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Le 5 squalifiche più strane della storia del calcio

Nella giornata di ieri è accaduto qualcosa di molto strano nella Super League cinese: prima della partita tra Shangai Sipg e Shandong Luneng (la squadra del nostro Graziano Pellè) nello stadio stava risuonando l’inno nazionale cinese, come da consuetudine. Mentre tutti i giocatori ascoltavano in silenzio gonfiando il petto, un giocatore della squadra ospite, Diego Tardelli, 33enne brasiliano ex San Paolo, si è grattato il viso, beccandosi una squalifica di una giornata. Assurdo, direte voi, eppure lo scorso anno il regime comunista cinese ha approvato una legge per punire severamente le persone che non rispettano l’inno nazionale, come nel caso di Tardelli. Il giocatore è stato punitivo con il seguente comunicato: “I modi di Tardelli non erano solenni mentre l’inno nazionale veniva suonato e cantato, causando un impatto sociale negativo.”

Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di squalifiche assurde inflitte a giocatori o società. Ecco i 5 casi più strani. 

SUPERMERCATO GALEOTTO

La leggenda del Manchester United Rio Ferdinand, sei volte vincitore della Premier League e campione d’Europa nel 2008, nel 2003 fu squalificato per ben 8 mesi e multato con 350 mila sterline per essere andato a fare la spesa invece che recarsi al centro d’allenamento dei Red Devils per un test antidroga. Questa squalifica gli fece anche perdere gli Europei che si svolsero in Portogallo l’anno seguente. Il difensore si era banalmente dimenticato di presentarsi, ricordandosene qualche ora dopo, quando era ormai troppo tardi. Sostenne quindi i test il giorno dopo privatamente (e risultarono negativi) e offrì persino di prestarsi al test dei follicoli per dimostrare la sua buona fede (i capelli conservano tracce di alcune forme di doping per mesi), ma non servì a nulla e la squalifica venne confermata. 

GUFATA…ESAGERATA

Il 27 febbraio 2011 Luís Moreno, 37enne calciatore Panamense, si rese protagonista di un gesto tanto violento quanto assurdo: nella partita Junior-Deportivo Pereira (terminata 2-1), infatti, colpì con un calcio un barbagianni, mascotte della squadra di casa, provocandone la morte. Il giocatore fu punito con 2 giornate di squalifica ed una multa di 1 070 200 pesos, equivalenti a circa 400 euro. Una piccola squalifica se paragonata alla gravità del gesto, che però evidentemente non ha scandalizzato i vertici del calcio colombiano. Lo stesso Moreno, poco tempo dopo, sferrò un altro calcio, questa volta ad un avversario, guadagnandosi altre 7 giornate di squalifica. Una testa calda, per usare un eufemismo.

NON IMITARE A CASA

Nel 1992, il centrocampista inglese Vinnie Jones, famoso per la sua immagine da “duro” (detiene il record per il cartellino più veloce, tre secondi, ed è stato espulso 12 volte nella sua carriera in Premier League, secondo solo a Roy Keane con 13), venne squalificato dai campi per poco più di 6 mesi e multato con 20 mila sterline per aver incitato alla violenza in un video diffuso su internet (Soccer’s Hard Men) caratterizzato da filmati di sé stesso e molti altri “uomini duri” del calcio, con molti consigli per diventare, appunto, “uomini duri”. Oltre alla squalifica e alla multa, Jones fu sospeso per tre anni dalla Football Association per aver “mostrato il gioco del calcio in cattiva luce”. Celebre è poi l’episodio in cui lo stesso Jones tentò di fermare Paul Gascoigne, un’altra testa calda, trattenendolo per i testicoli, o anche quello in cui fece un’entrata talmente avventata e pericolosa sul difensore del Tottenham, Gary Andrew Stevens, che quest’ultimo fu costretto a ritirarsi dal calcio poco tempo dopo a soli 30 anni. Il calciatore adesso fa l’attore (con una certa predilezione, manco a dirlo, per i film d’azione) confermando il suo vizio per i filmati. 

STRETTA SERRATA

Chi non si ricorda di McDonald Mariga, meteora del calcio italiano passato per anni tra Inter e Parma, che può addirittura vantare nel proprio palmarès la Champions League vinta dai nerazzurri nel 2010, avendo giocato solo tre spezzoni di partita nella competizione per un totale di 9 minuti? Il giocatore al momento è svincolato, ma nel 2016, quando giocava in Serie B con il Latina, si rese protagonista di un episodio davvero assurdo: durante una sfida con il Virtus Entella, venne espulso al 49’ e, per tutta risposta, si diresse dall’arbitro per stringergli la mano. Risultato? 5 giornate di stop per “aver stretto con particolare vigoria la mano destra dell’arbitro causandogli un’escoriazione con fuoriuscita di sangue e per avergli contestualmente rivolto epiteti insultanti.” Insomma, di certo non aveva preso bene il provvedimento.

 

UNA RIGA DI TROPPO

Robbie Fowler, leggendario attaccante del Liverpool degli anni ‘90, soprannominato “The God”, si rese protagonista di un fatto singolare avvenuto in un derby contro gli odiati rivali dell’Everton. Il 3 Aprile 1999, durante un derby, appunto, segnò su calcio di rigore (causato da Marco Materazzi) ma poi esultò chinandosi sulla linea di fondo e fingendo di sniffarla, come fosse una riga di cocaina. Il gesto era dovuto alle varie accuse che gli erano state rivolte per una vita privata non sempre all’insegna della sobrietà. Tuttavia l’unica cosa che ottenne furono 4 giornate di squalifica e una multa da 32 mila sterline. Non la migliore delle idee per riabilitare il suo nome.

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