Quando nel mese di giugno la Reggina ha ufficializzato l’acquisto di Jeremy Menez, un po’ tutti abbiamo storto il naso. Del resto la Serie B è storicamente un campionato molto complicato per quei giocatori dal grande talento come il francese. Il torneo cadetto è un lungo viaggio che logora anche i più forti, le squadre più esperte. Insomma, prima dell’inizio della stagione 2020/21 nessuno si aspettava niente da Jeremy Menez, il grande colpo estivo dell’eccezionale campagna acquisti condotta dalla Reggina, neopromossa in Serie B.

Eppure, dopo appena due giornate di campionato siamo costretti a ricrederci. Jeremy Menez, infatti, si è ri-presentato in Italia con due reti nelle prime due gare e in generale una forma strepitosa. Strepitosa soprattutto perché gli ultimi anni dell’ex attaccante di Roma e Milan sono stati letteralmente da dimenticare: dal 2016 ha vestito le maglie, in ordine, di Bordeaux, Antalyaspor, Club America e Paris FC. Ma a Reggio Calabria le cose paiono essere cambiate.

DIEZ COME POCHI

L’impatto avuto sulla B è stato folgorante. Sia chiaro, il livello di gioco espresso dal trequartista francese non è minimamente paragonabile a quello a cui per poco ci siamo abituati tra il 2008 e il 2010, i suoi anni migliori alla Roma. O ancora alla stagione 2014-15 con la maglia del Milan. Sulla sponda rossonera del Naviglio Menez è stato in grado di segnare ben 16 gol: un giovanissimo Inzaghi ebbe l’intuizione di spostarlo punta e il rendimento del numero 7 francese crebbe notevolmente. Ma era già un Menez diverso, in fase calante. Un preludio delle orribili stagioni di cui è stato protagonista successivamente.

Tuttavia quello che si è presentato alla corte di Domenico Toscano è un Menez diverso, rigenerato in tutto e per tutto. A partire dalla capacità di adattamento ad un ambiente che lo ha accolto come un re e che era reduce da un campionato di Serie C vinto largamente in anticipo. Nel 3-5-2 granata Menez agisce solo teoricamente come attaccante centrale. Sul campo, infatti, il francese agisce da vero Diez. Alle spalle del Tanque Denis o più spesso sul centro sinistra, sfruttando al meglio le innate caratteristiche nel dribbling e nell’uno contro uno, del quale è maestro assoluto.

(Fonte: profilo Twitter @Reggina_1914)

Quando parte palla al piede Menez non conosce soluzioni scontate: può partire in conduzione abbassando la testa, puntando il diretto marcatore e superarlo poi in dribbling; oppure può cercare di temporeggiare, attirando la pressione avversaria e poi spezzarla all’improvviso, facendo sempre affidamento sulle proprie abilità tecniche. A Roma lo chiamavano Houdini, come il famoso mago americano. Lo iniziò a soprannominare così Carlo Zampa, telecronista della Roma, dopo un gran gol segnato al Milan nel 2008. E di fatto i suoi dribbling sono il più delle volte un mistero, proprio come le fughe di Harry Houdini.

DETERMINANTE

Dopo aver segnato all’esordio contro la Salernitana (votato come miglior gol della prima giornata), Menez si è riconfermato alla grande nel delicato incontro casalingo contro il Pescara. La prima rete della Reggina, segnata da Liotti, nasce da un recupero palla del francese e da un filtrante perfetto per Denis. Menez in pochi metri cambia passo, finta di andare verso sinistra e invece accelera puntando la porta, trovando nello spazio la punta dei calabresi, con la quale probabilmente si contenderà lo scettro di cannoniere della squadra. Il suo apporto è determinante anche in occasione della seconda rete, realizzata ancora da Liotti. Che è bravo a capitalizzare in porta un tiro violentissimo del francese, stampatosi sulla traversa.

Ma è con il gol del 3-1 che Menez da’ un saggio di tutte le sue qualità, quasi a farci sorgere il dubbio del perché abbia deciso di scegliere la B piuttosto che qualche altro grande club. In area di rigore riceve un pallone a mezza altezza dalla sinistra; il controllo di destro, al volo, è da scuola calcio. E il tiro di prima intenzione è una freccia che il portiere avversario non riesce a domare.

Jeremy Menez o Houdini?

Le ambizioni della squadra calabrese di risalire immediatamente in Serie A sono evidenti. E per coronare il sogno la Reggina non può fare a meno della seconda giovinezza del suo mago, Jeremy Menez.

(Fonte immagine in evidenza: profilo Twitter @Reggina_1914)