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L’atteso riscatto di Lucas Paquetà

In autunno, il trasferimento di Paquetà al Lione di Rudi Garcia aveva suscitato grande entusiasmo a Milanello. I 20 milioni versati dai francesi, infatti, sembravano quasi una manna del cielo, un’occasione da non perdere per poter recuperare almeno una parte dei 38 investiti solo due inverni prima.

La sua avventura rossonera, come è ben noto, non ha avuto molta fortuna. Dopo una prima annata su livelli più che sorprendenti, Lucas Paquetà non è infatti riuscito a mantenersi sugli stessi standard, a discapito dei compagni e, con il senno di poi, anche della sua carriera italiana. Le prestazioni deludenti con mister Giampaolo e le divergenze tecnico-tattiche con Stefano Pioli hanno poi portato alla sua esclusione dalla squadra. La cessione è quindi diventata inevitabile.

Dopo soli pochi mesi in terra francese, è sotto gli occhi di tutti il cambio di faccia compiuto dall’ex-Milan. Il centrocampista brasiliano è infatti divenuto un titolare fisso e inamovibile, fondamentale all’interno dello scacchiere dei rossoblu, al punto da essere stato inserito dall’Equipe nella Top XI del girone d’andata.

Una rinascita tanto attesa quanto inaspettata, che forse oggi crea più di qualche rimpianto in casa Milan …

 

OMBRE ROSSONERE

Fonte: Calciomercato.com

E pensare che il suo arrivo a Milano era stato accolto molto positivamente da tutto l’ambiente. Se i 38 milioni spesi per il suo acquisto da un lato alimentavano lo scetticismo verso un giocatore ancora poco conosciuto in Europa, dall’altro contribuivano ad accrescere, e non poco, le aspettative sul suo conto. Le voci brasiliane riguardo al “nuovo Kakà”, inoltre, aumentavano in maniera esponenziale le pressioni che un ragazzo di appena 21 anni si trovava ad affrontare.

Con Gennaro Gattuso il brasiliano aveva iniziato immediatamente a brillare, ergendosi di molto al di sopra dei compagni di squadra. In pochi mesi aveva messo in mostra doti da vero talento brasiliano, innamorato del pallone, ma allo stesso tempo molto preparato tatticamente. “Un brasiliano atipico” lo aveva definito l’attuale tecnico del Napoli.

Il cambio di panchina, però, ha generato anche inevitabili contraccolpi su Paquetà. Il ruolo di mezzala affidatogli da mister Giampaolo, infatti, non sembrava essere per nulla adatto: troppi compiti difensivi, per adempiere ai quali ha cominciato a perdere lucidità in fase di rifinitura. Anche quando è stato provato trequartista al posto dell’altra grande delusione Suso, il risultato è rimasto sempre lo stesso. Decisamente insufficiente.

Come si dice, “cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia”.

L’arrivo di Stefano Pioli, poi, ha completamente trasformato il Milan. Da brutto anatroccolo a cigno bianco. Con nuove motivazioni e nuovi stimoli, dati anche dal ritorno di Ibrahimović, il Diavolo ha ripreso a viaggiare veloce e anche i giocatori che più di tutti sembravano in ombra sono tornati a incidere. Tutti, o quasi.

Fonte: AC Milan News

A rimanere in disparte è infatti Lucas Paquetà, che, dopo alcune prove poco convincenti sia come centrale di centrocampo sia da trequartista, finisce letteralmente nel dimenticatoio. Quelle poche volte che entra appare un vero e proprio ectoplasma, sempre avulso dal gioco e mai decisivo.

Per questo motivo, la cessione appare l’unica via d’uscita. E quando ormai il mercato estivo sembra concludersi con la permanenza del brasiliano, il Lione decide di offrire i venti milioni richiesti dal Milan per il cartellino.

Il brasiliano lascia quindi Milano dopo solo una stagione e mezza, dopo 44 presenze, un gol e 3 assist all’ombra del Duomo. Un bottino decisamente misero per il “nuovo Ricardo Kakà”.

 

LUCI ROSSOBLU

Come era lecito aspettarsi, l’acquisto di Lucas Paquetà non scatena molto clamore. Forse per la cifra modesta, forse perché ritenuto non adatto a risollevare una squadra classificatasi soltanto settima la stagione scorsa.

Tuttavia, sia il presidente Aulas sia Juninho Pernambucano, ds del club transalpino, più volte ribadiscono l’importanza del brasiliano nella futura squadra allestita per Rudi Garcia. A maggior ragione, alla luce delle voci sempre più insistenti a proposito degli addii di Depay e Aouar, i due uomini migliori dei rossoblu.

Alla fine entrambi rimangono a Lione e inevitabilmente le porte del prato verde cominciano a chiudersi per l’ex Milan prima ancora di aprirsi.

Fonte: Eurosport

E invece in breve tempo è riuscito a cambiare radicalmente la stagione dell’OL. Con il suo arrivo, infatti, Garcia ha deciso di abbandonare la difesa a 3 che tante soddisfazioni gli aveva dato l’annata precedente, sdoganando invece il 4-3-3 che altrettante gliene aveva regalate nelle esperienze passate.

Una scelta che inevitabilmente punta a valorizzare al massimo il talento di Lucas e di tutto il centrocampo francese, composto da profili di livello internazionale come Aouar, Caqueret e Bruno Guimarães. Non a caso, proprio Juninho ha più volte ribadito che “una grande squadra è sempre costruita intorno a un grande centrocampista”. In questo caso, a un grande centrocampo.

La chiave del gioco diventa in tutto e per tutto l’interpretazione del ruolo di Paquetà, il quale da mezzala destra ha finalmente trovato il modo di potersi muovere liberamente, seguendo il suo istinto da “diez”. Con mister Garcia, si può facilmente notare come il brasiliano sia divenuto un tuttocampista: ripiegamenti in fase difensiva, immediate progressioni (con o senza palla) e un contributo fondamentale nella prima costruzione del gioco.

Così facendo, il numero 12 ha dimostrato di potersi rendere utile in ogni zona del campo, dalla propria area a quella avversaria, passando per il cerchio di centrocampo. Non è un caso che dal suo arrivo le conclusioni offensive del Lione si siano moltiplicate rispetto alle prime uscite stagionali.

Fonte: L’Equipe

Nonostante il contributo del brasiliano in termini di numeri sia, almeno finora, piuttosto modesto (solo 4 gol e 1 assist), la continuità e la creatività messe in mostra lo hanno reso il punto di riferimento del gioco dell’OL. Ovvero, di una squadra attualmente terza, fino a poche settimane fa addirittura prima, in grado di infilare ben 18 risultati utili consecutivi.

In particolare, decisiva è la notte del Parco dei Principi, sancita dalla vittoria per 0-1 sul PSG di Tuchel. In una partita molto bloccata, in cui i rossoblu si dedicano per gran parte del match a una stoica difesa davanti alla propria area, l’uomo in più è proprio Paquetà: un momento lo si trova accanto a Thiago Mendes a tentare di bloccare l’avanzata parigina, quello dopo lo si vede portare palla cercando spazi per Depay e Toko Ekambi. Per 88 minuti, avanti e indietro senza sosta.

Con un giocatore così, non c’è da stupirsi della grande stagione che sta disputando il Lione. E se ne è accorta anche la stampa specializzata.

“In questo momento, Lucas Paquetá è uno dei tre giocatori migliori della Ligue 1”.

France Football

In Francia Lucas ha finalmente ritrovato sé stesso, in un contesto più affine alle sue doti e meno esigente di quello italiano. Ora ha l’occasione per rilanciarsi definitivamente e giustificare una volta per tutte l’ingombrante soprannome di “nuovo Kakà”. La via è quella giusta, l’importante è non perdersi nuovamente per strada.

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