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Calcio Internazionale

Lazio-Felipe Anderson: ci siamo

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Non è ancora arrivata l’ufficialità ma, con molte probabilità, Felipe Anderson tornerà ad essere un giocatore della Lazio. Nella giornata di oggi è in programma l’incontro definitivo per stabilire il futuro del talento brasiliano: il direttore sportivo biancoceleste Igli Tare proverà a convincere il West Ham per chiudere a tre milioni di euro più il 50% di una futura rivendita.

Il ventottenne ha già dato la sua massima disponibilità al club di Claudio Lotito per il ritorno in Serie A. Disposto a dimezzare l’ingaggio attualmente percepito (4 milioni di euro), Felipe Anderson è pronto a firmare il contratto con una durata di quattro o cinque anni. Dunque, sarà l’ex Santos il primo laterale offensivo dell’era Maurizio Sarri. Il tecnico toscano ha fatto presente alla dirigenza della Lazio la necessità di acquistare degli attaccanti esterni (data la carenza di questi in rosa) da impiegare nel suo 4-3-3 e il profilo del brasiliano sembrerebbe il più realizzabile.

COME POTREBBE INSERIRSI NELLA LAZIO DI SARRI?

Se Felipe Anderson dovesse tornare ad indossare la casacca della Lazio parte del merito andrebbe all’ex allenatore di Napoli e Juventus, per ciò dovrebbe non avere problemi nel ritagliarsi un posto da titolare. Dopo l’ultima esperienza al Porto e un bottino di sole 10 presenze in stagione, l’esterno espressamente richiesto da Sarri potrà mettersi nuovamente in gioco e dimostrare di poter essere ancora un buon giocatore, seppur discontinuo.

Felipe Anderson

(Fonte immagine: Instagram @fanderson)

Nel 4-3-3 del nuovo allenatore Anderson potrà essere impiegato sia sul versante destro offensivo così come dal lato opposto. Ipotizzando il possibile addio di Correa, il giocatore del West Ham completerebbe l’attacco della Lazio insieme a Ciro Immobile e un altro esterno (anche qui il club di Roma si affaccerà sul mercato). Il profilo scelto da Sarri agirebbe da Lorenzo Insigne, suo pupillo ai tempi di Napoli: palla bassa a centrocampo e subito a cercare l’uno contro uno. Grazie alla sua spiccata tecnica e alla sua velocità potrebbe risultare il giocatore che manca alla Lazio da tre stagioni, anno in cui Felipe Anderson lasciò l’Italia per l’Inghilterra.

Come commentato da Marco Parolo, ormai ex giocatore laziale, il brasiliano non dovrebbe avere problemi neanche ad integrarsi:

“Grandissimo giocatore. Dopo la Lazio non è mai riuscito a esplodere definitivamente, ma può fare grandissime cose. Conosce l’ambiente, sa come muoversi e cosa può dare e cosa viene richiesto a un giocatore alla Lazio. Potrà essere il Felipe che avevamo ammirato, un po’ più maturo. Le esperienze all’estero sono formative anche se non trovi spazio da titolare. In più dentro ti cresce la voglia di dimostrare ancora di più”.

LE ULTIME STAGIONI

Come accennato in precedenza, l’ultima volta che Lazio e Felipe Anderson lottavano per lo stesso obiettivo risale alla stagione 2017/2018. L’esperienza nella nostra penisola è stata per lui senz’altro la più significativa: arrivato dal Santos nel 2013 per un totale di 7,5 milioni di euro, ha messo in mostra quelle che sono le sue qualità. Tanti gol segnati e altrettante prestazioni convincenti nei cinque anni alla Lazio, che hanno permesso al talento proveniente dall’America Meridionale di tentare il salto di qualità.

Infatti nell’agosto del 2020 saluta l’Italia per approdare in Gran Bretagna, al West Ham. Nella prima stagione resta coerente con quelle disputate precedentemente segnando 10 reto in 40 partite. Anderson viene impiegato spesso da Manuel Pellegrini (allora allenatore del West Ham) rendendolo un giocatore duttile poiché utilizzato anche nei ruoli di centrocampista laterale o prima punta.

Felipe Anderson

(Fonte immagine: Instagram @fanderson)

Nel tempo il giocatore che abbiamo ammirato alla Lazio non è più tornato. Nella stagione 2019/2020 il rendimento di Felipe Anderson cala drasticamente e con lui anche il club inglese, che riesce a salvarsi nelle ultime giornate. L’anno successivo gli Hammers decidono di lasciar partire in prestito il loro numero 8 per approdare al Porto. Sérgio Conceição, attuale allenatore dei portoghesi, non trova nell’ex Lazio i giusti “requisiti” per poterlo schierare contribuendo alla fase calante della carriera del brasiliano.

L’esperienza si rileverà controproducente visto anche il rapporto tra i due. Ad esempio, lo scorso 17 ottobre Felipe Anderson perde un pallone davanti alla sua porta avviando l’azione del successivo gol degli avversari. E al termine della gara Conceição va su tutte le furie:

Il secondo goal dello Sporting riflette l’andamento della partita. Abbiamo avuto una mancanza di aggressività che non è normale. Qualcuno mi chiede perché faccia giocare sempre quelli che sono qui da molto tempo: ecco, questa è la risposta. Molti sottovalutano questo campionato, ma qui ci sono buoni giocatori e buoni allenatori. Bisogna correre. Chi non lo capisce non può stare nel nostro gruppo”.

CONCLUSIONI

Ora, però, Felipe Anderson è pronto a tornare nel posto della consacrazione. Come accennato, l’accordo tra il giocatore e la società esiste già da tempo mentre quello tra i due club sembrerebbe essere in dirittura d’arrivo. L’impressione e quella l’attaccante classe 93′ possa prendere parte al consueto ritiro della Lazio in sede ad Auronzo per preparare la nuova stagione. Non è da escludere il complicarsi della trattativa: qualora dovesse succedere potrebbero slittare i tempi, ma l’affare Lazio-Felipe Anderson sembra fatto.

(Fonte immagine in evidenza: Instagram @fanderson)

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Thuram all’Inter: perchè Marotta non deve lasciarselo scappare?

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Periodo di riflessioni in casa Inter, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Con Lukaku perseguitato dagli infortuni e con un futuro in nerazzurro nebuloso, Correa perennemente discontinuo e Dzeko spesso trascinatore della squadra ma impossibilitato a reggere la titolarità per tutta la stagione per una mera situazione anagrafica, l’unico vero caposaldo dell’attacco interista si rivela essere Lautaro Martinez.

Proprio per questo Marotta e la dirigenza sembrano intenzionati a iniziare a muoversi per il mercato di gennaio, e uno dei nomi principali sul taccuino dell’ex dirigente juventino sembra esser quello del figlio d’arte Marcus Thuram.

Il classe ’97 in scadenza con i tedeschi del Mönchengladbach a giugno 2023 potrebbe vestire in nerazzurro già in quest’inverno con un esborso intorno ai 10 milioni di euro, ma la trattativa pare complessa e tortuosa, soprattutto per via delle limitate disponibilità economiche dell’Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’attaccante francese risponderebbe però alle esigenze di Simone Inzaghi per il suo attacco, alla luce della futuribilità e della completezza tecnica del giocatore.

Parliamo infatti di un attaccante duttile e dotato di molte caratteristiche interessanti, che trova nell’attacco della profondità e nella freddezza sotto porta le sue qualità principali. È dotato tra l’altro di un‘ottima progressione, coadiuvata ad una forza fisica oltre la media.

Inoltre è un attaccante dinamico e moderno, in grado di agire e di dimostrarsi pericoloso in varie zone del campo, creandosi spazi, difendendo palla e puntando con esplosività gli avversari.

LE STATISTICHE E LA TENDENZA AL “DIALOGO” COI COMPAGNI

Oltre ai 10 gol in 15 presenze nella prima di questa stagione, la statuaria prima punta ex Guingamp ha collezionato 3 assist: numeri interessantissimi per una prima punta, che dimostrano anche una predisposizione alla partecipazione con la squadra.

Inutile dire che, nel contesto nerazzurro che da anni si è consolidato nell’attacco formato da due punte, la predisposizione all’assist e alla collaborazione con un’altra punta sia una caratteristica molto importante, quasi indispensabile.

Thuram rappresenterebbe nell’attacco interista non solo una notevole risorsa tecnico/tattica, in grado di giocare con tutti gli attaccanti a disposizione e in grado di interpretare più compiti (proprio come chiede Inzaghi), ma sarebbe anche un investimento per il futuro e darebbe finalmente stabilità ad un reparto che, a parte Lautaro Martinez, negli ultimi anni è sempre sopravvissuto con operazioni di mercato temporanee e d’esperienza, a discapito della progettualità e della linea verde.

La cifra di 10 milioni tra l’altro sarebbe assolutamente vantaggiosa, dato che il giocatore ne vale almeno il doppio. L’Inter ha bisogno di svecchiare la propria rosa, e sarebbe importante sfruttare l’occasione Thuram, che tornerebbe utile non solo per la seconda parte di questa stagione, ma anche per il futuro.

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Qatar 2022 già nella storia: nessuna squadra a punteggio pieno

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Qatar 2022

Qatar 2022 entra già nella storia! La rassegna mondiale di quest’anno è la prima, da quando il format è stato allargato a 32 squadre, a non avere nessuna squadra a punteggio pieno dopo la fase a gruppi.

Per ritrovare l’ultima volta in cui è avvenuta questa coincidenza, bisogna tornare indietro di quasi 30 anni. Si tratta di USA ’94, in cui nessuna delle sei squadre arrivate prime nel girone, ottennero i tanto agognati 9 punti. Il Mondiale di Qatar 2022, inoltre, diventa anche l’ultimo e l’unico in questa statistica. Infatti, dal prossimo mondiale il numero di squadre passerà a 48 squadre.

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Tutti gli occhi su Cheddira: dalla Premier League alla Serie A

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Cheddira

Walid Cheddira è attualmente in Qatar con la nazionale del Marocco, con cui ha da poco raggiunto gli ottavi di finale. L’attaccante del Bari è reduce da un buon inizio di campionato e fa gola a tutti. Su di lui ci sono le attenzioni dei club più prestigiosi, non solo d’Italia. Il classe 1998 negli ultimi anni ha scalato le gerarchie e si è guadagnato la Serie B con grande merito. Quest’anno ha già segnato nove reti e si è dimostrato uno dei migliori della serie cadetta.

Le richieste per Cheddira non provengono solo dalla Serie A, dove Lazio e Napoli sono il pole position. Gli azzurri, inoltre, ne detengono la comproprietà insieme al Bari. Bensì, dall’estero si sono fatte vive anche squadre come il Nottingham Forest o lo Sporting Lisbona. Il Bari cerca di tener duro e trattenere Cheddira almeno fino a fine stagione, quando deciderà che fare con le offerte che arriveranno sicuramente sul tavolo.

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Pronostico Argentina-Australia, statistiche e consigli per la partita

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Argentina-Australia

PRONOSTICO ARGENTINA-AUSTRALIA – Argentina-Australia si propone come il match clou del sabato mondiale. Le due formazioni, infatti, scenderanno in campo alle ore 20, nella seconda sfida degli ottavi di finale, in ordine cronologico. Lo stadio Ahmed bin Ali Stadium sarà il teatro della sfida e sarà la prima partita per entrambe le squadre in questo impianto. Analizziamo insieme il pronostico e le statistiche relative a questa sfida.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo uno scossone iniziale, l’Argentina ha rialzato la testa con due vittorie in due partite, conquistandosi con decisione il primo posto nel gruppo C. La sconfitta contro l’Arabia Saudita è stata messa subito alle spalle. E Lionel Messi ha indossato le vesti del capo popolo, trascinando i suoi con 2 gol e 1 assisi in tre partite. La squadra di Scaloni non ha ancora mostrato di essere lo schiacciasassi che ci si aspetta. Ma le individualità a disposizione del tecnico argentino sono di sicuro livello; non solo gli elementi storici, ma anche le nuove leve. Enzo Fernandez, Julian Alvarez e Alexis MacAllister sono i nomi che accompagnano Messi nella lista del marcatori della Seleccion in questo mondiale. L’Argentina arriva a questo match in ottima forma e sulle ali dell’entusiasmo.

L’Australia si è arrampiacata sulla seconda posizione del girone D solo all’ultima giornata, ma lo ha fatto con grande grinta e carisma. Infatti, ad eccezione della gara inaugurale terminata 4-1 a favore della Francia, i socceroos hanno mantenuto la porta inviolata negli altri due incontri. Ma, allo stesos tempo, sono stati capaci di segnare le due reti decisive per le due vittorie per 1-0, contro Tunisia e Danimarca. L’Australia torna agli ottavi di un mondiale dopo 16 anni dall’ultima volta (era il mondiale 2006 e affrontò l’Italia). Lo fa con consapevolezza dei suoi mezzi e con l’irriverenza di chi, almeno sulla carta, ha ottenuto gli stessi risultati dell’Albiceleste.

I PRECEDENTI

Le due squadre non si sono mai affrontate in un mondiale. Tuttavia, si sono affrontate ben sette volte in altre occasioni. Quattro volte si è trattato di un’amichevole, con il bilancio che recita tre vittorie per i sudamericani e solo uno, addirittura nel 1988, per l’Australia. Una volta in Confederations Cup, nel 2005: vittoria dell’Albiceleste. Ma, soprattutto, nel doppio scontro nel play-off per il Mondiale di USA 1994: dopo il pari in Oceania, al Monumental fu l’autorete di Tobin a consegnare il passaggio ai padroni di casa.

PRONISTICO ARGENTINA-AUSTRALIA

Sembra difficile non pensare ad una vittoria dell’Argentina, superiore sotto tanti aspetti. Con un Messi così, gli uomini di Scaloni sono una minaccia per chiunque. Ma oltre alla Pulce, il resto della squadra è pronta a combattere per il suo condottiero. L’Aranito Julian Alvarez ha scavalcato Lautaro Martinez nelle gerarchie per il ruolo di centravanti e si è dimostrato un giocatore di immenso valore. Ma sarebbe un errore sottovalutare la grinta del Toro, anche in entrata dalla panchina.

Tuttavia, vietato pensare ad una gara semplice per la Seleccion. L’Australia sa stare in campo e ha dei meccanismi difensivi perfettamente rodati. Dunque non è da escludere anche una vittoria con un basso scarto di gol. Il nostro consiglio e di andare sul sicuro con l’1, strizzando l’occhio all’under 2,5 per i più temerari. Se poi si è amanti del rischio, si potrebbe pensare anche ad una graa congestionata e ad un X alla fine dei 90′.

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