In Ligue 1 non c’è ancora un padrone per la stagione 2020/21. Un evento, considerato che negli anni scorsi lo stradominio del Paris Saint-Germain è sempre parso intoccabile, inarrivabile. E invece ecco un sorprendente equilibrio, livellato verso l’alto. Al 28 dicembre, infatti, classifica del campionato francese è cortissima. In testa ci sono a 36 punti, appaiate, Lione e Lille. Due club in grande evoluzione e che dopo periodi di magra sono ritornate a fare la voce grossa quantomeno in ambito nazionale; e poi il Paris al terzo posto, con 35 punti.

Alle spalle dei parigini un’altra bella e giovane realtà del calcio transalpino, il Rennes. Infine il Marsiglia: ai biancazzurri mancano due gare da recuperare e oggi occupano la quinta piazza con 28 punti. Potenzialmente potrebbero averne 34, uno in meno rispetto al Paris e due nei confronti della coppia di testa.

(Fonte: calcioweb.com)

Un equilibrio, come detto, piuttosto sorprendente. Un aspetto che però, c’è da dire, si è iniziato a notare in tutti i grandi campionati europei. Come se il lockdown post-pandemia avesse quasi azzerato i valori iniziali e fatto ripartire tutti daccapo. Un po’ forzatamente potremmo dire che è esistito un calcio pre e post Covid. In Italia, ad esempio, la Juventus, dominatrice indiscussa negli ultimi anni, pare aver lasciato il passo alle milanesi. Milan e Inter sono le due squadre, oggi, più attrezzate a competere per lo Scudetto che potrebbe momentaneamente lasciare Torino dopo ben nove anni.

Una situazione simile la si sta vivendo in Spagna. Anche in Liga le due grandi, Barcellona e Real Madrid, stanno vivendo un momento di flessione. Ne sta approfittando l’Atletico del Cholo Simeone, in testa al campionato e che sul campo si è reinventato, abbandonando quel gioco passivo e di attesa che ha costruito le fortune dei colchoneros dell’ultimo decennio. In Premier il Liverpool continua ad essere la squadra da battere, come dimostra il primato in classifica, ma ci sono Everton, Leicester, Tottenham, Manchester United, lì pronti ad approfittarne. Un filone, quello dell’equilibrio, partito proprio dalla Ligue 1.

LE DIFFICOLTA’ DEL PARIS

È indispensabile, per dare un quadro generale della situazione in Ligue 1, parlare di chi la Ligue 1 l’ha vinta nelle ultime stagioni. Il Paris, dopo la finale di Champions League persa ad agosto, ha dovuto fare i conti con gli strascichi e la delusione di un ambiente che aspettava da anni un evento del genere. Il Bayern ha mostrato una maturità e una consapevolezza maggiore, aspetti sui quali a Parigi stanno lavorando da tempo. Eppure sembra che sotto l’ombra della Torre Eiffel manchi qualcosa. Anche Tuchel, che pure ha portato a casa l’ennesimo campionato e ha raggiunto la finale di Champions, è stato recentemente esonerato, confermando la sensazione generale di incompiutezza che aleggia dalle parti del Parco dei Principi.

L’inizio di stagione da parte del Paris è stato segnato dalle due sconfitte rimediate nelle prime due gare di campionato, per mano del Lens e del Marsiglia. Ma i parigini, in realtà, sono mancati negli appuntamenti clou: contro Lille e Lione, le due migliori squadre di questo inizio di stagione, sono arrivati un pareggio e una sconfitta, senza segnare nemmeno un gol. Una rarità se si sta parlando di un club che ha fatto della produttività offensiva la specialità della casa.

Fonte: profilo IG @moise_kean

Dal 2021 sulla panchina del Paris siederà un altro allenatore. Per l’ufficialità di Pochettino è solo questione di tempo. Un allenatore che ha dimostrato grande visione, con uno staff molto organizzato e che alle sue squadre è sempre riuscito a trasmettere una forte identità di gioco. È stato così all’Espanyol, al Southampton e infine al Tottenham. In Francia, e in particolare Leonardo, si augurano che le cose vadano come previsto. Pochettino, poi, avrà la “fortuna” di conoscere già l’ambiente: è stato giocatore del PSG tra il 2001 e il 2003. Insomma, rispetto agli ultimi Emery e Tuchel, il tecnico argentino parte con qualche punto a suo favore. In campo, invece, le cose che cambieranno si ipotizza siano poche, soprattutto a livello di giocatori.

Con Tuchel hanno trovato grande continuità i vari Kean, Rafinha, Herrera, Florenzi, tutti giocatori che si erano presentati a Parigi tra lo scetticismo generale contribuendo molto positivamente alla causa. Ciò che invece Pochettino spera di ritrovare al più presto è l’affiatamento Mbappè-Neymar. Sembra assurdo ma l’ultima volta che i due sono partiti titolari insieme in una gara di Ligue 1 è stato il 28 novembre, Paris-Bordeaux finita 2-2. E la penultima addirittura il 2 ottobre. Tra problemi vari, il sette e il dieci hanno avuto meno possibilità di giocare insieme del dovuto. Fattore che il Poch spera di risolvere al più presto.

LA RINASCITA DI LILLE E LIONE

Ma se in Ligue 1 si può parlare di equilibrio è soprattutto merito di Lille e Lione, prime della classe di un campionato che ha visto, finalmente, rinascere squadre cadute per un po’ di tempo nel dimenticatoio. Il cammino delle due squadre è stato costante, sempre in crescita, complice anche l’esplosione e la consacrazione di giocatori entrati nel loro prime di carriera. Nel Lille il tecnico Galtier, spirito guida di un gruppo di talenti giovanissimi, ha valorizzato al massimo le qualità di Ikonè, Bamba, Yazici, Andrè, senza disdegnare l’esperienza di Ylmaz e Jose Fonte.

Già negli ultimi anni al Lille avevano trovato la loro dimensione calciatori come Pépé o Osimhen; oggi, invece, l’idea che ci siamo fatti della squadra di Galtier è che possa fin da subito ambire a qualcosa di più rispetto al passato. Il 4-4-2 con il quale les dogues si schierano in campo è diretto, semplice, ben definito. Due esterni velocissimi, due mediani efficaci in ambo le fasi e due punte in grado di completarsi a vicenda (Yazici o David, al fianco del turco Yilmaz). Un modus operandi che aiuta a vincere, o quantomeno a non perdere. E in effetti la sola sconfitta subita in campionato – 3-2 del Brest – ne è una lampante dimostrazione.

Fonte: IG @ol

Da tempo, invece, si aspettava il definitivo salto di qualità del Lione di Rudi Garcia. Il clamoroso e sorprendente cammino in Champions della scorsa stagione sta portando i suoi frutti anche in questa. La prima metà di campionato ha visto gli uomini dell’ex allenatore della Roma vincere 10 delle 17 gare disputate fin qui. In casa OL la convinzione nel progetto e nei propri mezzi non è mai mancata: ecco spiegato, ad esempio, la non partenza di Depay, in estate vicinissimo al Barcellona.

E ancora una volta la centralità dell’olandese nello scacchiere di Garcia è stata evidente: 8 gol in campionato e una mole di gioco che ha aiutato a far emergere anche la vena realizzativa di Toko-Ekambi e di Tino Kadewere, le due vere armi in più del Lione 2020/21. Dopo un inizio complicato anche l’ex Milan Paquetà sta trovando continuità, giocando mezzala in un centrocampo che può contare sul genio di Aouar e sulle geometrie di Mendes.

Chissà, dunque, se a fine anno a festeggiare sarà nuovamente il Paris Saint-Germain, chiamato al riscatto, o una delle outsider che stanno cannibalizzando la Ligue 1. Lille e Lione sognano il colpaccio, ben più di un semplice regalo di Natale.

(Fonte immagine di copertina: IG @ligue1ubereats)