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Lazio-Milan, l’Olimpico si tinge di rossonero

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Manca sempre meno al big match tra LazioMilan che andrà in scena domani sera alle 20.45. Il peso che questa gara potrà avere sulle sorti del campionato non è affatto poco. I rossoneri dovranno inevitabilmente rispondere al verdetto dell’altra grande sfida della 22esima giornata di campionato. Oggi pomeriggio infatti, l’Inter cercherà il momentaneo sorpasso in classifica ospitando la Roma dell’amato ex José Mourinho; entrambe le milanesi sono perfettamente consapevoli che bisognerà lottare fino all’ultimo per raggiungere il tanto agognato Scudetto.

Tuttavia, il Milan potrebbe non soffrire lo “svantaggio” di giocare lontano dalle mura amiche. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il numero dei milanisti che saranno presenti all’Olimpico sarà nettamente superiore a quello dei supporters biancocelesti. La tifoseria laziale ha infatti indotto una protesta nei confronti del patron Claudio Lotito per via dell’elevato prezzo dei biglietti, dunque diserteranno l’incontro. Su circa 20mila biglietti venduti, sono ben 13.000 quelli acquistati dai tifosi del Diavolo, che dunque occuperanno anche posti normalmente riservati ai tifosi della Lazio. Un ottimo vantaggio su cui il Milan potrà (e dovrà) puntare, per portare i tre punti a casa e mantenere la vetta della classifica.

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Calcio e dintorni

L’Inter termina la prima sessione di allenamento a Malta con un nuovo sponsor

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Inter

Come è ormai noto, l’Inter sta usufruendo dello stop imposto dal Mondiale con un mini ritiro a Malta, che è partito oggi con un’importante novità.

Come riportato da Daniele Mari su Twitter, infatti, i nerazzurri sono scesi in campo per allenarsi con un nuovo sponsor sulle divise: LeoVegas.
La società svedese è partner dell’Inter dallo scorso settembre, dopo la firma di un contratto triennale come Infotainment Partner del club.
Già oggi, durante l’amichevole degli uomini di Simone Inzaghi contro lo Gzira, vedremo se LeoVegas sarà presente in qualche maniera anche sulle divise da gioco dei nerazzurri.

 

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Calcio Internazionale

L’ultimo ballo di Luka Modric

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Quanti trofei ha vinto Luka Modric in carriera

Qatar 2022, oltre che per tanti altri motivi, passerà sicuramente alla storia per aver segnato la fine di un’era.

Un’era fatta di campioni, che per anni hanno incantato milioni di tifosi e che ormai, sembrano essere giunti all’ultimo Mondiale. Da Messi a Cristiano Ronaldo, ai già eliminati Nuer e Suarez.

Tra i tanti grandi nomi, non può non spiccare quello di Luka Modric. Entrato definitivamente nella leggenda con la conquista del Pallone d’Oro, a 37 anni sta provando a trascinare per un’ultima volta la sua Croazia, dopo aver sfiorato la vittoria nel 2018. Una storia incredibile la sua, che parte dalla guerra nel suo paese fino ai più grandi palcoscenici calcistici del mondo.

UN’INFANZIA DIFFICILE

Tutto ha inizio a Zara, in Croazia, dove Luka Modric nasce il 9 settembre 1995. La sua è un’infanzia difficile, segnata dalla guerra dei Balcani. A soli sei anni infatti vede il nonno assassinato davanti ai suoi occhi. Un episodio che lo segna inevitabilmente e che lo spinge a trovare una via di fuga nel calcio. Proprio in quegli anni comincia ad avvicinarsi al pallone, giocando di continuo nel parcheggio di un hotel della sua città, diventato ritrovo per i rifugiati.

Sono anni tanto difficili quanto significativi per il piccolo Luka, che comincia subito a mettere in mostra il proprio talento. Un talento sopraffino, subito notato dall’NK Zadar dove comincia a giocare. Sono i primi anni ’90 e la guerra non è ancora finita, dunque tra un allenamento e l’altro, con il suono delle sirene, c’è da correre a cercare riparo dalle bombe che cadono sulla cittadina croata.

Intanto Modric comincia a crescere e, come tanti, tifa per l’Hajduk Spalato, per cui farà anche un provino. Purtroppo però viene rifiutato, probabilmente per via del suo fisico troppo esile. Una delusione troppo grande e difficile da digerire, che lo porterà anche a pensare di abbandonare il calcio.

Il destino di Luka Modric però, cambia grazie ad una persona: Tomislav Basic, responsabile delle giovanili dell’NK Zadar. Sarà lui, a convincerlo ad inseguire al suo sogno e Modric non lo dimenticherà. Nel 2014 infatti, gli dedicò la vittoria della prima delle sue quattro Champions League.

LA STRADA DEL SUCCESSO

Dopo le difficoltà iniziali, per Modric arriva la prima grande occasione, quasi come uno scherzo del destino, proprio dalla Dinamo Zagabria, rivale storica dell’Hajduk. Dopo due anni nelle giovanili della Dinamo, nel 2003 viene mandato in prestito allo Zrinjski Mostar, nel campionato bosniaco, per farsi le ossa in uno dei campionati più duri dei Balcani.

Qui comincia a sviluppare la sua intelligenza calcistica, che abbinata alle sue innate doti tecniche, gli consentono di evitare le entrate dei suoi avversari. Dopo un secondo prestito all’Inter Zapresic, riesce finalmente a convincere la Dinamo, con cui vincerà da protagonista 3 campionati croati.

Il suo talento cristallino comincia ad essere notato anche in giro per l’Europa, e nel 2008, il Tottenham lo porta in Premier League per circa 21 milioni di euro, cifra record per il club in quegli anni. Anche con gli Spurs è assoluto protagonista. Resta per 4 anni in Inghilterra prima del grande salto al Real Madrid, dove il resto della storia, ormai, lo conosciamo tutti.

THE LAST DANCE

Oltre che con i club, in particolare al Real Madrid dove ha vinto tutto, ha scritto importanti pagine di storia anche della nazionale croata. Il Mondiale di Russia 2018, sarà per sempre legato al nome di Luka Modric. Quell’anno, si comportò da vero leader oltre che da assoluto fuoriclasse, trascinando la Croazia fino ad un passo dal sogno.

Adesso a 37 anni rieccolo lì in Qatar, numero 10 sulle spalle e fascia da capitano, giunto al suo quarto Mondiale. Anche qui, indiscusso trascinatore, ha incantato nelle prime tre partite. Dopo aver superato la fase a gironi, adesso il primo ostacolo verso quella coppa è rappresentato dal Giappone, in quello che potrebbe essere il palco scenico  dell’ultimo ballo di una vera e propria leggenda del gioco.

 

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Calcio e dintorni

Caos Serie A, Abodi: “La Juventus non sarà sola”

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Juventus

Il Ministro dello Sport Abodi, alla presentazione del Codice di Giustizia sportiva FIGC, non è andato leggero sulla questione Juventus (falso in bilancio, n.d.r) ed ha dichiarato che i bianconeri non saranno i soli. Abodi, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, ha esordito: “Evitiamo giustizialismi, ma abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo e assusmere decisioni per dare credibilità al sistema“.

LE PAROLE DI ABODI

Il Ministro dello Sport, intervenuto al CONIha poi continuato: “La Juventus probabilmente non rimarrà sola. Bisogna fare pulizia evitando il giustizialismo. Abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo e assumere decisioni per dare credibilità al sistema nel segno dell’equa competizione e questo negli ultimi anni non è mai capitato”. Parole forti che fanno pensare ad un caos in avvicinamento per la Serie A, con Abodi che si è poi chiuso in una stanza con il Presidente della FIGC Gravina. La Gazzetta dello Sport, su quest’ultimo punto, scrive: “È evidente che i temi sul tavolo siano tanti e di grande rilievo”.

 

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Calcio e dintorni

Napoli, bilancio in rosso per il terzo anno consecutivo

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De Laurentiis

In questo periodo storico il calcio si basa molto sul bilancio. Negli ultimi anni abbiamo assistito al caso del Barcellona e in questo momento stiamo tutti seguendo la vicenda inerente alla JuventusCon il Covid-19, gran parte dei club hanno riscontrato problemi economici, con diverse squadre che negli ultimi tre anni hanno avuto il bilancio in negativo. Anche il Napoli, come riportato da Calcio e Finanza, ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2022 con un rosso di 52 milioni circa. Il club di Aurelio De Laurentiis è il terzo anno di fila che chiude con il bilancio in negativo, per un totale di 129,8 milioni durante il trienno.

POCA PREOCCUPAZIONE

Anche per chi non si intende di finanza il dato, se comparato ad altri club, non desta molta preoccupazione. Inoltre se analizziamo bene, il bilancio chiuso “ora” fa riferimento alla scorsa stagione. Durante l’estate il Napoli ha venduto, o perso a zero, alcuni tra i suoi migliori giocatori del ciclo passato e allo stesso tempo ingaggiato nomi per il ciclo futuro. Già se analizziamo gli stipendi, i partenopei hanno abbassato di gran lunga le cifre e, se vediamo i risultati spotivi attuali, il bilancio del prossimo anno potrebbe essere in risalita drastica. Inoltre, sin da quando il Napoli si trova a competere ai vertici della Serie A è una delle poche squadre con il bilancio che non si trova in profondo rosso. Basta pensare che di mezzo c’è stata la pandemia e il club già rispetto alla passata stagione ha un rosso inferiore di 7 milioni, da 59 52.

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