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La strepitosa stagione di N’golo Kanté

Pochi giorni fa, all’Estadio do Dragao di Porto, si è giocata la finale di Champions League 2021 tra Chelsea e Manchester City. La sfida è terminata 1-0 grazie al gol di Havertz, che ha infranto i sogni di gloria della squadra di Pep Guardiola. Ma se i Blues hanno conquistato la vittoria, senz’altro è anche merito di N’golo Kanté. Il centrocampista francese ha mostrato per l’ennesima volta all’Europa calcistica tutte le sue qualità. Kanté è stato in grado di coprire tutte le zone del campo, con un’intensità e dedizione fuori dal comune. L‘UEFA ha deciso di premiare il mediano con il riconoscimento MVP della partita. Kanté, secondo i dati raccolti da OPTA, ha corso per ben 12 chilometri coprendo praticamente tutto il rettangolo di gioco. Questa particolare attitudine di Kanté gli è valsa la citazione che da qualche anno circola in rete:

“Circa il 71% della superficie terrestre è coperto dall’acqua, il resto da Kanté”.

Kanté con il premio MVP assegnato dalla UEFA (da minutidirecupero.it)

LA STAGIONE DI KANTE’

Il Chelsea è arrivato quarto in campionato, al termine di una stagione altalenante. Nella prima parte di campionato, i londinesi erano guidati da Frank Lampard; ma in seguito ad alcuni risultati negativi e prestazioni deludenti, sulla panchina dei Blues è arrivato Thomas Tuchel. L’allenatore tedesco ha valorizzato al meglio le qualità della rosa, lanciando nuovi talenti come Mount e Pulisic.

Tuchel e Kanté, da fanpage.it

La colonna portante del centrocampo del Chelsea è stato proprio N’golo Kanté, che ha dato il suo fondamentale apporto alla squadra. Corsa e resistenza fisica, sono queste le sue principali doti; ma senza dubbio, il marchio di fabbrica di Kanté è la capacità di rendersi onnipresente sulla linea mediana, senza esclusione di inserimenti e tagli in area di rigore. Insomma, il francese è dotato di grande intelligenza tattica, che sfrutta in maniera eccezionale per le sue azioni di pressing e recupero palla.

OBIETTIVO PALLONE D’ORO

Dopo la vittoria contro il Manchester City, anche N’golo Kanté si è aggiunto alla lista dei candidati al Pallone d’Oro. Saranno sicuramente importanti le prestazioni del francese al campionato europeo ormai imminente. Per doti tecniche, il centrocampista dei Blues ha un profilo molto diverso dai vincitori del Pallone d’Oro degli anni scorsi. Nonostante ciò, è anche vero che Kanté ad oggi è uno dei pochi calciatori a livello internazionale in grado di cambiare completamente volto a una squadra. Ha vinto il premio Man of the Match per tre partite consecutive (semifinali di andata e ritorno con il Real Madrid e la finale con il City), e sembra aver raggiunto, a 30 anni, la piena maturità calcistica. 

Kanté e Ranieri ai tempi di Leicester, da TheMirror

Con la vittoria della Champions League, Kanté ha aggiunto l’ultimo tassello che gli mancava per entrare definitivamente nell‘élite del calcio europeo. La sua carriera è una scalata verso vittorie e successi: due Premier League, un Mondiale, un’Europa League e una Champions. Un palmares d’eccellenza, sicuramente non comune nel mondo del calcio. Ma nonostante la sua rapida ascesa, Kanté resta un giocatore estremamente umile, che preferisce restare fuori dai riflettori e dall’eco mediatico.

IL CARATTERE DI KANTE’

Infatti, il francese non ama mettersi in mostra, anzi. Lavora seriamente, in silenzio, conquista vittorie importanti e pensa subito alle partite successive. I suoi compagni di squadra e di nazionale ne parlano come di un ragazzo molto timido: quando la Francia vinse il Mondiale nel 2018, Kanté osservava da lontano i compagni festeggiare la vittoria. Nzonzi, centrocampista della Francia, si accorse della riluttanza del giocatore, e decise quindi di raggiungerlo con la coppa tra le braccia per fargli almeno scattare una foto. 

Kanté festeggia la vittoria del Mondiale, da Twitter

Il mediano ha dimostrato la sua immensa umiltà anche dopo la finale di Champions League. Intervistato, ha schivato abilmente le domande relative a una possibile vittoria del Pallone d’Oro:

“Questo è il risultato di tanti sforzi ed è arrivato dopo le tante difficoltà avute in stagione. L’essere stato nominato Man of the Match della finale è un qualcosa di secondario. La cosa principale è il lavoro di tutto il gruppo. Tutto questo è orgoglio e gioia. Abbiamo lottato e sofferto e questa è la ricompensa. Il Pallone d’Oro? No, adesso assaporiamoci questa Champions League e poi mi concentrerà sugli Europei sperando di poterli vincere con la Francia”

 

 

 

 

 

 

 

 

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