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Le favorite dell’Europa League!

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Le partite di ieri in Europa hanno sentenziato le squadre che possono andare avanti a credere nella finale di Baku. Da 32 a 16 squadre, con gli ottavi di finale alle porte. Sorteggi nel complesso benevoli per le italiane, con l’Inter che pesca l’Eintracht Francoforte e il Napoli il Salisburgo.
L’Europa League di quest’anno non smette di sorprendere. Tante le big ancora in gioco, altrettante le squadre che puntano alla vittoria finale nel segno dell’epica di una stagione da rendere memorabile. Con due italiane ancora in gioco, Numero Diez analizza oggi le candidate alla vittoria finale, coloro che davvero possono puntare ad andare fino in fondo.

ANIMA E CORE MADE IN NAPOLI

Il Napoli, si sa, è sulla carta in tutto e per tutto una squadra da Champions League. Solo il malcapitato capriccio della dea bendata l’ha fatta retrocedere in Europa League. Il cammino dei partenopei è degno di lode e le premesse per Baku sono promettenti.
La squadra di Ancelotti, nonostante la stagione non particolarmente esaltante, ha radicato in se un DNA europeo di quelle squadre destinate a crescere e sempre di più. Nel segno di una grandezza quasi predestinata, da raggiungere con un progetto all’insegna dell’ambiziosità. Non a caso è stato chiamato “Re Carlo” alla guida di un Napoli sempre più affamato.
I valori in campo e la qualità della rosa rendono i partenopei fra le indiscusse favorite. Ma ciò che può rendere questa squadra la vera candidata alla vittoria è, appunto, l’ambizione di vincere condita al desiderio di rivalsa e gloria in ambito europeo.
L’uscita dalla vecchia coppa dei campioni, la Serie A ormai in mano alla Juventus e la prematura uscita dalla Coppa Italia per mano del Milan spalancano la porta all’Europa League per salvare la stagione. Un fattore che rende i partenopei ancora più temibili.
La rosa azzurra, del resto, è ricca di campioni: Koulibaly rappresenta uno dei centrali più forti al mondo. Fabian Ruiz e Allan costituiscono il connubio perfetto fra talento del primo unito alla forza della quantità del brasiliano. Per quel che concerne l’attacco poi, la qualità è sotto gli occhi di tutti: la costanza di Callejon, la crescita inarrestabile di Milik e la guida di capitan Insigne.
Gli ingredienti giusti per crederci davvero, perché al Napoli non manca nulla per ambire a vincere la coppa. I dettagli e la voglia di crederci  faranno la differenza, fin dal match contro il Salisburgo agli ottavi.

LA COSTANTE SIVIGLIA

Se nell’enciclopedia del pallone si cercasse la voce “vincitrice Europa League” e la relativa descrizione e definizione, non potrebbe che comparire lei. Siviglia-Lazio ha rappresentato l’ennesimo test per questa squadra che, sfortunatamente per il calcio italiano, ha superato con successo. Perché nel calcio, si sa, per quanto sfortuna e episodi singoli possano fare la differenza, è il gol l’unica cosa che conta. Coloro che lo perseguono con più forza degli altri alla fine trionfano. E’ questo il fattore decisivo che ha permesso agli spagnoli di vincere ben 5 volte la competizione negli ultimi 15 anni (di cui 3 di fila dal 2014 al 2016). Straordinario record.
Siviglia, poi, è una città dove non ci sono mezze misure: se nasci qui devi tifare o il Betis o, appunto, il Sevillistas. A testimonianza di come il calcio conti nel cuore della gente e sia radicato nelle più profonde e sentite tradizioni.
Nonostante l’evidente fragilità difensiva (si ricordi infatti la valanga di occasioni avute dalla Lazio) il cinismo e la qualità offensiva sono le armi preferite degli spagnoli. Il temporaneo digiuno di André Silva non cancella il suo talento e la sua pericolosità.

Si temevano poi Ben Yedder e Sarabia per le loro giocate di livello e così è stato. Fatali per i biancocelesti, temuti dai prossimi avversari. Oltretutto, la classe di Banega e Vazquez rappresentano l’amalgamante perfetto per una squadra temuta da tutti. Lo Slavia Praga non spaventa affatto, e con la memoria rivolta alle tre finali vinte, la testa è rivolta verso Baku.

INCOGNITE INGLESI

La Premier League rappresenta da sempre un’incognita da temere e rispettare, ma al punto giusto. Per quanto possano sembrare pericolose ad un primo impatto, infatti, le squadre d’oltremanica non sono certo imbattibili e non attraversano il loro momento migliore.

Ciononostante i campioni che le costellano non possono non renderle prepotenti candidate alla vittoria finale in Europa.

Partiamo dal Chelsea di Sarri. Una squadra sorprendente e imprevedibile. In tutti i sensi. Capace delle vittorie più difficili e delle sconfitte più pesanti. Gli uomini di Maurizio, come sono soliti a chiamarlo i tifosi blues, non attraversano un bel periodo. La qualificazione contro il Malmöe era cosa scontata, ma la sconfitta contro il Manchester City per 6 a 1 e l’eliminazione dall’FA Cup contro lo United ha fatto crollare il morale. E adesso la panchina dell’allenatore toscano trema più che mai. Il blocco del mercato fino al 2020 sanzionato dalla FIFA poi non aiuta i londinesi.

Ma non tutto è perduto. Domenica ci sarà la finale di Carabao Cup contro il City, poi di nuovo gli incontri in Europa League. Una doppia occasione di riscatto, due percorsi che potrebbero invertire il trend deludente del club di Stamford Bridge , dal quale ci si aspettava ben altro percorso. La Dinamo Kiev rappresenterà un test importante per i blues, con la volontà di invertire la marcia il prima possibile.

Capitolo Arsenal: la squadra di Unai Emery, nonostante sia all’inizio di un nuovo ciclo, tiene viva la corsa al quarto posto in Premier League a un solo punto dal Manchester United. Nonostante l’andamento discontinuo e altalenante in campionato (4 vittorie nelle ultime 8 partite, con l’eliminazione dall’FA Cup contro i Red Devils) rimane una delle squadre più quotate. La qualità in campo, del resto, ha del clamoroso: Aubameyang, Lacazette e Ozil fanno paura a chiunque la davanti.

Il centrocampo con Ramsey e Torreira da il giusto equilibrio a una formazione altrimenti troppo sbilanciata in avanti. I sorteggi hanno sentenziato per i Gunners il Rennes; avversario abbordabile, i biancorossi continuano a sognare.

PAZZA INTER

L’Inter. La Pazza Inter. Una delle squadre più imprevedibili e sorprendenti in assoluto, forse la maggiore incognita del torneo. Tantissime le vicissitudini quest’anno: il caso Nainggolan, l’infortunio di Vrsaljko che è tornato a casa base in quel di Madrid prima del tempo. Per non parlare poi della questione Perisic e degli infiniti malumori di Mauro Icardi, ancora in corso. Tutto sembra ruotare storto per la Beneamata.
Ma la forza di questa squadra sta nell’imprevedibilità e nella continua capacità di sorprendere. Perchè se è vero che nello spogliatoio i problemi sembrano non finire, è altrettanto una verità che l’Inter sia terza in campionato e che abbia regalato un andamento in Champions League da ottavi di finale. Solo la sfortuna e un quid in più nei momenti decisivi hanno decretato una clamorosa eliminazione, retrocedendo in Europa League.
La pratica Rapid Vienna è stata agevolmente compilata e superata, nell’attesa degli ottavi di finale.
Le qualità dell’Inter sono innegabili: un portiere fra i più forti al mondo, una difesa seconda in serie a solo alla Juventus e giocatori del calibro di Perisic, Nainggolan, Politano e Icardi, giusto per citarne alcuni, che quando vogliono sanno infiammare le partite e i cuori nerazzurri.
Volontà è la parola chiave. Con essa tutto è possibile, anche quando si è dati per sfavoriti, per spacciati. Un’Inter con la forza di volontà è in grado di superare qualsiasi ostacolo, nel segno di un trofeo che manca a questa società da troppo tempo.
L’Eintracht Francoforte rappresenta il passo successivo per i nerazzurri. Riusciranno a passare?

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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