Ricostruire non è mai facile, neanche per il Manchester United, la squadra più importante d’Inghilterra e nella top 3 delle più blasonate al mondo. Dopo l’addio di Sir Alex Ferguson, sulla panchina dei Red Devils si sono alternati diversi allenatori: da Moyes a Mourinho, passando per Van Gaal e Giggs.

Tuttavia, i risultati non sono stati soddisfacenti. Pertanto, si è scelto di puntare su Ole Gunnar Solksjaer, ricominciando “dal basso” e dando la possibilità a molti giovani di esordire.

In questo contesto, la figura che spicca maggiormente è quella di Marcus Rashford. Nonostante la giovane età, l’attaccante britannico può già considerarsi una delle colonne dello United. Nell’estate 2018, ancora ventenne, ha ereditato la maglia numero 10 lasciata da Zlatan Ibrahimovic, denotando grande personalità.

TRA GOL E RECORD

Solskjaer riesce ad ottimizzare le prestazioni del suo numero 10, impiegandolo come ala d’attacco nel suo 4-2-3-1. L’inglese, avendo come riferimento la fascia, è libero di saltare l’uomo e arrivare sul fondo, consentendo a Cavani o a Martial di occupare la posizione centrale. Può inoltre giocare lui stesso da punta, sfruttando la sua velocità e le doti di finalizzatore. Parallelamente, nel campionato italiano, un ruolo simile è occupato da Rafael Leao, nel Milan di Pioli.

Il gioco dello United valorizza Rashford, che è il principale finalizzatore della squadra. Sebbene la stagione passata sia stata più che positiva, condita da 17 gol in Premier League, quest’anno è riuscito ad alzare ancor di più l’asticella. Oltre agli 8 gol e 7 assist registrati in campionato, spicca il rendimento in Champions League. Nonostante il terzo posto nel girone, che condanna i Red Devils alla “retrocessione” in Europa League, l’attaccante ha messo a segno 6 gol in altrettante partite.

Nello specifico, la tripletta contro il Lipsia ha reso Marcus il quinto giocatore a siglare tre gol da subentrato nella storia della competizione. Inoltre, essendo entrato in campo al minuto 63, ha raggiunto il traguardo avendo avuto a disposizione un minutaggio ridotto rispetto ai suoi predecessori.

Fonte: manchestereveningnews.co.uk

I record, tuttavia, non finiscono qui: il gol nel clamoroso 9-0 casalingo contro il Southampton ha consentito al classe ’97 di arrivare ad 83 marcature in maglia rossa, al nono posto nella classifica dei cannonieri, in tutte le competizioni, del Manchester United da quando esiste la Premier League, superando Eric Cantona.

I Red Devils tornano, finalmente, a sognare. Inseguono una Premier League che manca dalla stagione 2012/2013, l’ultima ad Old Trafford di Sir Alex Ferguson.

OLTRE IL RETTANGOLO VERDE

Nell’ultimo anno, la figura di Rashford è stata tra le più influenti a livello socio-culturale dell’intero panorama calcistico. Le sue gesta vanno ben oltre un post o un hashtag. Avendo vissuto in prima persona le difficoltà economiche nei primi anni dell’accademia, ha deciso di aiutare in prima persona i bambini, affinché possano ricevere istruzione e cibo.

Nel Natale 2019, il nazionale inglese ha portato avanti un’iniziativa con enti benefici di distribuzione alimentare.

Il suo lavoro di sensibilizzazione si è esteso a partire da marzo 2020, con l’inizio della pandemia. A seguito della crisi economica, nel Regno Unito, si è deciso di tagliare alcuni programmi alternativi ritenuti superflui, tra cui quello dei buoni alimentari scolastici per le famiglie bisognose. Rashford, di sua iniziativa, ha scritto una lettera al governo opponendosi al taglio.

L’intera campagna di solidarietà comprende cinque petizioni arrivate al Parlamento britannico, le quali hanno raggiunto oltre un milione di firme.

Ha lanciato #EndChildFoodPoverty, per donare buoni pasto ai bambini bisognosi, a cui hanno aderito numerosi bar e ristoranti, nonostante le difficoltà economiche.

Il lavoro del Wonderkid è stato giustamente premiato nel Regno Unito: gli è infatti stata conferita la “laurea ad honorem” dall’università di Manchester e l’onorificenza come Membro dell’Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II. Un riconoscimento speciale è arrivato anche dalla BBC, con il premio “Sports Personality of the Year”.

La campagna social lanciata da Marcus ha sensibilizzato anche il governo inglese, che ha destinato 440 milioni di euro alle famiglie bisognose per tutta la durata del periodo invernale.

L’attaccante ha avuto una conversazione con il Premier stesso, Boris Johnson, riportando lo slogan dell’intera iniziativa: “Nessun bambino deve andare a letto affamato”.

Un vero e proprio esempio, dentro e fuori dal campo. La speranza è che possa essere solo un punto di partenza.

 

(Fonte immagine in evidenza: Eurosport)