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Le difficoltà di Mario Pasalic

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L’Atalanta di Giampiero Gasperini ha vissuto, con molta probabilità, l’inizio di stagione più difficile degli ultimi anni. L’uscita dai preliminari di Europa League ha condizionato in modo negativo le prime giornate di Serie A per la Dea: dopo la vittoria contro il Frosinone in apertura di campionato per 4 a 0 sono arrivati solo pareggi e sconfitte, fino alla decima giornata, quando i nerazzurri sono tornati a sorridere rifilando 5 gol al Chievo.

La colpa principale è sicuramente da attribuire alla batosta psicologica avvenuta nelle settimane post Copenaghen, ma non in modo completo. Durante l’ultima sessione di calciomercato da Bergamo sono andati via Caldara, Cristante e Petagna, tre pilastri del ciclo nerazzurro di Gasperini.

Il difensore centrale italiano è stato sostituito dai già pronti Palomino e Mancini. Petagna è stato sostituito con Zapata, con il colombiano che ha rappresentato un upgrade per l’attacco della Dea. Cristante, a suo pieno agio nel ruolo di trequartista incursore ritagliatogli da Gasperini, è stato sostituito con Mario Pasalic, ritornato in Italia dopo l’esperienza in prestito al Milan. Il croato è arrivato in prestito annuale con diritto di riscatto dal Chelsea.

Ad oggi Pasalic rappresenta un grosso interrogativo nello scacchiere di Gasperini, con la dirigenza nerazzurra pronta a non riscattarlo a fine stagione. Eppure il croato ha avuto, fin dall’inizio, la fiducia completa del proprio tecnico che gli ha consentito di partire dal 1’ nelle prime 3 giornate di campionato, complice anche l’infortunio di Ilicic e l’ambientamento iniziale necessario per Emiliano Rigoni.

La posizione in cui è stato schierato Pasalic da Gasperini è sempre stata quella di trequartista nel 3-4-1-2, alle spalle di Gomez e Zapata. Partenza col botto alla prima giornata contro il Frosinone: buona prova, primo gol in maglia nerazzurra e larga vittoria ottenuta per 4 a 0. Difficile ipotizzare un inizio migliore.

Tempismo per inserirsi e attaccare il secondo palo: nel frame qui sopra Gomez attira su di sé addirittura 3 difensori del Frosinone, con Zapata pronto a tagliare verso il primo palo. La palla arriverà invece sul secondo, dove Pasalic la raccoglie e la spedisce in rete.

Successivamente è iniziata la crisi dei nerazzurri, con Pasalic che ha iniziato a collezionare prestazioni non sufficienti e anche alcune panchine. Il croato non è sembrato a proprio agio nel ruolo scelto per lui da Gasperini, tanto che in alcune occasioni è stato addirittura scambiato di posizione con Freuler, con lo svizzero più alto e lui più arretrato. Anche in quel caso il risultato non è cambiato: Pasalic gioca sottotono e si vede.

Alla decima giornata, contro il Chievo, Ilicic torna a disposizione e Gasperini non si lascia sfuggire l’occasione di rilanciare lo sloveno dal 1’, proprio al posto di Pasalic. Il risultato, per quest’ultimo, è sconfortante: l’Atalanta torna alla vittoria dopo un mese, lo sloveno si carica la squadra sulle spalle siglando una tripletta e scaccia la crisi. Per Gasperini è una vera e propria manna dal cielo.

La colpa di Pasalic è stata quella di non riuscire a garantire neanche la metà del lavoro svolto in passato da Cristante: il centrocampista italiano aveva un’interpretazione molto più dinamica del ruolo, veniva utilizzato come riferimento offensivo insieme alla punta per vincere i duelli sulle seconde palle, aspettando l’occasione giusta per inserirsi alle spalle dei difensori avversari. Garantiva il giusto apporto in fase di non possesso, aiutato anche dalla sua prestanza fisica e dalla sua abilità nei duelli aerei.

Tutto questo Mario Pasalic non è riuscito a farlo, soprattutto anche per via di caratteristiche completamente differenti. Il croato è sì un centrocampista dotato dei tempi giusti di inserimento, ma meno dinamico rispetto a Cristante e più adatto a giocare come mezz’ala, magari in un 4-3-3. E’ esploso in quel ruolo al Milan, siglando 5 gol alla sua prima stagione italiana.

Qui si può notare l’ottimo tempo di inserimento di cui dispone Pasalic: Suso rientra dalla destra e mette il cross, il croato taglia alle spalle del difensore del Palermo e colpisce senza pietà

Ritornando indietro, al cambio di titolarità avvenuto con Josip Ilicic, non è stato un caso che sia stato proprio lo sloveno a far svoltare la stagione dell’Atalanta. Ilicic agisce come una sorta di regista avanzato, insieme al Papu è il giocatore più qualitativo e imprevedibile della rosa e riesce a garantire un’ottima continuità di rendimento. Il mancino dello sloveno riesce a disegnare traiettorie fenomenali, sia per provare la conclusione personale che per servire il compagno in posizione migliore.

Pasalic, in sostanza, ha pagato molto per via delle sue caratteristiche non proprio complementari con quello che richiede Gasperini da chi agisce in quella posizione. Ha avuto anche molta sfortuna nel giocarsi gran parte delle sue carte nel periodo peggiore di questi primi mesi di stagione vissuti dall’Atalanta.

Sicuramente Gasperini gli concederà ancora diverse chance, proprio per capire se il croato possa essere un giocatore da Atalanta o meno. Sta a lui adesso aspettare l’occasione giusta per tornare ad esprimere tutte le sue qualità, magari sfruttando qualche spezzone di partita entrando a gara in corso. Pasalic in questi primi mesi ha deluso molto, il croato dovrà sostenere una seconda parte di stagione più che sufficiente per essere riscattato dalla dirigenza nerazzurra. La possibile svolta della sua carriera passa dai prossimi mesi con la maglia dell’Atalanta.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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