Connect with us

Calcio Internazionale

Le semifinali di Copa America: due derby incandescenti

Pubblicato

:

Wow, che menù ci ha preparato la Copa America per questa settimana, due notti in cui dormire è veramente impossibile perchè in quella fra martedì e mercoledì con calcio d’inizio alle ore 2.30 italiane si gioca il superclassico delle americhe, la partita delle partite per quella parte di mondo, ovvero quella tra Brasile e Argentina che non è una finale ma è come se lo fosse, anzi forse vale anche di più.

Invece nella notte fra mercoledì e giovedì, nella seconda semifinale, va in scena un derby che forse in Europa non è così conosciuto ma manda in scena una delle rivalità più sentite del continente americano perché Cile e Perù sono le due potenze della costa pacifica, si sono combattute per oltre un secolo in una guerra che è durata praticamente per tutto l’Ottocento, la famigerata guerra del Salnitro e c’è una rivalità sportiva che divide due popoli contrapposti veramente su tutto. Da una parte Brasile-Argentina potevamo aspettarcela, dall’altra Cile e Perù meno perchè sulla carta la semifinale nella parte basse del tabellone doveva essere Colombia-Uruguay ma una tornata di quarti di finale davvero equilibrata con pochissimi goal, con tre partite su quattro terminate ai calci di rigore ci regalano questo tipo di scenario.

Non si può non partire da Brasile-Argentina e non solo perché si gioca prima ma perchè è la sfida che di solito definisce tutte le questioni sudamericane, tanto da essere definita il Superclasico da quelle parti. È una sfida che oggi mette a confronto due super potenze che ci arrivano in un modo un filino diverso: il Brasile contro il Paraguay nei quarti di finale ha sofferto, ha avuto bisogno dei calci di rigore per superare la seleccion guaranì, però per me rimane la formazione più forte, la favorita numero uno anche se in quattro partite, due volte si è fatta imbrigliare sullo zero a zero. Ma non ha ancora subito goal e questi due zero a zero vanno letti alla luce dei numeri e di quanto abbiamo visto sul campo, perché ad esempio il Brasile contro il Paraguay nel secondo tempo ha tirato più di 20 volte. I numeri ci dicono che in 4 partite giocate la Seleçao ha prodotto 84 conclusioni, vuol dire di media 21 a partita, ricevendone 24 e dunque una media di 6 a partita. Solo 5 i tiri in porta subiti dal Brasile nelle prime 4 uscite e sono numeri che inquadrano una squadra all’attacco, come ci aveva detto Tite fin dall’inizio di questa Copa America ma anche estremamente equilibrata, in grado di mantenere al sicuro la propria area, anche perché quando si tenta di avventurarsi all’attacco ci si ritrova contro quello che ad oggi è probabilmente uno dei migliori portieri al mondo, sicuramente fra i primi tre, ovvero Alisson, protagonista assoluto nella serie di rigori contro il Paraguay.

Fonte: Profilo Facebook ufficiale Copa America

Brasile che nella partita contro l’Argentina recupererà Casemiro, c’è il dubbio Filipe Luis che è uscito nell’intervallo del quarto di finale ma la riserva Alex Sandro direi che da’ sufficenti garanzie. È un Brasile che minaccia la Seleccion soprattutto con i suoi due attaccanti laterali, perchè Roberto Firmino in avanti rimane un punto di riferimento molto particolare e anche molto utile, ma come ho detto più volte continuo a pensare che non sia un Roberto Firmino in condizioni brillantissime, non è al 100% e ha anche sbagliato il calcio di rigore contro il Paraguay. Ha segnato un goal al Perù ed è sempre uno da non sottovalutare perchè con una difesa rigida come quella Argentina i suoi movimenti possono portare a degli scompensi decisivi che la Seleccion dovrà contrastare. Ma non solo, dovrà contrastare soprattutto i problemi creati dalle fasce laterali. Everton che è in stato di grazia, è forse il migliore del Brasile in questa competizione e può creare problemi all’Argentina che nel ruolo di terzino destro non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Hanno giocato Saravia e Casco nella fase a gironi ma hanno entrambi deluso, ha fatto meglio Foyth contro il Venezuela ma lui non è terzino, è un difensore centrale e da quella parte va più a marcare e a tamponare e non ha propriamente le caratterstiche e le conoscenze del terzino, perciò se puntato da Everton e portato all’interno potrebbe avere dei problemi. Stesso discorso per Gabriel Jesus dall’altra parte che sembra un po’ maledetto in questa Copa America ma è uno che alle spalle di Tagliafico può portare davvero delle cose pericolose.

Però il Brasile troverà un’Argentina prima di tutto corroborata perché le due vittorie consecutive con Qatar e Venezuela, dunque non due avversari terribili, hanno dato certezze mentali a questa squadra che adesso sembra avere un gruppo cementato. Sembra aver trovato quegli stimoli di rivalsa che le servono anche per alzare il livello di intensità all’interno della partita e anche lo stesso Scaloni sembra avere un po’ di credibilità in più dopo che nelle prime due partite con Colombia e Paraguay era stato aspramente criticato, non solo dalla stampa ma anche alle figure dirigenziali e storiche che ruotano attorno alla Seleccion perché anche prima della partita contro il Venzuela i titoli erano stati tutti catturati dalla guerra verbale tra il Flaco Menotti, c.t campione del mondo nel ’78 che attualmente è il direttore tecnico delle nazionali argentine ma non è presente in Brasile per questioni di salute. È rimasto a Buenos Aires però attraverso i suoi puntuali articoli sul quotidiano catalano Sport è andato a pungere ripetutamente questa squadra che non ha gradito. Stesso discorso per un altro caudillo dell’argentino, ovvero il Cabezon Ruggeri che ha vinto sia il mondiale che la Copa America con la maglia albiceleste. c’è stato un vero e proprio scontro verbale tra Menotti e Ruggeri e si è parlato di tutto questo prima della partita con il Venezuela, tant’è che nella conferenza stampa pre-partita di Scaloni e Lautaro Martinez non è mai stata nominata la parola Messi, e questo è un qualcosa di veramente particolare visto che in teoria si dovrebbe parlare di calcio.

Fonte: Profilo Facebook ufficiale Copa America

Parlando di Messi, è un Argentina che ha svoltato, ha trovato due vittorie, senza subire goal peraltro e questo non accadeva dal ’16/’17 che l’Argentina non faceva due partite ufficiali consecutive senza subire goal. Stavolta ci è riuscita ma senza che il suo numero 10 abbia ancora portato delle cose veramente da Messi. Lo ha ammesso lui stesso, dicendo che fino ad ora non si è vista la sua versione migliore e non è stata la sua miglior Copa America. Ha preso giustamente come alibi lo stato dei terreni di gioco, veramente impresentabili quasi tutti tranne forse quello dell’Arena Corinthias, almeno per quanto visto finora. E senza Messi l’Argentina perchè è cresciuta? Perchè finalmente ha trovato delle figure di riferimento alternative al numero 10 e io continuo a rimanere convinto del fatto che se l’Argentina non vince nulla orma da 26 anni, non è colpa di Messi ma delle figure che gli stanno attorno che devono prendersi questo tipo di responsabilità. Ne sono emerse due nuove che in qualche modo giustificano il ricambio generazionale voluto da Scaloni. Uno in primis è Lautaro Martinez, el Toro ha siglato 6 goal in 10 partite con la maglia della nazionale, ha sbloccato a freddo sia la gara con il Qatar che quella con il Venezuela, segnando un meraviglioso goal di tacco. Lautaro Martinez è l’attaccante che serve all’Argentina perché all’interno dei 16 metri è un killer, sbaglia ancora qualche goal, soprattutto di testa, però per essere un ragazzo che compirà 22 anni ad Agosto ha già una personalità e una capacità di essere contundente al tiro veramente importante. In più è uno che si prende la responsabilità, lotta, va a conquistare calci di punizione o possibilità di tener possesso palla. Soprattutto Lautaro Martinez si integra perfettamente con un’altra punta che in questo caso è il Kun Aguero. Kun che ha messo lo zampino in entrambi goal contro la vinotinto: un assist, più che altro un tiro, sul colpo di tacco di Lautaro e poi l’azione che ha portato al 2 a 0 di Lo Celso.

Il fatto che Lautaro si integri perfettamente con un numero 9 va traslato su quella che è stata la stagione dell’Inter, perché Spalletti non ha mai creduto alla possibilità di far convivere Icardi e Lautaro Martinez, quando Lautaro nella sua storia ha sempre dimostrato di sapersi trovar bene con un’altra punta e credo che questo sia un messaggio molto gustoso per il nuovo corso nerazzurro e per Antonio Conte che ha in mente assolutamente l’idea di affiancare Lautaro a un vero e proprio centravanti.

Vedremo come l’Argentina sarà in grado di affrontare il Brasile al Mineirao di Belo Horizonte: ci sono anche dei fantasmi da scacciare, il Brasile l’ultima volta che ha incontrato l’Argentina in Copa America le ha dato 3 goal, era la finale di torneo del 2007 e si è preso la coppa. Però l’ultima volta che si è giocata una semifinale sul proprio campo, a Belo Horizonte, finì con il secondo maggior colpo negativo nella storia del Brasile, l’1-7 con la Germania che si colloca dietro soltanto al Maracanazo del 1950 che non potrà mai avere eguali nella storia.

Fonte: Profilo Facebook ufficiale Copa America

C’era il rischio che si ripetesse una finale Brasile-Uruguay al Maracana, era stata la finale del 1919, la finale di Copa America che il Brasile vinse 100 anni fa, ma era stata soprattutto la finale del mondiale del 1950, il dolore più grosso mai patito dal calcio brasiliano. Invece questa possibilità non c’è più perchè l’Uuruguay è andato fuori, battuto ai calci di rigore dal Perù, così come è andata fuori la Colombia, battuta sempre dal dischetto dal Cile, per cui abbiamo questo caldissimo derby del Pacifico nell’altra semifinale. Oltre alla grande contrapposizione storica, anche la rivalità sportiva è molto forte e per spiegarvelo meglio, vi racconto una storia: la rovesciata nel mondo ispanico viene chiamata “chilena” perché i cileni sostengono di averla inventata loro e hanno anche delle basi credibili, in Europa le prime rovesciate si sono viste nel 1927, quando il Colo Colo di Arellano, uno dei grandi fondatori del club di Santiago del Cile, andò in tournèe in Spagna e segnò dei goal in rovesciata che i giornalisti spagnoli non avevano mai visto, creò stupore e da lì fino a tutto il mondo latino la rovesciata è diventata “la chilena”; tra l’altro Arellano morì proprio in quella tournè in uno scontro con un difensore del Valladolid.

“Chilena” che viene chiamata così dappertutto tranne che in Perù, dove invece sostengono loro di aver inventato la rovesciata e che questo gesto tecnico si sia visto per la prima volta nel grandeo porto di el Callao. Al di là di questo ci sono anche episodi recenti, di confronti vibranti e anche piuttosto violenti fa Cile e Perù. Ad esempio nel 2015 quando il Cile andò a vincere 4 a 3 a Lima una partita di qualificazione e devastò lo spogliatoio lasciando un messaggio molto chiaro: “fate largo ai campioni del continente”, perché il Cile aveva appena vinto la propria Copa America del 2015. Nel 2017 il Perù ha in qualche modo restituito il favore, perchè nella gara conclusiva di qualificazione al Mondiale russo, il Cile perse sì in casa contro il Brasile ma Colombia-Perù finì pari con quello che tutti hanno visto come un biscotto, perchè Radamel Falcao venne catturato dalle telecamere a parlare con i difensori peruviani e vi assicuro che nessuno si aspettava che il Perù avrebbe fatto qualcosa per avvantaggiare il Cile.

Ci sono storie vecchie, che veramente esploderanno in questa semifinale. Ci sono però anche due squadre che arrivano con meriti diversi. il Perù ha avuto secondo me abbastanza fortuna, ha vinto solo una partita su quattro, anche nella partita con l’Uruguay è riuscito a prevalere ai calci di rigore per un dolorosissimo errore del Pistolero Suarez, però all’interno dei novanta minuti l’Uruguay, pur non brillando eccessivamente avrebbe meritato di più: gli sono stati annullati 3 goal per fuorigioco, valutati al millimetro dal Var; ci sono state due colossali occasioni sprecate, una da Cavani nel primo tempo, una da Godin nel secondo, alla fine l’Uruguay si è dovuto arrendere ai calci di rigore. Il Perù ci arriva con una squadra che non ha grandissimi valori tecnici ma al contrario delle previsioni, da quanto si era visto nelle partite di avvicinamento, ha ritrovato grande forza mentale e questo in un derby del genere può essere una chiave importante, più in una partita così che in tante altre. E poi sempre grandi meriti al Tigre Gareca, allenatore che a livello internazionale ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato ed è veramente un buon tecnico.

Fonte: Profilo Facebook ufficiale Copa America

Però se il Perù è stata la più grande sopresa nel lotto delle semifinaliste, il Cile ha dimostrato qualcosa di straordinario, perchè la Roja è riuscita a ritrovarsi dopo un anno e mezzo un po’ difficili seguiti alla seconda conquista della Copa America consecutiva, anche se per la Comnebol non sono due consecutive perchè quella del Centenario viene considerata un trofeo a parte, per cui il Chile non può andare per il tri-campeonato e questa è una cosa che sta causando qualche polemica ma per ora lasciamola da parte in vista di un eventuale finale del Cile. Come dicevo, ha saputo ritrovarsi bene dopo questi anni in cui era sembrata andata fisiologicamente in calo la nazionale allenata prima da Sampaoli e poi da Pizzi: il merito grande è dell’attuale c.t. colombiano Rueda, che non solo è riuscito a controllare la temperatura del gruppo nel momento in cui sembrava che stesse bollendo un po’ troppo ma anche costruito delle vesti tattiche adeguatissime a una squadra che, come dicono da quelle parti anche con le accezioni positive del termine hijos de puta, di gente che sul campo si fa rispettare e non poco, una squadra che non solo ha grande forza e carattere ma anche valori tecnici. La colonna vertebrale è costituita dai veterani, Medel dietro che può contare su un socio di grande fisico come Maripan, centrale statuario e molto forte di testa. Sugli esterni ci sono altri due veterani come Isla e Bosejur; dietro è stato trovato un portiere assolutamente affidabile come Arias e allora va salutata positivamente la scelta chiaramente un po’ sorprendente di Rueda di lasciare a casa Claudio Bravo, di dar ragione al gruppo e chiamare il portiere nato in Argentina del Racing Avellaneda. La difesa che si dispone solitamente a quattro, anche se contro l’Uruguay nel girone ha giocato con 3 centrali e due esterni più di corsa e offensivi, da assolutamente garanzie. Il centrocampo è una cassaforte in mano a Vidal e Aranguiz, giocatore che a livello internazione in Sudamerica è sempre estremamente decisivo. In mezzo a loro è stata trovata la figura perfetta, il nuovo che avanza, rappresentato dal bolognese Pulgar che sta facendo una Copa America straordinaria dopo aver chiuso splendidamente la scorsa Serie A. È un centrocampista che ha tempi di gioco, ha capacità di costruzione, ha un fisico utilissimo e io credo che Pulgar si stia mettendo molto bene in mostra anche in chiave mercato. In avanti il leader è il Niño Maravilla, Alexis Sanchez: una stagione da incubo e poi la capacità di ritrovarsi mentalmente e fisicamente. Con lui c’è il sempre piccante Edu Vargas, piccante doppiamente nella sfida col Perù perché ha segnato 38 goal con la maglia cilena, 7 di questi li ha picchiati proprio alla nazionale blanqui-roja. È il massimo cannoniere storico del derby del Pacifico, sono cose che spesso hanno una certa incidenza.

Per cui prepariamoci a due notti davvero di fuochi d’artificio: Brasile-Argentina non ha bisogno di presentazioni, Cile-Perù per il pubblico europeo un po’ si ma vedrete, quando il pallone rotolerà sul campo, quando si sfideranno queste due squadre, capirete perché vi ho parlato di guerra, sarà una sfida che lascerà parecchi segni e poi andremo di corsa verso la finale del 7 Luglio al Maracana.

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Calcio Internazionale

Dalla Spagna: Luis Enrique aveva rifiutato tre volte il rinnovo prima dell’esonero

Pubblicato

:

Luis Enrique

Secondo quanto riportato da AS, Luis Enrique avrebbe rifiutato il rinnovo di contratto per ben tre volte nonostante le insistenze di Rubiales. L’ex allenatore del Barcellona, inoltre, avrebbe turbato la Federcalcio spagnola con le sue dirette su Twitch durante il Mondiale.

Il retroscena svelato dalla fonte spagnola è che, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, sarebbe stata proprio una di queste dirette fatta dopo la pesante e inaspettata sconfitta contro il Giappone. Questo comportamento oltre a non aver trovato il gradimento di Rubiales avrebbe anche diviso lo spogliatoio. La sconfitta contro il Marocco ai rigori, quindi, ha sancito l’addio definitivo di Luis Enrique, che però sembrava già maturato da tempo.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Croazia e Serbia multate dalla FIFA: le motivazioni

Pubblicato

:

Croazia e Serbia

La Croazia sta preparando il tanto atteso quarto di finale con il Brasile ma a turbare la vigilia della squadra di Dalic è una sanzione della FIFA. L’organizzazione del calcio mondiale, infatti, ha inflitto una multa di € 50.000 alla Croazia per gli insulti xenofobi di alcuni tifosi a Milan Borjan, portiere del Canada affrontato nella fase a gironi. L’estremo difensore della Stella Rossa, infatti, è nata propria in Croazia ma in una regione di etnia serba.

SERBIA MULTATA DOPO IL MATCH CON IL BRASILE

Anche la Serbia ha dovuto fare i conti con una multa di circa € 20.000 imposta dalla FIFA. La causa sarebbe il vessillo comparso nello spogliatoio della Nazionale di Stojkovic dopo il match contro il Brasile. Questo raffigurava la mappa del Kosovo, con sopra dei simboli serbi e la scritta “nessuna resa”. In questo caso è stata accolta la protesta del federcalcio kosovara.

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Caso CR7, Otavio si espone: ”È un esempio per tutti noi”

Pubblicato

:

Cristiano Ronaldo

Mattinata turbolente per i tifosi di Cristiano Ronaldo e del Portogallo. Infatti, il quotidiano sportivo A Bola, aveva riportato l’abbandono dai Mondiali di CR7 dopo un presunto colloquio con il C.T. Fernando Santos. La lite sarebbe avvenuta non appena il campione ex Juventus ha saputo che non sarebbe stato titolare contro la Svizzera. Per fortuna, il tutto è stato smentito dallo stesso Ronaldo su Instagram e dalla Federcalcio portoghese su twitter.

A esporsi sul caso è stato anche il compagno di squadra Otavio, centrocampista del Porto e del Portogallo, che ha parlato del caso Cristiano Ronaldo, difendendo il suo capitano. Queste le sue parole:

Cristiano ha detto quello che ha detto, e secondo me ha ragione. Il gruppo è unito e queste notizie servono solo a farci male. CR7 non ha mai detto niente, e soprattutto non ha mai detto di voler lasciare la Nazionale. Anzi, lui è un esempio per tutti noi, è il nostro capitano e anche se sapeva che non avrebbe giocato contro la Svizzera, ci ha dato la forza e l’incoraggiamento giusto”.

”L’atmosfera era normale, come sempre. Nessuno ha visto una discussione o qualcosa del genere. È normale arrabbiarsi se non si gioca, ma non solo per Cristiano, vale per tutti i giocatori. Poi, tutto quello che fa o non fa Cristiano fa notizia e a volte le immagini mostrano solo il negativo e non il positivo. Sta di fatto che sono d’accordo con quello che ha detto Ronaldo. Il gruppo è unito e cercheremo di non farci colpire da queste cose esterne. Siamo tutti concentrati sullo stesso obiettivo: giocare a calcio e vincere per il Portogallo”.

 

Continua a leggere

Calcio Internazionale

Sabiri e la Sampdoria ai ferri corti: lascerà presto il club

Pubblicato

:

Sabiri

Abdelhamid Sabiri sta dando spettacolo con il suo Marocco, in Qatar. Al Mondiale, l’ex Ascoli sta dimostrando un talento che potrebbe presto valicare i confini italiani e portarlo lontano, magari in uno dei maggiori campionati del panorama europeo.

Intervistato da Il Corriere dello Sport, il centrocampista della Sampdoria ha però rassicurato i tifosi blucerchiati, viste le continue voci di mercato che lo vedrebbero lontano da Genova:

Non so, per ora sono un calciatore della Samp. Non mi hanno detto altro”. 

Pochi minuti fa però, come un fulmine a ciel sereno, Nicolò Schira tramite un tweet, ha annunciato la fine della relazione tra Abdelhamid Sabiri e Dejan Stankovic. Il marocchino non a caso ha ha ringraziato tutti a Repubblica (Faggiano, Giampaolo, Minieri ecc) tranne il tecnico serbo. Sabiri è pronto a lasciare la Sampdoria dopo il Mondiale

LE POSSIBILI DESTINAZIONI

Acquistato in estate per circa 3 milioni di euro, a fine Mondiale la Samp potrà chiedere una somma vicina ai 15-20 milioni: in pochi mesi, insomma, il valore del cartellino di Sabiri sarebbe almeno quintuplicato. Il calciatore piace tanto alla Fiorentina, al punto che Nicolas Burdisso,il DS della società viola, sarebbe stato segnalato sui gli spalti in più di una partita del Marocco. Ma non solo, tante squadre di Premier lo seguono da tempo. Questione di tempo e scopriremo la prossima squadra dell’ormai ex blucerchiato.

 

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969