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Il Lecce di Liverani ai raggi x

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Il sogno leccese della massima serie, ritrovata dopo nove anni, si è presto trasformato in un traumatico risveglio durante la prima mezz’ora di confronto a San Siro contro l’Inter. Il Lecce ha capito, o meglio ha somatizzato, il fatto di essere tornata repentinamente in una lega diversa da quella che aveva lasciato quasi una decade fa, scontrandosi con la dura realtà fatta di corazzate milionarie e ritmi estenuanti. La voglia nerazzurra di rifarsi ha rincarato la dose ma ha permesso a Fabio Liverani e la società giallorossa di delineare le necessità primarie di una squadra tutt’ora incompleta, offuscata dalla roboante vittoria in Coppa Italia (4-0 contro la Salernitana) e da un precampionato positivo. Cosa può proporre questa squadra in Serie A e su quali aspetti bisognerà migliorare per evitare il ritorno nel purgatorio della cadetteria?

IDENTITÀ

Lo schema iniziale secondo Liverani. Fonte: transfermarkt

Sin dal primo minuto Liverani ha preferito usare il modulo prediletto, il 4-3-1-2, che mette in risalto le doti del trequartista in una squadra di possesso senza disdegnare la copertura degli spazi ed il pressing alto. Solitamente il Lecce ama partire costruendo dal basso, girando palla con i tre centrocampisti centrali per poi trovare il trequartista, che agisce da metronomo e detta i tempi del cambio di passo offensivo, a seconda dei movimenti delle due punte o dei centrocampisti che si inseriscono.  Nonostante le difficoltà del primo impegno, il Lecce ha mantenuto questo spirito per almeno i primi venti minuti, provando addirittura un pressing alto a partire dal tridente offensivo. Seppur schiacciata subito dopo, con La Mantia costretto a fungere da esterno sinistro per rintuzzare gli attacchi nerazzurri ed una squadra riposta in un anomalo 4-4-1-1, Liverani ha provato a giocare di ripartenza con gli strappi di Filippo Falco, il vero faro della squadra per qualità e corsa, e Gianluca Lapadula, schiacciato però dalla difesa avversaria.

Alla scarsa attitudine offensiva dei terzini, sia per caratteristiche intrinseche che per caratura dell’avversario, si sono succeduti numerosi problemi a centrocampo, per un reparto che ha spesso girato sotto ritmo fino a schiacciarsi completamente nella propria area di rigore. I primi due gol interisti, di Brozovic e Sensi, sono il frutto di questo livellamento verso i propri 20 metri: i tre centrocampisti scalano sulla linea dei difensori, permettendo al croato di calciare con serenità. Nel secondo invece Petriccione ed il difensore Lucioni, troppo compassati, subiscono la serpentina dell’ex Sassuolo permettendogli una facile conclusione a rete. Il pressing sbagliato dalla metà campo in giù ha spesso permesso all’Inter di ripartire in maniera fulminea, con un Romelu Lukaku nettamente superiore fisicamente agli avversari. In mezzo al campo, a parte Panagiotis Tachtsidis, Zan Majer e lo stesso Jacopo Petriccione esordivano per la prima volta in Serie A: se conosciamo le doti fisiche e d’interdizione del greco, sono meno note le caratteristiche del nazionale sloveno e dell’italiano. Majer è un centrocampista duttile, capace di usare il fisico ma anche di inserirsi per andare a rete.

Per quanto riguarda Petriccione, il suo è un ruolo più vicino a quello di centromediano metodista: il fisico mingherlino ed i ritmi compassati vengono compensati da una tecnica sopraffina palla al piede, dal quale spesso sono partite le azioni più importanti per la promozione dei leccesi. Essendo un classe 1995 alle prime esperienze in Serie A, bisognerà preservarsi del tempo per giungere ad una valutazione corretta.

DOVE INTERVENIRE

Il nuovo acquisto del Lecce, Giannelli Imbula.
Foto tratta dal profilo instagram di Imbula (@imbula25)

In maniera sincera e schietta, l’analisi post partita dell’allenatore e della società, nelle persona del direttore sportivo Mauro Meluso, ha focalizzato quattro necessità principali per la squadra: un centrale difensivo che conosce il campionato, un terzino sinistro di piede mancino, un centrocampista centrale ed una punta centrale con esperienza. Sul centrale, l’indiziato numero uno sembra Lorenzo Tonelli, sondato però da mezza Serie A. Quanto al terzino sinistro, il Lecce potrebbe già avere in casa propria un talento da plasmare: si tratta di Brayan Vera, colombiano classe 1999, prelevato dal Leones FC dopo un’ottima figura nel mondiale under 20.

Seppur talentuoso, il Lecce potrebbe fiondarsi su profili d’esperienza per colmare il gap In queste ore si è confermato l’accordo con Giannelli Imbula, franco-congolese classe 1992 in forze allo Stoke City dopo Tolosa e Rayo Vallecano. A Marsiglia si era fatto spazio come un giocatore di caratura internazionale, dotato di un grande fisico e di possenti falcate palla al piede, salvo poi perdersi con il passare del tempo. Se saprà adattarsi ritrovando i suoi standard, potrebbe fornire il cambio di passo necessario al centrocampo, capace di far da collante con l’attacco. Il reparto avanzato è il discorso più gettonato tra Piazza Sant’Oronzo e dintorni: dopo un’estate spesa a corteggiare Burak Yilmaz (inutilmente), gli altri papabili erano Kostas Mitroglou o Jackson Martinez, rispettivamente del Marsiglia e della Portimonense. Il greco ha scelto il PSV Eindhoven, mentre sul colombiano non si è mai intavolata una vera e propria pista. Si cercano adesso profili più “vicini”, da Babacar ad Alberto Cerri, in uscita dal Cagliari. Che tutto ciò basti per la salvezza è un rebus, ma una cosa è certa: a Lecce si vorrà fare a tutti i costi bella figura, evitando che il sogno di una città si trasformi nell’incubo di una pericolosa ricaduta.

 

Foto di copertina tratta dal profilo instagram della società US Lecce (@uslecceofficial)

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Ruben Dias suona la carica: “Svizzera? Siamo pronti”

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Pronostico Portogallo-Svizzera

Dopo aver superato la fase a gironi da primo classificato, il Portogallo adesso è atteso dagli ottavi di finale dei Mondiali 2022 in Qatar contro la Svizzera. Calcio d’inizio in programma domani alle ore 20 italiane.

Alla vigilia della delicata gara contro la selezione europea guidata da Xhaka e Shaqiri, Ruben Dias, pietra angolare del reparto difensivo dei lusitani, ha parlato durante la consueta conferenza stampa.

LE PAROLE DI DIAS IN CONFERENZA

Il difensore centrale del Manchester City ha analizzato la gara contro la Svizzera, rivelando che dal suo canto “la partita si deciderà nei dettagli“.

Poi prosegue nell’analisi:

“Siamo appena usciti da una fase a gironi in cui abbiamo raggiunto il primo posto. Non serve cambiare molto, ma sappiate che si tratta di una partita e nient’altro. Noi siamo pronti“.

Infine, Dias si è soffermato sulla possibilità dei calci di rigore:

Eventuali rigori? Penso che possiamo ritenerci preparati. Questa casistica l’abbiamo sempre tenuta in considerazione e fa parte del torneo. Ci vuole fortuna, ma c’è anche la qualità nell’esecuzione. Ci siamo esercitati”.

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Viviano torna a parlare di Fiorentina: “Ritorno? Non conosco il mio futuro, penso a giocare”

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Fiorentina

Un passato con la maglia della Fiorentina, il presente invece al Fatih Karagumruk: Emiliano Viviano, dopo varie esperienze tra Serie A e Sporting Lisbona, ha scelto la Turchia per ripartire ed oggi, ai microfoni di Radio Firenze Viola, è tornato a parlare del suo futuro e non solo. Infatti, nel corso d’intervista, non sono mancati consigli riguardo futuri portieri che potrebbero vestire la casacca viola nelle prossime stagioni.

Il portiere classe ’85 ha iniziato parlando in merito ad un’eventuale ritorno alla Fiorentina, dopo il settore giovanile e la stagione 2012/13:

Ritorno in viola? Magari all’interno della Fiorentina. Al momento non conosco il futuro, però non è una mia priorità. Guardo stagione dopo stagione, probabile che a fine stagione decida di fare altro. Ad oggi voglio giocare, ma la Fiorentina rimane una mia priorità in generale“.

Poi, ha dunque proseguito con alcuni consigli alla dirigenza, qualora Gollini decida di cambiare squadra:

“Prima di tutto, mi auguro e spero che Gollini possa recuperare poiché è un gran portiere. Però, vi sono alcuni prospetti molto interessanti; uno è Elia Caprile, estereo difensore con un trascorso al Leeds United, oggi in forza al Bari. Altri? Carnesecchi e Vicario che, tuttavia, rappresentano profili difficilmente accessibili”.

 

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Giuffredi su Di Lorenzo: “Rinnovo? Stiamo parlando con il Napoli”

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Di Lorenzo

L’agente di Giovanni Di Lorenzo, Mario Giuffredi, è tornato a parlare del suo assistito. Lo ha fatto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, cogliendo l’opportunità per rilasciare alcune dichiarazioni in merito al futuro del capitano del Napoli. Di seguito, riportiamo le sue parole.

RINNOVO

Rinnovo di contratto? Ne stiamo discutendo con la società, poiché la volontà del calciatore è quella di legarsi al Napoli. Piano Piano procederemo nei colloqui con il club. Speriamo che quest’anno arrivi lo scudetto, in modo che chiudiamo il cerchio e Giovanni possa scrivere un libro, una storia da ‘Libro cuore’. Lui è arrivato nel calcio rilevante in ritardo, ma effigia l’esempio della meritocrazia: Giovanni si è guadagnato tutto sul campo“.

SCUDETTO

Crediamo nello scudetto, dai giornalisti e tifosi ai calciatori, però è meglio rimanere con i piedi ben saldi al suolo in quanto arriveranno anche momenti difficili. In tal situazioni non bisognerà farsi prendere dall’ansia”.

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Flash News

Spagna, Pedri suona la carica: “Non vedo l’ora inizi la gara con il Marocco”

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Pronostico Marocco-Spagna

Dopo aver superato il girone da seconda classificata, la Spagna si prepara ad affrontare il Marocco negli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar. Alla vigilia della gara contro i Leoni Dell’Atlante, Pedri ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa.

Il centrocampista del Barcellona ha iniziato parlando della partita contro la sorpresa Marocco:

“Stile di gioco? Mi trovo bene, è quello che piace a me e con il quale mi diverto. Non vedo l’ora inizi la gara con il Marocco“.

Poi è tornato sulla sconfitta contro il Giappone, arrivata all’ultima giornata della fase a gironi:

Autocritica dopo il Giappone? Sappiamo di poter uscire in qualsiasi istante. Cambieremo alcune cose, penso che saremo pronti per disputare la partita. Siamo arrivati ad una fase del torneo in cui se abbiamo ancora quei minuti di blackout torniamo a casa. Ci stiamo lavorando e miglioreremo. Motivazioni? Questo è l’aspetto meno rilevante. Le motivazioni vengono da sole, tutti i giocatori saranno motivati“.

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