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Corvino: “Lecce è la Firenze del sud”

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Corvino

Il Lecce, con la partita contro l’Inter e davanti a un Via del Mare gremito, ha fatto ufficialmente il suo ritorno in Serie A. La squadra di Baroni, dopo lo svantaggio firmato da Lukaku arrivato a pochi istanti dal fischio d’inizio, ha tenuto a bada gli uomini di Inzaghi trovando il pari con il neo acquisto Ceesay. Con il passare dei minuti le speranze giallorosse di portare a casa un punto, che sarebbe valso oro per la compagine neopromossa, continuavano a crescere fino alla mazzata finale arrivata sul colpo di testa di Dumfries.

Nonostante la sconfitta, il bel segnale è arrivato dalla squadra che non ha affatto sfigurato e questo è segno del duro lavoro di tutto l’ambiente, in particolare del DG Pantaleo Corvino. Al termine del match, il direttore è intervenuto anche ai microfoni commentando la possibile annata dei salentini nella massima serie. Ovviamente, non sono mancate le domande dei giornalisti sulla sua ex squadra, la Fiorentina.

LE PAROLE DEL DG GIALLOROSSO

Di seguito alcune delle sue parole rilasciate:

Lecce è la Firenze del sud perciò sarà un derby e vi aspetto tutti per l’andata che si terrà qui, il Salento ha un fascino particolare”

Com’è andato l’esordio?

“Siamo tornati in serie A e stiamo facendo un percorso programmato ma non proclamato dalla B, abbiamo gettato delle fondamenta forti. La prima squadra è tornata in Serie A così come la Primavera nel campionato 1 e stiamo facendo quello che il nostro portafoglio ci permette”.

La Champions è un obiettivo viola?

“Quest’anno diciamo che siamo alla prima giornata e non si possono dare anche previsioni, ogni squadra ha certezze e ombre. Ma ci sono club che sono nati per gioire e quelli che devono soffrire. Il Lecce è tra i club che devono soffrire, la Fiorentina tra quelli che devono gioire ma solo il campo lo dirà. Da settima ha lavorato per migliorare quel posto ma lo hanno fatto anche le altre perciò non si può dire adesso”

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Roma, pronto il rinnovo di Zalewski: i dettagli

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Zalewski

Negli scorsi giorni si è parlato del rinnovo di Cristante, pedina fondamentale per la rosa di Mourinho. Oltre a lui in casa Roma anche Nicola Zalewski sembra pronto a rinnovare con i giallorossi, con un incremento dello stipendio. Come riportato da Nicolò Schira, per lui si parla di un contratto fino al 2027 con un ingaggio di circa 1.5 milioni di euro all’anno, un aumento rispetto all’attuale di 0.5 milioni.

Il laterale della Roma, che ha collezionato finora 6 presenze in stagione, si appresta a diventare un giocatore chiave per il futuro della rosa allenata dallo Special One.

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Calcio Internazionale

Neymar fissa il suo obiettivo: “Voglio battere il record di gol di Pelè con il Brasile”

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Neymar

La pausa per le nazionali è quasi giunta al termine, ed il prossimo impegno per i giocatori con le rispettive nazionali sarà il Mondiale in Qatar. Tra le principali favorite c’è il Brasile, con un parterre ricco di stelle come Neymar, Vinicius, Raphinha ecc. Sul prossimo Mondiale, ha rilasciato delle dichiarazioni Neymar ai microfoni di Telefoot.

IL DESIDERIO DI NEYMAR

La stella del PSG e della nazionale brasiliana ha rivelato il suo desiderio e sogno più grande, battere il record di reti di Pelè con la maglia del Brasile. Attualmente il record di reti detenuto da Pelè con la maglia della Selecao e di ben 77 reti realizzate, mentre Neymar si trova a 74. Dunque al funambolo brasiliano è a sole 3 reti dall’eguagliare il record di O’Rei, e quindi il prossimo Mondiale risulterà fondamentale ancor di più per Neymar. Nell’intervista rilasciata, queste sono state le parole di Neymar in merito a questo traguardo da raggiungere:

“Dirò ai miei compagni di servirmi il più possibile per battere il record di gol di Pelè con il Brasile”.

Neymar ha chiaro quindi quale sia il suo obiettivo, oltre a quello di vincere il Mondiale con il Brasile, ovvero superare il record di reti in nazionale di uno dei più grandi giocatori della storia del calcio.

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Udinese, senti De Canio: ”Sottil chiedeva già molte spiegazioni”

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Udinese Roma

Quello dell’Udinese è stato un inizio di stagione davvero entusiasmante. La squadra di Sottil gioca un calcio totale, che fa divertire non solo i tifosi bianconeri ma anche gli addetti ai lavori. L’Udinese dopo 7 giornate di campionato ha 16 punti, evento verificatosi solo nella stagione 2000/2001 con in panchina Di Canio.

Proprio lo stesso De Canio ha parlato alla Gazzetta Dello Sport dell’attuale tecnico bianconero Andrea Sottil, allora suo giocatore.

Sottil difendeva, saliva, chiudeva l’azione. Faceva pure gol. Non ricordo se lo avessi battezzato come futuro allenatore, ma chiedeva già molte spiegazioni. Avercene di difensori così. Oggi, in generale, non ne vedo molti con quelle attitudini. Andrea era protagonista in una formazione molto agile. L’Udinese di oggi è invece molto potente”. 

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Deulofeu: “È un momento magico per me e per l’Udinese”

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Deulofeu

In questo avvio di campionato, uno dei giocatori più in forma è sicuramente Gerard Deulofeu, che a suon di prestazioni eccezionali sta trascinando l’Udinese ai vertici della classifica. Se le sue prestazioni continueranno ad essere queste, Luis Enrique potrebbe seriamente prendere in considerazione la convocazione di Deulofeu per il Mondiale. Deulofeu ha rilasciato un’intervista sul suo momento magico al Mundo Deportivo.

LE PAROLE DI DEULOFEU

Gerard Deulofeu è intervenuto ai microfoni della testata giornalistica spagnola, parlando a tutto tondo, dai suoi primi anni da professionista fino al suo attuale exploit in Serie A. Queste le sue dichiarazioni:

Sullo strepitoso inizio in campionato dell’Udinese…

“Sono molto contento, soprattutto per la situazione della squadra: un momento magico, con cinque vittorie consecutive. Abbiamo battuto tre grandi squadre, è molto difficile vincere partite in qualsiasi tipo di campionato in Europa. A livello personale mi sento molto bene, con la mia famiglia in Italia, e anche a livello di squadra sto bene”.

Come ti spieghi l’essere riuscito a esplodere in Serie A, un campionato storicamente ostico per gli attaccanti?
“Lo attribuisco a tutto il lavoro che ho dovuto fare dopo i due infortuni al ginocchio, sulla stessa gamba. Ho sofferto molto e ho dovuto lavorare sodo fisicamente e mentalmente. La scorsa stagione ho giocato con una gamba messa male, dovevo applicare del ghiaccio e non riuscivo a muovermi. A poco a poco l’ho superata, con molto lavoro e allineando assolutamente tutto nella mia vita”.

C’è qualcosa di cui ti penti?
“Nessun rimpianto, al Barcellona ero molto giovane, c’erano molte aspettative su un ragazzo che veniva dalle giovanili e arrivava nella squadra migliore al mondo. Per poter giocare lì, avrei dovuto avere la mentalità di adesso, sapere cosa vogliono da me i miei compagni di squadra e il mio allenatore. Non ce l’avevo in quel momento”.

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