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Lazio: Immobile come Piola, ma ora deve prendersi la Nazionale

Lazio: Immobile come Piola, ma ora deve prendersi la Nazionale

Con la vittoria di ieri contro il Cagliari, la Lazio di Sarri fa la voce grossa e si conferma pienamente in lotta per un piazzamento in Europa nella prossima stagione. I 46 punti in classifica ottenuti finora fanno ben sperare, se non di riprendere la Juventus quarta in classifica, almeno di riagganciare nelle prossime giornate l’Atalanta o la Roma. Proprio contro quest’ultima, il derby della Capitale che andrà in scena tra due settimane, sarà decisivo per le sorti della classifica e per misurare le effettive ambizioni delle due romane.

LA PARTITA CONTRO IL CAGLIARI

L’intera squadra sembra avere ormai assimilato i meccanismi di gioco del suo allenatore e gioca con molta più naturalezza e fiducia rispetto a quanto mostrato a inizio stagione. Ora la strada è tutta in discesa. Sarri non ha più impegni infrasettimanali e potrà preparare al meglio ogni partita di campionato da qui alla fine. Questo lo avvantaggia rispetto alle altre rivali dirette: Fiorentina, Atalanta, Roma e Juventus. Il calendario ricco di impegni, infatti, sembra essere stato il vero ostacolo per la squadra, come denunciato dallo stesso allenatore toscano. Le partite di Oporto, Udine e la gara contro il Napoli hanno mostrato una squadra ben organizzata e capace di impensierire parecchio gli avversari, seppur con dei risultati non sempre soddisfacenti. Ora anche la vittoria sembra essere arrivata senza problemi, con l’aiuto delle giocate dei big Luis Alberto, Felipe Anderson, Milinkovic-Savic ma, soprattutto, dei preziosi gol di Ciro Immobile.

UN IMMOBILE DA RECORD

Con il rigore realizzato contro il Cagliari, “Ciro il Grande” raggiunge quota 143 reti in 200 partite disputate in campionato con la maglia biancoceleste. In questo modo ha agganciato Silvio Piola che, però, aveva impiegato ben 227 gare per ottenere questo record. Complessivamente da quando è arrivato nella Capitale, Immobile ha totalizzato la bellezza di 175 reti e 46 assist in 251 gare disputate con la Lazio in tutte le competizioni. Il capitano biancoceleste, all’età di 32 anni compiuti da poco, sembra aver trovato ormai a Roma, l’ambiente ideale per la propria maturazione professionale. Nessun calciatore moderno ha segnato con la sua stessa regolarità nel campionato italiano. Infatti, nell’era dei tre punti Schevchenko e Trezeguet hanno realizzato rispettivamente “solo” 123 e 119 gol nelle prime 200 partite con Milan e Juventus. In passato, invece, solo due attaccanti hanno fatto meglio di Immobile. Infatti, a parità di partite giocate, Meazza è riuscito a totalizzare 147 reti tra il 1929 e il 1939 mentre Nordahl ha messo a segno 166 gol tra il 1949 e il 1954.

ORA ANCHE LA NAZIONALE

Guardando questi numeri, le speranze per i prossimi spareggi mondiali della Nazionale italiana di Roberto Mancini sembrano crescere. Com’è noto, nei mesi scorsi, non sono mancate le critiche verso di lui per la difficoltà a incidere con la maglia azzurra. Sarri e Mancini hanno due modi differenti di intendere il calcio e, per ora, è il tecnico toscano ad aver aiutato di più Immobile a confermare le ottime prestazioni delle ultime stagioni. La voglia di incidere e il rammarico per non essere ancora decisivo con la Nazionale sono evidenti, come ha esternato lui stesso a novembre:

“Con Sarri il modo di giocare è completamente diverso e questo mi aiuta anche qui in Nazionale. Non nego che le critiche mi abbiano fatto soffrire un po’. Lo so che i numeri che ho con la Lazio non sono gli stessi che ho qui, ma non si possono paragonare. In Nazionale giochiamo 7-8 gare l’anno e magari arrivi in una condizione non troppo buona. Vorrei fare gli stessi gol, ma non tutto ciò che desideriamo ci riesce. Mi dispiace a volte non avere lo stesso trattamento degli altri, sembrava che non facessi parte dei 26 dell’Europeo e questa è una cattiveria bella e buona. Sono soddisfatto per quanto faccio con questa maglia, le prestazioni sono buone, ma so che devo fare qualche gol in più”.

Tuttavia la fiducia dell’ambiente azzurro non gli manca:

“Mancini mi è stato vicino a settembre: è venuto vicino ricordandomi che sono campione d’Europa e che non devo dimostrare nulla. Questo mi ha dato una carica in più”.

LE CAUSE DELLA POCA INCISIVITÀ CON GLI AZZURRI

Oltre al tipo di gioco in cui è inserito, la differenza sostanziale risiede nel fatto che, mentre nella Lazio il bomber di Torre Annunziata è l’unica vera punta dell’attacco e ha la possibilità di giocare con continuità, in Nazionale i minuti a disposizione sono contati e la concorrenza è alta. Per questo motivo, appena la partita non si mette per il verso giusto, “il gallo” Belotti è pronto a subentrare. Inoltre, se nella Lazio Immobile può contare sulla grande intesa con altri big della squadra, con cui sembra trovarsi a memoria, in Nazionale i meccanismi con gli altri italiani sembrano non essere così automatici e le prestazioni ne risentono notevolmente. Ad ogni modo il laziale rappresenta un riferimento fondamentale a cui aggrapparsi e conquistare la qualificazione ai prossimi Mondiali di Qatar 2022. L’attesa si riduce e Ciro scalpita.

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