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La Signora delle plusvalenze

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Nella giornata di ieri, la Juventus ha comunicato sul proprio sito che Alberto Cerri è diventato un calciatore del Cagliari a tutti gli effetti. Il giocatore si era trasferito in prestito in Sardegna ma ora è scattato l’obbligo di riscatto che porterà nelle casse bianconere 9 milioni di euro, pagabili in tre esercizi. Sempre secondo quanto riporta il sito ufficiale del club torinese, questa cessione ha fruttato circa 8,4 milioni di euro. Quella dell’attaccante è però solo l’ultima delle tante plusvalenze realizzate dai campioni d’Italia, ormai si tratta quasi di un marchio di fabbrica. Un modus operandi quello juventino, che ha permesso nelle ultime stagioni una costante crescita economica e di mantenere in ordine il bilancio nonostante operazioni importantissime. Detto di Cerri, ecco le altre plusvalenze più importanti, tutte arrivate da giocatori fuori dai progetti di Allegri.

CALDARA AL MILAN

La cessione di Mattia Caldara al Milan è uno dei casi più particolari. Il giocatore è rientrato nella maxi-operazione che, la scorsa estate, ha portato Gonzalo Higuain a Milano e Leonardo Bonucci di nuovo a Torino. Di fatto, la Juve non ha guadagnato soldi cash dal suo passaggio in rossonero, poiché si trattava di uno scambio con il collega di reparto, ma il suo cartellino è stato valutato 35 milioni di euro. La Juventus aveva pagato all’Atalanta circa 19 milioni per il giovane centrale e per di più aveva incassato dal Milan 42 milioni per Bonucci, anch’egli valutato 35 milioni al momento del suo ritorno. Un guadagno complessivo di più di 20 milioni, senza che il ragazzo disputasse nemmeno una gara ufficiale. Inizialmente quest’operazione era stata fortemente contestata dai sostenitori bianconeri, convinti di aver perso un giocatore fondamentale per il futuro e di aver rinforzato una rivale con due giocatori molto importanti. Ad oggi, vista la vicenda Higuain e i problemi fisici di Caldara, l’operazione si è rivelata un doppio successo, sia dal punto di vista economico che tattico.

MANDRAGORA ALL’UDINESE

Un altro affare portato a termine quest’estate è il passaggio di Rolando Mandragora all’Udinese. Come Caldara, il centrocampista napoletano non ha mai vestito la maglia della Signora ma ha comunque portato parecchi soldi nelle casse di Agnelli. Dopo essere stato acquistato nel 2016 dal Genoa per circa 8 milioni di euro, il ragazzo è stato venduto ai friulani per più del doppio, 20 milioni. Inoltre la Juventus si è tutelata inserendo il diritto di contro-riscatto, la famosa recompra, che tanto aveva pesato su Alvaro Morata e che ora è diventata quasi un’abitudine. 26 sono i milioni che la Juve potrà versare nelle casse dell’Udinese, qualora volesse riportare il ragazzo a Torino entro la fine della prossima stagione. Ad oggi, anche questa cessione risulta tutt’altro che dolorosa.

AUDERO ALLA SAMP

L’ennesimo nome della lista è quello del portiere di origini indonesiane, Emil Audero. Il classe ’97 proviene direttamente dal settore giovanile piemontese e a giugno frutterà con tutta probabilità 20 milioni alla sua ex squadra. I blucerchiati infatti, che avevano già in prestito il ragazzo, hanno formulato un nuovo accordo con la Juventus, che prevede l’obbligo di riscatto del cartellino al raggiungimento di determinati obiettivi nel corso di questa stagione. L’accordo originale prevedeva invece il diritto di riscatto fissato a 14 milioni e la possibilità di riacquisto. Viste le ottime prestazioni tra i pali, la Samp ha offerto questa nuova formula in cambio della rinuncia alla recompra.  Sul giocatore c’era anche l’interessamento altre squadre, su tutte l’Arsenal.

STURARO AL GENOA

Circa 6 milioni spesi nel 2014 per portarlo a Torino dal Genoa. 16,5 quelli che proprio il Grifone dovrà versare per il suo riscatto, che vanno a sommarsi al costo del prestito per un totale di 18 milioni. La cifra sarà pagabile nei prossimi quattro esercizi e fa  di Stefano Sturaro l’acquisto più costoso della storia del club ligure. La condizione che ha portato all’obbligo era che il Genoa conquistasse almeno un punto, una semplice formalità. L’operazione ha stupito molti tifosi, dato che la prima parte della stagione di Sturaro si era conclusa con 0 presenze allo Sporting Lisbona. L’operazione è però figlia di una sinergia tra i due club che porterà con molta probabilità all’acquisto del difensore rosso-blu Romero nella prossima sessione estiva. Anche da questa trattativa la Juve ottiene un ricavo di più di 10 milioni di euro.

PER CONCLUDERE

Ai ragazzi citati vanno aggiunti anche Favilli, altro giocatore che finirà probabilmente a titolo definitivo al Genoa per 12 milioni, e Orsolini, che potrebbe rimanere al Bologna, specialmente in caso di salvezza. Oltre al Genoa è risaputo che anche il Sassuolo goda degli stessi rapporti, l’acquisto di Magnani per 5 milioni di euro ne è solo che l’ultimo esempio. Grazie a questa ottima strategia di mercato, la Juve potrà chiudere il bilancio per la stagione in corso con più di 100 milioni di introiti provenienti dalle cessione di giocatori in esubero. In questo modo Paratici rientrerà dell’investimento per il cartellino di Cristiano Ronaldo senza perdere nessun titolare. Ancora una volta la società bianconera si dimostra un esempio da imitare per tutte le squadre che mirano ad una crescita economica e non solo.

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Calciomercato

Scalvini sempre più nel mirino delle big, la Dea detta le condizioni

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Scalvini

Dopo un’ottima prima parte di campionato, che sono valse le chiamate anche di CT Mancini, Giorgio Scalvini sta diventando sempre più l’uomo mercato del momento.

Classe 2003, sotto la guida Gasperini sta coltivando sempre più esperienza, che lo sta facendo crescere ogni match.

Molto giovane e molto bravo, tanto che molti club europei hanno messo gli occhi sul gioiello atalantino.

Come riportato da tuttomercatoweb.com, l’Inter sarebbe stata una delle prime a muoversi, ma la richiesta dell’Atalanta rimane elevata.

Anche il Bayern Monaco pare ci stia provando, ma l’Atalanta pare non faccia sconti e, per fare partire Scalvini, pare che la cifra richiesta sia sui 40 milioni di euro.

L’Atalanta per ora si coccola il suo ragazzo, che punta ad essere un altro dei tanti giovani che la dea è riuscita a far diventare grandi giocatori.

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Benatia carica il Marocco: “Siamo belli e organizzati, dovremo essere anche arroganti”

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Benatia

Questo pomeriggio il Marocco, forse la sorpresa più convincente di Qatar 2022, scenderà in campo contro la Spagna, sfida valida per gli ottavi di finale. Nonostante l’esperienza ed il tasso tecnico sia sicuramente inferiore a quello spagnolo, la squadra del CT Regragui ha l’obbligo di credere nell’impresa, in virtù del gioco mostrato nelle partite del girone.

Mehdi Benatia ha commentato l’andamento della propria Nazionale ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Siamo tanto belli e tanto organizzati: la Spagna dovrà fare attenzione. In questo Mondiale si sono viste già tante sorprese, perché non pensare che ce ne sia un’altra? Per noi marocchini con la Spagna è un po’ come un derby, anche e non solo dal punto di vista geografico. Dovremo essere un po’ arroganti, per crederci e vincere. Si può fare, ma la testa fa tutto in match così”.

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L’avvocato Mario Grassani si sbilancia: “La Juventus rischia la retrocessione”

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I tifosi della Juventus stanno vivendo giorni all’insegna della preoccupazione, ma soprattutto della confusione. Tra ‘Inchiesta Prisma’, ‘Manovra stipendi’, plusvalenze fittizie ed errori sul bilancio, la comprensione fattuale spesso risulta complessa. Per avere una visione a 360 gradi della vicenda, occorre avere buone competenze giuridiche.

Il noto avvocato Mario Grassani, tra i più esperti nell’ambito del diritto sportivo, ha parlato alla trasmissione Radio Anch’io Sport su Radio Rai1. Di seguito le sue parole.

RISCHI DELLA JUVENTUS

Questa penso che sia l’indagine più pesante della storia della Juventus, anche superiore rispetto a quella di Calcipoli nel 2006. I comportamenti illeciti che gli sono imputati non hanno precedenti. A livello sportivo rischia di più dell’ammenda o della modesta penalizzazione. Tutto questo potrebbe portare a una forte penalizzazione perché la norma stabilisce che se ci sono alterazione di documenti, come le scritture private, può portare conseguenze superiori rispetto alla semplice penalità. La norma prevede che se il club si è iscritto al campionato grazie a questi espedienti, può essere esclusa dallo stesso, può portare alla retrocessione e anche alla perdita del titolo di campione d’Italia“.

DIMISSIONI DEL CDA

Le dimissioni in blocco ricordano la scelta fatta nel 2006 da Moggi, Giraudo e Bettega. Certamente è un segnale positivo in un quadro preoccupante. La Juventus in questo modo ha tagliato col passato ma non basta per ridurre la gravità dei fatti, se accertati. È un segnale che la dice lunga sulla volontà della società di isolare gli elementi che sono coinvolti. Il rischio di reiterazione del reato non c’è più dopo le dimissioni, penso quindi che non ci sia il rischio di un arresto cautelare e che il procedimento proseguirà con gli imputati in libertà”.

TEMPISTICHE

“La giustizia sportiva ha tempi brucianti a differenza di quella civile. Si concluderebbe subito, entro il 2022/2023 e avrebbe riscontri nell’immediato.

Nel 2006  il sistema Juventus fu quello di inquinare il sistema arbitrale dal vertice. Oggi il fatto che gli stessi protagonisti parlino di una situazione peggiore di Calciopoli, dimostra la consapevolezza di comportamenti ancora più gravi rispetto al 2006. Un conto è avvicinare gli arbitri, un conto è drogare i conti della società. Questa viola la competizione con gli altri club e altera la regolarità del campionato. Io non posso mettere capitali nella società tramite figurine Panini o carte del Monopoli per alterare la mia situazione”.

PROCEDIMENTO UEFA

La situazione con l’Uefa è poco approfondita. Anche per l’Uefa è una situazione unica, perché gli altri procedimenti prevedevano sforamenti della capacità di spesa in relazione al fair play finanziario. In quelle situazioni c’è stato un blocco del mercato, ma questa è una situazione diversa”.

PROCESSO SPORTIVO E PENALE

“Tecnicamente sono due percorsi autonomi. In tanti casi abbiamo assistito ad assoluzioni da una parte e condanne dall’altra. La giustizia sportiva arriverà prima e le indagini penali non avranno raggiunto una verità processuale nel frattempo. Chiaramente dovrà tenere conto della giustizia penale ma il criterio sarà autonomo. Il movimento deve eliminare le mele marce sia che si tratti della Juventus sia che si tratti del Borgorosso FC”.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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