ESORDI ED AFFERMAZIONE

Il calcio ungherese ha dato i natali ad uno dei massimi talenti del calcio mondiale, un calciatore di soli vent’anni e già ambito da alcuni dei più grandi club europei, tra cui Milan e Liverpool.

Il giovane talento nasce a Székesfehervar, una città situata nei pressi di Budapest, ed il cui nome significa, letteralmente, “Castello Bianco del Trono Reale”, non a caso, viste le sue movenze di grande classe ed eleganza, quasi fosse un cavaliere che agita il suo stocco sulla riva del Lago Balaton.
Dominik inizia la sua carriera Zsolt, città in cui il padre gestisce un’accademia calcistica basata sull’allenamento tecnico individuale (Fonix Gold), ed in cui il nostro giovane protagonista ha da subito mostrato grande talento e potenzialità.

Il Salisburgo, nota società marchiata RedBull, pone costantemente la sua visione su queste accademie calcistiche di grande qualità, tenendo fede ad uno dei marchi di fabbrica della casa austriaca, vale a dire la valorizzazione totale dei giovani talenti.
Szoboszlai viene quindi notato e tesserato dalla suddetta società, venendo girato in prestito al Liefering, società satellite del Salisburgo. Durante la sua permanenza in biancorosso l’ungherese si è costruito la giusta maturità calcistica per fare il grande salto verso la prima squadra, attraverso tanta gavetta ed una società che sin da subito gli ha inculcato la cultura del lavoro e della consapevolezza individuale.
Le partite con la maglia del Salisburgo aumentano sempre più, ed il suo talento diviene incontrastato, tanto da divenire il calciatore chiave della squadra nel giro di poco tempo.

La partita che lo consacra definitivamente arriva in Europa League contro il Napoli di Gattuso, un match in cui il genio ungherese parte da mezz’ala offensiva, per poi finire in mezzo alla trequarti. La sua cattiveria calcistica, il suo carisma e la sua grande qualità tecnica lo hanno visto esibirsi in verticalizzazioni, tocchi morbidi, dribbling e giocate di grandissima finezza, che lo hanno reso non solo il grande direttore d’orchestra della squadra, ma anche il migliore in campo della serata europea.  La nazionale non ha avuto più dubbi… Szobo era ormai pronto per il grande salto, anche in virtù del senso di responsabilità acquisito dopo i pesanti addii di gennaio in casa Salisburgo, su tutti quello di Haaland.

Dal sito ufficiale Liefering

LA QUALIFICAZIONE UNGHERESE

Marco Rossi ha sempre tenuto sott’occhio il talento di Dominik, e lo convoca per la prima volta nel Marzo 2019, in una partita contro la Slovacchia. La sua carriera nella nazionale ungherese è una costante ascesa, fatta di sostituzioni e piccoli passi, fino a guadagnarsi, quasi un anno dopo, la leadership tecnica assoluta, in un percorso molto simile a quello fatto con la sua squadra di club.
La sua figura rimarrà certamente nella storia per aver trascinato la sua nazionale ad una qualificazione storica in vista degli europei del 2020, in una partita dal sapore mistico per il suo sviluppo ai limiti del fiabesco.

Gli ungheresi infatti vanno e restano in svantaggio per tutta la partita, contro un’Islanda solida e rognosa e dal tipico carattere vichingo, poco incline a concedere e rabbiosa nei ribaltamenti di fronte.
L’Ungheria patisce a lungo la partita, ma riesce a ribaltarla negli ultimi tre minuti, prima pareggiando con Nego in seguito ad un pasticcio della difesa ospite, e poi vincendo con la trionfale cavalcata di Szoboszlai, che dopo essersi fatto quasi tutto il campo appoggia con stile all’angolino basso di sinitra, un tiro imparabile che sancisce la qualificazione dell’Ungheria, ma soprattutto, la definitiva sbocciatura di un talento straordinario.

Dal profilo Instagram @szoboslaidominik

CARATTERISTICHE TECNICO/TATTICHE

Dominik Szoboszlai è un calciatore dotato di grande tecnica ed un tocco di classe assoluta. Ciò che sorprende delle sue caratteristiche è la pulizia del suo gioco e della traiettoria delle sue conclusioni, che unite alla sua eleganza ed al suo perenne sangue freddo gli permettono di giocare con una calma straordinaria, tipica dei calciatori di grande spessore tecnico.

Va sottolineata inoltre la sua straordinaria duttilità tattica, una caratteristica che lo rende in grado di giocare sia come mezz’ala che come trequartista, entrambe con grande interpretazione del ruolo ed intelligenza calcistica.
Nel corso della sua avventura a Salisburgo ha potuto giocare in diversi moduli, dal 4-2-2-2 al 4-2-3-1 senza mai mostrare cenni di difficoltà, e sfoggiando una dominanza tecnica incredibile, sia in fase di costruzione che in fase di interdizione.

Ama molto toccare e condurre la palla, e la sua attitudine tecnica lo porta a macinare diverse soluzioni di gioco, oltre che a spostare la palla con grande frequenza e rapidità di pensiero.

Dopo l’addio di Minaminimo, approdato al Liverpool, Szoboszlai ha potuto prendersi la scena sulla trequarti, con grandi compiti e responsabilità di creazione e definizione di gioco, potendo quindi mettere in mostra tutto il suo estro e la sua fantasia. La sua posizione preferita è però il lato sinistro della trequarti, uno spazio che gli permette di accentrarsi e giocare con il suo piede preferito, il destro.
Da quando si è spostato in quella posizione il genio ungherese ha esponenzialmente migliorato le percentuali di reti ed assist, continuando a crescere in maniera esponenziale.

Vanno doverosamente citate alcune grandiose perle del suo cammino calcistico, dal tiro al volo meraviglioso realizzato contro il Rapid Vienna fino ai diversi calci di punizione calciati durante la stagione, come ad esempio in coppa contro il Lustenau. Magnifico è però il gol realizzato contro lo Sturm Graz in cui si ritaglia lo spazio per calciare con una straordinaria veronica di puro istinto del fuoriclasse.

Immagine di copertina dal profilo Instagram @szoboslaidominik