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Lecce, la met(A) è vicina. Il Brescia rimanda la festa promozione

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Lecce, la met(A) è vicina

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E’ finita come doveva finire. Senza proclami né prese di posizione. Ha vinto la squadra che ha dominato la partita in lungo e in largo e ha meritato per occasioni, atteggiamento e convinzione mostrati sul campo.

Il Lecce stende il Brescia nella gara interna valida per la trentacinquesima giornata di Serie B, aggiudicandosi così il big match di questo intenso finale di stagione. Il Brescia fallisce il match point e rimanda quindi la festa promozione alla prossima domenica. I giallorossi in compenso, vedono il sogno targato “Serie A” concretizzarsi sempre di più, a dispetto dei pronostici e delle previsioni che solo qualche mese fa le attribuivano il bollo di “comparsa”.

IL PRE-PARTITA

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. E guai se non fosse così. Al “Via del Mare” di Lecce, nella culla del Salento, si fronteggiano questa sera le due squadre regine della Serie B, che partite dalle retrovie e fuori dai riflettori si sono fatte strada tra le altre stupendo tutti per costanza, qualità e compattezza. E’ la sfida tra Lecce e Brescia, i due attacchi più prolifici dell’intera cadetteria, che guardano le restanti 16 partecipanti dai due punti più alti del podio.

Lo scettro di capolista è detenuto al momento dal Brescia di Corini che precede i leccesi, seconda forza del campionato, di 3 punti. Molto più che una semplice partita, perché sono 90 minuti che potrebbero esprimere verdetti definitivi in merito alle sorti di questo finale di stagione. In caso di vittoria infatti, i bianco-azzurri archivierebbero a tutti gli effetti la pratica Serie A, portando a casa una promozione che mancava da quasi quindici anni. Ma fare risultato è una prerogativa anche, se non soprattutto, del Lecce di Liverani che con una vittoria vedrebbe il traguardo della promozione sempre più vicino. La posta in palio è altissima. E questo non si fa fatica a comprenderlo, specialmente se si da uno sguardo ai dati che riguardano l’affluenza dei tifosi: attesi circa 22.520 spettatori tra abbonati e paganti. E’ febbre pura. Apoteosi del tifo cadetto. Chissà se ne varrà davvero la pena.

LA CRONACA

Le due formazioni scendono in campo con i consueti rispettivi 11 che sono ormai recitati dagli speaker a memoria. L’unica novità tra le file leccesi è costituita dal rientro di Majer, al quale Liverani affida il trono della fascia destra. Dall’altra parte, il Brescia recupera in extremis il suo perno di centrocampo Tonali, in dubbio a seguito di un risentimento muscolare accusato nella rifinitura. L’inizio di partita non lascia molti dubbi su quelle che siano le strategie adottate da ambo gli allenatori, che sono già dai primi minuti più nitide ed eloquenti che mai.

Al Lecce, come prevedibile, spetta il pallino del gioco, con quello che si appresta ad essere un vero e proprio dominio. D’attesa l’atteggiamento invece mostrato dalla squadra capitanata da Eugenio Corini, pronta a colpire in ripartenza approfittando degli ampi spazi concessi, come inevitabile e fisiologico, dalla squadra di casa. Già nei primi minuti il Lecce crea scompiglio dalle parti di Alfonso con una duplice occasione che vede protagonisti, dapprima La Mantia, che approfitta di uno svarione difensivo e poi Falco, che penetra dalla destra e mette dentro un ottimo tracciante diretto di nuovo al suo compagno di reparto col 19 sulle spalle. Pericolo sventato anche in questo caso. Il Brescia si affaccia per la prima volta dalle parti di Vigorito solo al ventesimo minuto, con una pericolosa occasione che tiene sospesi i respiri degli oltre ventimila cuori giallorossi, poi vanificata dal recupero difensivo di Tachtsidis. Una decina di minuti più tardi, Torregrossa recrimina un calcio di rigore per un presunto atterramento in aria da parte di Lucioni. Nulla di fatto, in ogni caso.

La prima frazione di gara termina quindi a reti inviolate, con l’inerzia della partita che sembra dare ragione al Lecce, che ha costruito ben più rispetto alla squadra di Donnarumma e compagni, che sembra comunque poter creare pericolo in ogni istante della gara. La seconda frazione di gioco si apre sulla scia della prima, sembra esserne una copia spudorata. Ancora il Lecce a impensierire Alfonso, questa volta con Majer, che a seguito di un’ottimo spunto premia la sovrapposizione sulla fascia sinistra di Venuti, il cui cross debole termina tra le braccia del numero uno bianco-azzurro. Al nono minuto l’episodio che col senno di poi, cambia in maniera irreversibile la storia della partita. Sabelli, terzino della scuderia di Corini, viene espulso per doppia ammonizione dopo un brutto fallo ai danni di Venuti. Al Brescia tocca ora ridisegnarsi per cercare di rimanere compatta e non sgretolarsi. L’undici lombardo diventa così un 4-3-1-1 con un raggio d’azione e un baricentro notevolmente abbassati e con un Donnarumma lasciato in solitaria a fronteggiare i centrali difensivi di Liverani. Lecce che cerca quindi di trarne beneficio, prima con un colpo di testa di Petriccione deviato in corner da Mateju e poi con una staffilata di Majer da circa 30 metri che impensierisce non poco Alfonso. Il Brescia si rende pericoloso solamente alla mezz’ora con un’ottima combinazione nata dai piedi di Cistana e Torregrossa, il cui tiro finisce di un soffio alla sinistra di Vigorito.

Al 33esimo minuto il cambio decisivo tra le fila leccesi, che mette definitivamente i giallorossi sui binari della vittoria. Tachtsidis fa infatti spazio al giovane Tabanelli. Scelta più che mai azzeccata da parte di Liverani. E’ il numero 23 l’uomo della provvidenza. Il Messia che fa esplodere i ventimila sostenitori salentini e incrementa i sogni dei cuori giallorossi. Al 35esimo, due minuti dopo il suo ingresso, Meccariello mette dentro un insidiosissimo tracciante che con immenso cinismo Tabanelli capitalizza e mette alle spalle di Alfonso con un piatto di destro che non lascia scampo al portiere bianco-azzurro. Finisce così, dopo cinque minuti di recupero più che mai sofferti dai leccesi.

Sognare sì, oggi è lecito e più che mai consentito. Nei limiti del possibile chiaramente. Ora toccherà agli uomini di Liverani compiere l’ultimo sforzo, l’ennesima fatica, nelle prossime gare contro Padova e Spezia e fare il passo decisivo verso la Serie A, coronando un sogno che più tanto un sogno non è. Per il Brescia, la parola”fine” si farà attendere ancora una settimana, nella gara interna contro l’Ascoli , con la quale gli undici di Corini potranno festeggiare una meritata promozione, prendendo la via del più alto gradino professionistico.

Calciomercato

Camarda non firmerà con il Milan a marzo: il piano dei rossoneri e le big che osservano

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Milan camarda

Fino a neanche troppo tempo fa, la prima firma della carriera da professionista di Francesco Camarda sembrava ormai cosa fatta. Come già saprete, i calciatori non possono firmare contratti prima del compimento dei 16 anni, e non possono sottoscrivere accordi di durata maggiore ai 3 anni fino al raggiungimento della maggiore età. Il piano originario del Milan consisteva dunque nell’aspettare la fatidica data del 10 marzo (giorno del sedicesimo compleanno del giovane bomber) per fargli firmare subito un triennale, blindandolo dalle attenzioni delle big europee.

La fumata bianca tuttavia, come riporta La Gazzette dello Sport, è ancora lontana; si ipotizza infatti che Camarda non siglerà alcun accordo prima di quest’estate, anche per motivi strategici. Infatti, nel caso il ragazzo dovesse firmare il contratto al termine di questa stagione, rimarrebbe legato al Diavolo non più fino al termine della stagione 2025/26, bensì al 2026/27. Il Milan vuole dunque ridurre al minimo ogni rischio perdere il centravanti del futuro, tant’è che lo stesso Ibrahimovic sta lavorando per favorire la permanenza in rossonero del suo potenziale erede.

Non si possono però ignorare le attenzioni indesiderate di club quali Manchester City Borussia Dortmund; proprio i Citizens infatti, nel caso dovessero aggiudicarsi il suo cartellino, manderebbero Camarda in prestito al Palermo (uno dei tanti club del City Football Group), per poi riportarlo all’Etihad e farne il proprio nuovo mortifero numero 9.

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Flash News

Dybala festeggia la vittoria col Monza, il post

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Dybala

Una Roma che è veramente magica da quando Daniele De Rossi si è seduto sulla panchina giallorossa. La cura di quello che fu capitan futuro sta dando i suoi frutti, con una squadra che, Inter a parte, è stata di fatto imbattibile. Il volto della formazione è cambiato con l’avvicendarsi di un nuovo allenatore, che ha portato aria di novità in tutto l’ambiente. Un altro giocatore che sembra aver preso molto bene la cura De Rossi è Paulo Dybala. L’attaccante argentino numero 21 è in un momento di grazia, galvanizzato dalle sue ottime prestazioni.

Il giocatore è stato decisivo negli ultimi due turni con 4 gol e 2 assist, oltre ad una forma che va via via crescendo. Con un post su Instagram ha celebrato anche la vittoria col Monza, fondamentale per trovare punti preziosi che avvicinano sempre di più la squadra ad ottenere un posto per la prossima edizione della UEFA Champions League. Dybala è il giocatore più rappresentativo e più importante per il suo attuale allenatore, che conta sulla sua classe e sulla sua efficacia in zona gol per portare a casa le varie partite. Di seguito il testo del post celebrativo dell’asso argentino.

IL POST“Una MAGICA❤️ serata! Orgoglioso del lavoro di squadra!! Daje Roma “

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Le parole di Baroni e Carnevali prima di Verona-Sassuolo

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Tra le partite più delicate di questo 27° turno di Serie A c’è indubbiamente il lunch match tra Verona Sassuolo, appaiate in classifica, ma con stati d’animo profondamente differenti. Nel pre-gara, ai microfoni di Sky Sport, si sono espressi al riguardo Marco Baroni, allenatore dei gialloblù, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato dei neroverdi.

LE PAROLE DI BARONI

MASSIMA ATTENZIONE – “Dovremo affrontare tutti insieme questa partita, sia coloro che partono titolari, sia quelli che entreranno a gara in corso. Servirà un’attenzione massima per cento e passa minuti, il Sassuolo è conscio del momento che sta vivendo, ma rimane una squadra con grandi possibilità tecniche”.

TUTTE FINALI – “Da qui a maggio tutte le nostre partite saranno delle finali, e la squadra dovrà essere capace di restare sempre dentro la gara, mostrando compattezza anche mentale. Match come questi si risolvono spesso per le piccole cose, e dovremo essere in grado di curare anche i minimi dettagli”.

RESTARE IN PIEDI E CORRERE – “La squadra ha creato le condizioni per restare in piedi in un momento non facile. Adesso dobbiamo iniziare a correre per raggiungere ciò che sembrava impossibile”.

LE PAROLE DI CARNEVALI

BALLARDINI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, Ballardini è il profilo adatto per dare la scossa giusta. La squadra ha dei valori, ma indubbiamente ha anche delle carenze; siamo fiduciosi nel fatto che il nuovo allenatore riuscirà a portarci ciò che è mancato prima”.

SERENITÀ – “Continuerò a presenziare agli allenamenti senza stravolgere nulla. Dobbiamo mantenere la serenità e l’equilibrio che non devono mancare in momenti come questo”.

BERARDI – “In undici stagioni di Serie A ci era già capitato un momento come questo, e chiamando Iachini quest’ultimo riuscì a portarci qualcosa di importante. Il ritorno in campo di Berardi può darci tanto anche all’interno dello spogliatoio, è il nostro campione ed è con lui che abbiamo portato a casa risultati e punti. Speriamo rientri in condizione nel miglior modo possibile”.

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Flash News

Procede spedito il progetto di stadio sostenibile dell’Udinese

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Udinese, in foto: Payero e Thauvin - Serie A, Coppa Italia

L’Udinese è in fase effettiva per quanto riguarda la ristrutturazione del Bluenergy Stadium. Il progetto del Bluenergy Group, in collaborazione col Politecnico di Milano, per l’istallazione di oltre 2400 pannelli solari sul tetto dello stadio, da idea teorica sta per diventare realtà. L’obiettivo è quello di rendere gradualmente la struttura indipendente in termini energetici. L’impianto sarà uno di quelli all’avanguardia, un punto di riferimento per tutti gli stadi d’Europa.

Il direttore generale dell’Udinese Franco Collavino si è espresso in merito, parlando dell’impianto e spiegando come dalla progettazione ora si passi ai lavori.

ENERGIA SOLARE“Siamo riconosciuti come il club più sostenibile d’Italia e il quarto al mondo e questo ci motiva a promuovere, insieme a un protagonista della transizione energetica nel nostro Paese come Bluenergy, progetti che diano ulteriore slancio a questo impegno. Il calcio muove leve mediatiche senza paragoni ed abbiamo, oltre al dovere di agire noi stessi in modo virtuoso, quello di veicolare messaggi che coinvolgano i tifosi in un’azione comune contro il cambiamento climatico”.

Il progetto di uno stadio sostenibile è uno dei concetti forti che la dirigenza bianconera punta e porta avanti con coraggio da tempo. Si tratta di un impianto che permetterebbe all’Udinese di piazzarsi positivamente anche dal punto di vista ambientale.

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