è uno: la rivincita. Mendilibar predilige un offensivo 4-2-3-1, in cui la punta centrale ha diversi ruoli oltre a quello di cannoniere, incarnato nella figura di Sergi Enrich, un altro che ha dovuto sudare per ritrovare la Liga. Grazie ad i suoi gol e al suo saper abbinare fisico e corsa come una punta 2.0, si è conquistato l’interesse di alcuni grossi club europei, soprattutto in Ligue 1.

“Ho molta voglia e tanti sogni. Ho ritrovato la Liga, l’apporto del mister è stato fondamentale e se sto giocando in questo modo è anche grazie a lui. Una persona che ti da del tu e ti guarda sempre negli occhi. Eibar poi, è una città piccola formata da gente accogliente. Hanno sempre una buona parola per te, ti supportano nei momenti peggiori.”

Sergi Enrich, già 10 gol in Liga.

Nella batteria di fantasisti, spiccano i nomi di Bebé e Pedro Leon, quelli che furono i rincalzi di lusso di squadre come il Manchester United ed il Real Madrid. Mai compresi, mai utilizzati, hanno dovuto combattere con l’etichetta di eterni incompiuti per anni. Il portoghese, a modo suo, ha cercato di far chiarezza sui suoi trascorsi e su quante aspettative ci fossero su di lui:

“Ero un ragazzo, venivo dal calcio di strada, e mi son ritrovato a giocare con i vari Giggs, Rooney, Evra. Mi sono detto, ma davvero? E lì sento di essermi perso. Ho girato molto e sono stato bene, pur non giocando tantissimo. Ad Eibar non ci volevo venire, ma lo staff mi convinse. Oggi posso dire che è la scelta migliore che avessi potuto fare.”

Il portoghese Bebé, ex Manchester United.

La Spagna lo ha cambiato, gli ha permesso di capire meglio il gioco del calcio, dove e come farsi trovare pronto. Duttile anche a sinistra in un 4-4-2, assicura una spinta costante sul binario sinistro insieme al compagno Antonio Luna, che a 26 anni era tornato allo Spezia dopo un prestito disastroso all’Aston Villa, culminato con la tragica retrocessione in Championship. L’Eibar ha creduto in lui.

Il madrileno Pedro Leon.

E poi c’è Pedro Leon: in Liga aveva poco da dimostrare, più che altro perché spentesi le luci del Real Madrid nessuna big ha più deciso di credere in lui. Le premesse c’erano, la Champions League lo aveva segnalato come un talento cristallino, uno capace di segnare a San Siro. Dopo l’anno di prestito, il ritorno al Getafe fino alla retrocessione dello scorso anno. Oggi la squadra lo agevola perché gli permette di toccare molti palloni, ma lui è sempre il giocatore più determinante di tutti. Il tocco ispirante, la pennellata ad effetto, il dribbling ubriacante quando serve, l’uomo che tiene palla. Lo vedi e immagini che abbia calcato altri palcoscenici prima di quello di Ipurua, lo avverti nel suo modo di vedere la partita.

Lì dietro però i baschi hanno “Le Mur”, Florian Lejeune, che la Ligue 1 aveva sputato via bruscamente: formato ad Istres, nel Villareal aveva trovato spazio solo in seconda squadra. A Brest vive la drammatica retrocessione del 2012 pur non giocando tantissimo. A Girona, in due anni, esce a galla come uno dei migliori difensori del campionato di Segunda: il City lo acquista salvo poi non richiamarlo mai alla base. Quest’anno la proposta dell’Eibar ed il premio di miglior difensore della seconda divisione. Ha già messo insieme 22 presenze.

“Non pensavo di ricevere il premio. E’ il frutto di tanti anni di lavoro. L’occasione di Eibar era quello che mi ci voleva: una città piccola, serena, che mi da l’opportunità di esprimermi in Liga senza avere pressioni.”

Poca pressione, ma la sensazione che questa città di 30.000 abitanti dispersa nei Paesi Baschi abbia finalmente permesso di esprimersi ad un sacco di gente vogliosa di dimostrare di non essere delle fotometeore, ovvero dei fotogrammi talmente rapidi che risultano dei miraggi.

IPURUA TALLARRA

Il progetto di Ipurua.

I risultati sul campo trovano un ampio riscontro nel lavoro societario, quello “dietro le quinte”: chiamasi Ipurua Tallarra, il progetto innovativo che l’Eibar sta intraprendendo per ammodernare ed allargare le proprie strutture, dallo stadio agli stabilimenti circostanti. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il governo basco e gli organismi sportivi della regione, permetterà la creazione di ampi spazi verdi dedicati allo sport, dalla piscina all’aperto agli spazi polisportivi. Il tutto passando anche per un rinnovo dello stadio: la parola Tallarra deriva infatti dalla parola basca Taller, una co-esistenza di diversi ambiti in uno stesso spazio, secondo innovazione e rapporti umani: sotto le tribune Nord, Est ed Ovest saranno costruite delle aule universitarie, dedicate alla formazione ed educazione nello sport, come per esempio il management sportivo.

Le aule sottostanti le tribune dello stadio.

L’Eibar avrà finalmente il suo museo, situato sotto la tribuna Est. Il tutto realizzabile dopo il piano di ammodernamento dei settori dello stadio, secondo le norme di sicurezza europee. I lavori sono già iniziati e la tribuna Est è già stata completata ad inizio 2017.

La Tribuna Est dopo il suo completamento.

Una realtà piccola alla ricerca di grandi palcoscenici: per costruire una realtà solida bisogna iniziare dalle fondamenta, ed il campo parlerà da sé. Nella Guipuzcoa sta iniziando una nuova era, linfa vitale per il calcio basco: non ci resta che dire Aurretik mugitzen EIBAR, avanti così!

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Luis Enrique rassicura i tifosi: “Abbiamo già giocato contro Mbappè”

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Domani si terrà il tanto atteso ottavo di finale tra la Spagna e la rivelazione di questo Mondiale, ovvero il Marocco di Hakimi e Ziyech. Intanto, Luis Enrique, il ct degli spegnoli, ormai diventato celebre insieme alle sue streaming su Twitch ha toccato l’argomento riguardante la possibile semi-finale contro i campioni in carica della Francia, e ha rilasciato qualche parola anche su Mbappè, reduce dalla bellissima e decisiva doppietta contro la Polonia.

Queste lesue parole sul giocatore del PSG:

Abbiamo già giocato contro di lui in Nations League ed ha segnato un gol in fuorigioco. Spero di giocarci ancora contro.”

Intanto la Francia si è già qualificata ai quarti di finale, dove incontrerà la forte di Inghilterra di Harry Kane e compagni.

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Il Milan fissa quattro amichevoli in vista del ritorno in campo

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Milan

Ad un mese esatto dal ritorno in campo della Serie A, con il Milan impegnato nel lunch match in casa della Salernitana i 4 gennaio, sono state ufficializzate le amichevoli dei rossoneri.

Come richiesto da Stefano Pioli, infatti, il Milan giocherà quattro amichevoli nel mese di dicembre, per tornare sul ritmo gara di un match a settimana e arrivare pronti a gennaio.
Si parte giovedì 8 dicembre con la sfida contro il Lumezzane tra le mura amiche di Milanello. I rossoneri, poi, partiranno per Dubai, dove sfideranno Arsenal e Liverpool, rispettivamente il 13 e il 16 dicembre.
Dopo le feste natalizie, poi, ci sarà l’ultimo incontro, il 30 dicembre ad Eindhoven contro il PSV.

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Calcio e dintorni

I bookmakers eliminano le quote relative alla retrocessione della Juventus

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La bufera in cui è rimasta invischiata la Juventus è ormai sulla bocca di tutti, scatenando brutti ricordi ai tifosi bianconeri.
La situazione, infatti, ricorda molto da vicino altri casi famosi riguardanti il calcio italiano in generale, come Calciopoli e il TotoNero, che lasciarono strascichi su molti club.

Per alcune squadre ci fu addirittura la retrocessione d’ufficio, come nel caso del Milan nel 1980 e proprio della Juventus nel 2006. Proprio quest’eventualità, in particolare, ha fatto correre ai ripari i più importanti bookmakers italiani ed internazionali, da Sisal a SNAI, passando per GoldBet.

Nella sezione dedicata alle quote sulla retrocessione delle squadre di Serie A, infatti, le quote dei bianconeri sono state cancellate, con l’aggiunta di una nota a margine che riporta queste parole: “Gli operatori hanno rimosso la quota riguardante la Juventus per i noti problemi giudiziari della società torinese”.

Semplice paura o lungimiranza dettata dai corsi e ricorsi storici? Solo il tempo saprà dirci se i bookmakers avranno fatto bene o meno togliere le suddette quote.

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L’Inter termina la prima sessione di allenamento a Malta con un nuovo sponsor

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Come è ormai noto, l’Inter sta usufruendo dello stop imposto dal Mondiale con un mini ritiro a Malta, che è partito oggi con un’importante novità.

Come riportato da Daniele Mari su Twitter, infatti, i nerazzurri sono scesi in campo per allenarsi con un nuovo sponsor sulle divise: LeoVegas.
La società svedese è partner dell’Inter dallo scorso settembre, dopo la firma di un contratto triennale come Infotainment Partner del club.
Già oggi, durante l’amichevole degli uomini di Simone Inzaghi contro lo Gzira, vedremo se LeoVegas sarà presente in qualche maniera anche sulle divise da gioco dei nerazzurri.

 

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