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Lecce, parla Pongracic: “Qui per migliorare, la concorrenza aiuta”

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Lecce

Marin Pongracic, difensore croato new entry del Lecce, si è presentato ufficialmente ai suoi nuovi tifosi in conferenza stampa. Il giocatore, ex-Borussia Dortmund, è approdato in Salento per garantire DNA europeo al club giallorosso. E, insieme a Samuel Umtiti, forma la coppia difensiva posta a diga della porta di Falcone.

Nella conferenza stampa di presentazione si è soffermato molto sulla situazione attuale della squadra e su quelli che sono i primi rapporti con il compagno di reparto. Queste le parole di Pongracic.

Umtiti e Baschirotto sono dei grandi giocatori. Per me è un onore condividere lo spogliatoio del Lecce con un giocatore come Umtiti. Baschirotto è molto forte e vince tutti i contrasti. La concorrenza è una cosa buona per tutti ed è utile per la squadra, perchè la competizione fa crescere ed è sempre il mister che decide. Io ho voglia di migliorare sempre, per prendere il posto a qualcun altro. In Serie A ci sono tanti calciatori forti: Lukaku, Lautaro, Immobile. Sono delle sfide per me molto impegnative e darò il massimo per non farli segnare.

Ho buone impressioni, abbiamo un’ottima squadra e mi sono ambientato con i miei compagni. Lecce è meravigliosa, qui sto bene. A Lecce  mi piace, anche perchè sono cresciuto con tanti italiani. Penso che noi meritiamo più punti in classifica e dando il 100% in ogni partita faremo bene. Per ora, ho giocato tre gare dall’inizio, sono felice e sto migliorando. Spero di migliorare ancora nelle prossime partite. L’ultima mi è piaciuta molto“.

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Calcio Internazionale

Bayern Monaco su Kane, ma il Tottenham vuole blindarlo: le ultime

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kane

15 reti in 30 presenze. Fino ad ora, questo è il bottino stagionale di Harry Kane tra Tottenham e Nazionale Inglese. L’attaccante classe ’93 sta letteralmente trascinando gli Spurs, che attualmente occupano il quarto posto in Premier League. Per questo motivo, il club allenato da Antonio Conte certamente non vorrà privarsi del suo numero 10 e starebbe pensando ad un possibile rinnovo di contratto.

Per la cronaca, Kane è in scadenza il 30 Giugno 2024 e molti top club europei si starebbero già muovendo sulle sue tracce. Tra questi c’è il Bayern Monaco. La squadra 32 volte campione di Germania sarebbe alla ricerca di un sostituto di Robert Lewandoski, che in estate ha detto addio alla Bundesliga per accasarsi al Barcellona.

Per scongiurare la possibilità di vedere Kane con la maglia dei bavaresi, dunque, gli Spurs sarebbero pronti a dare inizio alle trattative per il prolungamento di contratto che, con molta probabilità, si apriranno al termine dei Mondiali in Qatar.

 

 

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Calcio Internazionale

Argentina, Messi e l’eredità di Diego

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Messi

A seguito dei match del secondo turno di Qatar 2022 ci sono i primi verdetti. Nel corso di questo primo scorcio di weekend i tifosi argentini sono rimasti impalati davanti allo schermo a tifare la propria favorita.

MESSI E MARADONA

Messi contro il Messico: sembra uno scioglilingua, ma non è che l’hombre del partido nell’incontro più importante di questa competizione. Il giocatore, nel postpartita della partita contro l’Arabia Saudita, aveva invocato l’aiuto alla tifoseria:

“La nostra gente deve avere fiducia in noi: questo è un gruppo molto unito che, già contro il Messico, saprà ritrovarsi”.

Il capitano ha a cuore la maglia albiceleste di milioni di argentini, tra cui Gerardo Martino, ex commissario tecnico della Seleccion, e attuale mister degli aztechi. Il Tata, alla guida del Paraguay centra i quarti di finale del Mondiale di Sudafrica 2010 e la finale di Copa America del 2011.

Nel 2014 assume l’incarico di allenatore del Barcellona. A fine stagione, rimasto a secco di trofei nella sua esperienza in blaugrana, rassegna le sue dimissioni.

La pulga lo vuole come commissario tecnico dell’Argentina. Una scelta che si rivelerà fatale: In Copa America del 2015 e 2016 perde la finale ai calci di rigore contro il Cile.

Alla vigilia del match di sabato sera, il mister del Messico rivela:

“Mettetevi al mio posto, voi come vi comportereste? L’Argentina è la mia patria, ma io sono il ct del Messico e farò il possibile per vincere questa partita”.

A due anni dalla dolorosa scomparsa del Diez, il suo erede è costretto a fare i conti con la storia. Lionel Messi è un fenomeno generazionale, ma “Maradona era un’altra cosa”. Un dualismo che alimenta le polemiche e che inasprisce l’odio verso il giocatore più forte di questa epoca.

In molti sostengono che la pulga non abbia la stoffa del leader. Le finali perse, il rigore sbagliato contro il Cile e l’episodio del vomito nella gara contro il Paraguay. Tuttavia, Messi si è preso la sua rivincita.

Si disputa tra i padroni di casa della nazionale verdeoro del Brasile e la Seleccion, la finale di Copa America 2021. Nello spogliatoio, prima della sfida conclusiva, avvolto dagli abbracci dei suoi compagni di squadra, intona le seguenti parole:

“Questa coppa doveva essere giocata in Argentina e Dio l’ha portata qui, in modo che la solleviamo nel Maracana. Per renderla più bella per tutti, quindi usciamo fiduciosi e sereni che la porteremo a casa”.

L’albiceleste vince 1-0 grazie alla rete di Angel Di Maria e Messi, eletto migliore giocatore del torneo e capocannoniere della competizione, alza al cielo dello Stadio Maracanã di Rio de Janeiro il primo trofeo della sua carriera con la nazionale.

ARGENTINA-MESSICO

Veniamo alla cronaca della partita: Argentina-Messico è molto più della seconda gara del gruppo C. La pulga lo deve a se stesso, alla sua gente e a Diego in persona. Chissà che da lassù non stia esultando in maniera scomposta, come solo lui sa fare, alle prodezze del suo beniamino.

Nessuna squadra prevale sull’altra e l’incontro è inchiodato sull’0-0. Serve la giocata del fuoriclasse. Il giocatore con la dieci sulle spalle fa partire una rasoiata a fil di palo e porta avanti l’Argentina. Il migliore mancino del mondo. Messi eguaglia Maradona: sono otto reti nel Mondiale e dodicesimo gol nelle ultime sei con la Seleccion.

All’ottantasettesimo Enzo Fernandez fa partire un destro a giro, che chiude il match sul 2-0. Sono sempre più convinto che Messi sia dentro a un racconto scritto per tesserne le lodi. Un romanzo di formazione in cui il protagonista, attraverso mille peripezie, passa da essere un sedicente fuoriclasse a un campione senza eguali.

Nel postgara il giocatore, eletto uomo partita, dichiara:

Non so perché si siano dette tante cose. L’altro giorno si parlava di caviglia, io non avevo niente. Non mi sono mai allenato da solo, abbiamo lavorato come dovevamo lavorare e siamo siamo arrivati ​​qui. Ora non possiamo commettere errori, perchè sapevamo che la risposta del pubblico sarebbe stata quella di oggi. Abbiamo lavorato molto insieme e siamo tutti uniti, non possiamo arrenderci ora!

La prossima gara è decisiva. Lewandowski è affamato e, dopo essersi sbloccato con la nazionale, vuole assicurarsi il primo posto nel girone, Tuttavia, alla Polonia basta un pareggio per essere sicura del passaggio del turno.  Per l’Argentina vincere è l’unica cosa che conta. Il calcio è come una favola, ha sempre un lieto fine.

 

 

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Calciomercato

Calciomercato Juve, il Tottenham interessato anche McKennie

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Juventus Estupinan

Dopo gli acquisti di Kulusevski e Bentancur nella scorsa sessione di mercato invernale, il Tottenham sembra ancora intenzionato a bussare alla Juventus per rafforzare la sua squadra: come riporta l’edizione odierna del Sunday Express, la squadra di Antonio Conte sarebbe alla ricerca di un centrocampista dinamico e avrebbe individuato nello statunitense il profilo ideale.

La sensazione è che la trattativa possa andare in porto, dal momento che la Juventus non considera assolutamente incedibile McKennie (soprattutto dopo l’esplosione di Fagioli e Miretti) e con un’offerta di 20-25 milioni di euro metterebbe a bilancio una buonissima plusvalenza.

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Flash News

Agnelli coccola Fagioli e Miretti: “Sono risparmi”

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Juventus

Intervenuto all’interno della tavola rotonda sul tema delle seconde squadre organizzata all’Allianz Stadium prima della partita della Juventus Next Gen contro il Mantova, Andrea Agnelli ha commentato l’esperienza della sua squadra: 

“Il progetto seconde squadre aiuta anche un club nella sostenibilità. Si parla sempre di Fagioli e Miretti (di cui sono orgoglioso) che hanno esordito in Nazionale maggiore, ma bisogna soffermarsi anche dei ragazzi della Juventus in pianta stabile in Under 20, perché da lì c’è la base. Grande merito del progetto va a Billy Costacurta, perché ha spinto molto per realizzarlo. Il primo anno era stranissimo perché i giovani non capivano dove fossero, ma dopo 4/5 sconfitte sono andato al campo a parlargli per ricordargli che sono alla Juventus“.

Il presidente della Juventus ha ricordato il percorso che devono compiere i ragazzi:

“Non conta la categoria, tutti sono la Juve. Sapevamo che ci sarebbero voluti anni per vedere i frutti: Miretti l’anno scorso ha giocato in Primavera, in Under 23 e in Prima squadra. A lui non interessava dove giocasse, perché è da noi da tempo. Il problema è quando si prende un giocatore da fuori in Under 17, lui va accompagnato per fargli capire di che cosa fa parte”.

Agnelli rimane orgoglioso del progetto intrapreso, consapevole che se ben organizzato porterà a un risparmio non indifferente:

“Con le seconde squadre si tengono i migliori giocatori e si coltivano. Se la nostra squadra però dovesse retrocedere, sciogliamo nell’acido il progetto, perché i costi sono paragonabili a quando hai 50 prestiti. Il tema però non è quello, ma il fatto che il costo della prima squadra si è abbassato: Fagioli e Miretti sono risparmi”.

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