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La trasformazione viola

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La trasformazione viola

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Il passaggio dalla presidenza Della Valle a quella di Rocco Commisso ha segnato un profondo solco nella quotidianità fiorentina: l’entusiasmo ritrovato, la voglia di sognare che è tornata in tutta la città e soprattutto un’unità tra tifoseria, squadra e società che mancava ormai da diversi anni. Durante l’estate, la volontà di Commisso di riportare in alto la Fiorentina è stata espressa in sede di calciomercato, con l’alternanza di colpi di prospetto e nomi d’esperienza firmata Daniele Pradé. In panchina, in pieno stile USA (Commisso ha sempre detto di non avere la “mania del licenziamento), è stato confermato Vincenzo Montella, reduce da un finale di stagione horror nello scorso campionato, affrontato con una rosa non all’altezza e totalmente in contrasto con l’idea calcistica dell’ex tecnico di Milan e Siviglia.

L’inizio di stagione viola è stato convincente per larghi tratti sotto il piano del gioco, della costruzione della manovra, e del coraggio mostrato dai giocatori, ma a causa di una mancata amalgama del gruppo – molti dei giocatori nuovi sono arrivati dopo il 10 agosto – e di un calendario tutt’altro che semplice, ciò che continuava a mancare erano i risultati. Fino a quando Montella ha trovato il bandolo della matassa.

Fonte: Instagram @acffiorentina

SULLE ORME DELLA PRIMA AVVENTURA

Dopo aver costruito per tutto il ritiro estivo, diviso tra Moena e la tournée americana, il 4-3-3 come abito perfetto per la sua Fiorentina, Montella si è reso conto di come la sua difesa fosse fin troppo perforabile: contro il Napoli all’esordio fu un’ottima viola, punita però per ben 4 volte dall’attacco partenopeo, mentre contro il Genoa il risultato fu di 2-1, e sebbene la Fiorentina fosse andata ad un passo dal pareggio nel finale, i rossoblu avrebbero meritato la vittoria con un passivo superiore.

Dopo la sosta, però, Montella sceglie di cambiare le carte in tavola, memore del suo passato in viola e degli ottimi risultati nella sua prima avventura, tornando al modulo con il quale incantò l’Italia nel 2012/13: il 3-5-2. A difesa di Dragowski rimangono al centro della difesa due dei tre giocatori che sono rimasti nell’undici titolare dall’anno scorso, ossia Pezzella e Milenkovic, ma al loro fianco è stato messo un pezzo da novanta: Martín Cáceres. L’uruguayo è arrivato a Firenze in punta di piedi, da svincolato dopo la conclusione del contratto con la Juventus, ma il suo impatto tra i titolari è stato devastante: esperienza, velocità, garra in pieno stile celeste, e tanta, tanta solidità in più; l’inserimento di Cáceres ha permesso anche a Pezzella e Milenkovic di migliorare le proprie prestazioni, e non è un caso che nelle ultime uscite la Fiorentina stia sorprendendo soprattutto per la fase difensiva. Milenkovic ha ripreso il suo percorso di crescita esponenziale che lo scorso anno si era bruscamente fermato nella seconda parte di stagione, Pezzella ha ritrovato serenità e tranquillità non solo in marcatura, ma anche in fase di costruzione, ma soprattutto ha di nuovo quella fiducia che gli permette di guidare con leadership e carisma tutta la retroguardia.

Fonte: Instagram @acffiorentina

Lirola e Dalbert sono stati leggermente avanzati da Montella, sebbene in fase difensiva ricoprano il ruolo di terzino, trasformando il reparto a 3 in una vera e propria difesa a 5. Se l’ex Sassuolo sta un po’ faticando nel trovare la forma e la condizione che gli hanno permesso l’anno scorso di essere uno dei migliori laterali difensivi del campionato, Dalbert sta sorprendendo tutti: arrivato dall’Inter come “bidone” e con i nerazzurri più che felici di liberarsi di lui per riportare a casa Biraghi, il brasiliano sta dimostrando come il suo vestito ideale sia proprio quello di esterno di sinistra di un centrocampo a 5; corsa, spirito di sacrificio, fisicità e una tecnica sulla quale si può ancora lavorare: non è una mancanza di qualità quella di Dalbert, ma è una leggera difficoltà nella scelta da prendere al momento giusto. Ma la crescita dell’ex Inter e Nizza è evidente.

Come nel 2012 si diceva che Aquilani, Borja Valero e Pizarro non avrebbero potuto coesistere, Montella ha accettato una sfida anche 7 anni dopo, cioè quella di far convivere al centro del campo due registi come Badelj e Pulgar. Il croato è tornato dopo una stagione alla Lazio, il cileno è arrivato dal Bologna per fare il definitivo salto di qualità, e man mano che il tempo passa, i due sembrano riuscire a trovare sempre più confidenza nel giocare assieme. Badelj è il vero e proprio sarto di questa squadra, riceve il pallone dai difensori, detta i tempi della squadra e, nonostante non sia ancora al top della condizione, il suo lavoro è sempre importante per tutta la manovra; Pulgar invece sta mettendo in mostra le sue doti fisiche e soprattutto il dinamismo che gli permette di sdoppiarsi nel doppio ruolo di secondo regista e di incontrista della squadra. Acquistato a 10 milioni, in un mercato fatto di cifre folli, è stato un colpo geniale da parte di Pradè.

I GIOIELLI SCINTILLANTI E CHI POTREBBE SEGUIRLI

L’ultimo centrocampista è un unicuum, un protagonista inatteso ma che si è già messo ai piedi tutta la città di Firenze: Gaetano Castrovilli è luce calcistica, ha eleganza, passo da ex ballerino, una qualità tecnica nella conduzione della palla e nel passaggio che sono molto rare nel calcio. Tutto ciò è facilmente visibile, ma gran parte dell’importanza che ha nello scacchiere di Montella – che dopo due allenamenti bloccò la sua cessione in prestito perché innamorato calcisticamente di questo giocatore – si nota nel suo approccio tattico nella manovra viola: lo schema che vede due punte molto mobili e quindi mai statiche al centro dell’attacco, rende Castrovilli un jolly offensivo, in quanto si alterna molto spesso tra la zona che ricoprirebbe una classica mezzala, quindi al fianco del mediano Badelj, tra le linee nello spazio del trequartista, ma addirittura anche tra i due attaccanti, trasformando il modulo iniziale in un 3-4-3, nel quale il barese svolge il ruolo di falso nueve. Mancini gli ha già messo gli occhi addosso, Montella se lo coccola, e Pradè, nel frattempo, gli ha fatto firmare un rinnovo quinquennale.

Davanti basterebbe citare i nomi dei due giocatori per spiegare il tutto. Franck Ribéry ha sorpreso tutti: non tanto per la tecnica e la capacità di dribblare qualsiasi difensore gli si metta davanti (è il secondo in Serie A per dribbling riusciti, terzo Castrovilli), ma per lo spirito di sacrificio e l’umiltà con le quali si è calato nella realtà fiorentina. Se a Firenze dai tanto, ti verrà restituito sempre di più, se hai voglia di conquistarti Firenze e disponi di un tasso tecnico così elevato, Firenze si farà conquistare in un batter d’occhio. L’arte rinascimentale e l’arte calcistica che si affiancano, a Firenze e ai fiorentini piace il “bello”, e sebbene Ribéry non abbia l’estetica di un divo di Hollywood, quando ha il pallone tra i piedi, per un fiorentino, non ha niente da invidiare a un Brad Pitt qualunque.

Fonte: Instagram @acffiorentina

Diverso il discorso riguardante Federico Chiesa, che è stato per tutta l’estate prigioniero delle trattative di mercato che lo riguardavano, tra Juventus e Inter che avrebbero fatto carte false per acquistarlo e la resistenza di Commisso che non voleva fare del giovane Federico, ciò che Baggio fu per la famiglia Pontello. Chiesa ha fatto fatica a calarsi nuovamente nella realtà fiorentina, non è stato semplice scendere dalla scala che gli aveva fatto intravedere il mondo dell’alta classifica, e anche le sue prestazioni ne hanno risentito. Montella ha poi trovato il vestito più adatto per il suo gioiellino: gli sono stati tolti i compiti difensivi, gioca più vicino alla porta, e al suo fianco gli ha messo un giocatore che parla la sua stessa lingua calcistica, e per adesso anche con un vocabolario molto più ricco ed aulico. Più che passa il tempo e più che Chiesa sta ritrovando il feeling con la piazza viola: ciò non significa che il prossimo anno sarà ancora in viola, ma un giocatore che fa del dinamismo e del ritmo forsennato la sua forza, è importante che sia perfettamente calato nella realtà in cui gioca.

Un po’ ai margini del modulo di Montella sono Boateng, che ancora è lontano dalla forma migliore, ma soprattutto i due 9 puri di questa squadra, Pedro e Vlahovic. Se il brasiliano sta completando il suo percorso di recupero della forma tra allenamenti e partite in Primavera e con l’Under 23 verdeoro (con la quale ha segnato pochi giorni fa), il serbo scalpita in panchina, pronto a sfruttare ogni occasione che gli verrà offerta. Il loro momento arriverà, perché Montella ha dichiarato più volte di voler inserire un 9 classico nella sua squadra. C’è anche Sottil, che quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente, e potrebbe perfettamente ricoprire il ruolo di riserva nell’attacco tutta tecnica e velocità di Montella, senza dimenticare Rachid Ghezzal che sta cercando di riprendere il ritmo partita.

Firenze è tornata a sorridere, e con lei Montella: i suoi non sono più sorrisi fatiscenti, ma reali e sinceri, dai quali traspare un orgoglio ritrovato e una voglia matta di riprendersi quanto perso nelle ultime stagioni. Nella Fiorentina tutti hanno voglia di tornare grandi e, come detto, quando a Firenze si rema tutti nella stessa direzione, è difficile fermare l’onda.

Fonte immagine di copertina: Instagram @acffiorentina

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Colpani e Palladino a DAZN: “Sarà una sfida dura”

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Frosinone-Monza formazioni

Tra pochi minuti avrà inizio la sfida tra Monza e Roma. I brianzoli ospiteranno i giallorossi guidati da Daniele De Rossi. Entrambe le squadre stanno vivendo un periodo molto importante. I padroni di casa arrivano alla sfida con due vittorie consecutive contro il Milan e la Salernitana. Oggi potrebbe essere un’occasione importante per le due formazioni per dare continuità ai risultati dell’ultimo periodo. Prima dell’inizio del match sono intervenuti ai microfoni di DAZN il tecnico Raffaele Palladino e Andrea Colpani.

LE DICHIARAZIONI DI RAFFAELE PALLADINO 

ROMA DI DE ROSSI –Io e Daniele siamo molto amici, ea già un allenatore in campo. Farà l’allenatore a grani livelli, ci mette cuore e passione. Sono contento che stia sfruttando quest’opportunità; la squadra sta avendo grandi miglioramenti, si vede la sua mano”.

LE DICHIARAZIONI DI ANDREA COLPANI

PARTITA –Sarà una partita difficilissima, la Roma è una squadra molto forte. Ci aspettiamo una partita veramente dura, di duelli, cercheremo di mettere in mostra il nostro atteggiamento come sempre e le nostre qualità”.

 

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Gila carica la Lazio: “Una vittoria stasera vale metà stagione”

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Mario Gila, difensore della Lazio

Il difensore della Lazio Mario Gila ha parlato ai microfoni di DAZN a pochi minuti dall’inizio della sfida tra i biancocelesti e il Milan. Una gara, quella dell’Olimpico, che per i biancocelesti è fondamentale per restare ancorata alla corsa per ottenere un posto in Champions League. Proprio su questo si è soffermato il centrale spagnolo poco prima dell’inizio della gara contro i rossoneri. In questo momento, infatti la Lazio è ottava in classifica, a -8 dal Bologna quarto e -6 dall’Atalanta che occupa la quinta posizione, che al momento potrebbe valere comunque un posto in Champions League il prossimo anno. I biancocelesti sono reduci dalla sconfitta in casa della Fiorentina e contro il Milan vogliono cambiare subito marcia.

3 PUNTI FONDAMENTALI – “Partita importantissima per noi, tre punti che ci possono dare tranquillità e farci avvicinare alla Champions. Tre punti questa sera possono valere metà stagione”, ha dichiarato Gila.

Dopo un inizio di stagione rilegato in panchina, Gila ha conquistato il posto da titolare complice anche qualche problema fisico di Romagnoli e Casale e da metà novembre è sempre stato schierato dal 1′ da Maurizio Sarri, fino all’espulsione contro il Torino. Il 23enne torna oggi titolare dopo aver scontato la squalifica nella scorsa giornata contro la Fiorentina e agirà al fianco di Romagnoli.

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Lotta Napoli-Juventus per il Mondiale per Club: ADL presenterà ricorso alla FIFA per estromettere i bianconeri

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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, Serie A, Coppa Italia, Champions League

Siamo già in tema Napoli-Juventus. Questo weekend, precisamente domenica sera alle ore 20:45, la sfida di Serie A. Fuori dal campo, però. la partita è concentrata sulla partecipazione delle due squadre al prossimo Mondiale per Club. I bianconeri formalmente possono solo sperare che i partenopei vengano sconfitti al ritorno di Champions dal Barcellona. Il Napoli, invece, se vincesse almeno altre due partite in Europa, accederebbe alla nuova competizione che prenderà il via nel 2025.

Secondo quanto riportato da Radio Kiss Kiss, però, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis sarebbe al lavoro per presentare un ricorso alla FIFA per l’estromissione della stessa Juventus dal prossimo Mondiale per Club. Ciò garantirebbe al Napoli una grandissima possibilità per l’accesso alla competizione, visto che come pretendente rimarrebbe la Lazio, ma che è ben più indietro nel ranking.

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I convocati dell’Olanda per le partite di marzo: prima volta per Zirkzee, ci sono anche due interisti

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Bigica

L’Olanda si prepara a scendere in campo contro la Scozia (in casa) e contro la Germania (in trasferta). Si tratta di due amichevoli, utili a CT e giocatori per rodare i meccanismi verso Euro2024. In vista di questi due impegni, Ronald Koeman, tecnico della Nazionale olandese, ha diramato l’elenco dei convocati. Tra questi, figurano ben sei giocatori presenti in Serie A, tra cui la prima – meritatissima – volta di Joshua Zirkzee. L’attaccante in forza al Bologna, tra l’altro, incrocerà dall’altra parte del campo uno che di solito gli fornisce gli assist come Lewis Ferguson.

Oltre all’ex Bayern, ci sono Denzel Dumfries, Stefan De Vrij, Teun Koopmeiners e Tijjani Reijnders. Presenti anche tre conoscenze del nostro campionato come Matthijs De Ligt, Jerdy Schouten e Gini Wijnaldum. Scopriamo, dunque, la lista completa dei giocatori che vestiranno la maglia Orange nei due impegni che attendono l’Olanda.

LA LISTA DEI CONVOCATI DELL’OLANDA

Questo, dunque, l’elenco completo dei convocati di Ronald Koeman:

  • PORTIERI: Bizot, Flekken, Olij, Verbruggen;
  • DIFENSORI: Ake, Blind, Van Dijk, Dumfries, Frimpong, Geertruida, Hartman, De Ligt, Timber, De Vrij, Van De Ven;
  • CENTROCAMPISTI: Frenkie De Jong, Koopmeiners, Reijnders, De Roon, Schouten, Verman, Wijnaldum, Wieffer;
  • ATTACCANTI: Brobbey, Depay, Gakpo, Malen, Xavi Simons, Zirkzee, Weghorst.

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