Il calcio turco, un tempo governato dai colossi storici, si ritrova oggi di fronte ad una sorpresa assoluta: l’ascesa dell’Aytemiz Alanyaspor, odierna capolista in campionato. La Süper Lig è una competizione che da anni segue in scia le cinque migliori leghe europee, dal punto di vista economico ma anche di diritti tv. Fino a qualche anno fa però, la supremazia delle compagini più importanti non veniva messa in discussione. Erano Galatasaray, Fenerbahçe e Beşiktaş a spartirsi le fette più grandi della torta. La differenza con le big non veniva colmata, anche se numerose società, anche fuori dalla capitale, ebbero la possibilità di rafforzarsi economicamente e sportivamente. Fu così che gli arancio-verdi dell’omonima città costiera di Alanya, situata a sud del paese, riacquisirono valore con metodo e pianificazione.

LA STORIA

Dopo una rovinosa caduta in quarta serie nel 2000, il cammino dell’Alanyaspor fu un crescendo: nel 2011 terminarono i lavori al nuovo stadio, il Bahçeşehir Okulları, mentre nel 2014 ci fu il ritorno in seconda divisione. Due anni dopo, nel 2016, la storica promozione in Süper Lig: quella che poteva sembrare una meteora si rivelò una squadra preparata e strutturata per affermarsi. Si decise così di puntare su calciatori giovani, formati in casa propria o su quelli che, nei più importanti settori giovanili, necessitavano esperienze ad alti livelli. Sfruttando poi il nuovo appeal del calcio turco per attrarre calciatori con più esperienza nel calcio europeo. Nel 2018, un certo Merih Demiral approdava da queste parti: l’ex Fenerbahçe, acquistato dallo Sporting Lisbona, passò un anno in prestito. Con 16 presenze che gli valsero la chiamata del Sassuolo e, successivamente, della Juventus. Coi ricavi delle vendite, ottimi contratti di sponsorizzazione (Aytemiz è un colosso nel settore dei carburanti in Turchia) ed un’oculata campagna acquisti, ad Alanya sono giunti negli anni calciatori capaci di cambiare le sorti del club. Dal 7° posto del 2018-2019 al dello scorso anno, scalzando il Galatasaray dall’Europa League all’ultima giornata e giungendo in finale di Türkiye Kupası, la coppa nazionale, persa poi con il Trabzonspor per 2-0.

STAGIONE DA FAVOLA

alanyaspor

Fonte: profilo IG @alanyaspor

A ridosso delle miti acque del mediterraneo, dove leggenda narra che la principessa Cleopatra andasse a nuotare, il 2020-21 sembra rivelarsi idilliaco. Nonostante una prematura eliminazione in Europa League (1-0 contro il Rosenborg al terzo turno preliminare il 24 Agosto) con 26 punti, 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sole sconfitte  l’Alanyaspor è in testa al campionato turco. Battendo un ulteriore pugno sul tavolo dopo la vittoria di domenica scorsa, 2-1 ai danni del blasonato Beşiktaş. Gli uomini di coach Cagdas Atan sembrano essere ben organizzati. Il suo 4-2-3-1 mette in evidenza pochi concetti, ma chiari: partendo da una solida difesa, guidata dall’ex Tottenham Steven Caulker e dal nazionale greco Georgios Tzavellas, collaudata da due ottimi terzini di spinta come Juanfran (ex Deportivo La Coruña) e François Moubandje (ex Tolosa). A centrocampo spiccano le qualità dell’ex Roma Salih Uçan, 24enne bocciato troppo presto dalle nostre parti ed oggi rinato ad Alanya.

In attacco, ci si affida all’esperienza di capitan Efecan Karaca, e da due valori assoluti come l’ex Lecce Khouma Babacar e Papiss Demba Cissé. Coadiuvati poi dalla freschezza del greco Anastasios Bakasetas, rivelazione assoluta del campionato quest’anno, dall’ex San Lorenzo Adam Bareiro e dal brasiliano Davidson, ex Vitorìa Guimaraes. Dopo un turno di coppa infrasettimanale, il calendario di fine 2020 non prevede alcuno scontro diretto, visto che l’Alanyaspor affronterà Denizlispor, Malatyaspor e Gaziantep. Rimanere in testa potrebbe costituire una vera e propria candidatura? Le big 3, Galatasaray, Fenerbahçe e Beşiktaş, a poca distanza, non sembrano essere d’accordo.

Foto di copertina profilo IG @alanyaspor