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In punta di piedi

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Protagonisti – forse – inattesi. Chiavi di lettura della gara racchiuse nelle maglie di chi si era già messo in mostra in qualche modo nelle 25 giornate precedenti ma che alla 26esime si consacra definitivamente.
Tre giocatori, tre conferme “scoperte” per tre club diversi.
Luiz Felipe, Mattia Valoti e Manuel Lazzari. Protagonisti in punta i piedi (ma neanche troppo).

LUIZ FELIPE

Non una nuova scoperta a tutti gli effetti. Ma una nuova certezza ormai affermata nella terza linea biancoceleste.
Ottavo gettone in Serie A per il brasiliano. Ah, dettaglio da non sottovalutare, anzi. Sulla carta d’identità campeggia 22 Marzo 1997. 21 anni non ancora compiuti per il centrale brasiliano pescato da Igli Tare due stagioni fa nella D brasiliana. e poi parcheggiato in prestito alla Salernitana.
Bastò poco per convincere il Ds della capitale a appropriarsi del cartellino di Luiz Felipe.
Piedi buoni, senso della posizione, convinzione nei mezzi senza presunzione e soprattutto lontano dai grandi riflettori che permise di portarlo via a pochi “spiccioli”.
Parcheggiato un anno alla Salernitana – come Strakosha – ha raccolto poco meno di 10 presenze. 7 in B più una del campionato di Primavera con l’Under 19.
Il ritorno alla casa madre che in poco tempo strega anche Inzaghi. Già in Coppa Italia contro il Milan a San Siro aveva mostrato gli enormi e rapidi progressi dirigendo con esperienza la difesa capace di non far rimpiangere l’esperienza, quella si, di De Vrij.
Domenica contro il Sassuolo il culmine, l’apice – forse – delle prestazioni e della sua ascesa biancoceleste. Puntuale nel chiusure, deciso e sicuro anche con la palla fra i piedi. Da buon brasiliano.

Ancora una volta al posto di De Vrij – per scelte di turn over – non ha fatto rimpiangere l’assenza dell’olandese destinata a essere costante dalla prossima stagione visto il rinnovo che tarda ad arrivare e le ultime dichiarazioni che sembrano porre fine alla querelle e – da giugno – alla permanenza di De Vrij.
Male ma non troppo. Perché il suo sostituto la Lazio potrebbe averlo già in casa.

MATTIA VALOTI

I sette giorni di Mattia Valoti. Dalla promessa di fedeltà al Verona fino al 2021 alla “firma” del rinnovo con la doppietta al Torino.
Un altro giovane protagonista della 26esima giornata. Una doppietta che dà lo spunto per parlare e mettere in risalto il 24enne punto fermo dell’undici di Pecchia.
Centrocampista con il permesso speciale di inserirsi e farsi vedere in area avversaria.
Ma importante risorsa in non possesso.
2,5 i contrasti a partita e 1.5 le intercettazioni ogni 90 minuti.
Centrocampista tutto polmoni e tecnica, pericoloso anche dalla metà campo in su, in grado di concludere vero la porta 1 volta a partita da mezz’ala. 1 dribbling su 2 ogni 90 minuti sinonimo di successo.
Crescita nella Primavera di Cristante e Petagna sotto la lente di ingrandimento di mister Allegri affascinato dalle sue doti di atleta e di calciatore. Qualche convocazione e apparizione nel calcio dei grandi fra tornei estivi e amichevoli. Sempre col rossonero sulla pelle.
Tanta B – all’Albinoleffe con Belotti. L’esordio in A nel Verona di Mandorlini e Toni e qualche mese dopo il primo gol in A.
Tanta B si diceva; anche con il Verona di Pecchia. 3 gol e 8 assist l’anno scorso.
Perno dell’11 veronese anche in Serie A. Che in Serie A vuole rimanere e si avvicina al traguardo salvezza grazie alla doppietta di Mattia, nel nome di papà Aladino. Anche lui grande impronta veronese.
Continua così la tradizione Valoti con il Bentegodi intorno.

MANUEL LAZZARI

Lui certo non la scoperta dell’ultimo minuto. Ma una salda certezza – ormai – che sulla fascia destra della Spal dura da inizio campionato. A gennaio accostato anche all’Atalanta che in quanto a lungimiranza e valorizzazione dei giovani talenti non ha bisogno di presentazioni e parole al vento.
Instancabile motorino tutta fascia nello scontro diretto con il Crotone nel pranzo domenicale è stato uno dei migliori in campo. Se non il migliore in assoluto. L’1-0 di Antenucci – per esemplificare – viene da una sua tipica percussione sulla destra e da un cross dal fondo come nelle scuole calcio insegnano. Basso, teso, a rimorchio sul dischetto dove – ad area colma – un attaccante  deve sempre esserci. Et voilà, stop e destro di Antenucci. 1-0 inciso sul tabellone.
Al di là dell’assist – il primo in Serie A – la presenza costante sulla destra nella gara di domenica e la pericolosità di ogni sua azione ne ha fatto il migliore in campo.
Pragmatismo più che fantasia. Pochi numeri, poche finezze ma tanta concretezza che, alle volte, lo rende però anche prevedibile.

Anche i dati ne dimostrano l’estrema importanza sia in fase offensiva che difensiva.
La grande propensione alla spinta e il suo pragmatismo i motivi dei 2,3 dribbling riusciti a partita. Anche se la statistica dei cross sia decisamente più bassa. Solo 0.9 i cross per partita dell’esterno spallino.
Quando si tratta di difendere i dati confermano la sua ambivalente importanza. Solo 0.9 dribbling subiti a partita con le “spazzate” che arrivano a quota 1.5 a partita. Sinonimo della costante presenza anche quando “la palla l’hanno gli altri”.

Luiz Felipe, Valoti e Lazzari 3 nomi che forse “gli spalti” scoprono solo oggi.
In realtà solo ulteriori conferme di talenti già sbocciati.

Presente e futuro per le proprie società.

3 protagonisti della 26esima di Serie A.

In punta di piedi (ma neanche troppo).

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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Calcio Internazionale

La Francia non ci sta: reclamo alla FIFA dopo la rete annullata a Griezmann

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Francia

Nonostante la Francia fosse già passata, non sono mancate le polemiche ieri pomeriggio al termine del match tra francesi e Tunisia valida per l’ultima partita ai gironi di Qatar 2022. Ha aperto la gara Khazri a cui aveva risposto Griezmann al 98’, ma già al termine della gara l’arbitro ha preso la decisione di annullare la rete  francese. 

POLEMICHE FRANCESI

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Mirror, la Federazione Francese è pronta a fare ricorso alla FIFA in segno di protesta per l’annullamento alla rete di Griezmann.

Infatti, al direttore di gara di ieri era stato detto di annullare la rete dell’attaccante dell’Atletico Madrid causa fuorigioco. Ma le regole stabiliscono che un gol non si può annullare a partita già terminata.

Se il gioco è stato interrotto e ripreso, l’arbitro può solo intraprendere una “revisione” e prendere la sanzione disciplinare appropriata, per identità errata o per un potenziale reato di espulsione relativo a condotta violenta, sputi, morsi o estremamente offensivo, offensivo e/o azioni abusive”, si legge nelle regole del gioco dell’IFAB.

In ogni caso la partita di ieri è stata vinta dalla Tunisia, che causa vittoria dell’Australia sulla Danimarca, non è comunque riuscita a passare i gironi della Coppa del Mondo.

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