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L’altra faccia dell’Europa

Noi ci stiamo ancora abituando a vedere Cristiano Ronaldo giocare in Serie A; in Premier League Liverpool e Manchester City si contendono il primo posto, inseguiti da Tottenham e Chelsea; in Spagna il Real Madrid risente ancora degli acciacchi dovuti alla partenza di CR7; in Ligue 1 Mbappé e compagni fanno sfracelli tra le difese francesi. Ma cosa succede nel resto d’Europa, nei campionati “minori”, quelli che nessuno considera finché non esce fuori il Piatek o l’Hazard di turno? Vediamo la situazione in alcuni campionati europei al giro di boa.

LA GRECIA FORMATO ITALIA

Dopo 16 partite a guidare la classifica c’è il PAOK Salonicco con 44 punti (con 8 punti di vantaggio sull’Olympiacos e 14 sull’AEK Atene), forte di 14 vittorie, un pareggio e addirittura zero sconfitte. La squadra greca è allenata da Razvan Lucescu (figlio del più celebre Mircea, ex allenatore, tra le altre, di Brescia, Inter e Zenit, nonché attuale C.T. della Turchia), che dopo il secondo posto dello scorso anno cerca ora il colpo grosso. La punta di diamante della squadra è Aleksandar Prijovic, serbo classe ‘90 che può vantare una presenza in Serie A con il Parma nella stagione 2007/8 e che ha messo a segno 18 reti in tutte le competizioni, prima di trasferirsi – qualche giorno fa – all’Al-Ittihad, in Arabia. Oltre a lui, c’è anche un’altra vecchia conoscenza del nostro campionato, nel PAOK: Omar El Kaddouri, centrocampista ex Napoli, Torino ed Empoli, che da due anni si è trasferito in Grecia. 

Spostandoci sulla classifica marcatori, al primo posto troviamo Euthymios Koulourīs, giovane attaccante classe ‘96 dell’Atromītos (quarto in campionato) in prestito dal PAOK, che ha messo a segno 12 gol in 15 partite; mentre al secondo posto troviamo ancora una volta un ex giocatore della Serie A: Ezequiel Ponce, il cui cartellino appartiene tuttora alla Roma, che l’ha acquistato nel 2015 senza farlo mai esordire. Durante i primi due prestiti l’argentino non ha brillato, ma questa stagione ha già messo a segno 10 gol con la maglia dell’AEK Atene. Menzione speciale per i nostalgici Federico Macheda (5 gol in 13 presenze con il Panathinaikos) e Hachim Mastour, promessa mai esplosa del Milan che dopo aver girato un po’ per l’Europa senza fortuna sta faticando anche in Grecia, al Lamia, quartultimo in classifica.

LA RUSSIA, CAMPIONATO SOTTO LO ZERO

Nella fredda Russia la capolista dopo 17 partite è lo Zenit con 34 punti, uno solo di vantaggio rispetto al Krasnodar e quattro rispetto al CSKA Mosca. La squadra di San Pietroburgo può contare sui gol dell’intramontabile Dzyuba (5 gol), di Sebastián Driussi, punta argentina molto promettente, e di Aleksandr Erokhin, trequartista russo già a quota 5 reti, oltre che sulle geometrie di Leandro Paredes, Daler Kuzyaev e del nostro Claudio Marchisio, che finora ha messo a segno 2 gol in 9 presenze. Il capocannoniere del campionato è Fëdor Čalov, ventenne del CSKA Mosca che ha le caratteristiche di un predestinato: esordio con i grandi a 18 anni, poi sei reti il primo anno e sette il secondo, mentre adesso è già a nove, oltre a quattro assist. In patria c’è addirittura chi l’ha accostato a Shevchenko, ma forse è ancora presto per paragoni del genere.
Parentesi negativa: a Ottobre, Pavel Mameav, centrocampista del Krasnodar, e Alexander Kokorin, attaccante dello Zenit, sono stati arrestati per aver aggredito, ubriachi, due persone, e stanno scontando la pena in carcere, in attesa del processo che potrebbe infliggere loro addirittura sette anni di prigione. Ovviamente le squadre dei giocatori prenderanno seri provvedimenti, che vanno dalla sospensione alla rescissione a spese degli stessi calciatori.

LA POLONIA E I SUOI NOMI IMPRONUNCIABILI

Nell’altrettanto fredda Polonia, patria di grandi attaccanti (da Boniek a Lewandowski, passando per Piatek e Milik), il titolo di capocannoniere è conteso, per ora, da uno spagnolo e da un portoghese. Sembra l’inizio di una barzelletta ma è la pura realtà: con 12 gol ciascuno, Igor Angulo (attaccante del Górnik Zabrze, che però è penultimo) e Flávio Paixão (attaccante del Lechia, stavolta sì, primo) guidano la classifica marcatori, mentre quella dei club è guidata, come detto, dal Lechia Gdańsk (ma noi diremo Lechia Danzica) che dal quattordicesimo posto dello scorso anno ha fatto un balzo enorme, ponendosi davanti al più quotato Legia Varsavia, staccato di tre punti. Il Lechia Danzica è una squadra molto giovane (24,1 anni l’età media), con qualche leader esperto (come lo stesso Paixão, che è anche capitano), che ne fanno un perfetto mix tra esperienza e gioventù. Piccola curiosità: nella squadra bianco-verde gioca Mateusz Lewandowski, terzino sinistro e fratello minore di Robert. 

Si diceva prima di Piatek: l’attaccante polacco arrivato quest’estate al Genoa e capace di mettere a segno ben 13 gol nelle sue prime 19 partite in Serie A, l’anno scorso aveva raggiunto il terzo posto della classifica marcatori facendo 21 gol in 36 partite con il suo Cracovia, attualmente nono. Infine, a dimostrazione del fatto che le squadre italiane pescano molto in Polonia, il Cagliari ha appena comprato Sebastian Walukiewicz, difensore polacco classe 2000 che resterà parcheggiato al Pogon Szczecin (quinto in campionato), dove gioca attualmente, fino a fine stagione.

IL GIOVIN BELGIO

Per finire andiamo in Belgio, dove troviamo qualche sorpresa in più: primo in classifica è il Genk, che con i suoi 51 punti è già a +10 su Club Brugge e Anversa, che dopo la promozione di due anni fa e l’ottavo posto della scorsa stagione, sta continuando con la propria ascesa nella Pro League. Fa specie, poi, vedere l’Anderlecht quinto a -17 dalla vetta; tuttavia, le regole del campionato belga prevedono che le prime sei classificate partecipino ai play-off scudetto, affrontandosi in un girone di andata e ritorno di dieci giornate, dal quale uscirà il vincitore. Il Genk, dunque, è primo con 15 partite vinte e 6 pareggi, a fronte di una sola sconfitta; inoltre è attualmente la miglior difesa (21 gol incassati in 22 partite) e il miglior attacco (52 gol fatti), nonché proprietario del cartellino dell’attuale capocannoniere, Mbwana Samata, 26enne attaccante tanzaniano che ha messo a segno 16 reti. Subito dietro di lui si piazza Landry Dimata, attaccante classe ‘97 dell’Anderlecht capace di segnare ben 12 gol (sembra che la Roma abbia messo gli occhi su di lui). Da sottolineare i 12 assist forniti da Hans Vanaken (che ha fatto anche 7 gol), centrocampista del Club Brugge che, considerando tutte le competizioni, ha realizzato 10 reti e 14 assist. 

Tornando al Genk, troviamo una rosa giovanissima (22,7 anni la media), che dimostra la grande fiducia che il tecnico, Philippe Clement, ha in giocatori come Sander Berge (20 anni), che ha racimolato ben 30 presenze. Quella di puntare sui giovani, comunque, è una politica che riguarda tutta la Pro League, come dimostrato dall’età media totale (25,1).

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