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Lamanna, silenziosamente eroe

Lamanna, silenziosamente eroe

Un ragazzo bravo, tranquillo, timido. A cui non piace tanto essere protagonista. In campo, però, qualcosa si trasforma. Eugenio Lamanna sa benissimo come rispondere presente per opporsi alla pericolosità di una conclusione non facendosi trovare mai impreparato. È quello accaduto nella partita di ieri che conferma questa tesi, perché il portiere rossoblu ha risposto ancora presente.

DECISIVO

Ad una settimana di distanza dal rigore parato a Lucas Biglia (poi trasformato dallo stesso giocatore su ribattuta), Lamanna si ripete ipnotizzando letteralmente Candreva e parando il suo quarto rigore della carriera. Probabilmente non il miglior rigore calciato dall’ex giocatore della Lazio, ma certamente, quella rincorsa dagli undici metri concessa dall’arbitro Damato a favore dei nerazzurri avrebbero potuto cambiare il corso, non solo della gara, ma anche del campionato del grifone. Già, perché i successi di Empoli e Crotone avrebbero messo in chiara difficoltà la truppa di Juric.

E invece ci ha pensato ancora lui, ancora Lamanna. Parate decisive, se non di più, per il “dodicesimo genoano” che si prende meritatamente gli applausi del suo stadio, dei suoi tifosi a fine partita. E l’abbraccio dei compagni, tutti, che non hanno mai smesso di credere in lui.

LA PARTITA

Provando ad analizzare la partita perfetta di Lamanna nella sua interezza si riscontrano tre flash. Interventi da applauso nell’arco dei novanta minuti che possiamo catalogare in altrettante categorie: riflessi, posizione, intuizione. C’è quasi tutto il repertorio base che un portiere deve possedere, dalla tecnica alla reattività, dalla forza muscolare all’uscita coraggiosa dai pali.

Lamanna ha parato anche la sfortuna. Stava per accadere l’imponderabile – che nella storia genoana è spesso l’ordinario – a seguito di un corner battuto dall’Inter. L’involontaria deviazione di Santiago Gentiletti stava per sbloccare la partita quando il portiere rossoblù decideva di opporsi. Un cambio di direzione felino, da sinistra verso destra: un gesto tecnico davvero apprezzabile poiché Lamanna ha saputo spostare l’inerzia del peso usando la forza delle gambe e degli appoggi. Il tutto in una frazione di secondo, decisiva per restare sullo 0-0.

A TINTE BIANCOCELESTI

C’è, tuttavia, un segreto dietro il rigore respinto dal portiere del Genoa a Candreva. E’ stato Danilo Cataldi, anche lui ex giocatore della Lazio, anche se in prestito, a suggerire al suo portiere da che lato avrebbe calciato l’esterno nerazzurro. Nelle immagini sono evidenti i gesti di Cataldi che prova in tutti i modi a richiamare le attenzioni del portiere e indica a più riprese il lato dove avrebbe calciato il suo ex compagno in biancoceleste. Lamanna si fida e para il tiro dagli undici metri.

FUTURO

Il Genoa è forse l’unica squadra di Serie A ad avere in rosa due “numeri uno” di spessore. Ed il ventottenne atleta comasco si fa sempre trovare pronto, anche quando è chiamato all’ultimo secondo per rimpiazzare un Perin espulso e, a freddo, presentarsi sulla linea di porta per ipnotizzare un certo Ljajić.

Eugenio “sguardo di ghiaccio” Lamanna non si scompone. Palla lunga e pedalare, come avrebbe detto il professore Scoglio. Niente festeggiamenti, niente abbracci ma riprendere subito da dove eravamo rimasti. Rigore parato, tre punti salvati, si volta pagina. La prossima stagione il Genoa potrà moralmente permettersi di avere due “numeri uno” del calibro di Lamanna e Perin? Il portiere nato a Como ha 27 anni, contratto in scadenza a Giugno 2019 e quest’anno ha collezionato 18 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia, dando l’ennesima prova di dimostrazione di essere un degno sostituto dello sfortunato Perin. Non è quindi da escludere che questo suo rendimento magico possa stuzzicare l’interesse di qualche altra compagine di A o, al contrario, possa spingere la dirigenza ligure ad accettare eventuali super offerte per Perin e promuoverlo come primo portiere.

MAI ARRENDERSI

Il vero punto di forza di tanti giocatori, o comunque sportivi, molte volte può venir fuori attraverso la voglia di riscatto, soprattutto se si viene messi in secondo piano numerosissime volte. Ciò che è accaduto al portiere numero 23 non è stato molto semplice. Anche perché sostituire Perin porta inevitabilmente un senso di responsabilità e di fiducia nei confronti di chi si aspetta sempre di più. Con ogni probabilità nasce tutto da qui, dalla voglia di dimostrare al mondo intero di non essere un semplice secondo portiere. E tutto questo diventa senza ombra di dubbio un vero e proprio insegnamento, un vero e proprio modello. Far capire che l’importante sia non mollare mai e credere sempre in quello che si fa, nelle proprie potenzialità. Ma soprattutto rimanere umili, coi piedi per terra, nonostante tutto.

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