Connect with us
La stagione dei crociati

La nostra prima pagina

La stagione dei crociati

Pubblicato

:

Team Numero Diez

Prendendo spunto dal maestro Battiato, possiamo dire che quest’anno, invece che la stagione dell’amore, sia la stagione del crociato. L’annata 2016-2017 sarà ricordata come una delle più sfortunate visti i numerosi casi di lesione a questo legamento. Sono stati davvero tantissimi gli infortuni quest’anno, con molti giocatori costretti forzatamente ai box e molti chirurghi costretti agli straordinari.

Perin in lacrime dopo l’infortunio

DOVE TUTTO EBBE INIZIO

Le basi per questa stagione nefasta sono state poste già sul finire della scorsa, nell’aprile 2016, quando ben due giocatori del nostro campionato si sono infortunati. Il 9 aprile tocca a Mattia Perin, in seguito ad uno scontro di gioco con Munoz. Il 17 aprile tocca a Claudio Marchisio, dopo un contatto con Vazquez. Per entrambi è rottura del legamento crociato ed entrambi vengono immediatamente operati. Sia Marchisio che Perin sono costretti a saltare la preparazione estiva, compromettendo almeno in parte la stagione 2016-2017.

 GALEOTTA FU LA NAZIONALE

In principio fu Antonio Rudiger, che in un allenamento con la sua nazionale si ruppe il legamento. Il centrale difensivo si stava preparando alla spedizione europea con la Germania, ma dovette rinunciare alla competizione e ai primi mesi di stagione in maglia giallorossa. La “strage” delle nazionali però non si ferma qui.

Il 6 ottobre tocca a Riccardo Montolivo, che si rompe il legamento nel match pareggiato per 1-1 dagli azzurri contro la Spagna. Due giorni dopo è il turno invece di Arkadiusz Milik, che dopo un inizio meraviglioso in maglia azzurra, s’infortuna durante Polonia-Danimarca. L’ultimo è stato Marko Pjaca, che proprio nel momento in cui si stava ritagliando un posto importante in maglia bianconera, è stato costretto ad arrendersi alla rottura del legamento e a terminare anticipatamente la stagione.

Florenzi esce in barella in Sassuolo-Roma

QUANDO UNA VOLTA NON BASTA

Ci sono volte in cui la sorte è davvero spietata e continua ad infierire senza pietà. Il caso più eclatante è sicuramente quello di Giuseppe Rossi, che appena 3 giorni fa ha rimediato il quinto infortunio grave al ginocchio della sua carriera, straziata dai problemi fisici. Rossi è senza dubbio il più martoriato dalla sorte, ma non l’unico colpito.

Dopo aver passato l’estate in riabilitazione ed essere tornato a difendere i pali del Genoa, l’8 gennaio 2017 Perin si rompe nuovamente il legamento crociato, stavolta però del ginocchio sinistro. Incredibile anche il caso di Florenzi, che dopo essersi infortunato al crociato nel match col Sassuolo il 26 ottobre, sembrava prossimo al rientro in campo dopo un recupero record. La sorte non ha però sorriso al ragazzo di Vitinia che, a poche settimane dal rientro, si rompe di nuovo il legamento e finisce ancora sotto i ferri di Mariani. Per entrambi ovviamente la stagione è ampiamente conclusa.

SENZA PIETA’

Particolarmente sfortunata è sicuramente anche la vicenda di Federico Melchiorri. Cresciuto prima nel Tolentino, poi nel Siena, si mette in mostra in Lega Pro nel 2010 col Giulianova. Un cavernoma venoso, problema riguardante i vasi sanguigni del cranio, lo costringe allo stop e l’attaccante riparte dalle categorie minori. Torna tra i professionisti nel 2013 e nell’estate 2015 viene acquistato dal Cagliari. Una consacrazione che sembra simboleggiare la sua vittoria sulla malattia, ma non è così.

Dopo 8 gol con i sardi, l’1 aprile si rompe il legamento crociato e termina anzitempo la sua stagione. Federico è abituato a combattere e torna in campo l’anno seguente, esordendo finalmente in Serie A col Cagliari il 26 settembre 2016 e realizzando il gol vittoria contro la Samp. Ancora una volta sembra che Melchiorri possa ottenere il suo riscatto sulla sfortuna, ma nel dicembre 2016 s’infortuna ancora una volta al ginocchio e a gennaio viene operato. Stagione finita, ancora.

Melchiorri festeggia in maglia rossoblu

PER CONOSCERE MEGLIO

Dopo questa carrellata di infortuni è giusto spiegare un po’ meglio questo demone del calcio moderno. I legamenti crociati, uno anteriore e uno posteriore, tengono uniti tibia e femore all’interno del ginocchio e garantiscono la stabilità dell’articolazione. La lesione si verifica in seguito a forti distorsioni, causate il più delle volte da contatti di gioco. La ricostruzione viene realizzata chirurgicamente e i tempi di recupero sono di circa 6 mesi, anche se ultimamente questi si stanno accorciando a 4/5. Per un calciatore questo legamento è la parte più delicata del corpo visto che il ginocchio è continuamente sotto sforzo. Purtroppo la lesione del crociato è traumatica, per cui poco si può fare per evitarla. Si può lavorare per accorciare i tempi di recupero, o fare una preghierina alla sorte, sperando che per quest’anno si sia saziata e lasci un po’ di respiro.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Nostri Approfondimenti

Dove vedere Lecce-Inter in TV e streaming

Pubblicato

:

Inter, in foto: Hakan Calhanoglu, Denzel Dumfries, Nicolò Barella, Stefan De Vrij, Carlos Augusto, Lautaro Martinez, Marcus Thuram, Benjamin Pavard Serie A Champions League

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – In quest’ultimo fine settimana di febbraio passerà agli archivi la ventiseiesima giornata del campionato di Serie A. Domenica 25 febbraio alle ore 18:00, allo Stadio Via del Mare di Lecce, Lecce e Inter si affronteranno in una sfida che potrebbe regalare diverse emozioni e spettacolo. Andiamo a vedere nel dettaglio come arrivano le due formazioni alla partita.

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – COME ARRIVAMO LE DUE SQUADRE

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – I padroni di casa del Lecce arrivano alla gara in un periodo di piena crisi. I punti raccolti nelle ultime dieci partite dalla squadra allenata da Roberto D’Aversa sono appena sette. Questo bottino è frutto di due vittorie, un pareggio e ben sette sconfitte che hanno visto sprofondare i salentini al quattordicesimo posto. La zona retrocessione è diventata, con il passare delle settimane, sempre più un incubo da scacciare via e, seppur ci sia un minimo margine di quattro punti, anche il Lecce è da considerare nel vortice delle squadre a rischio. La gara di domenica può significare solamente due cose: vittoria e punto di svolta oppure sconfitta e ulteriore tracollo.

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – La capolista Inter, allenata da Simone Inzaghi, arriva a questa gara carica di entusiasmo. La recente vittoria nella sfida degli ottavi d’andata di Champions League contro l’Atletico Madrid ha rincarato la dose di fiducia nell’ambiente e ha cambiato la visione di quella che potrebbe essere la gara contro il Lecce. Per la delicata trasferta, infatti, il tecnico dei nerazzurri opterà, molto probabilmente, per diversi cambi nello scacchiere principale, offrendo una chance importante a chi ha visto meno il campo nelle ultime settimane. I salentini rappresentano per l’Inter un primo ostacolo nel lungo tour de force che li aspetta: i nerazzurri, infatti, scenderanno in campo per ben sei volte in appena ventidue giorni. Fatta questa doverosa premessa, andiamo a svelare dove vedere Lecce-Inter.

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING

DOVE VEDERE LECCE-INTER IN TV E STREAMING – Il match del Via del Mare tra Lecce e Inter, in programma domenica 25 febbraio alle ore 18:00, sarà visibile in tv e streaming sui canali e sulle piattaforme di DAZN.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LECCE (4-3-3): Falcone; Gendrey, Touba, Baschirotto, Gallo; Kaba, Ramadani, Oudin; Almqvist, Krstovic, Banda. All. D’Aversa.

INTER (3-5-2): Audero; Bisseck, De Vrij, Carlos Augusto; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Frattesi, Dimarco; Lautaro, Arnautovic. All. S.Inzaghi.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Tare incorona Inzaghi: “È simile ad un altro grandissimo allenatore”

Pubblicato

:

Igli Tare Lazio

L’ex direttore sportivo della Lazio, Igli Tare ha parlato ai microfoni di Radio Deejay, affrontando diversi temi. Tra questi, emergono le sue parole riguardanti il profilo di Simone Inzaghi, allenatore che ha avuto alla Lazio durante la sua lunga epopea da dirigente. Con i biancocelesti, l’attuale tecnico dell’Inter ha scritto pagine importanti della loro storia, conquistando tre coppe in cinque anni: una Coppa Italia nel 2018-2019 e due Supercoppe italiane nel 2017 e nel 2019. Inoltre, grazie al suo passato da giocatore con la Lazio, dove aveva già vinto sul campo le due predette competizioni nazionali, è diventato l’unico biancoceleste a vincere entrambi i trofei sia da calciatore che da tecnico. Senza dimenticare lo scudetto del 2000, che ha caratterizzato l’apoteosi della sua avventura laziale.

E proprio partendo dal suo passato nel calcio giocato Tare ha espresso un parere sull’attuale allenatore dell’Inter, per cui ha riservato un paragone di tutto rispetto: quello con Pep Guardiola. Di seguito, riveliamo le parole dell’ex DS della Lazio.

TARE SU INZAGHI: LE SUE DICHIARAZIONI

GUARDIOLA E INZAGHI –Già da giocatore si intravedeva qualcosa di speciale, lo stesso si poteva asserire su Guardiola: avevano qualcosa in più. Simone inganna apparentemente: è sempre solare, ma, in realtà, è molto profondo e cura ogni piccolo particolare. Lui parte dal primo minuto della mattina e arriva fino all’ultimo della sera, curando tutto in modo maniacale. Ha qualcosa in più rispetto agli altri nell’instaurare un rapporto con la squadra e a livello individuale”

Continua a leggere

La nostra prima pagina

Le probabili formazioni di Fiorentina-Lazio: Italiano punta su Belotti, Sarri spera per tre recuperi

Pubblicato

:

Vincenzo Italiano, allenatore Fiorentina - Serie A, Coppa Italia, Conference League

LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA-LAZIO – La gara in programma tra Fiorentina e Lazio, valida per la ventiseiesima giornata di Serie A, sarà uno snodo importante per la qualificazione alle competizioni europee. Le due compagini, rispettivamente ottava con trentotto punti e settima con quaranta punti in classifica, sono a ridosso della zona che garantirebbe un accesso ai tornei continentali della prossima stagione e, fermarsi in uno scontro diretto del genere, potrebbe affievolire notevolmente le speranze.

Da una parte, i padroni di casa della Fiorentina arrivano alla gara assetati di vittoria, agguantata solo una volta nelle ultime sette gare di campionato. Invece, la Lazio ha l’obiettivo di confermare un buon momento di forma. Vincenzo Italiano, allenatore dei viola, si affiderà ai suoi big specialmente nel reparto offensivo, da tempo tra i più pericolosi in Italia specie adesso con l’innesto del Gallo Belotti. Al contempo, però, Maurizio Sarri, allenatore dei biancocelesti, vede nella trasferta di Firenze un punto di arrivo per i recuperi di Mattia Zaccagni, Nicolò Rovella e Matias Vecino, i quali, al momento, non farebbero parte dell’undici titolare.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI FIORENTINA-LAZIO

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Kayode, Quarta, Ranieri, Biraghi; Arthur, Duncan; Ikone, Beltran, Gonzalez; Belotti. All. Italiano.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Castellanos, Felipe Anderson. All. Sarri.

Continua a leggere

Altri Sport

ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

Pubblicato

:

Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

Continua a leggere

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969