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Le avversarie delle italiane in Europa League

L’urna di Nyon ha dato i suoi verdetti anche per quanto concerne l’Europa League. A seguito del sorteggio di Champions League, infatti, è stato stilato il tabellone dei sedicesimi del secondo torneo continentale. Il bilancio per le italiane è sia positivo che negativo.

A Milan e Lazio è andata sostanzialmente bene trovando rispettivamente i bulgari del Ludogorets e i romeni della Steaua Bucuresti. Non dello stesso parere possono essere i tifosi del Napoli, che ha pescato il Lipsia, e soprattutto dell’Atalanta la quale affronterà il Borussia Dortmund.

Poteva andare meglio, nel caso della Dea, o anche peggio, per Milan e Lazio, ma l’esito non si può cambiare. Ora è solo il momento di analizzare le prossime avversarie del quartetto italiano di Europa League.

AVVERSARIO ATALANTA: BORUSSIA DORTMUND

Non molto fortunati con i sorteggi i bergamaschi. Essi, infatti, dopo aver superato Lione ed Everton al girone, concluso al primo posto, dovranno vedersela con la squadra migliore per valori della seconda fascia.

Il talento 19enne Christian Pulisic

Il Borussia Dortmund, come l’Atalanta stessa, è ricca di giovani talenti. Pulisic, Weigl, Dahoud, Maximilian Philipp ne sono solo alcuni. Nonostante un’età media di 25,8 anni, i gialloneri possono contare su un’importante esperienza internazionale, dal momento che hanno anche delle grandi individualità capaci di decidere le partite con le loro spiccate doti tecniche. Il riferimento è in particolar modo al trio Aubameyang-Reus-Gotze che già in passato ha fatto le fortune del club tedesco.

Si tratta dunque di una squadra forte ed esperta che però sta attraversando un momento tutt’altro che positivo. In Bundesliga non vince addirittura dal 30 settembre, scendendo fino all’ottavo posto. Ha salutato la Champions con zero vittorie pareggiando due volte con l’Apoel Nicosia. La conseguenza inevitabile è stata l’esonero del tecnico Bosz, annunciato domenica, che verrà sostituito dall’ex Colonia Stoeger.

Il nuovo tecnico del Dortmund Stoeger

Con l’olandese la squadra, schierata con un 3-3-1-3, ha pensato a giocare un calcio prettamente offensivo. L’attacco è il migliore della Bundesliga insieme a quello del Bayern (35 gol) e a partita il Dortmund tira 6.2 volte (i bavaresi 7). Inoltre ha la quinta miglior media percentuale di possesso palla (61, 3%) dei principali campionati d’Europa. I numeri dal punto difensivo tuttavia sono pessimi. In campionato i gialloneri hanno subito ben 23 reti, tra le prime dieci solo il M’gladbach ha fatto peggio (26). L’avventura in Coppa Campioni l’hanno conclusa con la quarta peggior difesa.

Il Borussia Dortmund finora ha giocato sempre molto alto esponendosi a subire contropiede. Proprio da questa situazione di gioco ha subito ben quattro reti: nel campionato tedesco nessuno ha fatto peggio. Un altro importante punto debole dei prossimi avversari degli uomini di Gasperini riguardano le fasce. I tedeschi in effetti fanno fatica a difendere in ampiezza. Questo permetterebbe agli esterni alti dell’Atalanta di spingere tanto. Un dettaglio a cui i nerazzurri dovranno fare particolare attenzione sono i calci piazzati dai quali il Dortmund ha segnato ben sette reti.

Sarà interessante ora capire come il nuovo coach Stoeger nei prossimi due mesi cambierà la squadra. Si prevede comunque una sfida affascinante da seguire dall’inizio alla fine.

AVVERSARIO MILAN: LUDOGORETS

Il Milan, pur non attraversando un buon momento di forma, si dimostra più fortunato nei sorteggi. Dopo aver avuto un girone tutt’altro che irresistibile, ai sedicesimi la banda di Gattuso affronterà il Ludogorets.

La squadra bulgara ha iniziato la stagione molto presto, il 12 luglio, per affrontare i play-off di Champions. Superato l’ostacolo Zalgiris Vilnius al secondo turno, è stato poi eliminato al terzo dal Hapoel Beer Sheva. Una sconfitta pesante che ha portato anche alla cessione della stella della squadra, Jonathan Cafu, passato al Bordeaux. I bulgari hanno avuto l’occasione di rifarsi ai preliminari di Europa League, battendo il Suduva Marijampolè e accedendo ai gironi.

Inserito nel gruppo C, i biancoverdi si sono piazzati secondi a un punto dallo Sporting Braga. La vera grande notizia è che sia riuscito a mettere dietro l’Istanbul Basaksehir, che conta giocatori esperti come Adebayor, Inler, Clichy, e l’Hoffenheim.

La capolista del campionato bulgaro si schiera con il 4-2-3-1, anche se è stato provato anche il 4-3-3 e il 3-4-2-1. L’allenatore Dimitar Dimitrov, arrivato dopo il k.o ai play-off di Champions, ha attuato spesso un ampio turnover. Il bomber della squadra con 10 gol nella Parva Liga, Keseru, è stato utilizzato 5 volte, tutte da subentrato. Leader della squadra è Marcelinho, capitano d’esperienza e capocannoniere del torneo europeo con due gol. Il giocatore più tecnico è, invece, l’attaccante olandese Misidjan che ha una media di 2.7 tiri a partita e 2.3 key pass.

L’attaccante Misidjan

Importanti sono i giocatori portati a difendere, in particolar modo il centrocampista polacco Goralski. Esso è colui che ha effettuato finora più contrasti a partita (4.8) e compiuto più intercetti (2.7). Dietro di lui il terzino 29enne Cicinho con 2.8 contrasti e 2.3 intercetti.

Il Ludogorets è una squadra scorbutica perchè pur non avendo grandi doti tecniche sa difendersi molto bene. Nella fase a gironi infatti ha subìto appena 5 reti risultando una delle migliori difese. Inoltre i bulgari sono terzi, dopo Atalanta e Crvena Zvezda, per passaggi intercettati a partita (17.2).

Insomma, i rossoneri sono di gran lunga favoriti per la maggior qualità ed esperienza, ma per andare al prossimo step Ringhio dovrà lavorare tanto sull’attacco.

AVVERSARIO LAZIO: STEAUA BUCURESTI

La Lazio, anch’essa collocata nella prima fascia, il prossimo 15 febbraio se la vedrà contro la Steaua Bucuresti.

Come l’avversario del Milan, anche il club rumeno ha giocato partite importanti già in estate. L’impegno pure per esso era il play-off di Champions League. Battuto il Viktoria Plzen, i rossoblù sono andati vicini ai gironi non centrati per l’eliminazione per mano dello Sporting Clube de Portugal. Premio di consolazione il girone di Europa League, in cui è stato rincontrato il Viktoria Plzen, oltre a Lugano e Hapoel Beer Sheva. La squadra di Bucarest alla fine si è piazzata seconda proprio dietro ai cechi di due punti.

Allenata dal 9 giugno dal 37enne Nicolae Dica, la Steaua non rinuncia mai a giocare con il 4-2-3-1. Il rifinitore della squadra è Gnohere, autore di 12 gol in campionato. Il belga, pur avendo giocato una sola volta da titolare in Europa League, ha segnato tre reti. Leader tecnico corrisponde al nome di Constantin Budescu che oltre ad aver marcato il tabellino tre volte ha collezionato pure due assist. Il suo score contiene anche 2.6 tiri a partita e 3 key pass, la migliore media della squadra. Da citare anche Denis Alibec, che ha dei passati con il Bologna, il quale è colui che ha tirato più a match (3.3).

Il bomber della Steaua Gnohere

Il centrale difensivo Planic e il terzino sinistro Junior Morais, invece, hanno buone doti difensive, soprattutto nei contrasti. Il primo ne effettua 3.3 a partita, l’altro 4.

La Steaua Bucuresti è una squadra equilibrata, ha un buon numero di gol segnati e non subisce neanche molto. Ha la stessa media di tiri a partita della Lazio (12). Più che in attacco, è in fase difensiva che sa essere più forte sfruttando una discreta capacità di intercetto. Sicuramente si tratta di un club abituato a giocare in Europa. Gli uomini di Inzaghi però sono superiori dal punto di vista tecnico e dovranno dimostrarlo anche in campo.

AVVERSARIO NAPOLI: RED BULL LIPSIA

Il sorteggio ha assegnato al Napoli un avversario sulla carta inferiore. Attenzione però perchè il Lipsia è una squadra giovane ed emergente che potrebbe trovare nell’Europa League il suo habitat ideale.

L’esordio in Champions League della sorpresa della scorsa Bundesliga non è stato molto fortunato. Inserito in un girone equilibrato, il club della Red Bull non ha potuto far nulla contro la maggiore esperienza di Besiktas e Porto. E’ riuscito comunque a piazzarsi terzo davanti al Monaco, semifinalista nell’edizione passata.

Da notare come il Red Bull Lipsia stia ripetendo l’ottimo campionato giocato l’anno scorso. Attualmente infatti i biancorossi sono secondi dietro al Bayern distante otto punti. Questo a certificare come la stagione passata non sia stata casuale. In Sassonia è stato avviato un progetto importante che ha trovato sviluppo grazie a Hasenhuttl. Egli, l’allenatore del club, ha plasmato una squadra che sa giocare a calcio davvero molto bene.

Il modulo base è un 4-4-2 con Demme e Naby Keita davanti la difesa e Sabitzer e lo svedese Forsberg esterni. Le due punte sono abitualmente Yussuf Poulsen e Werner, bomber della squadra con 11 gol. La stella è senza ombra di dubbio Naby Keita. Il guineano, che a giugno andrà al Liverpool, è colui che detta i tempi di gioco, imposta la manovra. Non solo perchè è bravo pure in fase di ripiegamento: migliore per contrasti a partita (3) e secondo per intercetti (2.5).

Naby Keita in azione

La qualità del gioco passa anche per i piedi dei due esterni Sabitzer e Forsberg. Il primo, austriaco classe ’94, è il secondo dei suoi per key pass (1.7) e tira anche di più in porta (3.1 a partita). Il diez, che gli italiani conoscono di più, è il più tecnico della rosa, non a caso è lui a fare più passaggi decisivi a match (2.3).

Il numero Diez Emil Forsberg

I Tori rossi sfruttano molto le catene laterali, in particolar modo quella di sinistra, dove staziona lo svedese. Da quella parte di campo giungono anche il 27% dei tiri totali della squadra. I partenopei dovranno curare al meglio i calci piazzati da cui i tedeschi in Bundes hanno siglato sei gol. Reina allo stesso tempo dovrà fare attenzione ai tiri da fuori area che i tedeschi tentano il 43% delle volte. Indiscusso punto di forza del Lipsia è il dribbling: nei gironi di Champions ne ha compiuti ben 15 a partita, come il Liverpool. Meglio hanno fatto solo il City di Guardiola e il PSG, squadre più tecniche.

Oltre a subire troppe reti (10 in più finora del Bayern), i ragazzi di Hasenhuttl soffrono contropiedi (3 gol concessi) e calci piazzati (4). Subiscono anche molti passaggi lunghi (75 a partita). Seppur superiori tecnicamente, dunque gli uomini di Sarri dovranno sudarseli gli ottavi.

Nonostante l’urna di Nyon abbia dato verdetti un po’ più positivi per qualcuno e un po’ più negativi per altri, tutte e quattro le italiane hanno possibilità di passaggio. In un modo o nell’altro attenzione perchè anche l’Europa League sa regalare sorprese

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