Dopo il nono posto (a pari merito) del campionato scorso, dai crociati ci si aspettava decisamente una stagione dal rendimento diverso. Se non allo stesso livello della precedente, di certo non la zona retrocessione in cui si trova adesso.

A sorpresa, per ora il Parma è senza dubbio la peggior squadra del campionato: a testimoniarlo i soli 14 gol segnati (che rendono l’attacco il peggiore della Serie A) e i 41 subiti. La situazione si fa nettamente più grave se si pensa ai 13 punti fin qui conquistati e agli 8 di distacco dal neopromosso Spezia, attualmente sedicesimo.

Nonostante lo scarso rendimento del Torino stia contribuendo a tenere aperti i giochi e vive le speranze, è ampiamente giustificato il pessimismo che serpeggia tra i ducali.

UNA CRISI CHE PARTE DA LONTANO

I primi segnali avevano iniziato ad intravedersi già a luglio, quando il Parma di Roberto D’Aversa perdeva la sesta partita su sette disputate. L’intero gruppo iniziava a vacillare, senatori compresi. Il primo a cogliere questi avvertimenti era stato proprio il tecnico fautore delle due promozioni, che infatti manifestava già sintomi di insoddisfazione ed iniziava a chiedere rinforzi a livello tecnico.

Fonte: OneFootball

Tuttavia, le diverse visioni del ds Carli portarono poi mister D’Aversa all’esonero, motivato con “mancanza di coesione ed entusiasmo”. Parole prese dal comunicato ufficiale del Parma che suonano quanto mai pretestuose. Proprio Marcello Carli, infatti, pochi giorni prima era subentrato a Daniele Faggiano alla guida tecnica, manifestando da subito l’intenzione di puntare su profili giovani e di prospettiva.

Differenti, invece, le richieste dell’allenatore gialloblù, che a seguito della partenza di Dejan Kulusevski desiderava giocatori pronti per lottare pur di mantenere la categoria. In casa Parma si capiva quindi come vi fosse una sorta di bomba ad orologeria pronta ad esplodere, e per disinnescarla era necessario tagliare uno dei due fili. Ovviamente, è stato tagliato l’allenatore.

Come sappiamo, a sostituire D’Aversa è stato chiamato Fabio Liverani, autore di un campionato più che dignitoso con il suo Lecce: i salentini, infatti, avevano mostrato un calcio molto offensivo, basato sul possesso palla e sulla ricerca continua di linee verticali. Apparentemente, il profilo perfetto per un club impegnato in una vera e propria rivoluzione.

DELUSIONE TOTALE

Il mercato estivo del Parma si chiude con un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro. Una cifra che definire abnorme è dire poco. Una spesa importante per giocatori ancora troppo grezzi.

Basti pensare che per sostituire Kulusevski e Caprari sono arrivati Mihăilă e Brunetta, mentre al posto del partente Darmian la scelta è ricaduta sul belga Busi; inoltre, dopo l’addio dello stacanovista Barillà, Carli ha deciso di puntare sul riscatto di Alberto Grassi e su Wylan Cyprien dal Nizza. Per rinforzare l’organico sono poi arrivati Valenti, Pezzella e Osorio.

Come si può notare, le scommesse sono molte, le certezze poche.

E non c’è da sorprendersi se già nelle prime uscite si cominciano a manifestare numerosi problemi: con il 4-3-1-2 la squadra non riesce ad allargare gli spazi, tantomeno a produrre un gioco convincente e fruttuoso. A preoccupare più di tutto, però, è la difesa: in 5 partite le reti subite sono 11, di cui quattro incassate dal Bologna, tre dall’Udinese e due dallo Spezia.

Fonte: Il Messaggero

Il modulo cambia, i giocatori anche, ma l’atteggiamento no: nonostante la vittoria a Marassi e le imprese sfiorate nei due match di San Siro, in tutte le altre partite il Parma è totalmente passivo. Quasi come un pugile che, colpito ripetutamente, ogni volta che finisce a terra fa sempre più fatica a rialzarsi. Infatti, quando la squadra va in svantaggio, la partita viene sistematicamente persa.

In una sola settimana, poi, i crociati gettano letteralmente al vento due occasioni per allontanare la coda della classifica, perdendo entrambi gli scontri diretti contro Crotone e Torino. Proprio nel match al Tardini contro i granata, emergono tutte le problematiche degli uomini di Liverani: infatti, il suo collega Giampaolo non stava di certo affrontando uno dei suoi migliori momenti, eppure, a sorpresa, dal rettangolo verde è emersa una superiorità schiacciante rispetto ai gialloblù.

L’ULTIMO APPIGLIO

La successiva sconfitta a Bergamo segna la fine dell’avventura del tecnico ex Lecce sulla panchina ducale. Al suo posto, a sorpresa, è stato richiamato Roberto D’Aversa, proprio l’uomo allontanato in malo modo pochi mesi prima. L’unico in grado di poter dare una scossa all’ambiente, l’unico in circolazione già a conoscenza dei pregi e dei difetti dei propri giocatori. Insomma, se c’è qualcuno in grado di poter risollevare le sorti della squadra, quello è senza dubbio lui.

Fonte: Fanpage

Tuttavia, il suo ritorno in panchina non ha (ancora) prodotto i risultati sperati. Fino ad ora, infatti, sono arrivate 4 sconfitte e un pareggio, con un solo gol all’attivo a fronte dei 10 subiti. Numeri che evidenziano quanto la situazione attuale sia divenuta allarmante.

La tendenza va quindi invertita al più presto. Le statistiche infatti sono impietose: una squadra che non vince dal 30 novembre e non riesce a segnare in casa dal 25 ottobre, appare inevitabilmente condannata alla retrocessione. Ancora peggio se si pensa che Andreas Cornelius e Roberto Inglese, i due bomber di riferimento, attualmente non sono mai apparsi sul tabellino dei marcatori. Neanche una volta.

La sensazione è che peggio di così non possa andare. Certo, il mercato di gennaio ha portato nuovi rinforzi. Ancora una volta, però, si tratta di profili promettenti ma ancora tutti da scoprire e da valorizzare. Di certo, non esattamente, quello che avrebbe desiderato mister D’Aversa…

“Non vedo l’ora finisca il mercato, da mercoledì traccerò il gruppo. Io ho dato le direttive ma non sempre vengono ascoltate le direttive dell’allenatore”.

Forse è il caso di tentare il tutto per tutto. Fino ad ora, infatti, i pilastri incrollabili del vecchio Parma si sono dimostrati semplici colonne in rovina. Quindi perché non abbandonare le proprie convinzioni e puntare sui giovani? L’arrivo di Joshua Zirkzee dal Bayern Monaco è un chiaro segnale del fatto che i ducali non hanno alcuna intenzione di arrendersi anzitempo. Il promettente attaccante olandese va infatti a colmare le carenze viste finora in fase realizzativa e i 15 milioni fissati per il suo riscatto evidenziano tutta la fiducia che la società ripone in lui. Parallelamente, per rinforzare il reparto offensivo è arrivato Dennis Man, rumeno classe ’98 con tecnica e gamba che in patria ha dimostrato di avere talento. Tanto talento.

Accanto a questi prospetti, inoltre, figura anche il non più giovanissimo ma sempre affidabile Andrea Conti, in cerca di riscatto dopo la travagliata esperienza a Milano. L’entusiasmo e l’esuberanza di questi ragazzi possono essere la chiave per aiutare il gruppo a ritrovare gli stimoli giusti per continuare a lottare. Qualsiasi sia l’esito finale, non si tratterà comunque di tempo sprecato: anche in caso di risultato negativo, infatti, avranno avuto modo di farsi notare a livelli importanti, acquistando esperienza in vista della prossima stagione – in qualsiasi categoria venga disputata.

In ogni caso, la salvezza oggi dista solo 3 punti. Nulla di irrecuperabile: trovando il giusto equilibrio tra nuovi arrivati e vecchie certezze, non è assolutamente escluso che il Parma possa avere ancora delle frecce nella propria faretra, pronte da scoccare per centrare il bersaglio salvezza.