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La "variabile tattica" Papu Gomez

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La “variabile tattica” Papu Gomez

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Un giallo a sfondo calcistico ha investito il Dicembre di Serie A. Una spaccatura che ormai sembra insanabile divide i due principali protagonisti della “favola Atalanta“: il capitano Alejandro Papu Gomèz e il tecnico nerazzurro Gianpiero Gasperini. Le motivazioni dello strappo rimangono per ora fra le mura di Zingonia; è ormai chiaro, tuttavia, che i due non possono sopravvivere sotto lo stesso tetto. La società bergamasca sembrerebbe essersi schierata con il tecnico piemontese, e anche alla luce delle recenti assenze del Papu nelle spedizioni atalantine, la fine della storia sembra essere decisa: il Papu Gomez a Gennaio lascerà l’Atalanta. Le pretendenti alla porta sono tante, quasi tutte le principali big di Serie A. Ma la variabile Gomez come potrebbe influire nelle equazioni di queste squadre?

Gomez

Fonte: profilo IG @papugomez_official

MILAN + GOMEZ

L’ipotesi del Papu in maglia rossonera è sicuramente affascinante. Il solo pensiero delle concatenazioni tecniche che il fantasista argentino potrebbe avere con Zlatan Ibrahimovic sarebbe suggestivo per ogni appassionato di calcio. Il modulo di Stefano Pioli calzerebbe poi alla perfezione al capitano atalantino, che nel 4-2-3-1 rossonero sarebbe libero di spaziare in tutta la trequarti. Inoltre Gomez e la sua famiglia non avrebbero la necessità di cambiare città, o almeno non stabilmente, facendo la spola fra Bergamo e la vicina Milano e non stravolgendo così abitudini consolidate. I problemi però in questo caso sarebbero due: il primo verebbe dato dall’affollamento di ali e trequartisti nel Milan; il club rossonero infatti può contare su Calhanoglu, Brahim Diàz, Saelemaekers, Castillejo, Hauge, Rebic e all’occorrenza Leao. Infine il posto prediletto da Gomez, quello di trequartista centrale, è già saldamente in mano ad Hakan Calhanoglu, e nessuno dei due sarebbe propenso a spostarsi per fare posto all’altro.

C’è un “però”. Il turco ha difatti iniziato, ormai ad inizio campionato, una lunga trattativa per il rinnovo del suo contratto. Nel caso in cui l’operazione dovesse complicarsi ulteriormente arrivando quindi alla rottura fra il turco e il Diavolo, allora Calhanoglu si accaserà altrove e il Milan sarebbe assolutamente in pole position per il Papu Gomez.

INTER + GOMEZ

L’Inter è un’altra delle piazze più quotate per l’arrivo del trequartista. Suning vuole vincere e per farlo potrebbe decidere di regalare ai nerazzurri Gomez. In aggiunta per la città varrebbe lo stesso discorso già fatto per il Milan. Il grande scoglio da superare per portare Gomez nella Milano interista è però il modulo. L’Inter gioca con il 3-5-2, e Antonio Conte si è spesso dimostrato un tecnico piuttosto intransigente e poco incline ad adattarsi ai suoi giocatori. Il trequartista è già stato provato dal tecnico pugliese, e i risultati sono per ora soltanto un peso di 7,5 milioni annui nel bilancio nerazzurro. Che il problema sia Conte o Eriksen è un altro giallo di Serie A; per risolverlo l’Inter potrebbe riproporre il 3-4-1-2 con un altro interprete, ma se gli esiti saranno gli stessi sarà un disastro per l’Inter, Conte e Gomez.

Fonte: profilo IG @papugomez_official

ROMA + GOMEZ

Il Papu in giallorosso? Il discorso è molto simile a quello già fatto per il Milan. Difatti Gomez calzerebbe perfettamente nello schema tattico di Fonseca, il 3-4-2-1; inoltre le combinazioni che potrebbe creare gravitando attorno ad Edin Dzeko come pivot sono infinite e letali. Ma la Roma sulla trequarti può già vantare due giocatori di assoluto livello: Mkhitaryan e Pedro, con Pellegrini e Carles Perez pronti a sostituirli all’occorrenza. Dato che nessuno dei due titolari sembra intenzionato a lasciare la Capitale con l’arrivo del Papu uno fra l’argentino, Pedro e Mkhitaryan sarebbe costretto a sedersi in panchina. Nel caso si dovesse presentare un’affare irrinunciabile la Roma potrebbe inserirsi, ma il club giallorosso non è intenzionato a prendere parte ad un’asta per aggiungere alla sua rosa un panchinaro di lusso.

NAPOLI + GOMEZ

Il Napoli, a livello tattico, potrebbe essere la squadra ideale per l’innesto del Papu. Nel 4-3-3 il suo inserimento sarebbe problematico, ma l’attuale atalantino diventerebbe il pezzo del puzzle mancante al 4-2-3-1 di Gattuso, che aveva già cercato Gomez ai tempi del Milan. Un altro piccoletto che si unirebbe alla squadra innalzando a livelli spropositati il tasso tecnico già altissimo. La città poi, da poco orfana del suo grande idolo, esploderebbe all’arrivo in azzurro di un fantasista argentino che inevitabilmente rievocherebbe dolci ricordi. Per lo stesso Gomez infine potrebbe essere un’ulteriore spinta la voglia di portare in alto la squadra che il più grande dei suoi connazionali ha portato in alto prima di lui.

Fonte: profilo IG @papugomez_official

LAZIO + GOMEZ

La Lazio è, ad oggi, la squadra meno quotata per l’acquisto del centrocampista nerazzurro. In questo caso gli scogli sono tanti, in primis il modulo. La Lazio è ormai calibrata sul 3-5-2, e cambiare modulo in corsa è rischioso per una squadra che lo scorso anno ha trovato il suo equilibro solo con questa disposizione tattica. Gomez ha palesato la sua volontà di non fare la seconda punta, questo sarebbe infatti uno dei motivi che ha portato alla rottura con l’Atalanta; perciò il Papu potrebbe inserirsi solo come “mezz’ala di regia“, ruolo però già occupato da Luis Alberto. L’ipotesi di veder giocare insieme e specularmente nello stesso ruolo i due migliori centrocampisti dello scorso campionato è sicuramente intrigante, ma porterebbe la Lazio ad un considerevole sbilanciamento in avanti. Dall’altra parte un’esclusione di Luis Alberto per Simone Inzaghi è assolutamente fuori discussione. Infine per una società notoriamente oculata con gli acquisti come quella di Lotito spendere circa 15 milioni per un 32enne non è sicuramente una mossa solita.

Il destino del Papu è certo e incerto allo stesso tempo. E’ certo che a Febbraio non sarà più un giocatore dell’Atalanta, a meno di clamorose riappacificazioni. E’ incerto quale sarà il colore della sua nuova maglia. Le squadre alla finestra sono molte, e l’Atalanta chiede circa 15 milioni. Nessuno è disposto a sborsare così tanto per un giocatore avanti con l’età e in rottura totale con la società. Si prospetta un Gennaio caldissimo, un Gennaio di guerra fra giocatori e società, fra società e società e fra giocatori e giocatori. Le variabili sono tante, ma quella che la fa da padrone è la variabile Gomez.

Fonte: profilo IG @papugomez_official

 

(Fonte immagine in evidenza: profilo IG @papugomez_official)

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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